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YouTube ora ti fa scrivere il feed e intanto impara cosa compreresti

Scritto da
Anita Innocenti
Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.
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Custom Feed è disponibile negli USA, ma dietro la personalizzazione c’è un piano commerciale più ampio.

YouTube ha avviato negli Stati Uniti i Custom Feed, feed personalizzati scrivibili dagli utenti, mentre Ask YouTube, usato da oltre 140 milioni di persone, diventa uno strumento per orientare gli acquisti e l'affiliazione si estende a 35 paesi entro fine anno. La direzione è chiara: la scoperta video punta alla conversione commerciale. Resta il dubbio che basti un feed a spostare le decisioni d'acquisto.

Non è più solo l’algoritmo a decidere cosa guardi. Lo scorso 23 settembre, all’evento Made on YouTube, YouTube ha annunciato che negli Stati Uniti potrai scrivere cosa ti interessa e ottenere un feed su misura. Da due giorni quella promessa è ufficiale. E mentre costruisci il tuo feed, YouTube impara anche cosa saresti disposto a comprare.

Il feed non si subisce più, si scrive

La funzione si chiama Custom Feed. Invece di subire una Home costruita dall’algoritmo, crei una scheda dedicata a un umore, a una routine o a un interesse del momento, raggiungibile direttamente dalla Home. L’annuncio ufficiale parla di disponibilità negli Stati Uniti su web, mobile e TV; come riportato da The Verge, la distribuzione è già iniziata con supporto alla lingua inglese per gli utenti che hanno effettuato l’accesso tramite app mobile o desktop.

Però attenzione. La personalizzazione è solo la superficie. La domanda vera arriva un attimo dopo: cosa succede quando lo spettatore che costruisce il feed comincia a chiedere anche consigli d’acquisto? La risposta è nei numeri, e nelle altre mosse annunciate in questi stessi giorni.

Dietro i feed, la macchina degli acquisti

Cominciamo dai numeri. Secondo quanto dichiarato da YouTube e riportato da TechCrunch, oltre 140 milioni di persone hanno usato Ask YouTube nel mese di giugno: un aumento di oltre il 500% rispetto allo scorso dicembre. Ask YouTube è lo strumento che permette agli spettatori di andare più a fondo nei video; adesso, a tre mesi da quel dato, YouTube lo trasforma in un motore commerciale.

Le nuove funzionalità di Ask YouTube servono a rendere più semplice il percorso di acquisto. Se cerchi recensioni di un prodotto specifico, puoi ricevere raccomandazioni video organizzate: per esempio una tabella comparativa con attributi e categorie di prodotto, basata sulle tue preferenze. In pratica, la pagina dei risultati si comporta come un assistente agli acquisti che non si limita a mostrarti video, ma li ordina, li confronta, li mette in fila per aiutarti a decidere.

Il quadro si completa con un’altra mossa, descritta nel post di YouTube sull’innovazione per spettatori e creator: il programma di affiliazione verrà esteso a 35 paesi entro la fine dell’anno, incluso il supporto per Amazon nelle regioni internazionali. Tradotto: i video non sono più solo contenuti da guardare, ma vetrine da cui comprare, con un gigante dell’e-commerce integrato nel percorso.

Serve però una distinzione. Gli annunci di settembre sono appunto annunci: i Custom Feed sono in distribuzione già da fine maggio, con il roll-out in inglese riservato agli utenti statunitensi connessi sull’app mobile o su desktop, mentre l’estensione dell’affiliazione è promessa per fine anno. Il fatto verificato è la direzione di viaggio. E la direzione è chiara: la scoperta video sta diventando un canale di conversione. Se YouTube impara a consigliare non solo video ma prodotti — con tabelle, confronti, attributi — il conflitto con Amazon e Instagram diventa diretto.

Con chi se la deve vedere YouTube

Il conflitto, in realtà, è già aperto. Il modello dei feed personalizzati basati su prompt ricorda quello delle playlist generate a comando di Spotify. Instagram, già lo scorso dicembre, ha dato agli utenti più controllo sull’algoritmo del feed Reels, ma con un approccio diverso: liste di argomenti, non prompt descrittivi. YouTube sceglie la strada della richiesta scritta, più libera e più ricca di segnali sulle intenzioni di chi guarda.

Poi c’è Amazon. Da maggio 2026, l’assistente di shopping di Amazon, in precedenza noto come Rufus, si chiama Alexa for Shopping: addestrato sul catalogo prodotti di Amazon e su informazioni dal web, risponde a domande su esigenze d’acquisto, prodotti e confronti. È lo stesso identico mestiere che ora Ask YouTube prova a fare: capire cosa vuoi comprare e proportelo prima che tu cambi piattaforma.

Resta una domanda: basterà un feed personalizzato a spostare le decisioni d’acquisto? Per YouTube la scommessa è che la risposta sia sì. Il momento in cui si forma l’intenzione — il confronto tra due prodotti, il commento sotto una recensione, la tabella con gli attributi — deve avvenire dentro la piattaforma, non dopo, su un marketplace altrui.

Per chi fa impresa online il messaggio è chiaro: la fase in cui si forma l’intenzione d’acquisto si sposta sempre più dentro YouTube. Chi vende deve presidiare i feed personalizzati e le raccomandazioni AI, o lascerà che siano altri a intercettare il cliente prima ancora che cerchi su Amazon.

L'autore

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

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