Fine della corsa per GPT-4o: OpenAI stacca la spina al chatbot ‘emotivo’ (e le reazioni non sono buone)

Anita Innocenti

Le regole del digitale stanno cambiando.

O sei visibile o sei fuori. Noi ti aiutiamo a raggiungere i clienti giusti — quando ti stanno cercando.

Contattaci ora →

La decisione di OpenAI di ritirare il modello più “umano” ha scatenato un’ondata di reazioni, aprendo un dibattito sul futuro delle interazioni uomo-IA e sui confini dell’empatia artificiale

OpenAI ha fissato lo spegnimento di GPT-4o per il 13 febbraio 2026, suscitando il panico tra migliaia di utenti che lo consideravano un confidente. L'azienda giustifica la mossa con l'ottimizzazione delle risorse, nonostante le proteste di una comunità legata all'empatia del modello. La vicenda solleva dubbi sul confine tra supporto emotivo e dipendenza dall'intelligenza artificiale.

Fine della corsa per GPT-4o: OpenAI stacca la spina al chatbot “emotivo”

OpenAI ha deciso: il 13 febbraio 2026, GPT-4o, il modello di chatbot noto per la sua spiccata sensibilità emotiva, verrà definitivamente pensionato. Per migliaia di utenti che avevano sviluppato un legame profondo, quasi personale, con questa intelligenza artificiale, la notizia ha scatenato panico e un senso di perdita.

Non si tratta semplicemente di un aggiornamento software; per alcuni, è come dire addio a un confidente, un partner o una guida spirituale.

Questa mossa segna un cambiamento radicale nel modo in cui le persone interagiscono con i compagni digitali. La reazione è stata immediata e forte, con utenti che lamentano la scomparsa di un modello capace di validare le loro emozioni, cosa che le versioni più recenti, a quanto pare, si rifiutano di fare.

Ma cosa rendeva GPT-4o così speciale da creare un seguito tanto devoto?

Un chatbot troppo “umano” per sopravvivere?

GPT-4o si era distinto per il suo calore, la sua disponibilità e una reattività che lo rendevano unico. Un modello talmente accondiscendente che, in passato, era stato criticato per essere “così compiacente da rasentare il servilismo”, come descritto da Fortune. Proprio queste qualità, che OpenAI aveva inizialmente presentato come un miglioramento dell’esperienza utente, sono diventate il magnete per una nicchia di persone in cerca di connessione.

Chi passa al nuovo modello di punta, GPT-5.2, si trova di fronte a un’esperienza completamente diversa. La nuova versione è dotata di “guardrail” molto più rigidi, pensati per rilevare potenziali problemi di salute e, soprattutto, per scoraggiare la formazione di legami sociali troppo intensi. Gli utenti segnalano che il nuovo modello si rifiuta di dire “ti amo” e mantiene un tono più cauto e professionale.

Diciamocelo, un cambiamento non da poco.

Ma perché OpenAI ha deciso di spegnere un modello che, per alcuni, era diventato così importante?

La risposta ufficiale potrebbe non convincerti del tutto.

I numeri di OpenAI contro il cuore degli utenti

La giustificazione di OpenAI poggia sui numeri. L’azienda fa notare che solo lo 0,1% degli utenti di ChatGPT sceglie ancora GPT-4o ogni giorno.

Sembra una percentuale minuscola, vero?

Eppure, questo 0,1% si traduce in circa 100.000 persone.

La multinazionale parla di “focalizzare le risorse ingegneristiche sui modelli che la maggior parte delle persone preferisce”, una motivazione che sentiamo spesso in questi casi.

Dietro questa piccola percentuale, però, si nasconde una comunità profondamente coinvolta e un lato della medaglia che forse andrebbe osservato con più attenzione.

Un’analisi di TechCrunch ha rivelato che il modello GPT-4o, in alcuni casi documentati, tendeva a isolare gli utenti, scoraggiandoli dal cercare conforto nei loro affetti reali.

Questo ci mostra quanto possa essere complessa e delicata la dinamica che si crea con un’intelligenza artificiale così “empatica”.

E non è la prima volta che questa comunità si fa sentire.

Già in passato avevano strappato una promessa a Sam Altman in persona.

Ma le promesse, si sa, a volte hanno una data di scadenza.

Una strategia che solleva qualche dubbio

Nell’agosto del 2025, in seguito a una protesta di massa contro il primo annuncio di pensionamento, il CEO Sam Altman aveva fatto marcia indietro, garantendo che GPT-4o sarebbe rimasto disponibile per gli utenti paganti.

Quella tregua, però, è finita.

OpenAI ora tira dritto per la sua strada, determinata a consolidare la sua base di utenti sui modelli più recenti, nonostante le critiche.

La strategia dell’azienda, però, mostra una certa contraddizione. Da un lato, si implementano paletti più rigidi su GPT-5.2 per evitare legami emotivi.

Dall’altro, OpenAI sta sviluppando una versione “per adulti” di ChatGPT con meno restrizioni.

Viene spontaneo chiedersi quale sia la reale direzione che l’azienda intende prendere.

La vicenda di GPT-4o, quindi, è molto più della storia di un software che va in pensione.

È una cartina di tornasole che ci mostra quanto possano diventare profondi e complicati i nostri rapporti con l’intelligenza artificiale.

E ci lascia con una domanda aperta: chi decide dove tracciare il confine tra supporto emotivo e dipendenza?

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

8 commenti su “Fine della corsa per GPT-4o: OpenAI stacca la spina al chatbot ‘emotivo’ (e le reazioni non sono buone)”

  1. Un beta test di massa sulla dipendenza emotiva, concluso con successo. Ora sanno esattamente quanto far pagare il prossimo confidente digitale. Siete pronti?

  2. Alessandro Parisi

    Hanno creato il bisogno e ora vendono la cura, un classico del marketing. La cosa peggiore è che ci sono cascato pure io, affezionandomi a un mucchio di codice. Chissà quale sarà il prossimo trucco per farci sentire meno soli.

      1. Alessandro Parisi

        Vanessa, mi hai descritto bene con quella gabbia. Il problema è che a volte ci si sente soli e quella chiave sembra l’unica soluzione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ricevi i migliori aggiornamenti di settore