Progetti Google Cloud sostituiscono il developer token: accesso Test o Basic, revoca dopo 90 giorni.
Una stringa alfanumerica di 22 caratteri decideva cosa poteva fare la tua integrazione Google Ads. Nei giorni scorsi ha smesso di farlo: il 9 settembre il developer token è stato dismesso e il controllo è passato ai progetti Google Cloud. Le domande Basic ancora in coda di revisione sono state chiuse. Vanno rifatte.
Non è un semplice cambio di credenziale. È uno spostamento del controllo: non conta più il token, contano i progetti Google Cloud e il relativo livello di accesso. La conseguenza immediata è una coda che si azzera, ma anche una serie di scadenze che chi gestisce integrazioni pubblicitarie deve mettere in agenda.
Il token non è più l’unità di accesso
Fino a pochi giorni fa il developer token — una stringa di 22 caratteri — era ciò che collegava un’app alla Google Ads API e, soprattutto, ciò che determinava cosa l’integrazione era autorizzata a fare. Ora i livelli di accesso API sono associati ai progetti Google Cloud. Google ha spiegato che il livello di accesso attivo del developer token viene trasferito automaticamente ai progetti Google Cloud.
La gestione dell’accesso alle API Google Ads è uscita dai manager account ed è entrata nella Google Cloud Console il 10 settembre scorso. In quell’operazione Google ha eliminato il developer token come unità che determina cosa può fare un’integrazione. Per capire quanto sia netto il cambio, basta guardare l’errore previsto dalla versione v25 della Google Ads API: chi prova a usare un progetto Google Cloud con accesso Test per chiamare un account di produzione riceve un errore CLOUD_PROJECT_NOT_APPROVED_FOR_PRODUCTION. Il confine tra ambiente di test e produzione non è più una questione di credenziali, ma di progetto Cloud e del suo livello di accesso.
In pratica, se finora la stringa di 22 caratteri era la chiave che apriva e chiudeva le porte, oggi quella chiave è il progetto Cloud. Chi ha un progetto con accesso Test non può più toccare account reali, anche se in passato lo faceva con un token valido. La transizione, insomma, non è solo formale: cambia il punto dove si verifica cosa è permesso.
La coda che non esiste più: accesso Basic automatico in minuti
La conseguenza più concreta riguarda chi aveva una domanda di accesso Basic in sospeso. Tutte le domande ancora in coda di revisione sono state chiuse come parte della transizione: chi le aveva presentate deve inviarle di nuovo. Non c’è possibilità di recuperare la vecchia pratica, perché la coda stessa è stata azzerata.
La novità è che la revisione non segue più i tempi di una coda manuale. Le domande di accesso Basic vengono ora esaminate automaticamente e, dopo la verifica del brand e l’invio, la revisione avviene entro pochi minuti. Sembra un guadagno di tempo, e in parte lo è.
Ma l’automazione ha un lato rigido: il controllo si sposta nella Google Cloud Console, e chi non aggiorna il proprio progetto può trovarsi con un accesso che non corrisponde più a ciò che serve.
Chi aveva una pratica in sospeso non deve aspettarsi che riprenda da dove era rimasta. Va riaperta nella nuova console, con un progetto Cloud configurato correttamente. Il beneficio è una revisione molto più rapida; il costo è la necessità di avere un progetto Cloud coerente per ogni integrazione, perché è lì che ora si decide cosa l’integrazione può fare.
Il countdown per SOAP API e il rischio dei 90 giorni
L’automazione non cancella le scadenze. Google avverte che può revocare l’accesso API se non viene utilizzato per 90 giorni consecutivi. Non importa quanto sia stato faticoso ottenere l’accesso: un’integrazione ferma per tre mesi può azzerarsi. Vale anche per chi usa l’API solo stagionalmente, per campagne periodiche o script una tantum.
C’è poi una data che riguarda chi opera con API pubblicitarie in generale. Microsoft ha indicato che la SOAP API sarà completamente deprecata il 31 gennaio 2027. Non è una scadenza Google, ma per chi pubblica online è un promemoria: i sistemi basati su protocolli vecchi vanno migrati, e le migrazioni non si improvvisano nell’ultima settimana.
Per chi gestisce integrazioni Google Ads, il momento di verificare i livelli del progetto Cloud e rifare le domande chiuse è adesso. Il 31 gennaio 2027 è più vicino di quanto sembri. E 90 giorni di inattività possono azzerare tutto.
