Su 22.729 AI Overview commerciali il 34,5% cita piattaforme di recensioni, mentre i siti dei fornitori restano fuori
Chiedete a Google qual è il miglior software di project management e la risposta non include un solo sito di un fornitore: cita Reddit, Zapier e G2. I fornitori sono spariti. È il risultato più netto di uno snapshot di SERPreach pubblicato nei giorni scorsi: nell’AI Overview per quella query compaiono esattamente tre fonti — un thread Reddit, una listicle di Zapier e una pagina di categoria di G2. Gli AI Overview sono i riquadri con risposta sintetica che Google mostra in cima ai risultati. E stanno ridisegnando chi riceve clic e chi resta fuori.
YouTube vince, i fornitori spariscono
Non è un caso isolato: i numeri raccontano una storia precisa. Alla fine di agosto, nello stesso snapshot di SERPreach su 12 query commerciali statunitensi, YouTube è comparso in sette delle 12 interrogazioni, con 18 citazioni complessive, più di qualsiasi altro dominio. Il dato è coerente con la fotografia scattata su un campione di software B2B da DerivateX: su 1.259 citazioni, il 63,4% è andato a blog “best of” di terze parti, contro il 16,8% ai siti dei fornitori. E il paradosso si fa concreto: nel 71,9% dei casi, una raccomandazione di prodotto nominava un fornitore il cui sito non era affatto citato.
La tendenza si estende su scala più ampia. Secondo SE Ranking, su 22.729 AI Overview commerciali analizzati, il 34,5% ha citato una piattaforma di recensioni. Cinque player — Gartner Peer Insights, G2, Capterra, Software Advice e TrustRadius — hanno catturato l’88% di quei link. Non è solo una questione di settore: quando l’utente formula la ricerca come una recensione, la probabilità che compaia una piattaforma di recensioni sale al 49%, contro il 17,1% delle query “best” e “top”. Chi produce il software viene escluso proprio quando l’utente sta decidendo cosa comprare. Ma perché Google premia chi aggrega invece di chi produce?
L’ironia di Google
La risposta è nel paradosso delle dichiarazioni di Google e nella nuova gerarchia dei domini. La posizione ufficiale dell’azienda è che gli utenti usano gli AI Overview come punto di partenza per visitare i contenuti web e che i clic verso le pagine sono di qualità superiore. È una promessa, non una verifica indipendente. I dati raccontano un’altra storia. Secondo SE Ranking, in cima alla classifica dei domini più citati negli AI Overview ci sono YouTube, con 1.346 link, seguito da LinkedIn con 1.091 e Healthline con 1.091. Piattaforme e aggregatori, non produttori primari. Anche sugli AI Mode, la versione conversazionale di Google, i movimenti maggiori arrivano dai contenuti generati dagli utenti: secondo l’analisi di Semrush, YouTube, Reddit e Facebook crescono di più, mentre Medium, Quora e LinkedIn registrano i cali più forti. Il risultato: Google privilegia chi aggrega voci altrui, non chi produce i contenuti di partenza. E per chi pubblica, il conto è già arrivato.
Il conto per chi pubblica
Il conto è già arrivato, e i numeri non lasciano spazio a interpretazioni. Già nel luglio 2025, secondo uno studio del Pew Research Center, quando un riepilogo AI compariva nei risultati, il clic su un link tradizionale avveniva solo nell’8% delle visite, contro il 15% senza riepilogo. E nel 26% dei casi la sessione si concludeva senza alcun clic, contro il 16% delle pagine con soli risultati classici. L’utente si ferma prima.
Già nel giugno 2025 la misura era chiara per chi vive di traffico Google. Secondo i dati raccolti da Digital Content Next, la maggioranza dei siti membri — news e intrattenimento — ha registrato perdite di traffico da Google Search tra l’1% e il 25%. In otto settimane tra maggio e giugno 2025, il riferimento mediano da Google Search è calato quasi ogni settimana, con perdite doppie rispetto ai guadagni.
Per chi pubblica online, la domanda non è se il traffico da Google calerà, ma quanto si può permettere di perdere prima di costruire visibilità altrove.
