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OpenAI cambia le regole delle offerte su ChatGPT Ads

Scritto daMi chiamo Roberto Serra e mi occupo di SEO (Search Engine Optimization) e GEO (Generative Engine Optimization): lavoro sul posizionamento nei motori di ricerca, sulla visibilità nelle risposte generate dall'AI e sulle entità che la rendono possibile.
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Dal 9 novembre cambiano le nuove campagne in Ads Manager, vecchie opzioni attive fino al 2027

OpenAI elimina il tetto massimo di spesa per clic nelle campagne ChatGPT Ads: da lunedì le nuove campagne useranno obiettivi di costo per acquisizione e per clic, con Max Bid e Max CPC in pensione dal 1° gennaio 2027. La mossa allinea la piattaforma a Google e apre agli inserzionisti più piccoli, ma sposta la fiducia sull'automazione: il controllo sul prezzo diventa un obiettivo da comunicare, e chi non sa stimare il valore di una conversione rischia di restare fuori.

Chi compra pubblicità su ChatGPT Ads sta per perdere lo strumento più intuitivo: il tetto massimo di spesa per un singolo clic. Non è un errore di configurazione, è la nuova regola. Da domani, lunedì 9 novembre, secondo quanto riportato da Search Engine Roundtable, OpenAI ha scritto agli inserzionisti per avvisarli che le opzioni di offerta cambieranno proprio lunedì 9 novembre.

Da domani sparisce la leva del prezzo

La modifica è concreta e ha una data. Per le nuove campagne di conversione create in Ads Manager, Target CPA sostituirà Max Bid: al posto di un massimo di offerta per clic si imposta un obiettivo di costo per acquisizione. Per le nuove campagne click, Target CPC sostituirà Max CPC: invece del costo massimo per clic, si definisce un costo per clic obiettivo.

Le vecchie opzioni non spariranno subito del tutto. Max Bid e Max CPC andranno in pensione il 1° gennaio 2027. OpenAI raccomanda comunque di non aspettare la scadenza: di rivedere le campagne e di iniziare a passare ai nuovi obiettivi a partire da domani, 9 novembre. Resta una domanda: perché proprio adesso?

La mossa di OpenAI è anche una risposta a Google

Per capire il timing bisogna guardare due segnali usciti in parallelo. Il primo riguarda l’accesso. Dopo aver eliminato una barriera d’ingresso di 50.000 dollari che dal debutto di inizio anno aveva riservato ChatGPT Ads agli inserzionisti più grandi, la piattaforma si sta aprendo a un pubblico più ampio. Automatizzare le opzioni di offerta aiuta a renderla più semplice per chi non ha un team di media buying dedicato.

Il secondo segnale arriva da Google. Google ha annunciato il journey-aware bidding, al momento in beta, per aiutare la sua AI a comprendere i percorsi complessi dei clienti nella lead generation. In pratica, le campagne Search Ads ottimizzate su Target CPA potranno apprendere sia da obiettivi di conversione direttamente associabili all’asta, sia da conversioni che si chiudono più avanti nel percorso del cliente. È un modo per spostare la misurazione dal singolo clic al valore del percorso.

Visti così, i due annunci non sono distanti. OpenAI toglie la leva del prezzo per clic nello stesso momento in cui Google rende l’offerta più sensibile al percorso. Non è una coincidenza, è una convergenza di prodotto: l’automazione diventa il terreno su cui si gioca la fiducia degli inserzionisti. Se l’automazione è il nuovo campo di battaglia, il vero test sarà proprio la fiducia di chi spende.

Da domani si misura il valore, non il costo

E qui si apre il capitolo concreto per chi ha campagne attive. La prima scadenza non è il 1° gennaio 2027, ma domani: da lunedì le nuove campagne di conversione e click nasceranno già con i nuovi obiettivi, non con i vecchi tetti. Chi ha impostato Max Bid o Max CPC deve prepararsi a ragionare in modo diverso: non più quanto è disposto a pagare per un clic, ma quanto è disposto a pagare per una conversione o, nel caso dei click, quale costo medio per clic vuole ottenere.

Il budget non scompare; cambia il punto in cui si imposta il controllo. Il gesto quotidiano di alzare o abbassare il tetto per clic viene sostituito da un obiettivo da comunicare alla piattaforma. Quanto vale un cliente acquisito? Le campagne che non definiscono un obiettivo di conversione chiaro rischiano di restare fuori dal gioco, perché l’ottimizzazione si sposta a monte, sul valore che si vuole ottenere, non sul prezzo che si vuole pagare per un singolo passaggio.

L'autore

Roberto Serra

Mi chiamo Roberto Serra e mi occupo di SEO (Search Engine Optimization) e GEO (Generative Engine Optimization): lavoro sul posizionamento nei motori di ricerca, sulla visibilità nelle risposte generate dall'AI e sulle entità che la rendono possibile.

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