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Un intreccio di investimenti e dipendenze tra Google, Microsoft, OpenAI e Nvidia che crea un monopolio di fatto nel mondo dell’Intelligenza Artificiale, dove l’illusione della competizione nasconde un unico “Blob” dominante.
L'apparente competizione nel settore dell'Intelligenza Artificiale sembra sempre più un'illusione. Un'unica entità, il 'Blob', lega indissolubilmente colossi come Microsoft, OpenAI e Google. Il vero potere è concentrato nelle mani di Nvidia, che controlla il 92% del mercato dei chip, e di Microsoft, che domina il software, creando un circolo chiuso in cui la vera concorrenza non può esistere.
Hai presente quando entri in un supermercato, vedi dieci marche diverse di detersivi e poi scopri che, stringi stringi, i soldi finiscono tutti nelle tasche della stessa multinazionale?
Ecco, con l’intelligenza artificiale sta succedendo esattamente la stessa cosa, ma con cifre che fanno girare la testa.
Se pensi che là fuori ci sia una sana competizione tra startup geniali e colossi tecnologici, mi dispiace doverti svegliare: quella che stiamo vedendo non è una gara, è un monopolio camuffato da mercato libero.
Diciamocelo chiaramente: l’idea che tu possa scegliere tra varie opzioni è pura illusione ottica.
Wired ha coniato un termine perfetto per descrivere questo mostro tentacolare: “The Blob”.
In pratica, non esistono più Google, Microsoft, OpenAI o Nvidia come entità separate che si fanno la guerra. Esiste un unico, gigantesco organismo in cui tutti investono in tutti, tutti dipendono da tutti e, alla fine della fiera, il banco vince sempre.
Siamo di fronte a un intreccio talmente fitto che se togli un pezzo, crolla tutto il castello.
Ma per capire quanto sia profonda la tana del bianconiglio, dobbiamo fare un passo indietro e guardare come siamo passati dal voler “salvare l’umanità” al volerle vendere abbonamenti a peso d’oro.
Dagli ideali no-profit al business miliardario
Ti ricordi come è nata OpenAI? Sembra passato un secolo, ma era il 2015. Elon Musk e Sam Altman si sono seduti a un tavolo e hanno detto: “Creiamo qualcosa che sia un contrappeso a Google, qualcosa senza scopo di lucro per il bene di tutti”.
Bellissimo, vero?
Peccato che la realtà ci abbia messo poco a prendere il sopravvento. Musk se n’è andato sbattendo la porta quando ha capito che direzione tirava il vento (e ora si è fatto la sua xAI, tanto per non restare a guardare), e quella che doveva essere una onlus oggi è una macchina da soldi valutata tra i 500 e i 750 miliardi di dollari.
Il punto è che non puoi fare “il bene dell’umanità” se per addestrare i tuoi modelli ti servono miliardi di dollari in potenza di calcolo.
E qui casca l’asino.
Per sopravvivere e crescere, OpenAI ha dovuto vendersi l’anima – o meglio, una fetta gigantesca delle sue quote – a Microsoft.
E sai cosa significa questo?
Significa che ogni volta che usi ChatGPT, stai di fatto alimentando le casse di Redmond.
Ma attenzione, perché la storia non finisce qui: c’è qualcuno che sta sopra a tutti loro, un vero e proprio “padrone delle ferriere” senza il quale nessuno di questi giganti muoverebbe un dito.
Il collo di bottiglia si chiama Nvidia (e detta legge)
Se pensi che Microsoft o Google abbiano il coltello dalla parte del manico, ripensaci. Il vero dominatore assoluto di questa partita è Nvidia.
Parliamoci chiaro: puoi avere il software più intelligente del mondo, ma senza i chip per farlo girare, hai in mano solo un pugno di codice inutile.
I dati parlano da soli e sono spaventosi: Nvidia controlla il 92% del mercato delle GPU per data center.
Hai capito bene?
Il 92%.
In pratica, non esiste un numero due.
Nel 2024 hanno fatturato 115 miliardi di dollari solo in questo segmento, con una crescita del 142% rispetto all’anno prima. È una situazione assurda: Amazon, Google, Microsoft, Meta… sono tutti in fila col cappello in mano a pregare Jensen Huang di vendergli i chip.
E la cosa “divertente”?
Questi giganti del software stanno provando disperatamente a farsi i chip in casa per scappare da questa dipendenza, ma per ora sono tentativi che lasciano il tempo che trovano.
Siamo di fronte a un collo di bottiglia tecnologico che rende l’intero settore incredibilmente fragile.
Se Nvidia starnutisce, l’intera industria dell’AI si prende la polmonite.
E mentre tutti guardano i chip, c’è un altro livello di controllo che si sta stringendo attorno al collo delle aziende.
L’illusione della scelta nel software
Se l’hardware è un monopolio, il software non sta messo molto meglio.
Microsoft non si è limitata a comprare un pezzo di OpenAI; si è presa tutto il mercato delle piattaforme. Attualmente detiene il 39% del mercato dei modelli di fondazione e delle piattaforme di gestione.
Che significa?
Significa che se sei un’azienda e vuoi integrare l’AI nei tuoi processi, molto probabilmente finirai per usare Azure e i modelli di OpenAI, volente o nolente.
Google ci sta provando a restare a galla ma rischia seriamente di rimanere indietro, con una capitalizzazione di mercato che trema di fronte all’avanzata di Redmond.
E la cosa che mi fa più rabbia?
È che ci vendono questa storia della “democratizzazione dell’AI”, ma la verità è che stiamo assistendo alla più grande concentrazione di potere tecnologico della storia. Microsoft investe in OpenAI, che paga Microsoft per il cloud, che paga Nvidia per i chip, che a sua volta investe in altre startup AI.
È un circolo chiuso, un club esclusivo dove i biglietti d’ingresso costano miliardi e noi, comuni mortali, siamo solo spettatori paganti.
Dunque, la prossima volta che leggi di una “nuova rivoluzionaria startup AI”, fatti una domanda: chi c’è davvero dietro?
Perché gratta gratta, sotto la vernice fresca dell’innovazione, troverai sempre le solite tre firme.
E questo, amico mio, è un problema che non possiamo permetterci di ignorare.

Il Blob è la falena che bussa al vetro, attira i riflettori. La vera luce è dietro le quinte, nei chip. Chi possiede la benzina, guida la corsa.