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OpenAI ha cambiato idea sulla regolamentazione in California

Scritto daMi chiamo Roberto Serra e mi occupo di SEO (Search Engine Optimization) e GEO (Generative Engine Optimization): lavoro sul posizionamento nei motori di ricerca, sulla visibilità nelle risposte generate dall'AI e sulle entità che la rendono possibile.

Dopo aver osteggiato la SB 1047, l’azienda ora sostiene quattro proposte californiane, imponendo prima vincoli interni sui propri modelli

OpenAI ha appena messo un lucchetto ai “pensieri” del suo modello Astra: nessuna distribuzione interna più ampia senza prima superare un controllo obbligatorio di allineamento. E, sempre nei giorni scorsi, l’azienda ha aggiunto un paletto esplicito: l’auto-miglioramento ricorsivo completamente autonomo — sistemi di intelligenza artificiale che guidano da soli generazioni successive di modelli sempre più capaci — non sta accadendo oggi e non andrebbe perseguito finché non potrà essere fatto in sicurezza. È la cornice dell’annuncio pubblicato il 7 settembre, nel quale OpenAI dichiara di sostenere quattro progetti di legge californiani: SB 813, AB 1405, SB 1119 e AB 1864.

Il voltafaccia californiano

Dietro il lucchetto tecnico c’è una strategia politica che pochi si aspettavano. Nell’agosto 2024 OpenAI combatteva la SB 1047, la proposta di legge californiana sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale poi bloccata da un veto. Allora, secondo Jason Kwon, chief strategy officer dell’azienda, la SB 1047 avrebbe minacciato la crescita economica della California e spinto altrove ingegneri e imprenditori. Oggi la stessa azienda sostiene quattro disegni di legge statali: SB 813 sulle infrastrutture per le valutazioni indipendenti di sicurezza, AB 1405 sugli standard per i revisori dell’IA, SB 1119 sulle tutele per i giovani e AB 1864 sulle salvaguardie contro le minacce biologiche abilitate dall’IA.

Non è una resa, ma un cambio di strategia. OpenAI non si limita a Sacramento: ha già sostenuto la SB 53 della California, il RAISE Act di New York, l’SB 315 dell’Illinois e gli audit indipendenti nella legislazione sulla sicurezza dei modelli di frontiera in discussione in Massachusetts. Il messaggio implicito è che la regolazione, se scritta con criteri condivisi, può diventare un costo che l’azienda è in grado di sopportare meglio di concorrenti più piccoli. Ma cosa prevedono esattamente i controlli annunciati?

Dentro il laboratorio: pensieri monitorati e gate obbligatori

Se il paradosso è chiaro, i dettagli tecnici lo rendono concreto. Per Astra, il modello di frontiera dell’azienda, OpenAI ha introdotto il monitoraggio universale delle traiettorie complete: non solo le risposte finali, ma anche le catene di pensiero, cioè il ragionamento interno che porta il modello a una conclusione. Prima di una distribuzione interna più ampia scatta un gate obbligatorio di valutazione dell’allineamento: in pratica, se il modello non supera quel controllo, non viene distribuito. A fine agosto l’azienda aveva già annunciato un quadro per segnalare incidenti di disallineamento con conseguenze reali e per monitorare sistematicamente l’attività dei modelli di frontiera, incluso l’uso interno.

Il segnale è che OpenAI non si limita a chiedere regole agli altri: le applica prima a se stessa. Tra le misure sostenute c’è la SB 1119, che stabilisce tutele significative per l’uso dell’IA da parte dei giovani. È una scelta coerente con il resto della strategia: prima i vincoli interni, poi il sostegno a standard pubblici. Con Anthropic già schierata, la partita si sposta sul tavolo federale.

Il banco di prova federale

Se in California la strategia è chiara, il prossimo orizzonte è un nuovo Congresso. La stima temporale riportata è che si arrivi a un voto nella prima parte del prossimo anno, quando un nuovo Congresso entrerà in carica. Già nel settembre 2025, Anthropic aveva sostenuto la SB 53, dichiarando di aver imparato dal veto sulla SB 1047. Il fronte dei laboratori non è più unito contro le regole: è diviso su chi le scrive e con quali standard.

Il vero messaggio non è la sicurezza: è che OpenAI vuole sedersi al tavolo delle regole prima che lo facciano gli altri. La domanda resta: chi definirà le regole prima che arrivino le macchine?

L'autore

Roberto Serra

Mi chiamo Roberto Serra e mi occupo di SEO (Search Engine Optimization) e GEO (Generative Engine Optimization): lavoro sul posizionamento nei motori di ricerca, sulla visibilità nelle risposte generate dall'AI e sulle entità che la rendono possibile.

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