Perplexity sbarca su iOS: l’accordo a sorpresa con Google

Anita Innocenti

Le regole del digitale stanno cambiando.

O sei visibile o sei fuori. Noi ti aiutiamo a raggiungere i clienti giusti — quando ti stanno cercando.

Contattaci ora →

Una strategia che punta ad offrire un assistente AI a tutto tondo, ma solleva interrogativi sull’accesso ai dati sanitari e sulla reale differenza con i browser tradizionali

Perplexity lancia il suo browser per iOS con una mossa spiazzante: Google è il motore di ricerca predefinito. Una scelta pragmatica che nasconde l'ambizione più grande: integrare i dati sanitari degli utenti per creare assistenti personalizzati. Una frontiera innovativa ma che solleva enormi interrogativi sulla privacy e la sicurezza delle informazioni mediche più sensibili.

Perplexity su iOS: la mossa a sorpresa con Google e l’ombra sui dati sanitari

Perplexity ha finalmente lanciato il suo browser Comet anche per iOS, completando così la sua presenza su tutti i dispositivi principali.

La notizia, però, non è tanto l’arrivo sull’App Store, quanto una scelta che a prima vista sembra una contraddizione bella e buona: il motore di ricerca predefinito su iPhone sarà Google.

Un browser che nasce per superare la ricerca tradizionale e che poi, sul telefono, ti rimanda proprio a Big G?

Diciamocelo, suona un po’ strano.

La spiegazione arriva direttamente dal CEO Aravind Srinivas, secondo cui Google resta imbattibile per le ricerche veloci e geolocalizzate tipiche del mobile, come trovare un ristorante o controllare i risultati sportivi.

In pratica, per le domande secche e dirette, Comet si affida a Google; per le richieste più complesse, invece, entra in gioco l’assistente AI di Perplexity.

Ok, la mossa ha una sua logica pratica, ma allora cosa distingue davvero Comet da un Chrome con qualche potenziamento AI?

La risposta sta in quello che sa fare quando smetti di cercare il locale sotto casa.

Non solo un browser, ma un assistente che lavora per te

È qui che Comet prova a cambiare le regole del gioco.

L’idea non è solo darti una risposta, ma farti da vero e proprio assistente operativo. Per le ricerche più articolate, infatti, il sistema sfrutta il suo motore AI per analizzare più fonti, creare riassunti e darti risposte complete.

Ma va oltre.

L’assistente integrato è in grado di gestire attività su più passaggi, come organizzare le email, confrontare prodotti o persino completare azioni pratiche come prenotare un tavolo o riempire un modulo online.

Una capacità che, secondo l’azienda, lo mette un passo avanti rispetto a concorrenti come Gemini di Google o Copilot di Microsoft, almeno in ambito mobile.

Insomma, un assistente che non si limita a rispondere, ma agisce.

Il tutto, ovviamente, con un modello di abbonamento: la versione base è gratuita, ma per sbloccare i modelli AI più avanzati e le funzionalità di ricerca approfondita si passa alle versioni Pro e Max, con costi che possono arrivare fino a 200 dollari.

Ma l’ambizione di Perplexity non si ferma a semplificarti la ricerca di un hotel.

L’azienda sta guardando a un settore molto più delicato e personale, una mossa che potrebbe definire il suo futuro.

E ora punta ai tuoi dati sanitari: la nuova frontiera (e i dubbi) di Perplexity

Insieme al lancio su iOS, infatti, è arrivato l’annuncio che la piattaforma di Perplexity su Mac mini ora può collegarsi ad app per la salute, dispositivi indossabili e cartelle cliniche.

Hai capito bene: un’intelligenza artificiale che ha accesso ai tuoi dati sanitari.

L’obiettivo dichiarato è permettere agli utenti di creare strumenti personalizzati per monitorare il proprio stato di salute.

La domanda sorge spontanea: siamo pronti a dare le chiavi della nostra salute a un’IA, per quanto evoluta?

Perplexity, consapevole del terreno minato, ha messo le mani avanti creando un comitato consultivo medico con nomi di spicco del settore, con il compito di supervisionare le decisioni sul prodotto e garantire la sicurezza dei pazienti.

Una mossa per dare una parvenza di autorevolezza a un’operazione commercialmente molto ambiziosa?

Il dubbio, onestamente, resta.

E non è un dubbio da poco.

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

7 commenti su “Perplexity sbarca su iOS: l’accordo a sorpresa con Google”

  1. L’ennesimo servizio che si presenta alternativo per poi usare Google. L’aggiunta dei dati sanitari è solo la ciliegina sulla torta. Curiosa di vedere come li monetizzeranno.

  2. Carlo Benedetti

    L’idea di un assistente che conosce i miei dati medici mi fa quasi sorridere, in un modo amaro. Stiamo barattando la nostra intimità più profonda per una comodità illusoria, e lo chiamiamo progresso. Mi domando dove finisca la persona e inizi il prodotto.

  3. Renato Graziani

    Comprendo la preoccupazione. La protezione dei dati sanitari è un dovere morale prima che tecnico. Occorre costruire un dialogo basato su chiarezza e rispetto. Solo così la tecnologia può diventare un vero alleato per la nostra salute.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ricevi i migliori aggiornamenti di settore