SEO local 2022: quali sono i fattori di ranking… e cosa c’entrano le entità

Hai un’attività locale? Bene, allora dimentica la metà delle cose che sai sulla SEO. No, […]


roberto serra seo immagine di profilo

Hai un’attività locale?

Bene, allora dimentica la metà delle cose che sai sulla SEO.

No, non sono impazzito. Ma devi sapere che la SEO locale è dannatamente diversa dal resto delle attività di SEO.

Cambia proprio tutto. Cambiano gli obiettivi, cambia il contesto e cambiano persino i fattori di ranking più importanti.

D’altronde, se tu hai un ristorante a Parma, che te ne frega di comparire tra i risultati di chi cerca un posto dove mangiare a Milano o a Roma?

Tu devi puntare a essere l’Elvis Presley della tua provincia, la rockstar assoluta della tua area. E per farlo hai bisogno di lavorare su alcuni fronti ben precisi.

Sì, lo so, probabilmente ti hanno già detto di usare Google My Business, di incrementare le recensioni, di indicare chiaramente il tuo indirizzo e i contatti sul sito web. Magari l’hai anche fatto, e ancora non sai che benefici questo ti ha portato.

Lascia che te lo dica: tutto questo non basta più. Se vuoi lavorare bene sulla SEO local oggi devi cambiare prospettiva (come Google ha già fatto da un pezzo). Per scalare le SERP della tua città, devi iniziare a pensare in termini di entità, dati strutturati e Google Knowledge Graph.

Hai già gli occhi che escono dalle orbite e gocce di sudore freddo sulla fronte?

Niente paura, è più facile di quanto non sembri. Ora ti spiego tutto, passo dopo passo.

Cominciamo!

Local SEO ed entità di ricerca

Partiamo con la prima differenza fondamentale tra SEO local e SEO tradizionale.

Con le query local, Google non classifica le pagine del sito web separate ma guarda proprio alle imprese locali. In altre parole, il ranking non si basa sulle pagine, ma sulle entità.

Ma che diavolo sono le entità?

Ne ho parlato a lungo nell’articolo sul Google Knowledge Graph. Per riassumertelo qui, userò le parole dello stesso Big G:

Un entità è una cosa o un concetto che è singolare, unico, ben definito e distinguibile.

Dai, non fare quella faccia. Ora ti spiego meglio.

Se Google fosse un’enciclopedia, le entità sarebbero le singole pagine che la costituiscono. Un po’ come le voci di Wikipedia, per capirsi.

Quindi, ad esempio, Roma è un’entità, così come lo sono il Colosseo e la basilica di San Pietro. Ma sono entità anche la pasta alla carbonara, Carlo Verdone o l’ultimo cd di Fedez. Infine, sono entità anche le aziende, grandi e piccole, e possono esserlo anche le persone, se fanno in modo di “farsi conoscere” da Google.

Ebbene sì, anche la tua impresa locale è un’entità. E nel grande grafico della conoscenza di Google, essa è collegata a tutta una serie di altre entità: la città dove hai sede, tanto per iniziare, ma anche altre.

Torniamo all’esempio di prima: immagina che ci sia una pagina Wikipedia dedicata alla tua azienda. A quali altre voci sarebbe collegata?

Tieni a mente questa domanda, perché ci tornerà utile più avanti.

Ora andiamo capire come Google classifica queste benedette entità.

Come fa Google a classificare le entità?

Per rispondere a questa domanda ci torna utile un brevetto di Google del 2015 chiamato Ranking Search Results Based On Entity Metrics. Secondo questo documento, le entità hanno quattro fattori di ranking specifici:

1) Relazione (relatedeness)

Rispolveriamo un attimo due nozioni sul Google Knowledge Graph. Puoi considerare questo immenso grafico della conoscenza come il sistema di archiviazione di Google, il grande schema in cui il motore di ricerca organizza tutto lo scibile umano cercando di stabilire relazioni tra le varie entità.

Ovviamente capire il tipo di relazione è molto importante per il nostro Mister Google. Ad esempio dovrà sapere che le entità Roma e Italia hanno lo stesso tipo di rapporto di Berlino – Germania.

Cosa ne deduciamo noi da tutto questo? Che l’entità stessa non è un’isola, un elemento astratto e indipendente. Al contrario, l’importanza e il valore di ogni entità viene dedotto proprio dall’insieme di relazioni che ha con le altre entità.

