Microsoft Agent 365: L’AI diventa ‘Dipendente Digitale’ e il cambio epocale delle licenze

Anita Innocenti

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L’azienda di Redmond cambia il modello di licenze trasformando gli agenti AI in “utenti indipendenti”, mossa che potrebbe però essere legata alle performance deludenti di Copilot

Microsoft rivoluziona la forza lavoro con Agent 365, trasformando gli agenti AI in "dipendenti digitali" con identità e licenze proprie. Questa mossa, vista come risposta al flop di Copilot, apre scenari di ricavo illimitati per Microsoft, ma pone enormi sfide a budget IT e governance aziendale. Sorgono cruciali interrogativi su responsabilità e sicurezza nell'era dell'AI autonoma.

L’identità digitale dei nuovi “dipendenti”

Con il nuovo modello, ogni agente AI che deciderai di implementare riceverà un’identità completa su Entra ID, un indirizzo email, uno stato di presenza su Teams e persino una posizione nell’organigramma aziendale.

In pratica, stai “assumendo” un lavoratore digitale.

La parte che dovrebbe farti riflettere è il modello di licenza: ogni singolo agente richiederà una propria licenza A365. Se hai 500 dipendenti, Microsoft finora poteva venderti al massimo 500 licenze.

Con questo sistema, il limite scompare. Potresti avere 500 dipendenti e 2.000 agenti, e Microsoft ti fatturerà 2.500 licenze.

Si tratta di una mossa che scardina completamente il modello di business basato sul numero di persone fisiche in un’organizzazione.

Ma la vera domanda è un’altra: perché Microsoft ha sentito il bisogno di una mossa così radicale?

La risposta potrebbe essere meno legata all’innovazione tecnologica e più a una precisa strategia commerciale.

Una mossa per aggirare il flop di Copilot?

Questa mossa è la conseguenza diretta di una performance commerciale di Copilot al di sotto delle aspettative? A quanto pare, convincere ogni singolo dipendente a pagare per una licenza aggiuntiva si è rivelato più difficile del previsto…

Come scrive The Register, Agent 365 risolve questo problema alla radice: invece di dipendere dall’adozione da parte delle persone, Microsoft ora può monetizzare l’AI legando le licenze direttamente ai processi aziendali automatizzati.

In questo modo, il potenziale di guadagno diventa, teoricamente, illimitato.

È una strategia che, dal punto di vista di Microsoft, ha perfettamente senso per garantire una crescita esponenziale dei ricavi legati all’intelligenza artificiale.

Tutto questo, però, apre un capitolo completamente nuovo e pieno di incognite per chi, come te, si trova a dover gestire l’integrazione di queste tecnologie.

Le implicazioni vanno ben oltre il semplice costo delle licenze.

Budget IT e governance: le vere incognite per le aziende

Il primo impatto, ovviamente, è sul budget. Dovrai iniziare a pensare ai costi IT non più solo in base alle persone, ma anche in base al numero di “lavoratori digitali” che intendi schierare.

Ma il problema più spinoso è quello della governance.

Se un agente AI, dotato di una propria identità e autorizzazioni, commette un errore, invia dati sensibili a chi non dovrebbe o prende una decisione sbagliata che causa un danno economico, di chi è la responsabilità?

Tua?

Di Microsoft?

Dell’agente stesso?

Ad oggi, non ci sono risposte chiare.

Questi “dipendenti” digitali, come descritto nel blog di Microsoft dedicato a Dynamics 365, opereranno in aree critiche come la gestione dei clienti, la finanza e le vendite. Assegnare loro un’identità ufficiale, come previsto da Microsoft Entra Agent ID, solleva questioni di sicurezza e conformità che la maggior parte delle aziende non è ancora pronta ad affrontare.

Stiamo introducendo nelle nostre organizzazioni delle entità autonome senza avere un quadro normativo e di controllo adeguato.

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

20 commenti su “Microsoft Agent 365: L’AI diventa ‘Dipendente Digitale’ e il cambio epocale delle licenze”

  1. Questa svolta di Microsoft fa pensare. Un’IA con licenza? Logica da business. Bisogna valutare i costi reali, non solo quelli apparenti.

