I dati segreti di ChatGPT e la verità sul traffico che (non) ti porta

Oggi la partita non si gioca più sui numeri delle visite, ma sulla capacità di essere scelti come risposta credibile dalle IA: è lì che si costruiscono fiducia, autorevolezza e soprattutto conversioni

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📌 TAKE AWAYS

  • I dati trapelati mostrano CTR quasi nulli (0–0,69%), perché gli utenti leggono la risposta e chiudono la chat. La vera partita non è sul click, ma sull’essere citati come fonte autorevole: quando l’IA raccomanda il tuo brand, la decisione d’acquisto si forma prima ancora del click.
  • Lo studio di SE Ranking dimostra che a determinare le citazioni sono backlink numerosi e di qualità, traffico forte verso la homepage, articoli lunghi e aggiornati, struttura ordinata e menzioni spontanee su Reddit e Quora. LLMs.txt e trucchetti tecnici non contano.
  • Google e gli LLM usano le recensioni per capire cosa fai davvero. Le frasi ricorrenti diventano keyword ad altissima conversione, mentre le recensioni negative segnalano cosa chiarire nei contenuti.
ChatGPT genera molta visibilità ma pochissimi click, quindi ciò che conta per le conversioni non è il traffico, ma l’essere scelti come fonte autorevole.
Le citazioni dipendono da backlink, traffico alla homepage, contenuti approfonditi e aggiornati, oltre alle menzioni su Reddit e Quora.
La SEO resta centrale perché fornisce alle IA le informazioni strutturate e affidabili su cui basano le loro risposte.

Ogni mattina apri LinkedIn o il tuo sito di news preferito e vieni travolto.

Tsunami di titoli urlati ti dicono che l’Intelligenza Artificiale sta per cancellare il tuo business, o al contrario, che se non “implementi l’IA” entro domani mattina sei destinato all’estinzione.

Ti capisco. Sei confuso. E hai tutte le ragioni per esserlo.

Sei un imprenditore, non un tecnico informatico.

Sai che devi essere visibile.

Sai che un tempo bastava Google, poi sono arrivati i social, e ora queste creature mostruose e feroci chiamate LLM – i modelli linguistici come ChatGPT – che sembrano voler inghiottire tutto il traffico web.

Anche tu in questo momento stai sentendo la musichetta inquietante de Lo Squalo?

La domanda che ti ronza in testa è una sola, brutale: “Tutta questa tecnologia mi porterà clienti o mi farà chiudere?”.

Oggi non sono qui per spaventarti o per darti ricette miracolose (se mi segui sai quanto non sia nel mio stile).

Sono qui per fare il mio lavoro: guidarti attraverso i fondali oscuri di dati appena trapelati e studi approfonditi per farti capire esattamente cosa sta succedendo e come possiamo mettere al sicuro (e far crescere) il tuo fatturato.

Perché la verità, come scoprirai tra poco, è molto diversa da quella che ti stanno raccontando.

Il file segreto che OpenAI non voleva farti vedere

Partiamo da un fatto che ha scosso la Silicon Valley e che dovrebbe interessare molto le tue tasche.

Di recente, Vincent Terrasi, CTO di Draft & Goal, ha reso pubblico su LinkedIn un file trapelato che mostrava i dati interni di OpenAI.

Così abbiamo potuto sbirciare dietro le quinte di ChatGPT per vedere come gli utenti interagiscono realmente con i link citati nelle risposte.

Il risultato è una doccia fredda per chi sperava che l’IA diventasse il nuovo rubinetto magico di visite al sito web.

Spoiler: il divario tra visibilità e click è un abisso.

Guardiamo i numeri, perché i numeri non mentono mai.

Il file analizza una pagina specifica che ha avuto performance eccezionali in termini di visibilità: ha ottenuto ben 610.775 impressioni.

Significa che oltre seicentomila persone hanno visto quel link.

Quanti hanno cliccato?

Solo 4.238.

Fai il calcolo: stiamo parlando di un tasso di click (CTR) dello 0,69%.

E questa era una delle pagine migliori!

Per la stragrande maggioranza degli altri contenuti, il CTR oscilla tra lo 0,1% e lo zero assoluto, come ha scritto Danny Goodwin.

Significa che l’utente medio fa una domanda a ChatGPT, legge la risposta soddisfatto e chiude la scheda.

Non ha bisogno di cliccare sul tuo sito perché l’IA gli ha già fornito la risposta masticata e digerita.