2) Notabilità (notability)

Questa parola strana, notabilità, indica l’importanza relativa dell’entità all’interno della sua nicchia. In altre parole, Google sa che non si possono applicare gli stessi parametri di valutazione (link, menzioni eccetera) a tutte le nicchie, anche se simili.

La nicchia “ristoranti di Santa Teresa di Gallura” non può certo essere confrontata alla pari con quella “ristoranti di New York”, non ti pare?

Ecco allora che Google aggiusta i suoi calcoli sull’importanza della nicchia specifica, per poi valutare l’importanza di una determina entità (ad esempio il tuo ristorante) all’interno del suo ambito.

3) Contributo (contribution)

Anche questa metrica è relativa all’importanza dell’entità, ma qui siamo proprio immersi nella nicchia. Il valore del contributo misura infatti quanto un’entità ha peso nel suo settore misurando i segnali esterni, come ad esempio le recensioni o le menzioni da parte degli esperti del settore e opinion leader.

Torniamo al nostro ristorante. La recensione di un critico gastronomico potrà pesare positivamente su questo parametro di valutazione, così come la menzione da parte di un famoso blogger di cucina. Chiaro?

4) Riconoscimenti (prizes)

Se il tuo ristorante può sfoggiare delle stelle Michelin, sicuramente l’entità-ristorante ne sarà favorita anche dal punto di vista della visibilità SEO.

Facendo un discorso più generale, premi e riconoscimenti di settore ottenuti nel mondo reale hanno un impatto anche sul ranking. E più un premio è importante e prestigioso, maggiore valore aggiunge al ranking dell’entità.

Entità e fattori di ranking per la local SEO

Ok, ma tutto questo come si lega con quello che sappiamo sulla local SEO?

Beh, caro mio o cara mia, questo è proprio il dilemma.

Purtroppo Google se ne sta abbastanza muto sulla SEO locale. Quello che sappiamo per certo, però, è che i risultati locali si basano su tre fattori di ranking principali:

  • Pertinenza
  • Distanza
  • Rilevanza

Mentre il concetto di distanza è abbastanza chiaro, cosa dovremmo dire degli altri due?

E, considerando che un’impresa locale è un’entità e che il paradigma del Knowledge Graph si applica anche alle SERP locali, come si collegano come questi due fattori al ranking delle entità che abbiamo visto prima?

Tante domande e poche certezze.

La buona notizia? Ti posso fornire delle ipotesi abbastanza convincenti.

No, tranquillo, stamattina non mi sono alzato con le traveggole. Al contrario, ho fatto quello che farebbe un buon consulente SEO: sono andato ad analizzare gli studi di settore e le opinioni autorevoli di altri esperti SEO.

Qui sotto ti riporto i fattori di ranking sulla SEO locale individuati da Darren Shaw (noto esperto di local SEO) nel sondaggio 2020 Local Search Ranking Factor. Poi, insieme proveremo ad unire questi risultati alle riflessioni sulle entità.

Devi sapere intanto che lo studio di Shaw lavora su due livelli:

  • Da un lato misura quanto i diversi fattori influiscono sul ranking local organico, cioè nella classica SERP.
  • Dall’altro cerca di capire quanto gli stessi fattori influiscono sul ranking nel local pack o nel local finder, cioè, per capirsi, nei risultati legati a Google Maps.

Ok, ora direi che sei pronto.

Allora iniziamo sparando subito i dati:

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Source: https://whitespark.ca/local-search-ranking-factors/
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Source: https://whitespark.ca/local-search-ranking-factors/

1) Google My Business (GMB)

Per le attività commerciali locali, la scheda di Google My Business è sempre stata ancora più importante di un sito web. Paradossalmente potresti non avere nemmeno un sito web e ottenere comunque ottimi risultati con Google My Business!

Inoltre, secondo il parere degli esperti SEO, l’importanza di Google My Business continua a crescere molto rapidamente:

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Source: https://www.brightlocal.com/learn/key-ranking-factors-for-local-seo/

Questo non ci meraviglia affatto, per un semplice motivo: Google My Business è proprio lo strumento con cui puoi inviare informazioni sull’entità direttamente al database di Google!

Ma a cosa devi fare attenzione per curare il tuo ranking tramite Google My Business?

