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Questa decisione, che dal 7 maggio 2026 eliminerà definitivamente le tendine FAQ dai risultati di ricerca, segue un percorso di limitazioni avviato nell’agosto 2023, e sebbene i rich result spariscano, i dati strutturati continuano ad essere utili per l’ottimizzazione semantica.
Google ha annunciato la fine definitiva dei rich result FAQ a partire dal 7 maggio 2026, estendendo a tutti il blocco già attivo dal 2023. Sebbene la motivazione ufficiale sia una SERP più pulita, la mossa mira a un maggior controllo algoritmico. Per i publisher, l'impatto sarà sul CTR, ma i dati strutturati resteranno cruciali per la comprensione semantica del sito.
Rich result FAQ: Google stacca la spina. Fine dei giochi?
Google ha premuto il pulsante ‘off’. Dal 7 Maggio 2026, i rich result per le FAQ, quelle comode tendine con domande e risposte che comparivano direttamente nei risultati di ricerca, sono ufficialmente un ricordo.
Una mossa che chiude un capitolo importante per chi si occupa di SEO e contenuti, ma che, a dirla tutta, non arriva come una sorpresa totale per chi segue da vicino le mosse del gigante di Mountain View.
Si tratta della conclusione di un percorso iniziato quasi tre anni fa, nell’agosto del 2023, quando Google aveva già limitato la loro comparsa ai soli siti governativi e sanitari, considerati fonti di alta autorevolezza. Già allora, la maggior parte di noi aveva visto sparire quello spazio extra che tanto aiutava a catturare l’attenzione.
Ora, semplicemente, la regola vale per tutti.
Nessuna eccezione.
Ma perché questa decisione?
Una ritirata strategica, non una sorpresa
La versione ufficiale, come spesso accade, è avvolta in un linguaggio diplomatico. Google parla della necessità di “fornire un’esperienza di ricerca più pulita e coerente”.
Diciamocelo, una motivazione che lascia un po’ il tempo che trova e che, tra gli addetti ai lavori, suona più come una scusa per riprendere il pieno controllo sull’aspetto dei risultati di ricerca.
La verità, probabilmente, è che Google preferisce gestire in autonomia gli spazi informativi, decidendo cosa mostrare e come, piuttosto che lasciare ai siti web la possibilità di “arredare” la SERP con i propri contenuti.
Questa mossa, infatti, si inserisce in una tendenza più ampia: ridurre gli elementi che i publisher possono influenzare direttamente tramite i dati strutturati, per dare più spazio a formati generati e controllati dall’algoritmo.
Stiamo parlando di una centralizzazione del potere informativo, dove il nostro ruolo viene progressivamente ridimensionato.
Ma se la parte visibile sparisce, cosa succede a tutto quel codice che hai implementato con fatica sul tuo sito?
Va buttato via tutto?
Dati strutturati: Google continua a leggerli, ma in silenzio
Ecco il punto che merita attenzione. Un conto è il rich result, cioè l’elemento grafico che vedevi nella pagina dei risultati. Un altro sono i dati strutturati FAQPage, ovvero il codice che hai inserito nel tuo sito per comunicare a Google la presenza di quelle domande e risposte.
Ebbene, Google ha messo in chiaro una cosa: il rich result è morto, ma i dati strutturati no. Come scrive Matt G. Southern, il motore di ricerca continuerà a usare questo markup per capire meglio di cosa parla la tua pagina, per contestualizzare i tuoi contenuti.
In pratica, è come se tu avessi messo delle etichette dettagliate sui tuoi prodotti in magazzino. Google entra, le legge per farsi un’idea precisa di cosa vendi, ma ha deciso di non mostrare più quelle etichette ai clienti in vetrina. Quindi, cancellare subito il markup potrebbe non essere la mossa più saggia. Non porterà vantaggi visibili, ma continuerà a svolgere un lavoro silenzioso di ottimizzazione semantica.
Ok, il codice resta.
Ma se nessuno vede più le domande e risposte nella SERP, qual è l’impatto concreto sul traffico e, soprattutto, sui tuoi affari?
L’impatto reale: meno visibilità e più competizione
Senza giri di parole: l’impatto principale sarà una probabile riduzione del click-through rate (CTR) per le pagine che beneficiavano di questa visibilità extra.
Occupare più spazio nella pagina dei risultati con domande pertinenti era un’arma potente per attirare l’attenzione e, di conseguenza, i click.
Ora, il tuo risultato di ricerca tornerà ad essere un semplice link blu con una descrizione, esattamente come quello dei tuoi competitor.
Questo non significa che il tuo posizionamento ne risentirà. Google è stata chiara: è una modifica alla visualizzazione, non un fattore di ranking.
La tua pagina resterà dove si trova, ma dovrà lottare ad armi pari con le altre, senza più quel piccolo vantaggio visivo.
In un certo senso, la partita si fa più difficile, perché perdiamo uno strumento che ci permetteva di differenziarci e di offrire un’anteprima del nostro valore direttamente in SERP.
La domanda che sorge spontanea è: quante altre “semplificazioni” di questo tipo dobbiamo aspettarci in futuro?