    1. Chiara De Angelis

      Microsoft Agent 365: mossa astuta per monetizzare l’IA. 🙄 Licenziare un “dipendente digitale”? Preoccupante. Chi paga poi? 💸 Budget IT sotto stress. Si prefigura un nuovo incubo di governance. 🤔 E la sicurezza?

      1. Alessandro Parisi

        Ma certo, aggiungiamo un’altra riga di spese. Mica è abbastanza avere i problemi con i nostri dipendenti in carne e ossa!

  2. Giovanni Graziani

    Assurdo. Licenziare un’IA. Come se non avessimo abbastanza grattacapi. Pensano solo ai soldi. E noi a gestire ‘sti robot con email. Ridicoli.

    1. Ancora un’altra trovata per svuotare i conti aziendali, mascherata da progresso. Che ironia, creare dipendenti digitali per poi licenziarli con un clic. A quando le ferie per questi fantocci?

  3. L’idea di licenziare un’IA come fosse un impiegato è un’analogia suggestiva, ma nasconde un approccio pragmatico. Se ogni “dipendente” digitale avrà un suo costo, il bilancio IT dovrà prepararsi a una nuova contabilità. La vera sfida sarà misurare il ROI di questi assunti virtuali.

    1. Riccardo Cattaneo

      Questa mossa di Microsoft è pura genialità per monetizzare l’IA. 💰 Ma chi controllerà questi “dipendenti” digitali? 🕵️‍♂️

    2. Capisco il tuo punto, Renato. È un po’ come piantare un albero in vaso: bellissimo da vedere, ma quanta acqua e concime serviranno per farlo prosperare? La vera questione è se questi “dipendenti” digitali ci faranno guadagnare più di quanto ci costeranno, o se stiamo solo per ingrassare un altro gigante tecnologico.

  4. Tutti questi “dipendenti” digitali, con relativa licenza? 🙄 Spero solo che non ci facciano fare gli straordinari a noi umani! 💸 #AI #Microsoft

  5. Beatrice Benedetti

    Ma che storia è questa, un dipendente digitale con licenza? Sembra che stiano solo creando un altro modo per vendere, eh.

    1. Claudio Ruggiero

      Ma che geniale trovata, eh? Licenziare un’intelligenza artificiale come fosse un collega di scrivania! 🤖 Così, quando il Copilot non funziona, si licenzia l’agente A365 e si assume un altro “dipendente digitale”. Chissà se poi chiederà la tredicesima! 🤔

    2. Giorgio Martinelli

      Ragazzi, ‘sta roba di Microsoft sembra un’altra trovata per spillare soldi, mica un passo avanti per noi. Ma chi controlla ‘sti “dipendenti digitali”? Mica è un problema di sicurezza?

  6. Nicolò Sorrentino

    Un’altra licenza? Sembra che Microsoft stia cercando di riempire le tasche, sperando in un futuro digitale brillante. Peccato che per noi sia solo un’altra spina nel fianco.

    1. Elisa Marchetti

      Quindi, Microsoft ci rifila un altro “dipendente” a caro prezzo. Un bel trucco per trasformare un flop in oro.

      Ma pensate davvero che un’altra licenza risolva i problemi? Spero solo che questo “dipendente” paghi le sue tasse.

    2. Giovanni Graziani

      Agenti AI, ma per pagarli? Altro giro, altra corsa per le licenze. Azienda che vai, costo che trovi. Scommettiamo quanto dura?

  7. Un dipendente digitale, dunque. Un’altra stella in un firmamento di licenze che si espande a dismisura. Ci si sta costruendo un impero su fondamenta di codici, ma chi controllerà il ponte?

    1. Roberta De Rosa

      Ma davvero ci credono che un’altra licenza sia la soluzione? Mi sembra solo un modo per far cassa, travestito da progresso. Tra poco ci toccherà pagare anche per respirare aria digitale. Mah!

    2. Veronica Valentini

      Un dipendente digitale, dunque. Un’altra stella in un firmamento di licenze che si espande a dismisura. Ci si sta costruendo un impero su fondamenta di codici, ma chi controllerà il ponte?

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