  • Categoria di Business. Scegli la categoria che descrive la tua attività in modo più accurato, usa anche categorie aggiuntive e vai ad aggiornarle regolarmente, man mano che il ventaglio di possibilità offerte si arricchisce.
  • Parole chiave nel titolo della tua attività. Ok, qui le cose si fanno più complicate. Da un lato c’è Google che raccomanda di non inserire parole chiave descrittive nel titolo della tua scheda (a meno che non facciano parte del nome del tuo business). D’altra parte, se i tuoi concorrenti violano queste linee guida diventano molto difficili da battere.
  • L’indirizzo fisico della tua sede. Questo è il motivo per cui, se hai vari sedi, devi assolutamente impostare diverse schede.

Va bene, ma riguardo alle entità?

Tieni a mente questo: Google è come un bambino piccolo. Hai presente quella fase della crescita in cui i bimbi sono curiosi su tutto, vogliono sapere tutto e toccare tutto? Ecco, Google è un po’ così. Il nostro ruolo è quello di educarlo chiaramente su ciò che vogliamo fargli capire.

Ricordati, quindi, che Google sa del tuo marchio quello che tu gli insegni. Ecco perché compilare bene la scheda Google My Business – comprese le sezioni aggiuntive! – arricchisce la tua entità e, a logica, contribuirà a migliorare il tuo ranking.

Ecco qualche consiglio:

  • Usa i Google Post per segnalare eventi, offerte o notizie di cui vuoi informare i clienti
  • Carica foto e video di alta qualità, possibilmente con una certa costanza (così dimostri a Google che sei attivo!). Non fare affidamento solo sulle foto dei clienti, che sono raramente di buona qualità.
  • Domande e risposte. Questa sezione è un’ottima fonte di contenuti legati alla tua entità, e sappi che Google la tiene particolarmente in considerazione. Cerca di essere il primo a rispondere alle domande che gli utenti fanno sul tuo business: non vorrai mica che compaiono sulla scheda le risposte (magari idiote) di altri utenti, no? Considera inoltre che Google a volte usa queste risposte nella ricerca vocale, quindi mettici impegno e cura. E non dimenticare le parole chiave!
  • Verifica l’attività. In questo modo Google sarà sicuro che le informazioni provengano direttamente da te e guadagnerai punti credibilità.
  • Sezione informazioni. Compila ogni singolo punto. Più nutri Google di informazioni, meglio è.

Attenzione qui. Non ti sto dicendo che queste azioni avranno un’influenza diretta sul tuo ranking, almeno non in questo momento. Ti posso dire, però, che Google lavora sempre più in termini di entità e tutte queste azioni possono arricchire le informazioni che il motore di ricerca ha sulla tua attività, e quindi essere un buon investimento per il futuro.

Senza contare che una scheda ricca di informazioni attira molto di più le conversioni… e alla fine sono quelle che vuoi tu, no? 😉

2) Recensioni

Se parliamo del local pack, le recensioni sono il secondo fattore di ranking più importante.

Ma quali recensioni? Quelle di qualsiasi piattaforma?

Nein, nein, nein. Solo le recensioni Google, le uniche di cui il motore di ricerca si fida al 100%.

I fattori di ranking considerati per qualificare le recensioni sono:

  • Punteggio. Non parliamo però solo delle famose stelline: gli studi dei consulenti SEO riportano anche quelli che sembrano esperimenti di analisi del sentiment da parte di Google.
  • Quantità. Ovviamente tante recensioni sono meglio di poche… ma anche la qualità gioca un ruolo importante.
  • Presenza di parole chiave nel testo della recensioni.

Fino a qui tutto chiaro, no?

Ok, ora facciamo un passo in più. Pensiamo alle recensioni (e ai recensori) in termini di entità.

Prima abbiamo detto che anche le persone sono classificate come entità da Google, giusto? Avremo quindi un’entità (persona) che esprime un voto o un’opinione su un’altra entità (l’azienda).

Ma non tutte le entità-persona hanno lo stesso peso…

Se il tuo ristorante riceve una recensione positiva da parte di Joe Bastianich, pensi che Google la valuterà come quella di Roberto Serra? Ovviamente no!

A questo va aggiunto che gli user-generated content delle recensioni aiutano Google a comprendere meglio la tua entità.

Ok Roberto, ma quindi io cosa posso fare?

Adoperarti per ottenere recensioni che puntino esattamente dove vuoi! Ad esempio potresti inventare una strategia di marketing ad hoc ed offrire ai tuoi clienti un incentivo per parlare di un particolare prodotto/ servizio su cui ti vuoi posizionare in ambito local. Aguzza l’ingegno, le possibilità sono infinite.

