Nuova denuncia editori musicali si aggiunge a quella di Universal, Concord e ABKCO contro i fondatori.
Anthropic non si è limitata a “usare dati disponibili in rete”. Secondo il tribunale Bartz, ha torrentato almeno sette milioni di libri piratati. E ora la musica bussa alla porta con un conto ancora più salato: nei giorni scorsi Sony Music Publishing e Warner Chappell hanno citato in giudizio l’azienda per più di 20.000 opere, chiedendo oltre 3 miliardi di dollari. Il numero che pesa di più non è nel conto: è ciò che la denuncia depositata dai due editori ricostruisce sul metodo adottato per addestrare i modelli.
Non si parla di un confine normativo grigio o di dati “pubblicamente disponibili”. Si parla di file piratati scaricati con il protocollo BitTorrent. E di un’azienda che, secondo la ricostruzione dei querelanti, ha scelto questa strada per anni.
Il numero che pesa: sette milioni di libri e un accordo da 1,5 miliardi
Il precedente è già nei fascicoli dei tribunali. Secondo il tribunale Bartz, Anthropic ha torrentato oltre sette milioni di libri piratati. La denuncia depositata nei giorni scorsi aggiunge i dettagli su come e quando. La condotta è iniziata nel giugno 2021, quando Benjamin Mann ha utilizzato personalmente il protocollo BitTorrent per scaricare illegalmente almeno cinque milioni di libri da LibGen. Nel luglio 2022 sono arrivati altri due milioni di volumi piratati, questa volta da PiLiMi. Tra LibGen e PiLiMi, il totale supera i sette milioni di libri.
Quei dati non sono rimasti in un archivio: sono stati usati per addestrare i modelli di intelligenza artificiale. E il costo per quell’operazione è già stato quantificato una volta. Nel settembre 2025 Anthropic ha pagato 1,5 miliardi di dollari per chiudere la class action degli autori di libri, la causa nota come Bartz v. Anthropic, come riportato da Reuters.
Un conto saldato. Ma la prova di un metodo. La domanda che resta aperta è semplice: perché un’azienda con questa solidità finanziaria ha scelto la pirateria? E cosa succede ora che la musica segue la stessa strada?
La causa musicale: Amodei e Mann rispondono personalmente
L’accordo sui libri non ha chiuso il capitolo. A gennaio 2026 Universal Music Group, Concord e ABKCO hanno citato in giudizio non solo Anthropic, ma anche i suoi due fondatori. Dario Amodei e Benjamin Mann compaiono come imputati nella causa, secondo il documento depositato a gennaio 2026. Il salto di qualità è evidente: non si tratta più di una questione societaria. Si chiede conto alle persone che hanno costruito l’azienda.
La nuova causa di Sony Music Publishing e Warner Chappell, depositata nei giorni scorsi, porta quattro capi d’accusa. Il primo è la violazione diretta tramite torrenting, contestata a tutti e tre gli imputati, quindi anche ad Amodei e Mann in prima persona. Il secondo è la violazione contributiva tramite torrenting, rivolta ai due fondatori. Contro la sola Anthropic restano altri due capi: la violazione diretta e la rimozione o alterazione delle informazioni di gestione dei diritti, le cosiddette CMI. Il quadro è riepilogato in un articolo di Music Business Worldwide.
Quest’ultimo punto merita attenzione anche se sembra tecnico. La denuncia sostiene che Anthropic abbia rimosso o alterato intenzionalmente le informazioni di gestione dei diritti dalle opere musicali, senza autorizzazione degli editori, in violazione del Copyright Act statunitense. In pratica: dai testi di canzoni usati per l’addestramento sarebbero spariti i metadati che identificano chi li possiede. Non è un dettaglio da avvocati: è il meccanismo che rende più difficile, per chi pubblica, tracciare e proteggere i propri contenuti.
Il tribunale ora deve valutare i quattro capi d’accusa. Ma il contrasto con chi ha scelto l’altra via è netto.
Il mercato si spacca: accordi autorizzati contro scraping
La posta in gioco non è solo legale: è il modello di business dell’AI generativa musicale. Nell’ottobre 2025 Udio ha trovato un accordo con Universal Music Group e ha cambiato direzione, passando a una piattaforma autorizzata addestrata solo su musica legittima, come si legge nell’annuncio ufficiale di UMG. La nuova piattaforma, che sarà lanciata nel 2026, si baserà su tecnologia generativa addestrata su musica autorizzata e licenziata.
Dall’altra parte c’è chi continua a prendere. Come ricostruito da The Verge, Anthropic avrebbe raschiato testi di canzoni da siti come MusixMatch e LyricFind, che avevano pagato per licenziare i contenuti dalle etichette. Non solo: quei database di testi autorizzati, che hanno firmato accordi di licenza AI con i principali editori, sarebbero stati raschiati comunque.
È questo il punto che dice di più. La distribuzione autorizzata non basta più se i modelli possono prelevare i contenuti dai database che hanno già pagato per averli. Per chi pubblica testi di canzoni o contenuti protetti, il messaggio è chiaro: il precedente Anthropic dimostra che i tribunali stanno riconoscendo la responsabilità anche individuale, e il mercato si sta dividendo tra chi firma accordi e chi finisce in causa.
