Le regole del digitale stanno cambiando.
O sei visibile o sei fuori. Noi ti aiutiamo a raggiungere i clienti giusti — quando ti stanno cercando.
Contattaci oraAI Overviews Google +536% in Australia, annunci ChatGPT attivi in 40+ paesi
Le apparizioni delle AI Overviews di Google sono cresciute del 536% annuo in Australia e dell'89% negli Stati Uniti, mentre ChatGPT vende annunci in oltre 40 paesi e gli inserzionisti su ChatGPT sono cresciuti di 13 volte nei giocattoli. La ricerca commerciale si sposta dentro le risposte generate, ma resta da verificare quanto di questa visibilità si tradurrà in acquisti reali.
A tre settimane dal Black Friday, il traffico non sta solo crescendo: sta cambiando indirizzo. I numeri diffusi ieri nel report di Adthena lo dicono con chiarezza. Ad agosto 2026 le apparizioni delle AI Overviews — le risposte generate dall’intelligenza artificiale che Google mostra in cima ai risultati di ricerca — sono aumentate del 536% su base annua in Australia, del 160% nel Regno Unito e in Unione europea e dell’89% negli Stati Uniti. In termini assoluti: si passa da 22 a 139 milioni di apparizioni in Australia, da 99 a 258 milioni tra Regno Unito e UE, da 304 a 575 milioni negli Stati Uniti. Non è un dettaglio tecnico: è il segnale che la ricerca capace di riempire i carrelli è già migrata altrove.
La ricerca cambia binario
Il dato va contestualizzato. La crescita è misurata rispetto ad agosto 2025: non è una fiammata di una settimana, ma una tendenza che si è costruita in un anno. Gli Stati Uniti restano il mercato più grande, con 575 milioni di apparizioni, ma è l’Australia quello che cresce più in fretta. Dietro questi numeri c’è un monitoraggio quotidiano: Adthena analizza più di 300mila prompt al giorno per capire quali brand fanno pubblicità dentro le risposte, quali domande attivano gli annunci e come si distribuisce la quota di ricerca. Detto in parole povere: qualcuno ha già aperto il banco in questo nuovo spazio. Ma chi sta comprando quella visibilità?
Chi paga per stare dentro la risposta
La risposta ha un nome che fino a ieri non vendeva pubblicità: ChatGPT. A fine agosto, OpenAI ha comunicato che gli annunci su ChatGPT sono disponibili in oltre 40 paesi e ha annunciato l’estensione dell’accesso self-service in India, Europa, Medio Oriente e Nord Africa. In pratica, la platea si allarga in fretta: comprare visibilità dentro una risposta non richiede più, necessariamente, un rapporto commerciale diretto con la piattaforma.
La crescita degli inserzionisti racconta la stessa storia. Tra giugno e settembre 2026, Adthena ha monitorato 204.489 posizionamenti pubblicitari su ChatGPT, secondo quanto riportato da Yahoo Finance; la base di inserzionisti è cresciuta quasi 6 volte in due mesi. E nel settore dei giocattoli e dei giochi — uno dei più caldi nella corsa al Natale — gli inserzionisti presenti su ChatGPT sono cresciuti di 13 volte da giugno ad agosto, sempre secondo Adthena. Non è un caso: chi vende regali si è mosso per primo, con mesi di anticipo sulla stagione.
Google non sta a guardare. Dal lato tecnico, le campagne Search, Shopping e Performance Max esistenti — cioè i formati classici e automatizzati di Google Ads — sono automaticamente idonee a servire annunci dentro le AI Overviews e AI Mode, la modalità conversazionale di Google. E ai retailer viene offerto un report sulla quota di visibilità del brand e dei prodotti, per confrontare la propria presenza con quella dei concorrenti su superfici come AI Mode e AI Overviews. Non solo: il blog di Google, citando Adthena, osserva che gli annunci di ChatGPT si posizionano nella fase di ricerca del percorso d’acquisto, il momento in cui il cliente confronta e non ha ancora deciso. È lì che si gioca la partita, prima della conversione.
I conti dei grandi confermano che il mercato non si sta affatto sgonfiando. Nei giorni scorsi sono arrivate le trimestrali; come riportato da CNBC, Meta ha registrato una crescita del fatturato pubblicitario del 26%, a 63,1 miliardi di dollari, e la divisione search di Google è cresciuta del 12% portando a casa 63,4 miliardi. I due giganti continuano a crescere, mentre la partita si sposta su un terreno nuovo. La domanda che resta aperta è un’altra: quanto di questa visibilità si tradurrà in acquisti veri?
Il carrello del 2026 si riempie altrove
Le conseguenze stanno arrivando con i carrelli. A fine settembre, Adobe ha proiettato per la stagione dello shopping natalizio 2026 un aumento del 130% su base annua del traffico AI verso i siti retail statunitensi. Più precisamente: il traffico da referral AI verso i siti retail dovrebbe più che raddoppiare, dentro una spesa online complessiva stimata in 275,1 miliardi di dollari. Sono stime, certo, ma danno la misura di quanto il fenomeno sia già dentro i conti del commercio online.
Quanto del traffico natalizio arriverà da una risposta generata, e non da una ricerca classica? Se le proiezioni di Adobe sono anche solo vicine al vero, per un negozio online la quota non è più marginale: è la differenza tra un dicembre pieno e un carrello vuoto. Per chi vende online, il messaggio non è “preparatevi all’AI”. La stagione in cui l’AI decide chi compare nella risposta giusta è già cominciata, e i budget vanno spostati prima che il carrello sia vuoto.