3) Ottimizzazione on-page

Al contrario dei due fattori che abbiamo appena analizzato, l’ottimizzazione on page è rilevante soprattutto per il posizionamento dei siti web sulle SERP locali. Ma, indirettamente, il traffico local sul sito web aiuta a guadagnare posizioni anche nel local pack.

Local pack e sito web sono inftatti due vasi comunicanti, quindi la tua strategia di local SEO dovrebbe includerli entrambi.

Quali sono gli aspetti su cui ti devi concentrare per l’ottimizzazione on page?

  • La quantità di contenuti di qualità. Diciamocelo: la maggior parte delle attività local ha siti web striminziti, creati con l’intenzione di essere poco più che un volantino o un biglietto da visita. Se invece ti impegni a lavorare sui contenuti (magari creando un blog con un buon piano editoriale) potresti attirare l’attenzione di Google in men che non si dica.
  • Occorrenze delle parola chiave. Piano, non sto dicendo che devi riempire le tue pagine di parole chiave fino a farle scoppiare… ma sicuramente le tue keyword strategiche devono essere presenti nei punti giusti delle pagine.

I contenuti del tuo sito sono anche il luogo dove puoi connettere al meglio la tua azienda con altre entità conosciute da Google.

Attenzione, non sto parlando di query correlate, che comunque devi tenere presente. Le entità sono molto più di questo: sono concetti, ciascuno con una serie di argomenti correlati da sviscerare. E, come abbiamo già detto, più riuscirai a rinforzare la rete di connessione tra la tua attività e le entità che Google già conosce, più il motore di ricerca comprenderà la rilevanza e l’importanza del tuo business.

Ok Roberto, ma come faccio a sapere a che entità dovrei collegarmi?

Eccoti qualche suggerimento a prova di sceSEOmo:

1) Wikipedia

Google utilizza ampiamente Wikipedia per la costruzione del suo Knowledge Graph, e questa è una ragione sufficiente per farlo anche tu.

Facciamo un esempio. Diciamo che hai una palestra locale. A quale entità dovresti fare riferimento?

Cerca “palestra” su Wikipedia e analizza le voci segnate in blu (i link). Queste sono alcune delle voci correlate:

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Direi che alcune possono esserti utili per creare dei buoni contenuti, non ti sembra?

2) Google Immagini

Butta la tua query in SERP e analizza i modificatori che appaiono su Google Immagini. Esatto, quelle sono proprio entità correlate alla tua keyword principale, che faresti molto bene ad utilizzare nei tuoi contenuti.

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3) Domande frequenti

Anche le domande che Google inserisce in SERP possono essere molto utili per identificare le entità correlate.

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4) SEO software

Molti SEO tool contengono funzionalità che possono aiutare ad ottenere idee sulle entità correlate: ricerca delle parole chiave, analisi dei contenuti dei competitor…

ESEMPI SOFTWARE?

5) Demo dell’API Natural Language.

L’API Natural Language di Google (NLP API) è la tecnologia che consente di scovare tutte le entità che Google identifica in una determinata parte di testo.

Ti basterà quindi copiare il contenuto di un sito concorrente ben posizionarlo e testarlo tramite l’API NLP: lo strumento scoprirà tonnellate di entità per ogni testo, ma dovrai concentrarti solo sulle entità principali con un punteggio di rilevanza (importanza) significativo.

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5) Punti di riferimento locali

Questa strategia può funzionare particolarmente bene in ambito local. In pratica devi individuare dei punti di riferimento geografici presenti della tua zona per poter creare una correlazione tra la tua entità e queste entità sicuramente ben conosciute, menzionandole nei tuoi contenuti.

Potresti anche aggiungere una mappa sul sito web e inserire le indicazioni stradali per raggiungere il tuo locale dai luoghi popolari presenti nelle vicinanze, un po’ come vedi nell’esempio qui sotto.

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Fonte: https://www.link-assistant.com/news/local-seo-factors.html#anchor6

Una volta collezionate sufficienti entità correlate per arricchire l’argomento del tuo sito web, raccoglile e assicurati di menzionarle durante la fase di scrittura dei tuoi contenuti.

Assicurati sempre che i tuoi contenuti siano naturali, ovvero che scivolino leggeri, come se stessi parlando con un amico. Ricorda che stai ottimizzando per le entità, non per le parole chiave, e in questo caso le relazioni semantiche contano molto.

