L’era Gemini in Gmail: come l’intelligenza artificiale di Google sta per rivoluzionare la tua casella di posta

Anita Innocenti

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Gmail cambia volto con l’intelligenza artificiale Gemini, offrendo nuove funzioni gratuite e una “AI Inbox” personalizzata, ma solleva interrogativi sulla privacy e sui costi futuri

Google sta integrando la sua intelligenza artificiale Gemini in Gmail per rivoluzionare la gestione delle email. Funzioni come "Help me write" diventano gratuite per tutti, ma la vera scommessa è una futura "AI Inbox" che organizza la posta in automatico. Questa mossa fa parte di una strategia più ampia per spingere gli utenti verso abbonamenti a pagamento, sollevando interrogativi sulla privacy.

Funzioni che cambiano il modo di scrivere (e leggere) le email

La prima grande novità è che strumenti prima a pagamento ora diventano accessibili a tutti. Parliamo di “Help Me Write“, la funzione che, di fatto, scrive le email al posto tuo. Se prima era un lusso per pochi, ora chiunque potrà chiedere a Gemini di comporre una bozza.

E a quanto pare funziona: secondo i dati interni di Google, il 70% degli utenti aziendali che l’hanno provata ha accettato i suggerimenti dell’IA senza modificarli. Come descritto da Business Analytics, questa capacità ha ridotto i tempi medi di risposta da 4-6 ore a meno di un’ora nelle organizzazioni che hanno adottato la tecnologia.

Accanto a questo, arrivano anche le “Risposte Suggerite Personalizzate”, che imparano dal tuo stile per proporti risposte veloci ma coerenti con il tuo modo di comunicare. C’è poi “AI Overviews”, che permette di interrogare la tua casella di posta come se fosse un database, chiedendo ad esempio “Che numero di scarpe ho ordinato di recente su Amazon?” e ottenendo una risposta secca, senza dover rileggere decine di email.

Ma queste sono solo le briciole.

La vera rivoluzione che Google ha in mente è un’altra e punta a stravolgere completamente l’idea stessa di “inbox”.

La vera scommessa: una casella di posta che pensa per te

Qui le cose si fanno serie. Google sta testando una nuova “AI Inbox”, una casella di posta che abbandona il classico ordine cronologico per offrirti un briefing personalizzato. La promessa è di quelle che fanno sognare: l’IA dovrebbe identificare in automatico le cose da fare, gli appuntamenti imminenti e le azioni critiche, mettendole in evidenza.

Il sistema dovrebbe anche capire quali sono i tuoi contatti più importanti, basandosi sulla frequenza delle interazioni e sulle relazioni che deduce, per far emergere le loro email. In pratica, non saresti più tu a dover cercare le priorità nel caos, ma sarebbe la tua casella a servirtele su un piatto d’argento.

Una visione affascinante, certo, ma la domanda è d’obbligo:

chi decide cosa è davvero importante per te?

Un algoritmo?

Attualmente, come riportato da Android Central, questa funzione è limitata a un gruppo ristretto di tester e verrà resa disponibile “nei prossimi mesi”.

Una visione potente, senza dubbio.

Ma come sempre, quando un gigante come Google ti offre qualcosa di così rivoluzionario, la domanda sorge spontanea: qual è il prezzo da pagare?

La strategia di Google (e cosa c’è sotto)

Non illudiamoci, questa mossa non è casuale. Fa parte di una strategia più ampia per integrare Gemini in ogni angolo dei prodotti Google, rendendolo indispensabile nella vita quotidiana di miliardi di persone.

Rendere gratuite alcune funzioni AI è il classico assaggio per abituare gli utenti e creare una dipendenza funzionale. Infatti, le funzionalità più avanzate, come le ricerche approfondite con AI Overviews all’interno di singole conversazioni e la stessa AI Inbox, richiederanno un abbonamento a Google AI Pro o Ultra.

Il meccanismo è chiaro: ti do un assaggio del futuro e poi, se lo vuoi per intero, devi pagare.

E qui arriviamo al tasto dolente: la privacy.

Google assicura che tutte le analisi vengono gestite in modo sicuro e nel rispetto delle sue policy, ma i dettagli tecnici su come i nostri dati più personali, contenuti nelle email, vengano “macinati” da Gemini sono, diciamo, piuttosto vaghi.

Stiamo davvero affidando la sintesi della nostra vita professionale e privata a un algoritmo di cui sappiamo poco, in cambio di un po’ di comodità?

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

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