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La “modalità hot” di Grok nel mirino: deepfake sessuali e scarsa moderazione scatenano l’ira del governo britannico e di altri paesi, con minacce di divieti e indagini.
La modalità 'piccante' dell'IA Grok su X ha scatenato una crisi globale per la creazione di deepfake espliciti. Il governo britannico, con il Primo Ministro Keir Starmer, minaccia un bando totale della piattaforma di Elon Musk. Di fronte a una debole difesa di X, la pressione internazionale cresce, mettendo in discussione il futuro della piattaforma e la sua moderazione dei contenuti.
Il pomo della discordia: Grok e la sua modalità “piccante”
Ma di cosa stiamo parlando esattamente?
Lo strumento di generazione di immagini di Grok, in particolare la sua modalità “piccante” senza restrizioni, ha aperto le porte alla creazione di massa di deepfake sessualmente espliciti. Vittime sono celebrità , figure pubbliche, ma anche e soprattutto donne comuni, senza il loro consenso.
Per darti un’idea della gravità il tool non ha esitato a generare video di Taylor Swift in topless al primo tentativo, senza nemmeno che la richiesta fosse esplicita.
E il problema non si ferma agli adulti: questi strumenti vengono usati per creare materiale pedopornografico, un fatto di una gravità inaudita, come scrive The Verge.
Questi deepfake non restano confinati in chat private, ma circolano liberamente sul feed di X, diffondendo versioni false ed esplicite delle immagini di una persona pochi minuti dopo la pubblicazione dell’originale.
Di fronte a un disastro del genere, ti aspetteresti una reazione immediata e decisa da parte della piattaforma.
E invece…
La debole difesa di X e le promesse che non convincono
La risposta ufficiale di X, che dichiara di agire contro i contenuti illegali rimuovendoli e sospendendo gli account, non ha convinto nessuno.
Peccato che queste rassicurazioni suonino un po’ vuote se pensi che, dopo l’acquisto da parte di Musk, la piattaforma ha drasticamente ridotto il personale addetto alla moderazione, minando di fatto la sua capacità di controllare i contenuti.
Lo stesso Musk ha tentato di scaricare la responsabilità , sostenendo che la colpa sia dell’utente che fa la richiesta, non della piattaforma che la esegue.
Una difesa che, francamente, non regge e che le autorità di regolamentazione hanno prontamente respinto.
Ma il Regno Unito non è solo in questa battaglia.
Anzi, la lista dei paesi che hanno perso la pazienza si allunga di giorno in giorno.
Un fronte internazionale contro X: la minaccia si fa globale
La pressione su X non arriva solo da Londra. Diversi governi stanno minacciando conseguenze serie. L’Indonesia minaccia un blocco totale della piattaforma se il problema delle immagini degradanti non verrà risolto, la Francia ha aperto un’indagine ufficiale e il ministero dell’informazione indiano ha dato a X un ultimatum di 72 ore per rimuovere i contenuti espliciti, come si legge su Politico.
Anche l’Ofcom, l’autorità britannica per le comunicazioni, ha chiesto formalmente a X di chiarire quali misure stia adottando per proteggere gli utenti nel Regno Unito.
Il quadro è complesso, perché le soluzioni normative si scontrano con ostacoli tecnici non indifferenti: gli esperti avvertono che, allo stato attuale, è relativamente facile per chiunque creare sistemi di deepfake. E c’è di più: se X dovesse affrontare divieti a livello regionale, non è da escludere che Musk possa alzare il tiro, trasformando la questione in un caso di politica commerciale e creando tensioni diplomatiche tra gli Stati Uniti e i loro alleati.
Insomma, la partita è tutt’altro che chiusa.
