I truffatori investono più tempo con le vittime anziane, e i copioni sono riconoscibili già dalle prime battute
Nei giorni scorsi, un’intelligenza artificiale ha risposto a 10.211 chiamate truffa. Il risultato non è il caos: i truffatori timbrano il cartellino, con 6,6 volte più chiamate nei giorni feriali che nel fine settimana. Non sono improvvisati: sono un’azienda, con i suoi orari. A dirlo è uno studio pubblicato su arXiv, che ha messo in campo un honeypot con agente vocale AI: in 54 giorni il sistema ha raccolto 10.211 chiamate truffa e spam in entrata, 913 ore di audio e 330.956 turni trascritti, da 5.780 numeri distinti.
La scoperta più controintuitiva non è la quantità, ma la regolarità. Le operazioni di truffa seguono orari d’ufficio: 6,6 volte più chiamate nei giorni feriali che nel weekend. È il comportamento di un call center, non di un criminale isolato.
Il call center dei truffatori
Un honeypot è, in breve, un’esca: una linea telefonica pensata per attirare chiamate indesiderate e registrare ciò che accade. In questo caso, a rispondere era un agente vocale AI, non una persona. E l’agente ha avuto molto da ascoltare.
Le richieste dei truffatori dicono qualcosa di preciso su come funziona il loro mestiere. Chiedono molto più spesso «ancore di identità» — indirizzo di casa e data di nascita — che credenziali di pagamento. Il primo obiettivo non è il denaro: è costruire un profilo. Con un’identità completa si aprono porte diverse, dal furto di account alle frodi successive. Se il call center ha un orario, la domanda successiva è: chi sono i clienti più redditizi?
Il bersaglio perfetto ha più di 60 anni
La risposta emerge dai turni conversazionali. In 1.823 chiamate randomizzate, i truffatori hanno speso circa il 15% in più di turni di conversazione per ogni decennio di età apparente del bersaglio (rate ratio 1,15, intervallo di confidenza al 95% 1,08–1,23; p = 0,005 nella randomizzazione). In pratica: più la voce dall’altra parte sembra anziana, più tempo e pazienza i truffatori investono nella conversazione.
Non è una preferenza casuale. Già a dicembre 2025, secondo i dati della Federal Trade Commission ripresi dalla CNBC, gli adulti di 60 anni e più erano più propensi a segnalare perdite di 100.000 dollari o più a causa di frodi finanziarie. Il bersaglio anziano vale di più, e i truffatori lo sanno.
Che il fenomeno sia massiccio e organizzato lo documentano anche ricerche precedenti. Già tra il 2019 e l’inizio del 2020, i ricercatori della North Carolina State University avevano gestito un honeypot di 66.606 linee telefoniche per 11 mesi, rispondendo a oltre 146.000 robocall e raggruppandole in 2.687 campagne: le linee monitorate ricevettero in totale 1.481.201 chiamate non richieste. Nelle stesse settimane, inoltre, i ricercatori di Infobip hanno pubblicato su arXiv un dataset internazionale di robocall con 8,7 milioni di record, 839 trascrizioni e 677 registrazioni.
Se l’escalation è prevedibile, quanto manca a una difesa che usa la stessa matematica?
Difendere da un nemico prevedibile
La risposta potrebbe essere già nel telefono, attiva da mesi. Lo studio arXiv mostra che l’escalation di una truffa è prevedibile con un ROC-AUC di 0,72 già dalla prima battuta e di 0,87 dall’ottava, usando solo le righe d’apertura del truffatore. Il ROC-AUC misura quanto un modello sa distinguere un esito dall’altro: 0,5 è un lancio di moneta, 1 è la previsione perfetta. A 0,87 dopo otto battute, il copione è riconoscibile molto prima che si parli di denaro.
Un nemico che ripete sempre lo stesso copione è un nemico intercettabile. Lo aveva capito Google già nel marzo 2025, quando ha lanciato una funzionalità di rilevamento delle truffe on-device basata su Gemini Nano, capace di mostrare avvisi in tempo reale durante le chiamate. Non si tratta di promesse future: è una funzione distribuita da oltre un anno, segno che la difesa sta iniziando a usare lo stesso tipo di segnali che i truffatori sfruttano.
La truffa telefonica è diventata un processo industriale misurabile. E ciò che è misurabile può essere intercettato prima che la conversazione inizi. La prossima chiamata truffa non è più un imprevisto: è un copione noto, con orari d’ufficio e un bersaglio preferito.