Ovviamente non puoi dimenticarti di aggiornare i tuoi contenuti. Se Google registra nuove entità correlate ai tuoi argomenti di riferimento, dovresti essere certo di inserirle nella tua strategia di content marketing.

BONUS: I dati strutturati

Ehi, questa non puoi proprio scordartela. Dopo aver lavorato così duramente, non puoi certo rischiare che Google non comprenda bene i tuoi contenuti!

I dati strutturati servono proprio a questo: parlando con Google in linguaggio macchina, si assicurano che il motore di ricerca individui correttamente le entità e le informazioni all’interno delle tue pagine.

Ai fini della SEO local, i dati strutturati che non puoi proprio evitare sono quelli legati all’indirizzo, ai numeri di contatto, agli orari di apertura e ai profili dei social media. Per vederli tutti ti consiglio di dare un’occhiata alla scheda Local Business su schema.org

Non hai idea di quello di cui sto parlando e ti stanno fumando le orecchie? Ti consiglio di leggere questo articolo:

4) Link locali

Anche in questo caso parliamo di un fattore più importante per il sito web: i link local. Cosa bisogna guardare per quanto riguarda i link in entrata?

Soprattutto:

  • Autorità del sito web
  • Parole chiave dell’anchor text

Cristallino, no?

Ok, ora proviamo ad affrontare i link dal punto di vista delle entità. Cos’è infatti un link, se non il collegamento esplicito tra un’entità e l’altra?

Visto che la vicinanza è un fattore fondamentale nella SEO locale, potresti provare ad ottenere dei backlink di prossimità con i tuoi contatti commerciali: partner, fornitori, clienti eccetera. Sì, in questo caso potrebbero funzionare bene anche link da parte di business che con te hanno in comune soltanto… la posizione!

Puoi inoltre provare ad ottimizzare gli anchor text per spingere particolari prodotti, servizi o pubblico di destinazione.

Nota bene: se hai diverse sedi, magari in diverse località, fai attenzione che i link in entrata puntino precisamente alla pagina della tua sede d’interesse. Tu vuoi creare una relazione semantica tra la tua entità e una certa posizione geografica, ricordi?

5) Segnali comportamentali

Se segui questo blog, sai che ormai da un po’ rompo gli zebedei  sottolineo l’importanza sempre maggiore dei segnali legati al comportamento utente e alla user experience.

Anche se non ci sono grosse ricerche in questo senso, è logico pensare che Google darà un peso sempre maggiore a fattori di questo tipo anche nelle SERP locali – se già non lo sta facendo. In ogni caso, consideralo un investimento per il futuro della tua SEO local.

Quali sono gli elementi che possono influenzare le SERP local da questo punto di vista?

1) Quantità di ricerche del brand

Ebbene sì, le query del tipo “pasticceria da Gino” o passano un ottimo segnale a Google. Se ci pensi, ha senso: significa che la tua attività è conosciuta e ricercata in quell’area, quindi Big G la premierà facendole guadagnare posizioni in SERP e nel local pack.

Un trucchetto per aumentare questo tipo di ricerche? Prova a inserire nelle tue ads online e offline la CTA “Cercaci su Google”.

2) CTR nella pagina dei risultati

Questo segnale vale tanto nella SEO “classica” quanto nella SEO locale. Migliora il CTR creando dei buoni metatitle e metadescriprion e utilizzando schema markup per ottenere dei rich snippet.

A proposito di scrittura che fa convertire, potrebbe interessarti anche questo: https://scritturavisibile.it/

3) Clic di conversione sulla scheda My Business

Ogni volta che gli utenti cliccano per far partire una chiamata, ottenere indicazioni stradali e fare prenotazioni sulla tua scheda, Google riceve un segnale positivo e ti attribuisce una coccardina. Anche qui il principio è quello della popolarità.

Ricordi quando ti dicevo di rendere attraente la tua scheda compilando tutti i campi a disposizione? Ora hai un motivo in più per farlo.

Come forse sai, Google non si limita più a misurare i segnali di interazione online, ma già da un po’ ha puntato la sua attenzione anche al comportamento delle persone offline.

Se, ad esempio, centinaia di persone visitano il tuo negozio o la tua attività con il cellulare in tasca connesso all’account Google, questo può dare un forte segnale comportamentale che influenza anche il tuo ranking.