Le aree dove il tuo brand è più visibile, come la risposta principale, generano paradossalmente meno click. C’è una piccola speranza nelle barre laterali e nelle citazioni a piè di pagina, dove il tasso di click sale leggermente tra il 6% e il 10%, ma stiamo parlando di volumi di traffico ridicoli rispetto a quelli a cui Google ci ha abituato.

Dunque, se speravi che la visibilità su ChatGPT sostituisse il traffico organico che hai perso su Google, devi ricrederti. Almeno per ora.

Se i click non arrivano, perché dobbiamo esserci?

A questo punto potresti dirmi: “Bene, se non mi portano traffico, perché dovrei preoccuparmi di apparire su ChatGPT?”.

Ottima obiezione. Ma permettimi di ribaltare la prospettiva: ti interessa il traffico o ti interessano le vendite?

Il gioco qui è cambiato radicalmente. Non stiamo più parlando di attirare visitatori curiosi, ma di convincere clienti pronti a comprare.

Pensa a ChatGPT come al consulente più fidato del tuo cliente.

Se un utente chiede: “Qual è il miglior software gestionale per PMI?” e l’IA risponde facendo il tuo nome e spiegando i tuoi punti di forza, ha appena fatto il lavoro di vendita per te.

In quel momento che te ne fai del click?

L’utente ha ricevuto la raccomandazione da una fonte che percepisce come oggettiva e intelligente.

La conversione, la decisione di acquisto, è già maturata nella chat.

Magari quel cliente non cliccherà sul link blu, ma aprirà una nuova scheda, cercherà direttamente il tuo brand su Google e ti contatterà sapendo già che sei la scelta giusta.

Questa è la nuova frontiera: non più solo traffico di passaggio, ma brand awareness e autorevolezza.

Essere citati significa essere validati.

Significa esistere nel nuovo ecosistema informativo, come ci ha detto qui Giorgio Taverniti.

Ok, ma come si fa a farsi citare?

Qui ci viene in aiuto uno studio massiccio condotto da Yulia Deda e dal team di SE Ranking, che ha analizzato 129.000 domini per capire quali sono i criteri reali con cui ChatGPT sceglie le sue fonti.

Dimentica i trucchetti da smanettoni (anche perché durano meno di un gatto in tangenziale).

Lo studio dimostra che stratagemmi tecnici come il file LLMs.txt – che alcuni vendevano come la panacea per “parlare” con i robot – sono completamente inutili.

Anzi, in alcuni casi confondono l’algoritmo.

Quello che conta è solido, “old school” e terribilmente concreto.

Fonte SE Ranking 24 novembre 2025
SE Ranking

La legge del “chi più ha, più avrà”

I dati di SE Ranking confermano una dinamica che conosciamo bene nel mondo reale: l’autorità chiama autorità.

ChatGPT tende a fidarsi dei siti che hanno già una reputazione consolidata.

Il fattore numero uno per essere citati è il numero di domini che linkano al tuo sito.

Un sito con oltre 32.000 domini che rimandano a esso ha tre volte e mezza più probabilità di essere citato rispetto a un sito con pochi link. È la prova digitale del passaparola: se tanti parlano di te (e ti linkano), l’IA deduce che sei affidabile.

I ricercatori non sono d’accordo con i dati citati da Vincent Terrasi.

Dalla loro analisi emerge, al contrario, che l’IA guarda con molto interesse al tuo traffico attuale.

Fonte SE Ranking 24 novembre 2025
SE Ranking

I siti che ricevono oltre 190.000 visitatori mensili hanno il doppio delle possibilità di essere menzionati rispetto a siti più piccoli.

Sembra ingiusto, vero?

Il ricco diventa più ricco.

Tuttavia, c’è un dettaglio interessante: non serve traffico a caso.

Serve traffico globale verso la tua Homepage.

Se la tua pagina principale è forte e visitata, tutto il sito ne beneficia agli occhi dell’algoritmo.

Inoltre, la posizione che hai su Google conta ancora.

Le pagine che si posizionano tra il primo e il quarantacinquesimo posto sui motori di ricerca tradizionali ottengono il 60% in più di citazioni su ChatGPT.

Se prendiamo per buoni i dati di SE Ranking, il lavoro SEO che stiamo facendo per Google vale doppio.

Ottimizzare per Google significa, di fatto, ottimizzare per l’IA.

