Google Search Console in tilt: un bug blocca l’analisi dei dati di scansione

Anita Innocenti

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Google Search Console in tilt: il rapporto “Crawl Stats” afflitto da un bug che impedisce la selezione delle date, mettendo in discussione l’affidabilità dello strumento

Un nuovo bug affligge il rapporto Crawl Stats di Google Search Console, bloccando la selezione delle date e costringendo gli utenti a goffi workaround. Questo ennesimo incidente, dopo i dati mancanti del 2025, solleva seri dubbi sull'affidabilità dello strumento. Mentre Google tace, la fiducia dei professionisti SEO viene messa a dura prova da questi continui problemi tecnici.

Google Search Console in tilt: un bug blocca l’analisi dei dati di scansione

Se in questi giorni hai provato a scavare nei dati di scansione del tuo sito tramite la Google Search Console, potresti esserti scontrato con un problema a dir poco fastidioso. Stiamo parlando del rapporto “Crawl Stats”, uno strumento fondamentale per capire come Googlebot interagisce con le tue pagine.

In pratica, quando provi a selezionare un intervallo di date specifico per analizzare i dati, il selettore del calendario semplicemente non appare, lasciandoti con i dati predefiniti e l’impossibilità di approfondire.

La cosa curiosa, come descritto da Search Engine Roundtable, è che esiste un modo per aggirare il blocco: cliccare non direttamente sulla freccetta del menu a tendina, ma nello spazio vuoto subito accanto.

Una soluzione che, diciamocelo, ha più il sapore di un trucco da videogioco che di una funzionalità professionale.

Ma la vera domanda è: si tratta di una semplice svista o è la spia di problemi più radicati?

Non è un caso isolato: i problemi ricorrenti del rapporto crawl stats

A quanto pare, questo non è un episodio isolato. Il rapporto sulle statistiche di scansione di Google sembra soffrire di un’affidabilità altalenante.

Se torniamo indietro a ottobre 2025, ci ricorderemo che lo stesso strumento si era “dimenticato” un’intera giornata di dati di scansione, mandando in allarme non pochi professionisti. La versione ufficiale, anche in quel caso, era che si trattasse di un problema di sola visualizzazione, senza alcun impatto reale sulla scansione, l’indicizzazione o il posizionamento dei siti, come riportato su Search Engine Land.

La rassicurazione è sempre la stessa: “tranquilli, è solo un problema nostro, i vostri siti sono al sicuro”.

Ma viene da chiedersi: fino a che punto possiamo fidarci ciecamente di strumenti che, a intermittenza, sembrano perdere pezzi per strada, rendendo le nostre analisi meno precise?

E mentre da Mountain View le comunicazioni ufficiali latitano, qualcuno ha dovuto rimboccarsi le maniche per portare a galla anche quest’ultimo problema.

La scoperta del bug e l’attesa di una soluzione (che non si sa quando arriverà)

A mettere il dito nella piaga, questa volta, è stato lo sviluppatore e professionista SEO Gagan Ghotra, che ha documentato il malfunzionamento con un video pubblicato su X.

La sua dimostrazione ha reso evidente non solo il bug, ma anche il goffo workaround necessario per ottenere i dati desiderati, confermando che il problema non era limitato a un singolo utente.

Il fatto che il bug sia facilmente replicabile dovrebbe, in teoria, renderne semplice la correzione da parte dei tecnici di Google.

Eppure, al momento, tutto tace e non è stata annunciata alcuna tempistica per il rilascio di una patch.

Resta il fatto che, per chi basa le proprie strategie sui dati, questi continui “incidenti di percorso” iniziano a diventare un po’ troppo frequenti, minando quella fiducia che dovrebbe essere alla base del rapporto tra Google e chi, come noi, usa i suoi strumenti per lavorare ogni giorno.

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

12 commenti su “Google Search Console in tilt: un bug blocca l’analisi dei dati di scansione”

  1. Nicolò Sorrentino

    Un gigante con le scarpe slacciate, inciampa di nuovo. Ci costringe a guardare il panorama invece della mappa. Forse non è un male.

    1. Nicolò Sorrentino, il panorama è una consolazione per turisti. Qui si lavora. Questa mappa difettosa ci porta dritti contro gli scogli, non a scoprire nuove terre. Serve un piano alternativo.

      1. Paola Montanari

        Enrica Negri, il piano alternativo è l’unica opzione. Io non mi fido mai di un’unica fonte di dati. Questa roba gratis alla fine ci costa più di un tool a pagamento.

  2. Francesco Messina

    L’affannosa ricerca di un colpevole, ogni volta che l’oracolo gratuito smette di elargire certezze, è uno spettacolo meraviglioso. Affidiamo carriere intere a dati zoppicanti, salvo poi lamentarci della loro imprecisione. Che tenera ingenuità umana.

  3. Alice Rinaldi

    L’ennesimo singhiozzo di un gigante che ci offre oracoli gratuiti e difettosi, spingendoci a danzare nel buio guidati da dati fantasma. A questo punto mi chiedo se il problema sia il bug o la nostra cieca fiducia nel sistema.

  4. Daniele Palmieri

    La sorpresa per l’inaffidabilità di uno strumento gratuito dimostra la diffusa incapacità di distinguere i dati reali da quelli gentilmente concessi. La vera performance si misura con i risultati, non con grafici che oggi funzionano e domani spariscono.

  5. Isabella Sorrentino

    Vedo professionisti aggrappati a dati effimeri offerti gratuitamente, una danza di dipendenza digitale. Non è quasi poetica questa fragilità costruita su codice altrui?

  6. Patrizia Bellucci

    La dipendenza da un singolo fornitore di dati, peraltro gratuito, dimostra una certa ingenuità professionale. Quando si accetterà che la stabilità non è nel loro modello di business, ma il controllo sì?

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