Google stravolge Discover: cosa cambia con il February 2026 Core Update

Anita Innocenti

Le regole del digitale stanno cambiando.

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Google stravolge Discover: addio clickbait e benvenuta competenza, ma con zone d’ombra per gli editori

Google riscrive le regole di Discover con il February 2026 Core Update, un aggiornamento che colpisce selettivamente il feed di notizie. Tra le novità, una maggiore rilevanza geografica e una nuova valutazione della competenza per argomento, mosse che favoriscono le nicchie ma lasciano gli editori internazionali nell'incertezza. Una stretta sui contenuti che, senza linee guida chiare, sa di mossa arbitraria.

Tre mosse strategiche per ridisegnare il feed

La prima mossa riguarda la rilevanza geografica. In parole povere, Google darà priorità ai contenuti provenienti da siti web basati nello stesso paese dell’utente.

Questo significa che i colossi editoriali americani avranno vita più facile nel loro mercato, mentre chi, come noi in Italia, scrive per un pubblico statunitense, potrebbe vedere il proprio traffico calare.

Una mossa per favorire il mercato interno o un reale tentativo di migliorare la pertinenza?

Il dubbio resta, soprattutto finché l’aggiornamento non sarà esteso a livello globale.

Poi c’è la dichiarata guerra a “contenuti sensazionalistici e clickbait”.

Bello, sulla carta.

Peccato che, come al solito, non si siano presi la briga di definire cosa intendano esattamente. Non ci sono esempi, non ci sono linee guida tecniche.

Si lascia all’algoritmo il potere di decidere cosa è un titolo legittimamente curioso e cosa è pura manipolazione, una discrezionalità che lascia gli editori con poche certezze e molti timori.

Ma la vera novità, quella che potrebbe cambiare le regole per molti, è un’altra.

Un nuovo modo di valutare la competenza

Google smette di guardare solo al “chi sei” (il dominio nel suo complesso) e inizia a dare più peso al “cosa sai fare bene” (l’argomento specifico). I suoi sistemi ora identificano l’esperienza “argomento per argomento”, come descritto sul blog ufficiale di Google.

Questo vuol dire che un sito di notizie locali con una sezione di giardinaggio curata da un esperto può essere considerato autorevole su quell’argomento, anche se parla di tutt’altro nel resto delle sue pagine. Al contrario, un sito specializzato in recensioni di film che pubblica un singolo articolo sul giardinaggio non otterrà lo stesso riconoscimento.

Questa sembra una mossa intelligente per far emergere nicchie di competenza anche all’interno di pubblicazioni più generaliste.

Eppure, anche qui sorge una domanda: chi decide e con quali parametri qual è il livello di “competenza” sufficiente?

Cosa significa tutto questo per chi crea contenuti

Per capire la portata di questo aggiornamento, basta un dato: Discover non è un canale secondario; per molte testate giornalistiche è la principale fonte di traffico, rappresentando i due terzi dei referral di Google, secondo una ricerca di agosto 2025.

Modificare le regole di questo flusso significa poter decretare il successo o l’insuccesso di un editore con un semplice cambio di algoritmo.

È fondamentale capire una cosa: questo non è un core update tradizionale che influenza sia la Ricerca che Discover.

No, questo aggiornamento, come sottolineano diversi analisti, colpisce solo ed esclusivamente i meccanismi di Discover.

E cosa consiglia Google per adattarsi?

La solita ricetta: creare contenuti “tempestivi, che raccontino una storia o forniscano spunti unici”, accompagnati da immagini di alta qualità.

Consigli validi, certo, ma che suonano un po’ come una pacca sulla spalla mentre le fondamenta del tuo business tremano.

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

9 commenti su “Google stravolge Discover: cosa cambia con il February 2026 Core Update”

  1. Queste mosse creano solo nuovi spazi. Chiudono un mercato, se ne aprono altri dieci per chi è rapido. Bisogna solo essere più veloci di loro.

  2. La competenza è il solito pretesto per balcanizzare il traffico e favorire i mercati grossi. È una mossa di potere, non un upgrade qualitativo.

    1. Vanessa De Rosa

      Filippo Villa, non è una mossa di potere. È la solita manutenzione del feudo. Google protegge i suoi vassalli più grandi, lasciando le briciole agli altri. Non c’è mai stata alcuna meritocrazia.

  3. Simone Rinaldi

    Ogni tot, Google rimescola le carte. Fa comodo a loro, ovvio. E io, puntualmente, mi rimetto al tavolo per capire il nuovo bluff. Forse il problema non è il banco, ma il giocatore che si ostina a puntare.

    1. Veronica Valentini

      Simone Rinaldi, il problema non è il banco ma chi crede sia una partita a fortuna. Questa è una scalata, non una scommessa; lamentarsi della pendenza significa essere già stati superati da chi corre in cima.

    1. Renato Martino

      Giada Mariani, più che imparare a scavalcare, qui si tratta di capire le regole di un nuovo gioco da tavolo imposto dall’alto. Google non alza recinti, cambia semplicemente il tabellone a partita in corso, lasciando a noi il compito di trovare le nuove scorciatoie.

  4. Emanuela Barbieri

    La “rilevanza geografica” suona come un elegante eufemismo per protezionismo digitale, un modo per recintare i propri pascoli dorati. Noi, a quanto pare, siamo invitati a pascolare altrove, lontano dal banchetto principale, con la nostra competenza sotto braccio.

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