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Pur vantando capacità “next level” nel ragionamento e nella programmazione, Claude Fable 5 è una versione “filtrata” del suo gemello Mythos 5, accessibile solo a pochi partner, con un sistema di sicurezza che blocca richieste considerate sensibili
Anthropic ha lanciato Claude Fable 5, un modello AI di "classe Mythos" dalle prestazioni straordinarie, soprattutto nella programmazione. Tuttavia, questa potenza è vincolata da rigidi filtri di sicurezza che limitano le sue capacità in settori "rischiosi". La mossa solleva dubbi su un'intelligenza artificiale a due velocità, con un costo elevato che la riserva a un pubblico prettamente professionale.
Prestazioni da primo della classe, soprattutto nel codice
Diciamocelo, i numeri e le dimostrazioni iniziali sono impressionanti. Anthropic non sta presentando Fable 5 come un semplice chatbot per fare due chiacchiere, ma come uno strumento pensato per lavori complessi e progetti a lungo termine.
Quelli che richiedono al sistema di pianificare, auto-correggersi e mantenere il filo del discorso per ore, non per minuti. Riesce a gestire milioni di token di contesto, il che significa che puoi dargli in pasto documenti enormi o intere basi di codice senza che perda la bussola.
La vera magia, però, sembra manifestarsi nel campo della programmazione. Come riportato su Search Engine Journal, l’entusiasmo è palpabile. Jamie Marsland di Automattic, un nome noto nella community di WordPress, ha usato Fable 5 per generare un intero tema a blocchi per WordPress, definendo l’esperienza “next level”.
E non si tratta solo di piccoli script. In un test interno, Stripe ha dichiarato che Fable 5 ha completato la migrazione di una base di codice Ruby da 50 milioni di righe in un solo giorno, un lavoro che, secondo Anthropic, avrebbe richiesto a un team di persone più di due mesi.
Sembra quasi troppo bello per essere vero.
Potenza di calcolo e capacità di ragionamento che superano di gran lunga i modelli precedenti.
Peccato che, come spesso accade, il diavolo si nasconda nei dettagli.
Il trucco c’è, ma si vede: Fable 5 e il suo gemello “cattivo”
Qui la faccenda si fa interessante. Claude Fable 5, il modello che tutti noi possiamo usare, condivide lo stesso motore di un altro modello, Claude Mythos 5.
La differenza?
Mythos 5 è la versione senza filtri, quella con tutte le capacità sbloccate, offerta solo a un gruppo ristrettissimo di partner nel programma “Project Glasswing“. Fable 5, invece, è la versione per il pubblico, dotata di “guardrail” di sicurezza.
In pratica, Anthropic ha creato quello che Digital Applied ha definito “la frontiera, divisa in due”. Fable 5 ha dei classificatori interni che fiutano le richieste considerate rischiose: cybersicurezza, biologia, chimica e tentativi di “clonare” il modello.
Se fai una domanda del genere, Fable 5 si rifiuta di rispondere e dirotta la richiesta al modello precedente, Claude Opus 4.8, che è molto più conservativo. La stessa Anthropic ammette che questo sistema è configurato per essere eccessivamente cauto e che a volte bloccherà anche richieste innocue.
Quindi, da un lato ci viene data una potenza di fuoco senza precedenti, dall’altro ci viene detto che non possiamo puntarla verso certi bersagli, nemmeno per scopi legittimi di ricerca o analisi.
È una scelta dettata da una reale responsabilità o un modo per tenere per sé le capacità più dirompenti, vendendoci una versione depotenziata?
Per chi è davvero? E, soprattutto, quanto costa?
Alla fine dei conti, questa mossa di Anthropic traccia una linea netta. Il prezzo lo dice chiaro e tondo: 10 dollari per milione di token in input e 50 dollari per milione in output.
Tariffe che posizionano Fable 5 come uno strumento per professionisti e aziende, non certo per l’utente occasionale. È un motore pensato per chi può trasformare le sue capacità avanzate in un ritorno economico tangibile, come sviluppatori che lavorano su progetti complessi o analisti finanziari che devono processare moli enormi di dati.
Non è un caso che strumenti per sviluppatori come Hermes Agent si siano già mossi per integrare Fable 5, descrivendolo come la scelta ideale per compiti autonomi e a lungo termine. Come dimostra la guida di Lushbinary, gli sviluppatori lo stanno già adottando come il modello di punta per le operazioni più difficili.
Resta il dubbio di fondo.
Stiamo assistendo all’alba di un’intelligenza artificiale potentissima e accessibile, oppure alla creazione di un mercato a due velocità, dove la vera potenza rimane nelle mani di pochi eletti mentre al resto del mondo viene data una versione “sicura” e con il freno a mano tirato?
Anthropic ha fatto la sua mossa, ora sta a noi capire le regole di questo nuovo gioco.
