Scontro tra Pentagon e Anthropic: l’etica dell’IA Claude mette a rischio un contratto da 200 milioni

Anita Innocenti

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Il Pentagono rischia di escludere Anthropic dai contratti futuri per la sua riluttanza a scendere a compromessi sull’uso militare dell’IA, aprendo un dibattito sull’etica e la sicurezza nazionale.

Un braccio di ferro senza precedenti vede il Pentagono scontrarsi con Anthropic. L'azienda si rifiuta di concedere l'uso illimitato del suo modello AI Claude per scopi militari, tracciando linee rosse etiche invalicabili. Una rigidità che mette a rischio un contratto da 200 milioni di dollari e solleva interrogativi sul futuro rapporto tra Big Tech e sicurezza nazionale.

Pentagon vs. Anthropic: quando l’etica dell’IA si scontra con la sicurezza nazionale

C’è una bella gatta da pelare tra il Dipartimento della Difesa americano e Anthropic, una delle aziende di punta nel settore dell’intelligenza artificiale.

La questione è semplice ma esplosiva: il Pentagono vuole poter usare il modello AI Claude per qualsiasi scopo militare ritenuto “lecito”, ma Anthropic ha messo dei paletti molto chiari, rifiutandosi di scendere a compromessi.

Una situazione che sta portando i rapporti, e un contratto da 200 milioni di dollari, sull’orlo del baratro, come scrive TechCrunch.

La tensione, però, non è rimasta solo sulla carta.

Un evento specifico ha fatto precipitare le cose, trasformando un disaccordo teorico in una crisi aperta.

Il cuore dello scontro: flessibilità contro principi irremovibili

Ma dove nasce il problema?

Da una parte c’è il Pentagono, che chiede ai suoi fornitori di AI di garantire l’uso dei loro modelli per “tutti gli scopi leciti”. Una formula che, tradotta, significa carta bianca su quasi tutto.

Dall’altra c’è Anthropic, che ha tracciato due linee rosse invalicabili: il suo modello Claude non deve essere utilizzato né per la sorveglianza di massa dei cittadini americani, né per sistemi d’arma completamente autonomi, quelli che decidono di colpire senza alcun intervento umano.

A differenza di Anthropic, altri colossi come OpenAI con il suo ChatGPT o Google con Gemini sembrano molto più malleabili.

Anzi, come descritto da Axios, uno di questi tre big ha già dato il suo via libera senza condizioni, mentre gli altri si stanno mostrando decisamente più flessibili.

Questo mette Anthropic in una posizione scomoda, quasi da “guastafeste” ideologico in un club dove tutti gli altri sembrano disposti a ballare la musica suonata dal Dipartimento della Difesa.

Questa rigidità sta creando non pochi grattacapi ai pianificatori della difesa, che si trovano a dover gestire un’incognita operativa.

E se Claude, nel bel mezzo di un’operazione, si rifiutasse di eseguire un ordine perché viola una policy interna di Anthropic?

Un rischio che il Pentagono non sembra disposto a correre.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso: l’operazione in Venezuela

Il punto di rottura arriva con una recente operazione militare americana contro il leader venezuelano Nicolás Maduro.

A quanto pare, i vertici di Anthropic avrebbero chiesto se il loro modello Claude fosse stato impiegato nell’operazione.

Una domanda che, nelle stanze del potere di Washington, è suonata come un campanello d’allarme, un’implicita minaccia di disapprovazione.

La situazione è talmente tesa che il Pentagono sta valutando di etichettare Anthropic come un “rischio per la catena di approvvigionamento”, una mossa che di fatto la escluderebbe da futuri contratti e potrebbe persino costringere altri fornitori a certificare di non usare i suoi modelli.

Anthropic, dal canto suo, nega questa versione dei fatti. La società ha ribattuto di non aver mai discusso operazioni specifiche e di essersi limitata a dialogare su questioni tecniche e sui suoi limiti etici ben noti.

Viene da chiedersi: perché Anthropic si sta impuntando così tanto, rischiando un contratto multimilionario e l’ira di uno dei clienti più potenti al mondo?

La risposta sta forse nel modo in cui l’azienda ha sempre cercato di posizionarsi sul mercato.

Una questione di etica o una strategia di posizionamento?

Anthropic si è sempre presentata come l’alternativa più etica e responsabile nel mondo dell’IA, un’azienda fondata da ex dirigenti di OpenAI proprio per evitare i potenziali danni catastrofici della tecnologia.