Ma che Roberto, dici sul serio?

Sono serissimo. Come credi che faccia Google a ricavare i grafici sugli orari di punta?

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La buona notizia è che puoi sfruttare questo aspetto. Come? Beh, semplicemente facendo quello che faresti per attirare persone nel tuo negozio: eventi, offerte speciali e tutto l’armamentario del marketing offline.

6) Menzioni

Le menzioni della tua attività su siti web che non controlli (compresi i social media) possono essere positive per la SEO local, anche se non costituiscono certo uno dei più importanti fattori di ranking.

In ogni caso, ad influenzare il peso delle menzioni sono sicuramente:

  • La quantità di citazioni. Più sono, più la tua attività apparirà conosciuta e popolare agli occhi di Google. Ricorda però che anche la qualità dei siti web su cui compari gioca un ruolo essenziale.
  • La coerenza delle informazioni NAP (Name Adress Phone) su tutti i siti web in cui compari.

Il mio consiglio, in questo caso, è di non impegnare troppe energie a ottenere menzioni, a meno che tu non abbia un attività nuova che ha bisogno di una spinta iniziale.

Piuttosto, ragionando in ottica di Knowledge Graph, ti converrebbe cercare di ottenere premi e riconoscimenti, oppure partecipare a concorsi di settore che possono qualificare la tua attività agli occhi di Google.

Ovviamente dovrai anche premurarti di spargere la notizia il più possibile. In questo senso, comunicati stampa e digital PR possono darti una gran mano.

7) Personalizzazione della SERP

Come saprai, le pagine dei risultati di ricerca local vengono personalizzate da Google in base alla lingua, alla posizione e alla cronologia di ricerca del singolo utente.

La personalizzazione della SERP è quindi certamente un fattore di ranking, sul quale però non puoi intervenire. Quello che dovresti fare, invece, è tenere in considerazione questo dato quando analizzi i risultati.

Tanto per iniziare, non cercare di controllare la posizione con una semplice ricerca su Google dal tuo device. Posizione e cronologia della ricerca influenzano molto i risultati, specialmente in ambito local! Per scoprire posizione media e CTR affidati invece a Search Console.

8) Segnali social

Te lo dico chiaro e tondo: se parliamo di influenza diretta sul posizionamento, i segnali social contano ormai come il due di briscola.

In linea di massima, infatti, Google preferisce a affidarsi a fonte di informazioni più dirette, come le recensioni fatte su Google.

Dal punto di vista delle entità, la questione è un po’ più complessa. Avere dei profili social attivi, e magari delle menzioni su altri profili, segnala che il tuo business è vivo e vegeto. Inoltre i contenuti che pubblichi sui social potrebbero costruire un quadro più complesso della tua attività, aiutando Google a comprenderla meglio e ad arricchire l’entità corrispondente.

Ti suggerisco dunque di usare schema markup per collegare i tuoi profili social al sito web. Forse questo non impatterà molto sul tuo ranking, ma certamente male non farà 😉

Conclusioni

Sai cos’hanno in comune SEO local, entità e fare business (anche offline)?

Tutti e tre sono basati sulle relazioni.

Creare o suggerire relazioni è infatti importantissimo per “costruire” l’entità legata alla tua attività e, di conseguenza, migliorare il tuo posizionamento SEO sulle query locali.

Se ci pensi, non è molto diverso da quello che fai per il tuo business nella realtà.

Non cerchi forse di farti conoscere dai potenziali clienti della tua zona? Non ti basi forse sul passaparola di chi già ti ha scelto? Non “coccoli” i tuoi clienti per convincerli a tornare e parlare bene di te?

Per migliorare la tua SEO locale devi solo fare tutto questo… online.

Un buon SEO copywriting può aiutarti molto da questo punto di vista. Per imparare a intessere relazioni con le parole e scrivere in modo da renderti evidente a Google, non posso che suggerirti di dare un’occhiata al corso di Scrittura Visibile. Puoi anche entrare (senza impegno) nella community Facebook dove molti tuoi colleghi condividono le loro esperienze di posizionamento anche in ambito local.

Questo, ad esempio, è il risultato ottenuto da uno dei corsisti applicando le tecniche del corso… l’ambitissima posizione 0!

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Se hai altre domande sulla SEO local, puoi sempre trovarmi qua. Di solito rispondo, anche piuttosto in fretta 🙂

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