I due mondi, quindi, non sono separati, sono vasi comunicanti.

I contenuti che piacciono ai robot (e agli umani)

Se non hai il budget di una multinazionale per fare milioni di visite al mese, non disperare.

Lo studio rivela che la qualità e la struttura del contenuto possono fare la differenza anche per i pesci più piccoli.

L’Intelligenza Artificiale è affamata di dettagli.

Gli articoli lunghi e approfonditi vincono su quelli brevi.

Un contenuto che supera le 2.900 parole viene citato molto più spesso di uno sotto le 800 parole. Ma attenzione, non sto parlando di allungare il brodo.

Sto parlando di profondità.

L’IA premia i contenuti che sviscerano un argomento, che includono statistiche (i siti con più di 19 dati statistici vincono a mani basse), citazioni di esperti e tabelle.

Anche la freschezza è determinante.

Immagina il tuo sito come un banco del pesce: nessuno vuole la merce della settimana scorsa.

Aggiornare i tuoi contenuti ogni tre mesi, aggiungendo nuovi dati o paragrafi, può raddoppiare le tue possibilità di essere citato. Non basta scrivere una volta e dimenticarsene.

Fonte SE Ranking 24 novembre 2025
SE Ranking

E poi c’è la struttura.

I robot amano l’ordine.

Suddividere il testo in paragrafi di circa 120-180 parole tra un titolo e l’altro aiuta l’IA a “mangiare” meglio le informazioni.

È come tagliare la carne in piccoli pezzetti per un bambino: facilita il pasto…

Fonte SE Ranking 24 novembre 2025
SE Ranking

Il potere nascosto delle chiacchiere online

Ecco un punto che penso adorerai, perché è democratico e accessibile anche alle piccole imprese.

Lo studio ha evidenziato un legame fortissimo tra le menzioni su piattaforme come Quora o Reddit e le citazioni su ChatGPT.

Fonte SE Ranking 24 novembre 2025
SE Ranking
Fonte SE Ranking 24 novembre 2025
SE Ranking

Un dominio che viene menzionato spesso in queste discussioni ha quattro volte più probabilità di essere scelto come fonte.

Perché?

Perché per l’IA queste piattaforme rappresentano il “sentiment” reale, la voce del popolo.

Se sei un piccolo imprenditore, partecipare attivamente (e in modo utile, non solo promozionale) alle discussioni su Reddit o Quora riguardanti il tuo settore è una mossa astuta per costruire quella fiducia che l’IA cerca.

È il modo in cui Davide può battere Golia: costruendo reputazione sociale dove i giganti spesso sono assenti o goffi.

La miniera d’oro sotto i tuoi piedi: le recensioni

Usciamo un attimo dall’algoritmo puro e caliamoci nel mondo reale, davanti alla tua azienda.

Se c’è una cosa che so è che le recensioni non sono solo una pacca sulla spalla per il tuo ego.

Sono dati puri.

Sono parole chiave.

Sono soldi.

Google e le IA usano le recensioni per capire davvero cosa fai.

Spesso si fidano più di quello che scrive la signora Maria nella sua recensione che di quello che scrivi tu nella tua pagina “Chi Siamo”.

Le recensioni positive sono una miniera d’oro per trovare le parole chiave che convertono.

Se cinque clienti diversi scrivono “servizio rapido per riparazione iPhone in giornata”, quella è la frase esatta che devi prendere e spalmare ovunque: nel titolo del tuo sito, nella meta description, nei tuoi testi.

Stai usando le parole dei clienti per attirare altri clienti simili.

È un meccanismo potentissimo.

E le recensioni negative?

Qui serve un cambio di mentalità.

Kate Herbert-Smith su BrightLocal, suggerisce di vederle come un regalo, seppur incartato male.

Una recensione negativa ti dice esattamente dove il tuo business sta fallendo o dove la tua comunicazione è poco chiara.

Se la gente si lamenta di un costo nascosto o di un servizio non compreso, quella lamentela deve trasformarsi immediatamente in una sezione FAQ (Domande Frequenti) sul tuo sito.

Trasforma il problema in contenuto.

“Molti ci chiedono se il servizio include X; ecco la risposta chiara…”. In questo modo disinneschi le future lamentele e fornisci all’IA materiale fresco e utile per rispondere ai dubbi degli utenti.

Ma attenzione: le recensioni non piovono dal cielo.

Devi chiederle.

E c’è un modo giusto per farlo.

