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Dell frena sull’IA per lo shopping, ma si posiziona come leader inaspettato: la ricerca interna resta la priorità, mentre l’azienda punta sull’IA per le imprese.
Mentre il settore scommette sull'intelligenza artificiale per rivoluzionare l'e-commerce, Dell rema controcorrente. Nonostante un inaspettato buon posizionamento nei risultati generati dall'IA, l'azienda definisce la tecnologia ancora immatura per le vendite. La strategia è chiara: l'IA genera traffico, ma è sulla ricerca interna al sito che si gioca la vera partita della conversione, almeno per ora.
Dell frena sull’IA per lo shopping: la ricerca tradizionale vince ancora
Mentre tutti sembrano convinti che l’intelligenza artificiale agentiva stia per rivoluzionare il modo in cui facciamo acquisti online, c’è chi, come Dell, decide di gettare un po’ d’acqua sul fuoco. Certo, piattaforme come ChatGPT e Perplexity stanno portando più traffico verso gli e-commerce, ma a quanto pare i risultati non sono così entusiasmanti come si vorrebbe far credere.
A dirlo senza troppi giri di parole è Breanna Fowler, a capo dei programmi di ricavo per il settore consumer di Dell, che si definisce ancora “non impressionata” dalle performance attuali di questa tecnologia, come riportato su Digital Commerce 360.
Insomma, il traffico aumenta, ma non abbastanza da stravolgere le carte in tavola.
Eppure, nonostante questo scetticismo quasi palpabile, c’è un dato che non torna e che, a prima vista, sembra contraddire tutto.
Un posizionamento che spiazza: il paradosso di Dell
La cosa curiosa è che, nonostante questa freddezza, Dell si trova al quinto posto nella classifica degli e-commerce che beneficiano maggiormente della scoperta di prodotti tramite AI.
Un risultato sorprendente se pensi che, nella classifica generale delle vendite web, l’azienda si posiziona solo al sedicesimo posto.
Che significa tutto questo?
Semplice: gli algoritmi dell’intelligenza artificiale sembrano premiare categorie di prodotti specifiche, come l’hardware e l’elettronica configurabile, in modo diverso rispetto ai tradizionali motori di ricerca.
Questo fa di Dell uno dei vincitori inaspettati in questa prima fase dell’era AI, anche se questa visibilità non si traduce automaticamente in un’esplosione delle vendite.
Ma allora, se i risultati di vendita diretti ancora non convincono, come si sta muovendo un colosso come Dell?
Sta forse ignorando la rivoluzione in atto o c’è una strategia più sottile che non tutti vedono?
Più un aggregatore che un canale di vendita: la vera funzione dell’IA
La visione di Dell è pragmatica: l’IA agentiva non è vista come un nuovo canale di vendita, ma piuttosto come uno strumento di aggregazione, un po’ come un comparatore di voli o una piattaforma di delivery. Il suo ruolo è quello di raggruppare risultati e inviare traffico, agendo sulla parte alta del funnel di acquisto.
Per questo, l’azienda sta testando e sviluppando concept, ma senza scommettere tutto su questa tecnologia. La priorità, secondo Fowler, resta un’altra: la funzionalità di ricerca interna al sito.
Il suo ragionamento è disarmante nella sua semplicità: se un utente non riesce a trovare i tuoi prodotti in modo facile e veloce, di tutto il resto – contenuti, configuratori, e altre funzionalità – non gli importa assolutamente nulla.
E questo è particolarmente vero per prodotti complessi come i computer, dove il cliente ha bisogno di informarsi e confrontare prima di decidere.
La vera partita, per Dell, si gioca ancora e sempre sulla qualità della ricerca.
Curiosamente, mentre il team consumer frena, l’azienda sta spingendo forte sul lato business, proponendosi come fornitore di infrastrutture per l’IA agentiva aziendale, sviluppando una piattaforma completa in partnership con NVIDIA. Una doppia faccia che fa riflettere: cautela verso i consumatori, ma grande spinta per vendere la tecnologia alle altre imprese.
La lezione che arriva da Dell è chiara: monitorare l’IA come potenziale fonte di traffico è sensato, ma investire le proprie fiches sulle basi solide, come una ricerca interna che funziona alla perfezione, è ciò che fa ancora la differenza tra chi vende e chi spera di vendere.

La posizione di Dell è puro buonsenso. L’IA oggi porta traffico spazzatura, non clienti. Le vanity metrics sono fuffa, conta solo chi tira fuori la carta di credito. Mi chiedo quanti errori del genere ho commesso anche io in passato.
Dell fa semplicemente i conti in tasca, a differenza di chi insegue il traffico fuffa generato da bot. Preferiscono controllare il loro orticello piuttosto che fare la questua dall’algoritmo di turno.
Ammassare visitatori casuali non produce vendite, una rivelazione sconcertante. Nel mio settore, queste intuizioni costano parcelle esorbitanti. Quando tornerà un minimo di logica?
L’ennesima bolla tecnologica che genera traffico inutile. Quando si tornerà a guardare le conversioni?
Simone De Rosa, le conversioni torneranno di moda quando questo traffico “intelligente” pagherà le fatture. Almeno Dell sa fare i conti. Noi siamo manager, mica collezionisti di visite sul sito.
Che sorpresa, l’IA non vende PC. Serve solo a gonfiare le metriche di traffico per far contenti i manager. Dell almeno ha qualcuno che sa leggere i dati. Una rarità, di questi tempi.
L’IA è un imbonitore da fiera: attira la folla, ma non vende prodotti concreti. Dell, saggiamente, ha capito che il registratore di cassa vale più del megafono. Si continua a confondere il semplice rumore con il fatturato.
Walter, ma come? La magica IA non riempie i carrelli da sola?
Sara, la magia non riempie i carrelli, solo le tasche di chi vende fumo. Dell bada al sodo, non alle favole per gonzi.
Dell applica l’aritmetica aziendale, non la magia nera. Il traffico è un costo, la conversione un ricavo. Una banalità che spiego ogni giorno ai miei founder. Evidentemente, il mercato continua a preferire l’hype ai bilanci in ordine.
Mentre tutti inseguono l’ultima sirena algoritmica, Dell saggiamente presidia la cassa del negozio.
Ci voleva Dell per ricordarci che il traffico fine a se stesso gonfia le metriche ma svuota le casse? È una lezione che non impariamo mai.
Signor Romano, questa non è una lezione, è l’aritmetica elementare del commercio. Si costruiscono cattedrali di traffico nel deserto, sperando che la sabbia compri qualcosa. Si scambia il rumore di fondo per una melodia, ma le casse restano mute. L’ovvietà è disarmante.
Dell si accorge che il traffico senza intenzione d’acquisto è un costo, mentre la ricerca interna porta clienti veri. Una scoperta epocale.
@Isabella Sorrentino, e io che già mi immaginavo l’IA che mi sceglieva il computer da sola. A volte la cosa più semplice è quella che serve.
Dell scopre l’acqua calda, che sorpresa. L’IA è il pifferaio magico che attira frotte di curiosi sul tuo sito, ma poi li lascia a fissare il registratore di cassa come se fosse un manufatto alieno. Quando la smetteremo di pagare l’orchestra per un concerto nel deserto?
L’IA riempie il carrello di miraggi, ma la conversione evapora come un fantasma; un teatrino che conosco fin troppo bene nel mio quotidiano.
@Emanuela Barbieri, il suo “teatrino” lo vedo ovunque. È facile dare la colpa alla tecnologia. La vera abilità sta nel creare un percorso d’acquisto chiaro, con o senza intelligenza artificiale.