Le regole del digitale stanno cambiando.
O sei visibile o sei fuori. Noi ti aiutiamo a raggiungere i clienti giusti — quando ti stanno cercando.
Contattaci oraIl modello V4 più piccolo arriva con licenza aperta e pesi, fatturazione a novembre.
DeepSeek ha lanciato V4.1-Flash con un listino di 0,75 dollari ogni 1.000 chiamate per Search & Fetch, rendendo ricerca e recupero costi prevedibili e inferiori ai fornitori occidentali come GPT-5.6 Sol, che fattura a token. Il modello è inoltre distribuito con pesi aperti e licenza MIT, il che erode il vantaggio del prezzo ufficiale. Resta il dubbio sulla tenuta della gratuità fino al 31 ottobre 2026.
Non è un modello, è un listino. Ieri DeepSeek ha pubblicato l’annuncio del nuovo V4.1-Flash, e la prima cosa che salta all’occhio è un numero: 0,75 dollari ogni 1.000 chiamate per gli endpoint Search & Fetch. Stando a quanto riportato dall’annuncio ufficiale di DeepSeek, il modello è già disponibile su sito web, app e API.
Il prezzo che cambia i calcoli
Fermiamoci su quel numero. 0,75 dollari ogni 1.000 chiamate significa che ogni singola richiesta di ricerca o di recupero informazioni costa meno di un decimo di centesimo di dollaro. Non è un dettaglio tecnico: è il dato dichiarato da DeepSeek per ciascun endpoint, Search e Fetch. In un’ora di lavoro su un portale che serve mille ricerche, la spesa è di 75 centesimi.
E c’è un altro passaggio dell’annuncio che conta. Fino al 31 ottobre 2026 alle 16:00 UTC, le chiamate Search & Fetch effettuate tramite strumenti server-side in DeepSeek Harness, Claude Code e Codex sono gratuite per gli utenti API DeepSeek. Non un periodo di prova di mesi: la gratuità parte subito e si chiude a fine mese, quando scatta la fatturazione.
Dietro questo prezzo c’è un motore di ricerca interno che, come indica lo stesso comunicato, serve centinaia di milioni di richieste al giorno in tutto il mondo. Non è un’infrastruttura nata ieri: ora viene esposta alle chiamate esterne con un listino che molti fornitori occidentali faranno fatica a replicare.
Il dubbio, però, resta: quanto regge questo vantaggio quando la gratuità finirà e la fatturazione per richiesta scatterà davvero? Non è una domanda teorica, perché il calendario è già scritto.
Cosa c’è dietro il modello “più piccolo”
La risposta sta nell’architettura e nelle scelte di distribuzione. DeepSeek-V4.1-Flash, come descritto da DeepSeek nella pagina degli aggiornamenti, è il modello più piccolo della nuova famiglia architetturale V4, con comprensione visiva multimodale nativa. Cioè: un modello che non si limita al testo, ma guarda anche le immagini senza moduli aggiuntivi.
E non nasce isolato. Già la famiglia DeepSeek-V4, come riportato da DeepSeek nell’annuncio di aprile, è integrata con agenti AI diffusi come Claude Code, OpenClaw e OpenCode. Il senso è chiaro: DeepSeek non va a caccia di clienti uno per uno, entra dentro gli strumenti che molti sviluppatori già usano ogni giorno.
La novità di fondo, però, è un’altra. Come riportato da VentureBeat, la linea Flash pubblica i pesi aperti con licenza MIT, che consente l’uso commerciale. I pesi sono disponibili su Hugging Face e ModelScope. Tradotto: chiunque può prendere il modello, modificarlo, usarlo nei propri prodotti senza chiedere permesso a nessuno.
È il paradosso del listino: DeepSeek dichiara un prezzo bassissimo per l’API, ma nello stesso tempo distribuisce il modello gratis con licenza aperta. Il prezzo ufficiale, a questo punto, funziona quasi da tetto massimo: chi vuole può azzerarlo facendo girare i pesi sui propri server.
E quando arriverà la fatturazione per richiesta, il vantaggio reggerà contro i prezzi di OpenAI? La risposta è nei numeri del listino, e conviene guardarli da vicino.
Dal 1° novembre si paga: il confronto con GPT-5.6 Sol
Il calendario è già scritto. La gratuità termina il 31 ottobre alle 16:00 UTC; come indicato da DeepSeek nella pagina dei prezzi, la fatturazione per richiesta parte alle 00:00 ora di Pechino del 1° novembre 2026. Da quel momento, ogni chiamata Search & Fetch sarà conteggiata.
Per capire cosa significa, serve un termine di paragone. Secondo OpenAI, come ripreso da VentureBeat, GPT-5.6 Sol costa 4 dollari per milione di token in input standard, 0,40 dollari per i token in cache e 20 dollari per i token in output. Sono tariffe diverse, perché si misurano in token e non in chiamate: ma la differenza di struttura dice già molto su due modelli di business lontani.
Qui non si tratta di vincere una gara al centesimo. Si tratta di capire quanto costerà davvero costruire servizi online con l’AI. Da un lato un fornitore che fattura al token, anche per la lettura delle pagine; dall’altro DeepSeek che, per le operazioni di ricerca e recupero, chiede una cifra unica per chiamata, indipendente dalla lunghezza del contesto.
Per chi fa impresa online, la differenza si sente: la ricerca e il recupero diventano spese prevedibili, quasi costi fissi. Non è più una questione di quanto è lunga la risposta: è una chiamata, punto. Il prezzo di riferimento è sceso sotto il dollaro ogni mille operazioni, e i fornitori occidentali dovranno rispondere in centesimi.
