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Contattaci oraLa valutazione resta a 1,25 trilioni nonostante il taglio, mentre Anthropic prepara una quotazione attesa tra 1,5 e 2 trilioni
OpenAI ha ridotto a 20 miliardi di dollari l'obiettivo del nuovo round di finanziamento, un terzo in meno rispetto ai 30 miliardi indicati in precedenza, mantenendo però una valutazione post-money di 1,25 trilioni. Il taglio segnala che il mercato chiede ritorni concreti sugli investimenti in intelligenza artificiale e guarda alla possibile quotazione di Anthropic, attesa tra 1,5 e 2 trilioni.
OpenAI punta a raccogliere fino a 20 miliardi di dollari nel suo nuovo round di finanziamento, circa un terzo in meno dei 30 miliardi che aveva indicato in precedenza. Lo ha confermato sabato scorso CNBC, che ha ricostruito il ridimensionamento della raccolta. La cifra scende, la valutazione invece no: secondo il Financial Times il round valuta la società 1,25 trilioni di dollari post-money, cioè contando anche il nuovo denaro in arrivo. Quando chi vende riduce la quantità e tiene fermo il prezzo, di solito il mercato sta mandando un segnale. La notizia è emersa a fine ottobre e la scadenza fissata per gli impegni degli investitori è già passata: più che un annuncio, è un fatto da leggere.
Meno soldi, stesso prezzo: il round che si restringe
I dettagli vengono in buona parte dal Financial Times. Secondo il quotidiano britannico, OpenAI aveva dato agli investitori tempo fino a venerdì scorso per impegnarsi nel round, e alcuni hanno scelto di ridurre le proprie allocazioni, cioè la quota che si erano detti disposti a sottoscrivere. A guidare l’operazione, come CNBC aveva già riportato, sono investitori degli Emirati Arabi Uniti insieme al fondo Coatue.
Il confronto con poche settimane fa rende evidente lo scarto. Il 22 ottobre la ricostruzione di CNBC sul round guidato dagli Emirati descriveva l’azienda di San Francisco impegnata a raccogliere fino a 30 miliardi alla stessa valutazione di 1,25 trilioni. In circa dieci giorni il prezzo è rimasto identico, mentre la domanda effettiva si è ristretta. Restano due domande: se la valutazione non scende, perché scende la cifra? E perché alcuni investitori hanno deciso di mettere meno proprio adesso?
Due pressioni in una stagione: Wall Street e la IPO di Anthropic
La prima risposta riguarda il clima generale. Come ha osservato CNBC in un’analisi sulle spese dei colossi tecnologici per l’AI, durante l’ultima stagione degli utili Wall Street ha penalizzato i grandi gruppi tecnologici per i dubbi sulla redditività futura dei loro investimenti. Nello stesso pezzo il taglio dell’obiettivo di OpenAI da 30 a 20 miliardi compare tra i segnali di questo nuovo atteggiamento. Il denaro per l’intelligenza artificiale non è sparito, ma oggi chiede di vedere dove e quando arriveranno i ritorni. Per un’azienda che spende moltissimo in calcolo e infrastrutture, la differenza conta.
La seconda pressione ha un nome preciso: Anthropic, il principale concorrente di OpenAI. Secondo quanto riportato, la società si prepara a una quotazione in borsa di grandi dimensioni, con una valutazione attesa tra 1,5 e 2 trilioni di dollari. È una cifra ancora da verificare sul mercato, ma è già superiore a quella che OpenAI sta chiedendo ai suoi investitori. È anche questo, secondo CNBC, a spiegare perché OpenAI stia correndo per chiudere la raccolta prima della quotazione del rivale: dopo, gli investitori avrebbero un termine di paragone pubblico, con prezzi aggiornati ogni giorno in borsa.
Gli ultimi numeri resi noti da Anthropic aiutano a capire la posta in gioco. Nel comunicato sulla Serie H l’azienda dichiara di aver raccolto 65 miliardi di dollari, con Altimeter Capital, Dragoneer, Greenoaks e Sequoia Capital a guidare il round, per una valutazione post-money di 965 miliardi. Nello stesso testo afferma che il suo fatturato run-rate ha superato i 47 miliardi. Il run-rate è una proiezione su base annua dei ricavi recenti, non il fatturato effettivamente incassato in un anno; ed è un dato fornito dalla società stessa, quindi va letto come tale. Resta però una cifra che pesa nel confronto, proprio mentre i mercati chiedono conto della redditività. Il rivale che fino a poco tempo fa inseguiva ora punta a valere più del leader.
Cosa cambia per chi pubblica online
Questi numeri non restano confinati alla finanza. Decidono chi avrà le risorse per diventare l’interfaccia principale tra le persone e i contenuti: l’assistente a cui si fa una domanda e che risponde citando, o non citando, siti, negozi e giornali. Negli ultimi anni molte aziende hanno dato per scontato che quella porta d’accesso avrebbe avuto soprattutto il volto di ChatGPT. Se il mercato arriva a valutare Anthropic quanto o più di OpenAI, l’idea di un unico assistente dominante perde forza. Per chi fa impresa online, ottimizzare la propria presenza per un solo motore di risposta è una scommessa più rischiosa di quanto sembrasse un mese fa. Conviene controllare come i propri contenuti compaiono in più assistenti, non soltanto nel più famoso.
