Il crollo dell’80% e la resa dei conti: la musica AI finisce in tribunale

I numeri, a volte, raccontano una storia più cruda di qualsiasi arringa. Per Poseidon Wave Media LLC, l’entità dietro il duo indie ambient The American Dollar, il verdetto è già scritto nei bilanci: un crollo di quasi l’80% delle entrate da licenze. La causa, dicono, ha un nome e un cognome: Suno Inc., il generatore musicale basato su intelligenza artificiale che avrebbe addestrato i suoi modelli sul loro catalogo protetto da copyright, senza chiedere permesso.

Dall’azione solitaria all’assalto degli squali

Se il danno è così evidente, la risposta legale non si è fatta attendere, e ha rapidamente attirato i grandi predatori del foro. Già a giugno 2024 la RIAA, l’associazione che rappresenta l’industria discografica americana, aveva acceso la miccia con due cause per violazione di copyright contro Suno e Udio. Quella contro Suno era stata depositata proprio in Massachusetts, lo stesso distretto che ora ospita l’azione di Poseidon Wave Media. Erano segnali forti, ma ancora inquadrabili come una reazione di sistema, mossa dai grandi cataloghi delle major.

La scorsa settimana, però, è arrivato il vero punto di svolta: Hagens Berman, lo stesso studio che ha strappato 260 miliardi di dollari all’industria del tabacco, ha annunciato di essersi unito alle azioni collettive contro Suno e Udio. L’annuncio è arrivato lunedì 22 giugno, lo stesso giorno in cui lo studio ha presentato una denuncia modificata contro Udio presso il distretto meridionale di New York. L’ingresso di un attore di questo calibro trasforma una battaglia di principio in una partita miliardaria: Hagens Berman non è uno studio che si accontenta di vittorie simboliche, e la sua presenza segnala che il contenzioso sull’AI musicale ha ormai superato la fase degli avvertimenti per entrare in quella dei conti veri.

La sequenza temporale è istruttiva. Prima la RIAA, con il peso politico e legale delle tre major. Poi un’entità indipendente come Poseidon Wave Media, che porta in aula il volto umano del danno: non un colosso, ma un duo di musicisti che viveva di licenze e che ora vede quel canale prosciugarsi. Infine, a poche settimane di distanza, l’arrivo di Hagens Berman chiude il cerchio, aggiungendo alla causa la potenza di fuoco di chi ha già piegato in aula avversari ben più corazzati di una startup tech. La domanda ora è: cosa succederà quando un’intera industria creativa si troverà di fronte a un verdetto?

Il paradosso dell’AI musicale

Mentre i tribunali esaminano le accuse, il mercato già si contorce in una contraddizione che non può reggere: l’accesso illimitato contro la sostenibilità del talento. Suno e Udio sono nati con la promessa di democratizzare la creazione musicale, mettendo chiunque in condizione di generare un brano con un prompt di testo. Ma il prezzo di quella democratizzazione, se le accuse verranno confermate, è stato pagato proprio dai creatori che quei modelli hanno usato come materia prima.

Il caso di The American Dollar è in questo senso emblematico. Non stiamo parlando di hit da milioni di stream, ma di un duo indie ambient il cui modello di business poggiava sulle licenze: musica per documentari, installazioni, contenuti pubblicitari. Un ecosistema fragile, che l’arrivo di una valanga di musica generata dall’AI ha reso economicamente insostenibile. L’ironia è tagliente: strumenti progettati per moltiplicare la creatività rischiano di erodere le fondamenta economiche che permettono ai creatori di continuare a esistere.

Per chi pubblica online, dalle piattaforme video ai produttori di podcast, il significato è immediato. La musica di sottofondo che oggi si sceglie da una libreria potrebbe presto diventare un campo minato legale, dove la provenienza di ogni traccia andrà certificata con la stessa attenzione che si riserva a un brevetto. L’era dell’AI musicale senza regole sta finendo. Preparatevi a un futuro in cui la licenza non è un optional, ma il campo di battaglia.

Roberto Serra

Mi chiamo Roberto Serra e sono un digital marketer con una forte passione per la SEO: Mi occupo di posizionamento sui motori di ricerca, strategia digitale e creazione di contenuti.

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