L’approccio impersonale via email funziona poco.

La richiesta fatta di persona, quando possibile, guardando il cliente negli occhi, è imbattibile.

Quando personalizzi la richiesta, il cliente non sta facendo un favore all’azienda anonima, lo sta facendo a te.

E scriverà esattamente quello che gli hai suggerito: “Luigi ha risolto il mio problema oggi”.

Bingo. Hai ottenuto una recensione, una menzione del servizio e un segnale di fiducia, tutto in un colpo solo.

Perché i SEO sono ancora i tuoi migliori alleati

Voglio chiudere con una nota personale, perché ultimamente gira una storiella che mi fa sorridere e arrabbiare allo stesso tempo.

Sento spesso dire:

Ora con l’Intelligenza Artificiale fare SEO non ha più senso. Tanto fa tutto la macchina…

Permettimi di dirtelo chiaramente: è una sciocchezza colossale.

Chi pensa questo sta guardando il dito e non la luna.

La verità è che l’ottimizzazione per i motori di ricerca sta vivendo la sua trasformazione più interessante.

Pensaci un attimo: su cosa si basano queste intelligenze artificiali per darti le risposte?

Non inventano i fatti (o meglio, quando lo fanno, sbagliano e creano problemi).

Hanno un bisogno disperato di dati strutturati, di informazioni verificate, di fonti autorevoli da cui attingere.

In poche parole, hanno bisogno di “combustibile” di qualità, come ci ha detto anche Myriam Jessier nella nostra intervista.

E chi è l’unico professionista che da più di vent’anni si occupa proprio di impacchettare le informazioni affinché una macchina riesca a leggerle, capirle e fidarsi di esse?

Esatto: il consulente SEO.

Il mio lavoro non è più solo “convincere Google”.

Il mio lavoro oggi è ottimizzare la tua visibilità su qualsiasi piattaforma il tuo cliente decida di usare per trovarti.

Che sia la classica barra di ricerca, un video su TikTok, o una domanda posta a ChatGPT mentre si è in auto.

Cambia il mezzo, cambia l’interfaccia, ma la logica sottostante resta identica: se non parli la lingua della macchina, per la macchina non esisti.

Quindi, diffida da chi cerca di venderti la “Consulenza AI” come se fosse una medicina miracolosa separata da tutto il resto.

È l’errore strategico peggiore che potresti fare oggi. Non esistono due strategie separate, una per il vecchio web e una per il nuovo mondo delle AI.

Esiste un’unica strategia di visibilità integrata.

La tecnologia continuerà a correre, e ci saranno nuovi strumenti ogni mese.

Ma le regole del gioco restano umane: tu continua a curare il tuo prodotto, a trattare bene i clienti e a raccogliere quelle preziose recensioni che valgono come oro colato.

Al compito di tradurre tutto questo valore nel linguaggio complesso di questi nuovi algoritmi, ci pensa la mia agenzia SEO.

L’IA non ci renderà obsoleti.

Renderà solo molto più evidente la differenza tra chi improvvisa e chi sa come farsi ascoltare dalle macchine.

Vuoi sapere come fare?

Scrivi qui alla mia agenzia.


I dati segreti sul traffico che porta ChatGPT: domande frequenti

Perché i link mostrati da ChatGPT generano così pochi click?

I dati trapelati da OpenAI mostrano che i link nelle risposte di ChatGPT ricevono CTR estremamente bassi, spesso tra lo 0,1% e lo 0%. Gli utenti leggono la risposta direttamente nella chat e chiudono la scheda senza bisogno di cliccare sul sito originale.

Se ChatGPT non porta traffico, perché è importante essere citati?

Essere citati da ChatGPT significa ottenere autorevolezza e diventare la risposta consigliata nel momento in cui l’utente decide. Anche senza click, l’utente può ricordarsi il brand, cercarlo su Google e contattarlo già convinto della sua affidabilità.

Cosa serve davvero per essere citati da ChatGPT?

Contano soprattutto autorità del dominio, backlink da molti siti, traffico elevato verso la homepage, contenuti lunghi, aggiornati e ricchi di dati. Anche le menzioni su Reddit e Quora aumentano notevolmente le probabilità di essere scelti dall’IA come fonte.

Roberto Serra

Mi chiamo Roberto Serra e sono un digital marketer con una forte passione per la SEO: Mi occupo di posizionamento sui motori di ricerca, strategia digitale e creazione di contenuti.

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