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Contattaci oraL’azienda puntava a 1,4 trilioni e raccolta tripla, Anthropic ha depositato l’S-1
OpenAI ha raccolto 11 miliardi di dollari a una valutazione di 1,25 trilioni, meno dei 30 miliardi e degli 1,4 trilioni inizialmente previsti. Il round è record ma segnala cautela degli investitori, che scommettono sull'intelligenza artificiale senza seguire Altman fino in fondo, mentre Anthropic deposita l'S-1 e il settore sposta il baricentro dalla valutazione alla credibilità operativa.
1,25 trilioni di dollari di valutazione, 11 miliardi in cassa e una richiesta che era quasi il triplo. Il nuovo round di OpenAI è insieme un record e una delusione. Secondo Bloomberg, citato da The Verge, il nuovo round di finanziamento di OpenAI ha raccolto altri 11 miliardi di dollari a una valutazione di 1,25 trilioni. Peccato che l’azienda ne volesse quasi il triplo: sempre secondo Bloomberg, l’obiettivo iniziale era raccogliere fino a 30 miliardi di dollari a una valutazione di 1,4 trilioni. Il mercato, insomma, non ha seguito Altman fino in fondo. E mentre Sam Altman frena sulla Borsa, Anthropic deposita l’S-1.
Undici miliardi che sanno di frenata
A marzo il contesto era diverso. OpenAI aveva raccolto 122 miliardi di dollari dagli investitori con una valutazione di 852 miliardi: un round record, celebrato come un segnale di forza. La CNBC ha poi precisato che il capitale impegnato nel round di marzo era salito a 122 miliardi di dollari, rispetto ai 110 miliardi annunciati in precedenza. Otto mesi dopo, i numeri raccontano un’altra storia.
Gli 11 miliardi appena raccolti sono comunque una cifra enorme: pochi attori privati al mondo possono muovere capitali di questa portata. Ma restano ben sotto i 30 miliardi che OpenAI aveva preventivato, e la valutazione di 1,25 trilioni, pur in crescita rispetto a marzo, è distante dall’1,4 trilioni a cui l’azienda puntava. La distanza tra le due cifre non è un dettaglio tecnico: indica che gli investitori sono disposti a scommettere sull’intelligenza artificiale, ma non a qualunque prezzo.
Perché il mercato non ha seguito Altman fino in fondo? Forse perché la promessa di una crescita senza limiti inizia a scontrarsi con domande più scomode: quanto costa davvero l’infrastruttura, chi la paga, e soprattutto chi si fida.
Anthropic in Borsa, OpenAI in attesa: il paradosso della sicurezza
La cautela di OpenAI stride con la mossa del rivale. La scorsa settimana Anthropic ha depositato il proprio S-1 presso la Securities and Exchange Commission per proporre un’offerta pubblica iniziale delle sue azioni ordinarie di Classe A: l’annuncio ufficiale di Anthropic non lascia spazio a interpretazioni. Nel frattempo Sam Altman ha dichiarato che OpenAI rimanda la propria IPO finché non potrà fare affermazioni più sicure sulla sicurezza dei suoi modelli.
Il paradosso è limpido. Chi ha legato il proprio nome alla sicurezza dei modelli resta fuori dalla Borsa, proprio per non promettere più di quanto possa garantire; chi compete sullo stesso terreno corre invece verso la quotazione. Il mercato dell’IA sta spostando il baricentro: dalla rincorsa alla valutazione più alta, alla credibilità operativa. Non è una contraddizione da poco: la mossa di Anthropic dice che si può andare in Borsa anche mentre il settore è sotto osservazione; la prudenza di Altman dice che il costo di una promessa non mantenuta sulla sicurezza può essere più alto del mancato incasso. In mezzo ci sono gli investitori, chiamati a scegliere tra due scommesse opposte.
Ma c’è un’altra distanza che si allarga, quella tra l’IA e chi ci vive accanto. E qui i numeri della finanza non bastano più.
Il data center che inquieta più di un carcere
Secondo The Verge, ripreso da un recente servizio di Time, gli americani preferirebbero vivere vicino a un carcere, a una clinica per metadone o a una centrale nucleare piuttosto che a un data center per l’IA. Il dato arriva come un pugno nello stomaco: le infrastrutture che sostengono i modelli sono percepite come più minacciose di un penitenziario o di una centrale atomica. Se un data center fa più paura di un carcere, vuol dire che il settore non ha ancora vinto la partita della fiducia. E senza fiducia, nessuna valutazione regge.
Per chi fa impresa online, la prossima fase dell’IA non si giocherà solo sulle valutazioni: si giocherà su dove sorgeranno i data center e su quali aziende riusciranno a quotarsi senza promettere più di quanto possano garantire.
