Occhiali Meta e Ray-Ban: la scrittura neurale è realtà, ma non per tutti

Anita Innocenti

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La tecnologia che lo rende possibile è un braccialetto che legge i movimenti muscolari delle dita, ma la sua diffusione è per ora confinata a pochi eletti e nasconde un obiettivo di mercato ben più ampio.

Meta e Ray-Ban presentano una tecnologia futuristica: la scrittura neurale tramite un braccialetto EMG. Una novità affascinante, ma il lancio limitato ai soli Stati Uniti suggerisce più un test strategico che un successo di mercato. L'obiettivo reale non sembra il prodotto in sé, quanto la creazione di un nuovo ecosistema chiuso per legare a sé sviluppatori e utenti.

Meta e Ray-Ban: scrivere con il pensiero diventa (quasi) realtà, ma non per tutti

Diciamocelo, l’idea di scrivere un messaggio semplicemente muovendo le dita a mezz’aria è roba da film di fantascienza.

Eppure Meta, in collaborazione con Ray-Ban, sta cercando di trasformare questa visione in realtà con i suoi nuovi occhiali “Display”. L’azienda ha infatti iniziato a distribuire una funzione che permette di scrivere testi su qualsiasi superficie, reale o immaginaria che sia, vedendoli comparire magicamente sul piccolo schermo integrato nella lente.

Una mossa ambiziosa, che però, come al solito, nasconde più di qualche dettaglio tra le righe.

Ma come funziona davvero questa specie di magia?

E soprattutto, è oro tutto ciò che luccica?

Niente telecamere, ma un braccialetto che “legge” i tuoi muscoli

Il segreto dietro questa innovazione non sta negli occhiali stessi, ma in un accessorio che li accompagna: il Meta Neural Band. Niente telecamere che spiano i tuoi movimenti, ma un braccialetto dotato di tecnologia EMG (elettromiografia) che rileva gli impulsi elettrici inviati dal cervello ai muscoli del polso e della mano.

In parole povere, il sistema non “vede” cosa scrivi, ma interpreta l’intenzione di movimento delle tue dita, traducendola in testo digitale quasi in tempo reale, come scrive The Verge. L’idea è quella di offrire un metodo di input completamente nuovo, che non richiede di tirare fuori il telefono o di toccare alcuno schermo.

Tutto fantastico, un passo verso il futuro.

Ma, come spesso accade quando si parla di big tech, c’è un “ma” grande quanto una casa.

La doccia fredda: disponibilità limitata e ritardi sospetti

Se stavi già pensando di mettere le mani su questa tecnologia, è meglio che ti metta comodo.

Per ora, la funzione di scrittura neurale è disponibile solo tramite un programma “Early Access” e, tieniti forte, unicamente per gli utenti negli Stati Uniti.

E il resto del mondo?

Dovrà aspettare.

Meta ha infatti annunciato di aver messo in pausa l’espansione internazionale, che avrebbe dovuto toccare anche l’Italia, a causa di una “domanda senza precedenti” che ha mandato in tilt le scorte.

Sarà, ma la cosa puzza un po’ di test su piccola scala, mascherato da successo travolgente. Un modo furbo per vedere che aria tira, limitando i rischi e creando allo stesso tempo un alone di esclusività attorno al prodotto.

Quindi, un giocattolo per pochi eletti negli Stati Uniti e un sacco di promesse per il resto del mondo?

Non esattamente.

Il vero obiettivo di Zuckerberg non è venderti un paio di occhiali in più.

L’obiettivo reale: non gli occhiali, ma la piattaforma

La vera mossa strategica di Meta non sta tanto nella funzione di scrittura, per quanto affascinante, ma nell’apertura della piattaforma agli sviluppatori. L’azienda sta infatti invitando chiunque a creare applicazioni per i suoi occhiali, utilizzando linguaggi di programmazione standard come e JavaScript.

Capisci dove vogliono arrivare?

L’obiettivo non è vendere hardware, ma creare un nuovo ambiente tecnologico proprietario, la prossima grande piattaforma dopo gli smartphone. Vogliono convincere gli sviluppatori a investirci tempo e risorse, per poi legare gli utenti a un sistema da cui, un domani, sarà difficile uscire.

La scrittura neurale è solo l’esca, un assaggio spettacolare di quello che potrebbe essere il futuro.

La tecnologia, quindi, è senza dubbio notevole e apre porte a interazioni uomo-macchina che fino a ieri erano impensabili.

Ma la strategia di Meta solleva i soliti dubbi: ci stanno offrendo un pezzo di futuro o ci stanno costruendo attorno un’altra gabbia dorata?

Resta da vedere se questa volta il progresso arriverà davvero per tutti, o solo per chi Meta deciderà.

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

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