Le difese hosting inefficaci contro minacce WordPress: Un allarme da Patchstack e l’ombra dell’AI

Anita Innocenti

Le regole del digitale stanno cambiando.

O sei visibile o sei fuori. Noi ti aiutiamo a raggiungere i clienti giusti — quando ti stanno cercando.

Contattaci ora →

Un’analisi rivela come le protezioni standard degli hosting si rivelino inefficaci di fronte alle vulnerabilità note di WordPress, aprendo nuove sfide per la sicurezza dei siti web.

Una nuova ricerca di Patchstack rivela l'87,8% di inefficacia delle difese hosting contro attacchi WordPress. Le protezioni tradizionali, a livello di rete, falliscono contro vulnerabilità di temi e plugin. L'intelligenza artificiale, usata dagli aggressori, crea minacce sofisticate che aggirano i firewall. Questo solleva seri dubbi sulla sicurezza offerta dai provider, indicando che la delega completa è un'illusione obsoleta.

La sicurezza del tuo hosting? un castello di carte.

Pensi che pagare per un hosting “sicuro” sia sufficiente a dormire sonni tranquilli?

Forse è il caso di ripensarci.

Una nuova ricerca sta scuotendo le fondamenta di questa convinzione, rivelando una verità piuttosto scomoda: la stragrande maggioranza delle difese di sicurezza fornite dai provider di hosting è, di fatto, inefficace contro le minacce reali che colpiscono i siti in WordPress.

Stiamo parlando di un dato che non lascia spazio a interpretazioni: un allarmante 87,8% degli attacchi che sfruttano vulnerabilità note riesce a superare indenne le barriere standard.

La notizia, come riportato su Search Engine Journal, non arriva da un blog qualunque, ma da test rigorosi condotti dalla società di sicurezza Patchstack.

La realtà, messa nero su bianco, è molto più scomoda di quanto le brochure patinate dei provider vogliano farti credere.

Perché le difese tradizionali non funzionano

Il problema di fondo è un disallineamento quasi grottesco tra la natura delle minacce e il tipo di protezione offerta.

I test di Patchstack sono stati spietatamente semplici: hanno preso 11 vulnerabilità critiche e note di WordPress e hanno provato a sfruttarle su siti ospitati da cinque grandi provider.

I risultati?

Due di questi non hanno bloccato nemmeno un singolo attacco. Il migliore ne ha fermati appena 4 su 11.

Il punto è che la sicurezza dell’hosting opera principalmente a livello di rete e di server, mentre le vulnerabilità di WordPress si annidano a livello di applicazione, cioè nel codice stesso di temi e plugin.

È come installare una porta blindata all’ingresso del palazzo, ma lasciare le finestre del tuo appartamento spalancate.

Le aziende di hosting ti vendono la sicurezza della porta d’ingresso, ma gli aggressori sanno benissimo che è molto più facile entrare dalla finestra.

E se questo non bastasse, all’orizzonte si profila una minaccia ancora più insidiosa, una che sta già rendendo obsolete le poche difese esistenti.

L’intelligenza artificiale entra in gioco (e non è dalla tua parte)

La situazione è destinata a peggiorare, e il motivo ha un nome preciso: intelligenza artificiale.

Gli aggressori la stanno già usando per automatizzare la ricerca di falle di sicurezza e per creare attacchi sempre più sofisticati, capaci di adattarsi in tempo reale per aggirare i firewall tradizionali. Mentre le difese degli hosting si basano su regole e firme di attacchi già conosciuti, l’IA permette ai malintenzionati di creare minacce nuove, mai viste prima, rendendo di fatto inutile un approccio puramente reattivo.

Questo significa che la “falla” nella protezione non è più solo una questione di livello (rete vs. applicazione), ma anche di velocità e intelligenza.

Le grandi corporation dell’hosting stanno davvero investendo per tenere il passo con questa evoluzione o si limitano a vendere un’idea di sicurezza che appartiene ormai al passato?

Il dubbio è più che legittimo, e sposta il peso della responsabilità.

L’idea di poter delegare completamente la sicurezza del proprio sito sembra, a tutti gli effetti, un’illusione che non ci si può più permettere.

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

Ricevi i migliori aggiornamenti di settore