L’AI di Google mostra annunci e legge le tue email per allenare Gemini

Anita Innocenti

Le regole del digitale stanno cambiando.

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L’integrazione dell’intelligenza artificiale dell’azienda si spinge infatti fino alla lettura delle email e degli allegati di Gmail per l’addestramento, puntando alla creazione di un assistente che conosce intimamente ogni aspetto della vita digitale degli utenti.

Google intensifica la sua strategia AI con due mosse controverse: l'integrazione di annunci nelle risposte AI della ricerca e l'addestramento di Gemini con i contenuti privati di Gmail, attivo di default. Queste novità sollevano importanti questioni sulla privacy e sulla trasparenza, spingendo verso un assistente AI onnisciente ma potenzialmente invasivo, alimentato costantemente dai dati personali degli utenti.

L’AI di Google ora mostra annunci, e non è l’unica sorpresa

Se pensavi che la ricerca su Google fosse ancora quel posto dove i risultati organici, quelli sudati con la SEO, avessero il loro spazio sacro, preparati a rivedere le tue convinzioni.

Google ha integrato la sua AI generativa, quella che produce risposte dirette in cima alla pagina, in modo molto più profondo. E la novità che sta facendo discutere è che, come riportato su Wingman Planning, questi riassunti intelligenti ora includono annunci pubblicitari e offerte commerciali.

In pratica, la linea tra una risposta utile e una sponsorizzazione si fa sempre più sottile.

Per chi, come te, lavora per guadagnarsi visibilità, questo significa che la competizione non è più solo con gli altri siti, ma con le risposte preconfezionate di Google stessa, che ora promuove anche chi paga.

Ma se pensi che la battaglia per l’attenzione si combatta solo sulla pagina dei risultati di ricerca, ti sbagli di grosso.

C’è un altro fronte, molto più personale e riservato, dove Google sta affilando le sue armi in un modo che potrebbe non piacerti affatto.

La tua casella di posta è diventata la palestra di Gemini

Parliamo di Gmail. Quel servizio che usi ogni giorno per comunicare con clienti, fornitori e collaboratori.

Ebbene, Google ha deciso che le tue email e i tuoi allegati sono un ottimo materiale per allenare la sua intelligenza artificiale, Gemini.

La notizia, descritta in dettaglio da Malwarebytes, è che questa funzione è attiva di default.

Esatto, non ti hanno chiesto il permesso.

Devi essere tu ad andare a cercare l’impostazione per disattivarla.

La giustificazione ufficiale è sempre la stessa: migliorare il servizio, offrirti funzioni “smart” e rendere la tua vita più semplice.

Ma la domanda sorge spontanea: siamo sicuri che il prezzo di un riassunto automatico valga la scansione costante di tutto ciò che scriviamo e riceviamo?

Questa mossa, per quanto possa sembrare invasiva, non è un’iniziativa isolata. È solo un pezzo di un puzzle molto più grande, un progetto che mira a integrare l’intelligenza artificiale in ogni angolo della nostra vita digitale, alimentandola con i nostri dati più personali.

L’obiettivo finale: un assistente che sa tutto di te

Tutto questo converge verso un esperimento più ampio che alcuni analisti, come quelli di iPullRank, chiamano “Personal Intelligence Experiment”.

L’idea è creare un assistente AI definitivo che non solo risponde a domande generiche, ma che ti conosce intimamente. Un sistema che attinge ai tuoi documenti, alle tue email, al tuo calendario e alle tue ricerche per anticipare i tuoi bisogni.

Sembra comodo, certo.

Ma significa anche cedere il controllo completo delle nostre informazioni a un’unica entità.

La domanda che dobbiamo farci non è se questa tecnologia sia potente, perché lo è.

La vera domanda è: stiamo costruendo un assistente che ci serve, o stiamo volontariamente nutrendo un sistema progettato per renderci completamente dipendenti da lui?

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

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