Il ban di LinkedIn ad Artisan AI: errore strategico o mossa anti-concorrenza?

Anita Innocenti

Le regole del digitale stanno cambiando.

O sei visibile o sei fuori. Noi ti aiutiamo a raggiungere i clienti giusti — quando ti stanno cercando.

Contattaci ora →

Il ban di LinkedIn ad Artisan AI tra errori da startup e sospetti di concorrenza sleale: una vicenda che fa riflettere sul potere dei social e la gestione dei dati

Il ban natalizio di LinkedIn alla startup Artisan AI, ufficialmente per violazione dei dati, solleva dubbi. La reazione sproporzionata del colosso tech, che sviluppa una propria IA, appare sospetta: semplice applicazione delle policy o mossa per eliminare un concorrente? Paradossalmente, l'esilio forzato si è rivelato un'incredibile campagna marketing per la startup.

LinkedIn fa sparire una startup: un ban natalizio che puzza di bruciato

Ti è mai capitato di cercare un’azienda su LinkedIn e non trovarla più?

Sparita.

Volatilizzata.

È quello che è successo ad Artisan AI, una startup di San Francisco che stava facendo parlare di sé con i suoi cartelloni provocatori “Smetti di assumere umani”. Da un giorno all’altro, i profili dell’azienda, dei suoi dipendenti e dei dirigenti sono diventati inaccessibili.

Come riportato su TechCrunch, il CEO, Jaspar Carmichael-Jack, ha ricevuto la notifica del ban proprio a ridosso delle vacanze di Natale, un tempismo che, diciamocelo, lascia un po’ perplessi.

Mentre sui social si scatenava il putiferio e tutti pensavano a una punizione per presunto spam, la verità era un’altra.

Ma la vera domanda è: perché LinkedIn ha deciso di usare la mano così pesante?

Forse perché l’agente AI di Artisan stava diventando troppo bravo a fare il suo lavoro, pestando i piedi a qualcuno di grosso?

Le vere ragioni del ban: una lezione per tutte le startup

Alla fine, il motivo del contendere non era lo spam. Le colpe di Artisan, secondo LinkedIn, erano due: aver usato il nome del social network sul proprio sito per confrontare alcune funzionalità e, soprattutto, essersi appoggiata a data broker che raccoglievano dati dalla piattaforma senza autorizzazione, una chiara violazione dei termini di servizio.

Il CEO ha liquidato la faccenda come “tipici errori da startup in fase iniziale”, ma la reazione di LinkedIn è stata tutt’altro che indulgente.

Un’azione così drastica per un uso improprio del nome e per dati di terze parti solleva una domanda: la punizione è stata proporzionata all’infrazione?

O c’è sotto qualcos’altro?

Sembra la fine della storia, con la piccola startup che impara la lezione dal colosso.

E invece no.

Perché quello che è successo durante il ban ha del paradossale e ci svela una verità scomoda sul potere dell’attenzione.

Quando un ban si trasforma in un’inaspettata campagna marketing

La cosa più incredibile è che, durante le due settimane di esilio forzato da LinkedIn, il flusso di nuovi contatti per Artisan AI non è crollato. Anzi, è aumentato giorno dopo giorno.

Il motivo?

La gente non faceva che parlare di loro.

Lo stesso CEO ha scherzato dicendo che, se fosse stata una mossa calcolata, sarebbe stata una campagna di guerrilla marketing geniale. Dopo aver sistemato le questioni in sospeso, Artisan è stata riammessa sulla piattaforma.

Questo episodio, però, lascia l’amaro in bocca e ci obbliga a riflettere.

LinkedIn, che ha lanciato un suo assistente AI per il recruiting, sta forse iniziando a guardare con sospetto chiunque sviluppi tecnologie simili nel campo delle vendite?

È solo una questione di policy e protezione dati o stiamo assistendo a un primo tentativo di marcare il territorio per non avere concorrenti scomodi in futuro?

Una cosa è certa: i giganti della tecnologia stanno osservando attentamente, e per le startup che lavorano con i loro dati, il margine di errore si sta riducendo a zero.

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

Ricevi i migliori aggiornamenti di settore