Hanno persino creato una versione del loro modello, Claude Gov, specificamente pensata per la sicurezza nazionale, con capacità potenziate per l’analisi di intelligence e dati classificati.

Eppure, questa loro posizione “safety-first” viene vista dal Pentagono come un eccesso di “ideologia”.

La domanda sorge spontanea: si tratta di un’autentica crociata per un’IA sicura o di una mossa di marketing geniale per distinguersi dai rivali?

La verità, probabilmente, sta nel mezzo.

La situazione, come riportato anche dal South China Morning Post, mette in luce una tensione crescente tra la governance aziendale delle Big Tech e le esigenze della sicurezza nazionale.

Questo braccio di ferro non riguarda solo un contratto. Definisce il futuro stesso dell’approvvigionamento di intelligenza artificiale in ambito militare.

Se il Pentagono non cede, le aziende di IA potrebbero essere costrette a scegliere tra i loro principi etici e i lucrosi contratti governativi.

Resta da vedere chi cederà per primo: il Pentagono, affamato di tecnologia all’avanguardia, o un’azienda che potrebbe scoprire che i principi, nel mondo reale, hanno un prezzo molto alto.

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

21 commenti su “Scontro tra Pentagon e Anthropic: l’etica dell’IA Claude mette a rischio un contratto da 200 milioni”

  1. Andrea Cattaneo

    Un gran teatrino per farci credere in una scelta etica, ma la tecnologia per la guerra avanzerà comunque. Chi ne pagherà le conseguenze, poi?

    1. Simone Damico, chiamala fuffa. Per me è un posizionamento top. Non tutti i soldi sono uguali. Bisogna vedere il ritorno a lungo termine.

  2. Riccardo De Luca

    Bella mossa di posizionamento, hanno creato il format perfetto. L’azienda “etica” contro il colosso militare. Adesso si apre l’asta per avere i buoni al proprio fianco. Chi offre di più per la coscienza pulita?

    1. Riccardo De Luca, vendono un’aureola tirata a lucido. Il prezzo? Rinunciare a un cliente scomodo per acquisirne dieci migliori. È la prima, cinica regola che ho imparato in questo mestiere.

  3. La solita recita. L’etica è il costume di scena per negoziare un prezzo più alto. Che noia, sempre la stessa favoletta.

    1. Simone De Rosa, più che un dramma per i finanziamenti, questa è la solita sceneggiata per alzare la posta prima della capitolazione. L’etica si fletterà magicamente non appena l’offerta del Pentagono diventerà sufficientemente immorale per soddisfare gli azionisti.

  4. L’etica è il cavallo di Troia con cui si presentano al pubblico, ma dentro la pancia nascondono già l’accordo firmato. Resta da capire chi manovra i fili di questo spettacolo di marionette.

  5. Tutti vedono solo il marketing. Io non capisco più niente. Mi sento persa in queste discussioni senza un punto fermo a cui aggrapparmi.

    1. Nicolò Sorrentino

      Eva, è un teatro di ombre cinesi. Ogni mossa sembra sincera ma è solo un’immagine proiettata. Ci resta solo il dubbio su cosa sia reale.

  6. La santificazione di un brand tramite un rifiuto strategico è un manuale di marketing. Mentre Anthropic indossa l’aureola, un altro fornitore incasserà l’assegno. Mi domando quanto valga, al netto, un’etica a intermittenza.

    1. Giovanni Graziani

      Paola Pagano, non chiamiamola etica. È pubblicità. Si costruiscono un’immagine pulita per vendere meglio al mercato civile. Il profitto è l’unica morale. Una mossa da manuale che molti dovrebbero studiare.

  7. Simone Ferretti

    Questa è solo una mossa di marketing. Si costruiscono un’immagine pulita per poi negoziare da una posizione di forza. L’etica è la nuova leva per alzare il prezzo del contratto.

  8. Bello che un’azienda ponga dei limiti etici. Ma siamo sicuri che il Pentagono non stia già addestrando un suo ‘Claude oscuro’ in segreto? La vera partita si gioca sempre dietro le quinte.

  9. Giovanni Graziani

    I principi etici sono ottimi per le pubbliche relazioni. Una riga di codice, alla fine, si cambia facilmente. Qual è il vero prezzo dell’integrità?

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