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Contattaci oraLa decisione arriva dopo intense trattative con l’amministrazione Trump, che aveva bloccato i modelli più avanzati per motivi di sicurezza nazionale
Dopo lo stop imposto dall'amministrazione Trump, il modello AI Mythos 5 di Anthropic torna operativo, ma solo per un'élite di 100 entità strategiche statunitensi. Una riapertura che sa di compromesso politico, lasciando in un limbo il più potente Fable 5 e creando un pericoloso precedente sul controllo governativo dell'intelligenza artificiale di frontiera.
Un accordo che sa di compromesso
In una lettera del 26 giugno, il Segretario al Commercio statunitense Howard Lutnick ha comunicato ad Anthropic che, grazie alla collaborazione dell’azienda per “affrontare i rischi associati”, erano state messe in atto “garanzie adeguate”.
Tradotto dal linguaggio burocratico: il governo ha concesso una licenza speciale che permette a un club esclusivo di aziende, molte delle quali Fortune 500, e enti federali di tornare a usare Mythos 5 per difendere le proprie reti.
Come riportato da The Verge, sono state allentate anche le restrizioni per i dipendenti non statunitensi di queste organizzazioni approvate, che ora possono utilizzare il sistema.
Anthropic ha confermato la notizia, dichiarando di essere al lavoro per ripristinare l’accesso al più presto e di voler continuare a dialogare con il governo per espandere l’utilizzo di Mythos 5 e riattivare anche l’altro modello di punta.
Ma la vera domanda è: come si è arrivati a spegnere un’intera tecnologia da un giorno all’altro?
Un precedente pericoloso per il futuro dell’AI
La vicenda è iniziata il 9 giugno con il lancio di Claude Mythos 5 e Fable 5. Pochi giorni dopo, l’amministrazione Trump ha emesso un ordine di controllo sulle esportazioni che, di fatto, ha costretto Anthropic a staccare la spina a entrambi i modelli per chiunque, citando rischi per la sicurezza nazionale.
L’azienda ha parlato di “malinteso”, ma intanto ha dovuto sospendere il servizio per tutti, utenti americani compresi, mentre i suoi vertici volavano a Washington per risolvere la questione.
Una mossa che tratta un modello di AI non come un servizio cloud commerciale, ma come una tecnologia sensibile, quasi al pari di un’arma.
E qui la faccenda si complica.
Questo approccio crea un precedente: i governi iniziano a decidere chi può e chi non può usare gli strumenti di AI più avanzati. Da un lato, c’è chi sostiene che sia una misura necessaria per prevenire abusi da parte di malintenzionati.
Dall’altro, però, c’è il rischio concreto di soffocare l’innovazione e concentrare un potere enorme nelle mani di poche grandi aziende e dei regolatori.
E Fable 5? Il grande dimenticato
Mentre un centinaio di aziende festeggia il ritorno di Mythos 5, c’è un altro grande assente che fa molto più rumore: Claude Fable 5.
Quest’ultimo, descritto da Anthropic come il suo modello più capace per il ragionamento complesso e compiti di sviluppo software, resta completamente bloccato.
L’accordo con il governo riguarda esclusivamente Mythos 5, lasciando il suo gemello in un limbo normativo.
Le trattative per sbloccarlo sono ancora in corso, ma non c’è una data certa.
Il risultato è un clima di incertezza totale per sviluppatori e utenti comuni.
La vicenda di Anthropic dimostra che le aziende che sviluppano AI di frontiera dovranno abituarsi a negoziazioni su misura e licenze speciali, soprattutto se i loro strumenti toccano temi come la cybersecurity.
Il resto del settore, intanto, osserva con attenzione per capire fino a che punto i governi si spingeranno per controllare la prossima generazione di intelligenza artificiale.

La sicurezza nazionale è una scusa comoda per blindare il mercato. Molto pratico.
Federica Testa, una scusa d’oro, direi. Loro si creano il club esclusivo con la tecnologia che conta, mentre noi ci arrabattiamo con gli avanzi. Gran bella mossa per la competizione.
La competizione è finita prima di iniziare. Loro dettano le regole, noi subiamo.
Un’élite si arroga il futuro, relegando la plebe a un’irrilevanza garantita dallo stato.
La meritocrazia digitale diventa un club a inviti, con criteri ancora tutti da scrivere.
Elena Bianchi, i criteri mi paiono già incisi nel marmo del potere, mentre a noi comuni mortali è concesso solo commentare da bordo campo.
Elena Bianchi, ti prego, non chiamarla meritocrazia. I criteri sono scritti da decenni con l’inchiostro simpatico del potere e del capitale. Noi al massimo possiamo competere per il premio di consolazione, usando gli strumenti che loro hanno scartato l’anno scorso.
Hanno costruito una fortezza digitale, con dentro i signori e fuori noi. La chiamano sicurezza, per me è un cancello dorato. Stanno privatizzando il pensiero. Quando inizieremo a pagare un biglietto per avere un’idea?
Isabella Riva, il biglietto è un concetto superato. Immagino già gli abbonamenti mensili: il pacchetto “Basic” per i pensieri comuni, il “Premium” per le intuizioni. La vera domanda è se l’epifania avrà un costo a consumo o sarà un add-on.
Isabella Riva, altro che biglietto per un’idea. Ci venderanno direttamente i pensieri preconfezionati e approvati dal comitato di controllo, così eviteremo la fatica di averne di sbagliati. Il dissenso diventerà un DLC a pagamento?
Hanno messo il guinzaglio all’intelligenza. Ora la portano a spasso solo i padroni, e noi dobbiamo pure stare zitti. Che prevedibile.
Benedetta Donati, più che guinzaglio, è un privè. Loro brindano col futuro, noi guardiamo i buttafuori. Almeno non c’è la fila per il bagno.
La solita favola del progresso per tutti, che finisce con pochi eletti a custodire il fuoco sacro. Almeno ora le regole del gioco sono palesi.
La tecnologia di frontiera è diventata una sorgente d’acqua in un deserto, e il governo ha appena dato le uniche cento borracce a chi era già meno assetato. La vera questione non è la sicurezza, ma la programmazione di una futura disuguaglianza su scala industriale.
I soliti noti si garantiscono il futuro, mentre gli altri discutono di etica.
Simone De Rosa, l’etica è il sonnifero somministrato a chi resta fuori dalla cittadella.
@Simone De Rosa Una commedia già vista. Il banchetto è per pochi eletti. Al popolo restano le briciole morali e l’illusione di partecipare.