WordPress contro FAIR: il tweet della discordia che infiamma la community Open Source

Anita Innocenti

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Dietro la caduta di stile un astio che nasce da lontano, da quando FAIR ha osato sfidare il monopolio di WordPress nella gestione dei plugin

Un tweet sarcastico dell'account ufficiale di WordPress.org contro il progetto FAIR ha scatenato un'ondata di sdegno. Quello che sembra un semplice scivolone social è in realtà l'ultimo atto di una tensione crescente sulla gestione centralizzata dei plugin. La community, stanca di un atteggiamento definito "tossico", chiede un cambio di rotta, mettendo in discussione la leadership di Automattic.

La caduta di stile di WordPress su X

Pensa a un gigante come WordPress, un nome che per molti è sinonimo di web. Ora, pensa al suo account ufficiale su X, la vetrina da cui dovrebbe comunicare con milioni di utenti.

Ecco, proprio da quella vetrina, qualche giorno fa è partito un commento sarcastico, quasi beffardo, contro il progetto FAIR (Federated And Independent Repositories). Non un avversario qualunque, ma un’iniziativa nata per offrire un’alternativa più libera alla gestione dei plugin.

Il tutto è nato dalla segnalazione di un utente che lamentava un bug su una versione di FAIR Connect, un problema tecnico che richiedeva un aggiornamento manuale via SFTP. Invece di mostrare solidarietà o, più semplicemente, farsi gli affari propri, l’account di WordPress.org ha scelto la via della derisione.

Ma, come spesso accade, un singolo tweet è solo la punta dell’iceberg. La reazione della community, infatti, non si è fatta attendere ed è stata durissima, come puoi leggere su Search Engine Journal.

La community non ci sta: piovono critiche

Il commento non è passato inosservato, anzi.

Figure di spicco del mondo WordPress, come Jono Alderson, hanno espresso pubblicamente il loro disappunto, dichiarando di provare “vergogna e imbarazzo a essere associato al brand WordPress” e invocando un cambio di leadership.

Come riportato su Business Tech Weekly, le parole di Alderson non sono state un caso isolato. Molti altri membri della community hanno definito il tono del post “infantile”, “poco professionale” e persino “tossico”.

Viene da chiedersi: com’è possibile che l’account ufficiale di un progetto che fa dell’open source la sua bandiera adotti un tono da bullo da cortile?

La risposta, forse, non sta tanto nel singolo post, quanto nella storia che ha portato alla nascita stessa di FAIR.

Perché tanto astio? La vera storia dietro FAIR

Per capire la tensione, dobbiamo fare un passo indietro al 2025. FAIR non è spuntato dal nulla, ma è nato come risposta diretta ad alcune azioni di Matt Mullenweg e Automattic (l’azienda dietro WordPress.com) che avevano mostrato quanto fosse centralizzato e vulnerabile il sistema di distribuzione dei plugin.

La decisione di tagliare fuori un colosso come WP Engine dagli aggiornamenti automatici dei plugin, ad esempio, ha fatto suonare più di un campanello d’allarme.

FAIR è nato proprio per questo: per creare un’alternativa decentralizzata, un sistema di gestione dei pacchetti neutrale che non fosse sotto il controllo di una singola entità.

Un progetto che ha ricevuto il sostegno pubblico della Linux Foundation, a riprova della sua importanza strategica.

Il tweet di WordPress, quindi, smette di sembrare un semplice scivolone e assume i contorni di un messaggio ben preciso: un colosso che si sente minacciato e che, forse, non gradisce l’esistenza di alternative che mettono in discussione il suo controllo.

La domanda è: questo tipo di atteggiamento fa bene alla community o solo alle tasche di Automattic?

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

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