Google cambia i link nelle AI Overviews: una risposta al crollo del traffico organico?

Anita Innocenti

Le regole del digitale stanno cambiando.

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Traffico web in bilico: Google cerca di riequilibrare il gioco con un restyling dei link nelle AI Overviews, ma sarà sufficiente a invertire la rotta?

Google tenta di placare i publisher modificando i link nelle sue AI Overviews, causa di un drastico calo del traffico. Questa mossa sembra più un contentino che una vera soluzione, mentre il paradosso cresce: il traffico crolla per tutti, ma schizza alle stelle solo per i pochi siti citati dall'IA. La visibilità si gioca ormai dentro il box dell'intelligenza artificiale.

Google cambia le carte in tavola (di nuovo): ecco i nuovi link nelle AI Overviews

Google ha deciso di rimettere mano ai link all’interno delle sue AI Overviews, introducendo una novità che, almeno sulla carta, dovrebbe dare più ossigeno ai siti web. In pratica, quando da computer passi con il mouse sopra un gruppo di link, ora si apre una finestra pop-up con informazioni più dettagliate e visibili sulle destinazioni. Su mobile, invece, le icone dei link sono state rese più evidenti e descrittive.

L’obiettivo dichiarato da Robby Stein di Google è quello di rendere più semplice per l’utente “saltare direttamente su un sito web per saperne di più”. Secondo i loro test, questa interfaccia sarebbe “più coinvolgente”, facilitando l’accesso ai contenuti del web.

Una dichiarazione d’intenti che suona bene, non c’è dubbio.

Ma la vera domanda è un’altra: basterà questo piccolo ritocco grafico a risolvere un problema ben più grande che sta mettendo in difficoltà l’intero settore?

Ma perché questa mossa? il crollo del traffico organico è la vera risposta

Diciamocelo, questa mossa non arriva dal nulla. È la risposta, forse un po’ tardiva, a un malcontento generale che serpeggia tra chiunque abbia un sito web.

Le AI Overviews, le risposte generate dall’intelligenza artificiale che appaiono in cima ai risultati di ricerca, sono diventate onnipresenti: ad oggi, compaiono in oltre il 60% di tutte le ricerche, un balzo enorme rispetto al 25% di metà 2024.

La conseguenza? Un vero e proprio salasso per il traffico organico, come si evince dal pezzo di The Verge.

I dati parlano chiaro: nelle ricerche dove compare un sommario IA, il tasso di click-through organico è crollato del 61%. Una cifra che spiega perfettamente perché Google sentisse il bisogno di fare qualcosa per placare gli animi.

Un disastro per chi vive di traffico, vero?

Eppure, c’è un’altra faccia della medaglia, una che sta riscrivendo completamente le regole del gioco e che ci porta a una conclusione quasi paradossale.

Essere citati o non essere citati: questo è il problema

Il paradosso è questo: mentre il traffico organico complessivo crolla, i siti web che hanno la fortuna di essere citati come fonte all’interno di una IA Overview vedono i loro click schizzare alle stelle.

Parliamo di un aumento del 35% dei click organici e addirittura del 91% di quelli a pagamento rispetto ai competitor che non vengono menzionati.

In altre parole, la classica posizione in prima pagina rischia di contare sempre meno se non sei tu la fonte scelta dall’IA per costruire la sua risposta.

La visibilità, oggi, si gioca tutta lì, dentro quel box generato artificialmente.

Ed è qui che l’aggiornamento di Google si inserisce: un tentativo di dimostrare ai publisher che “ehi, ci teniamo ancora a voi e al vostro traffico”.

Resta da vedere se questa maggiore visibilità dei link si tradurrà in un reale aumento dei click o se, alla fine, è solo un modo per Google di dare un contentino mentre continua a consolidare il suo ruolo di unico fornitore di risposte.

La partita è appena iniziata.

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

14 commenti su “Google cambia i link nelle AI Overviews: una risposta al crollo del traffico organico?”

  1. Carlo Benedetti

    Un’elemosina digitale travestita da funzionalità, un orpello grafico per distrarci dal saccheggio. Non so se ammirare più l’audacia o la totale mancanza di rispetto.

    1. Carlo Benedetti, la loro audacia è dare al derubato le istruzioni per lucidare le manette, trasformando il danno in una nuova, inutile occupazione.

  2. Luciano D’Angelo

    Analizzo numeri per lavoro. Questa mossa è solo cosmetica. Riducono il nostro impegno a una nota a piè di pagina. Che senso ha, quindi, creare contenuti originali?

  3. Che carini. Un pop-up. Una distrazione di lusso mentre il traffico evapora. A volte mi chiedo se non sia tutto un grande esperimento per vedere fino a che punto ci pieghiamo.

  4. Ci stanno dando le briciole e tutti a discutere delle briciole. Sveglia! La partita non è più il click. L’obiettivo è essere la fonte diretta dentro l’IA. Tutto il resto è rumore di fondo. Bisogna cambiare mentalità, e pure in fretta.

  5. Un altro cerotto su una ferita da arma da fuoco. Ci gettano qualche briciola dal loro banchetto, sperando che non notiamo che la tavola era nostra. Ma quando si degneranno di chiamare un medico invece di lucidare le posate?

    1. @Emma Rinaldi Non seguo il suo paragone con il medico. Per me è solo un cambiamento tecnico. Questi nuovi pop-up sono strani. Non so se aiuteranno le mie campagne. Come dovremmo misurare l’impatto di questi link fluttuanti?

  6. Passiamo dal prestigiatore al boia che concede un ultimo pasto migliore. Un contentino elegante, ma la ghigliottina per il traffico organico resta sempre affilata.

  7. Più che un prestigiatore, mi sembra il padrone di casa che riorganizza le briciole sulla tavola dopo aver banchettato con la nostra torta. Bisogna chiedersi se vogliamo continuare a sederci a questo tavolo.

  8. Benedetta Lombardi

    Ogni tanto Google ci regala un nuovo balletto di interfacce, come questa finestra pop-up che sboccia al passaggio del mouse. È una coreografia pensata per distrarci dal fatto che il palco sta crollando. Chissà quale sarà il prossimo passo di danza.

  9. Chi ha basato il proprio modello di business su un intermediario monopolistico ora si lamenta delle sue decisioni. La sorpresa di fronte a un esito così prevedibile è la parte più curiosa della vicenda.

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