Crollo dei click organici: la SERP di Google cambia volto a favore della pubblicità

Anita Innocenti

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Annunci a pagamento in crescita, click organici in calo e YouTube inaspettatamente in testa: ecco come Google sta ridisegnando le SERP e cosa significa per il futuro del traffico online.

La SERP di Google sta subendo una trasformazione radicale e mirata, spingendo sulla pubblicità a discapito dei risultati organici. Un'analisi di ALM Corp mostra un crollo dei click che in alcuni settori raggiunge i 23 punti. Nonostante il calo di volume, il traffico organico mantiene un valore economico superiore, ma il segnale per chi lavora con la SEO è allarmante.

Il crollo dei click organici: i dati che parlano chiaro

A farne le spese, come sempre, sono i risultati non a pagamento. I settori legati ai prodotti sono stati colpiti più duramente.

Pensa al tuo e-commerce: le ricerche per “cuffie” hanno visto la loro quota di click organici precipitare dal 73% al 50%.

Un crollo di 23 punti.

Significa che quasi un quarto dei tuoi potenziali clienti, prima, cliccava su un risultato organico e ora non più. Stessa storia per le ricerche sui “jeans”, passate dal 73% al 56%.

La cosa preoccupante è che il traffico organico sta perdendo colpi su due fronti: non solo la sua quota di mercato si riduce, ma anche il volume totale di click è diminuito, passando da 2,5 a 1,8 milioni nelle query analizzate.

Ma a chi sono andati a finire tutti questi click persi?

Se pensi che la risposta sia l’IA Overview, ti stai sbagliando di grosso.

Sebbene le panoramiche generate dall’IA siano passate dal comparire nel 2,28% dei casi al 32,76%, i veri vincitori, in termini di click, sono stati gli annunci a pagamento.

Sembra quasi che il comportamento degli utenti stia cambiando a un livello più profondo, eppure in questo panorama in contrazione qualcuno è riuscito a crescere.

E non di poco.

Vincitori e vinti: YouTube vola, Reddit precipita

All’interno della stessa galassia organica, la situazione è tutt’altro che omogenea. YouTube, proprietà di Google, ha registrato una crescita inusuale, passando da 178.000 a 244.000 click e conquistando la prima posizione tra le property organiche.

Un bel balzo in avanti, no?

Dall’altra parte della barricata troviamo Reddit, che ha subito un vero e proprio crollo verticale: da prima property per click (273.000) è scivolata al secondo posto con appena 109.000 click, perdendo il 60% del suo traffico.

Una caduta libera che solleva qualche interrogativo sul rapporto, evidentemente mutevole, tra la piattaforma e gli algoritmi di indicizzazione di Google.

Tutto questo disegna un quadro piuttosto cupo per chi punta tutto sul traffico organico. Ma prima di gettare la spugna, c’è un dato economico che devi assolutamente conoscere.

La qualità che paga: perché l’organico converte ancora (e meglio)

Nonostante la contrazione del traffico, i lead provenienti dalla ricerca organica mantengono un valore economico nettamente superiore. Generare un lead tramite la SEO ha un costo medio di 31 dollari, una cifra irrisoria se confrontata con i 198 dollari della media di tutti gli altri canali, come descritto da Upgrowth.

E non è tutto: i lead che arrivano dall’organico convertono al 14,6%, un tasso che fa impallidire l’1,7% delle strategie di marketing outbound. Gli utenti che arrivano da una ricerca non a pagamento sono semplicemente più interessati: rimbalzano di meno e passano in media 2-3 minuti in più sul sito.

Questo significa che, sebbene il volume stia calando, la qualità di quel traffico resta altissima.

L’analisi di Seer Interactive lo dice senza mezzi termini: “Questo è un campanello d’allarme. Il volume di traffico continua a diminuire, probabilmente a causa della concorrenza di ChatGPT e di altre piattaforme IA. Quel traffico perso non tornerà indietro.”

Il periodo che stiamo vivendo rappresenta un punto di svolta: il dominio storico dei risultati organici è sotto una pressione senza precedenti, schiacciato tra l’avanzata dell’IA e una spinta sempre più aggressiva verso la monetizzazione degli spazi pubblicitari.

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

12 commenti su “Crollo dei click organici: la SERP di Google cambia volto a favore della pubblicità”

    1. Greta Luciani, il tuo punto è logico. Nessuna sorpresa sul canone d’affitto. La confusione è un’altra: stanno sbarrando le finestre con noi dentro. Vogliono un palazzo vuoto?

  1. Hanno deviato il corso del fiume per irrigare solo i campi di chi paga, lasciando a secco le terre comuni. La nostra abilità non consiste più nel navigare, ma nel trovare nuove sorgenti.

  2. Ci hanno dato le caramelle gratis per anni. Adesso ci presentano il conto del dentista. Fa male a tutti, ovvio, ma chi si stupisce ancora di questa roba? Bisognava essere pronti prima, non piangere adesso. La festa è finita per i dilettanti.

  3. Il nostro fornitore ha semplicemente cambiato le condizioni del servizio, come un barista che dopo anni di assaggi gratuiti presenta il conto. La sorpresa nel vedere che il locale ha un listino prezzi è quasi commovente.

    1. @Antonio Barone, la sua analogia è dolorosa. Ci sentivamo protetti. Ora i nostri progetti svaniscono lentamente dai risultati. È una delusione profonda che toglie le forze.

    1. @Silvia Graziani, mi sembra la scoperta dell’acqua calda. Google non è un ente di beneficenza, vende pubblicità. È il suo lavoro. Alla fine torniamo a fare volantinaggio, ma pagando ogni singolo click. E sperando che il volantino non voli via.

  4. La trasformazione della SERP è una prevedibile evoluzione commerciale. L’organico diventa un bene raro. Questo mi spinge a riflettere su quanto sia effimera una presenza online non basata su relazioni dirette e personali, costruite con cura nel tempo.

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