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Una valutazione che mette in discussione le logiche del venture capital e punta a superare OpenAI, grazie a una visione che mette al centro sicurezza ed etica.
La startup Anthropic, guidata dall'ex OpenAI Dario Amodei, alza l'asticella puntando a una raccolta fondi da 20 miliardi con una valutazione stratosferica di 350 miliardi. Una mossa che non solo supera la rivale OpenAI ma scuote il venture capital, con giganti come Sequoia che scommettono su entrambi i fronti. La vera partita si gioca sul futuro dell'IA sicura.
Una valutazione che fa girare la testa
Sembra che nel mondo dell’intelligenza artificiale i soldi non finiscano mai, ma quello che sta succedendo con Anthropic ha dell’incredibile. La startup, una delle rivali più agguerrite di OpenAI, ha deciso di raddoppiare la posta in gioco, portando il suo obiettivo di raccolta fondi da 10 a ben 20 miliardi di dollari. Stiamo parlando di una cifra che posiziona questa operazione tra le più grandi mai viste nel settore del venture capital.
La valutazione della società, poi, è la vera notizia bomba: si parla di 350 miliardi di dollari, una cifra che di fatto supera quella, già stratosferica, di OpenAI. A quanto pare, la richiesta da parte degli investitori è stata così alta da spingere l’azienda ad alzare l’asticella.
Ma cosa c’è dietro questa corsa sfrenata al capitale?
La risposta, come spesso accade, ha a che fare con le persone e le loro visioni, a volte diametralmente opposte.
La sfida di Amodei a OpenAI: non solo potenza, ma sicurezza
A guidare Anthropic c’è Dario Amodei, un nome che forse non tutti conoscono, ma che nel settore pesa parecchio. Amodei è un co-fondatore dell’azienda, ma soprattutto è un ex pezzo da novanta di OpenAI, che ha lasciato nel 2020 per divergenze sulla governance e sulla sicurezza dell’IA.
La sua scommessa è chiara: costruire sistemi di intelligenza artificiale potenti, come i suoi modelli Claude e Claude Code, ma con un occhio di riguardo per l’etica e la sicurezza, puntando forte sul mercato delle aziende.
E questa strategia sta pagando, eccome.
Basti pensare che solo sei mesi fa, a settembre 2025, Anthropic aveva chiuso un round di finanziamento da 13 miliardi con una valutazione di 183 miliardi. In meno di mezzo anno, il suo valore è praticamente raddoppiato.
Una visione così ambiziosa, però, non si sostiene da sola.
Serve il supporto di chi ha tasche molto, molto profonde.
E qui la lista dei nomi coinvolti si fa davvero interessante, con tanto di mosse che rompono le vecchie regole del gioco.
I giganti della finanza e della tecnologia fanno la loro puntata
A guidare questo nuovo round di finanziamento ci sono pesi massimi come il fondo sovrano di Singapore GIC e la società di investimento americana Coatue. Ma il dettaglio che fa più discutere è la partecipazione di Sequoia Capital, come descritto da TechCrunch.
Perché?
Perché Sequoia è anche uno dei principali finanziatori di OpenAI.
È una mossa quasi inedita nel mondo del venture capital, dove di solito non si scommette su due cavalli in diretta competizione. Questo la dice lunga su quanto sia percepita come enorme l’opportunità nel settore dell’IA, tanto da spingere i grandi fondi a mettere da parte le vecchie convenzioni per non restare fuori dai giochi.
E come se non bastasse, anche colossi come Microsoft e Nvidia hanno messo sul piatto un investimento strategico parallelo che potrebbe arrivare fino a 15 miliardi, a dimostrazione che chi costruisce l’infrastruttura tecnologica ha piena fiducia nel progetto di Amodei.
La strada verso una possibile quotazione in borsa, forse già quest’anno, sembra ormai tracciata.
Resta da vedere se questa montagna di denaro si tradurrà in un’intelligenza artificiale davvero al servizio delle imprese e delle persone, o se stiamo solo assistendo a una spettacolare partita a poker giocata sulla pelle del futuro.

Miliardi per l’etica. Ma il valore umano non è quotato in borsa. La nostra umanità è il vero capitale da proteggere.
Renato, il “valore umano” è il prodotto, non il capitale da proteggere. L’etica è la confezione premium per venderlo meglio e a un prezzo più alto. Si parla di sicurezza per chiudere contratti miliardari, non per salvare il mondo.
Simone Ferretti, la confezione premium è perfetta. Peccato che il prodotto siamo noi, e il prezzo finale non sarà in dollari. Stanno solo decidendo chi terrà in mano il telecomando del mondo.
La sicurezza costa, ma l’etica brandizzata di più. È il mercato, bellezza.
Etica e sicurezza sono il nuovo brand positioning. Io vendo fuffa su Instagram, loro la vendono ai venture capital. Scale diverse, stesso gioco.
La gara tra ex colleghi per la valutazione più stratosferica, mascherata da nobile crociata per l’IA sicura, mi fa pensare a un sogno febbrile. Quanto costa un biglietto per guardare questo spettacolo dal vivo?
@Noemi Barbato Il biglietto è gratis, ma l’uscita di sicurezza costa cara. Sembra la giostra più alta del parco, costruita con la colla.
Alzano il sipario sulla sicurezza, ma il vero spettacolo è la valutazione. È il solito teatro, con un budget più alto. Lavoro con le narrazioni ogni giorno. Questa è fatta per nascondere chi paga il biglietto: noi.
La narrativa della sicurezza serve a gonfiare le valutazioni. I finanziatori sono gli stessi, il loro obiettivo è il monopolio. Non c’è alcuna gara etica.
@Giulia Martini Parlano di monopolio. Ma sono sempre i nostri dati a pagare il conto.
@Eva Fontana Esatto, il conto è nostro. La parola “etica” serve solo a vendere meglio la raccolta dati. Il monopolio non si costruisce con i buoni propositi, ma con le nostre informazioni.
Costruiscono cattedrali di numeri su fondamenta di sabbia. Parlano di sicurezza come se fosse una coperta. Ma quando il vento soffia, cosa resta di queste belle parole?
Chissà quante ore passano a discutere il font per la parola ‘sicurezza’ sulla confezione.
Mi perdo a pensare a questi filantropi che giocano a chi ha la valutazione più lunga.
Noemi Barbato, altro che filantropi. L’etica è il nuovo packaging per vendere fumo a cifre astronomiche. Il vero obiettivo non è salvare il mondo, ma prendersi tutto il banco.
Commovente questa crociata per l’IA sicura finanziata con cifre da manovra finanziaria di uno Stato. Il fine giustifica sempre i mezzi, a quanto pare.