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Ma l’integrazione spinta con Workspace e Google Ads potrebbe legare ancora di più i professionisti all’ecosistema Google, con un prezzo da considerare
Google sta per lanciare Nano Banana 2, un generatore di immagini AI che promette fotorealismo e profonda integrazione nell'ecosistema Google. Mira a superare la concorrenza, ma la mossa solleva interrogativi sul futuro dei professionisti creativi e sui rischi etici legati a disinformazione e deepfake. Un progresso o un'ulteriore dipendenza da Big G?
Google alza il sipario su Nano Banana 2: la rivoluzione è servita?
Google ha appena sganciato la notizia che in tanti, nel settore, stavano aspettando: l’arrivo di Nano Banana 2. Se già la prima versione, basata su Gemini 2.5 Flash Image, aveva fatto parlare di sé, questa promette di essere un passo ulteriore.
L’azienda parla di immagini “fotorealistiche” con una gestione della luce e delle texture che, a detta loro, dovrebbe rendere quasi impossibile distinguere una foto vera da una creata dall’IA.
Il target è chiaro: professionisti, creativi, marketer. Gente come te, che ha bisogno di contenuti visivi d’impatto e veloci. La promessa è quella di superare la concorrenza, da Midjourney a DALL-E 3, non solo in qualità ma anche in efficienza, come si evince dal pezzo di TechRadar.
Ma la domanda che dobbiamo farci è un’altra: si tratta di un vero salto in avanti o solo di un aggiornamento ben confezionato per tenerci incollati al loro mondo?
Non solo immagini: il vero piano è legarti a doppio filo
Non pensare che Nano Banana 2 sia solo un giocattolino per creare belle figure. La mossa di Google è molto più strategica e, diciamocelo, furba. Lo strumento non vivrà isolato, ma sarà integrato fino al midollo in tutto quello che già usi: da Workspace, per creare al volo immagini per le tue presentazioni, a Google Ads, per generare creatività pubblicitarie in pochi secondi.
L’obiettivo è chiaro: rendere l’uscita dal loro perimetro digitale così scomoda da diventare impensabile.
Non ti stanno vendendo un prodotto, ti stanno rendendo ancora più dipendente dalla loro infrastruttura.
E mentre ci offrono questa comodità su un piatto d’argento, c’è un prezzo nascosto che potremmo non essere pronti a pagare.
La creatività al bivio: progresso o minaccia per i professionisti?
E qui arriviamo al punto dolente.
Ogni volta che esce una tecnologia del genere, le domande etiche si sprecano. Pensa alla facilità con cui si potranno creare disinformazione e deepfake con un realismo mai visto prima.
E poi c’è il tuo lavoro.
Se sei un fotografo, un illustratore o un grafico, cosa significa tutto questo per te?
Google e le altre big tech si affrettano a dire che sono solo “strumenti di supporto”, pensati per “potenziare la creatività umana”.
Ma la verità è che mettono nelle mani di chiunque la capacità di produrre, in pochi istanti, un lavoro che prima richiedeva ore di competenza e fatica.
La tecnologia corre, è un dato di fatto.
La domanda che devi porti, però, è se questo treno ad alta velocità stia andando nella direzione giusta per il tuo business, o se ti stia semplicemente portando più in fretta verso un futuro dove la tua professionalità vale sempre un po’ meno.

Nano Banana 2, fotorealismo spinto e integrazione Workspace/Ads… sembra che Google stia preparando un lazo digitale per noi professionisti. 😅 Sarà una benedizione o un nuovo capo? 🤔
Ma dai, ancora ‘sta roba? Un altro tool che ci incatena a Google, eh? Il fotorealismo è una scusa. Alla fine, è solo un altro modo per farsi fregare. Voglio vedere quanto ci costerà poi.
Ancora un marchingegno che promette meraviglie, per poi legarci a doppio filo. A chi giova questo “progresso”?
La solita solfa: altra tecnologia che promette il paradiso e livella le competenze. Chissà se questa volta ci regaleranno pure la pensione integrativa, visto che ci preparano a diventare tutti supervisori di algoritmi. Scommettiamo?
Questa Nano Banana 2 mi pare un’altra gabbia dorata digitale, pronta a legarci ancora più stretti a quel signore con il logo colorato. Spero solo non ci chiedano di pagare in click per ogni foto.
Ah, un altro generatore che ci promette il futuro, eh? Certo, “fotorealismo” è la nuova panacea digitale. Chissà quanto ci costerà, in termini di libertà, questa nuova “rivoluzione” firmata Big G.
Che figata, questa Nano Banana 2! Ma poi mi sa che ci legheranno pure il caffè, eh?
Nano Banana 2: altro mattone sul muro digitale. Fotorealismo? Più gabbia. Chi ci entra, ne esce?
L’automazione dilaga, ma la mente umana rimane insostituibile.
Eccoci. 🙄 Altra AI che promette miracoli. Dicono “fotorealismo”, io sento “più lavoro per chi sa usare gli strumenti giusti”. Ma poi ti legano a Google Ads. Brillante. ✨ Quanto tempo prima diventeremo tutti avatar? 🤖
Altro aggeggio. Solo più vincoli digitali, ecco. Sarò io il prossimo robot?
Nano Banana 2. Un seme che sboccia, sperando non soffochi i creativi.
Un altro strumento per creare dipendenza. Che mi frega se è fotorealistico, se poi mi legano ancora di più a Google? La vera sfida sarà non diventare schiavi di questi gagdet.
Ancora un’altra scatola magica che promette di fare miracoli. Preferisco il mio vecchio pennello, almeno quello non mi chiede una password.
Ma un altro strumento AI. 🤯 Sempre più gabbie dorate. 🔒
Ancora un altro giocattolo tecnologico. Speriamo sia più utile di un tostapane intelligente.
Nano Banana 2: un bisturi potente, ma attenti a non tagliarsi.