Solo il 10% degli esperti SEO si fida ancora di Google (ma poteva andare molto peggio…)

Solo il 10% dei professionisti specialisti SEO si fida di Google, questo è emerso da un sondaggio che Barry Schwartz ha posto ai suoi follower.
Il recente Google Leak, la fuga di notizie riservate, ha rivelato una mancanza di trasparenza negli algoritmi di ranking, e una serie di pratiche discutibili. Questa sfiducia alla lunga potrebbe causare non pochi problemi ma il colosso di Mountain View sembra sordo a ogni rimostranza e le sue risposte sembrano sempre più insufficienti.

Come farà Big G a riconquistare la fiducia di utenti e specialisti SEO? (Sempre che gli interessi)

Recentemente Barry Schwartz ha posto una domanda provocatoria ai suoi follower su Twitter:

“Quanti di voi si fidano ancora di Google?”

I risultati, almeno in apparenza, sono stati sorprendenti:

infatti solo il 10% degli specialisti di Search Engine Optimization ha dichiarato di fidarsi di Google!

Barry Schwartz su Twitter 29 Maggio 2024

È ovvio che questo sondaggio non è stato eseguito su un campione rilevante a fini statistici, ma il suo esito ha scatenato ugualmente molte discussioni tra analisti e commentatori.

Perché questo è uno di quegli episodi che anche se superficialmente può apparire estemporaneo, in realtà è indicativo di un sentimento diffuso tra gli addetti ai lavori.

Insomma, il quesito di Schwartz, tutt’altro che trascurabile, mi ha fatto drizzare le antenne, e ora ti dirò per quale motivo.

Ma partiamo dall’inizio: cosa ha causato questo clima di sospetto e sfiducia tra gli esperti SEO?

Il colpo di grazia di Google Leak

Sicuramente la recente fuga di notizie riservate, detta Google Leak, (la cui veridicità dei documenti è stata confermata) ha contribuito a minare una reputazione già vacillante.

Tutto ciò ha profondamente compromesso l’autorevolezza del colosso di Mountain View e alimentato ulteriormente lo scetticismo sul funzionamento degli algoritmi di ricerca già messi alla berlina dalle folli risposte di AI Overviews.

Aleyda Solis su Twitter 31 Maggio 2024 su AI Overviews

Insomma, dopo il guanto di sfida lanciato da OpenAI con ChatGPT-4o, il processo contro Big G negli USA e le critiche crescenti degli utenti per AI Overviews, la fuga di notizie di Google Leak è stata la goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo.

Basta unire tutti i puntini…

Quali sono i motivi di questo scetticismo tra gli specialisti SEO?

Da anni, molti esperti SEO sospettano che Google non sia completamente trasparente riguardo ai suoi algoritmi di ranking (che intuito, dirai tu!)

Ma entriamo nel dettaglio:

ad esempio, Big G ha ripetutamente affermato di non utilizzare un “punteggio di autorità del dominio“, ma i documenti trapelati mostrano l’esistenza di un attributo chiamato “siteAuthority“.

E poi, come se non bastasse, nei documenti trapelati si legge chiaramente che i segnali di clic sono utilizzati in sistemi di ranking come NavBoost, circostanza sempre negata.

John Muller di Google sconfessato da Google Leak (risposta a un utente su Twitter il 19 Agosto 2019)

Inoltre, ad alimentare lo scetticismo, c’è la continua evoluzione degli algoritmi, spesso con aggiornamenti poco chiari o improvvisi, che ha reso difficile per i professionisti SEO adattarsi e pianificare strategie a lungo termine.

Ogni nuovo aggiornamento infatti può potenzialmente sconvolgere il lavoro fatto, creando un clima di incertezza. Vediamo in che modo…

Edward Builds su Twitter video 30 Maggio 2024

L’incertezza alla lunga non paga

Questa persistente diffidenza potrebbe avere conseguenze significative, tra cui:

Strategie SEO meno dipendenti da Google, gli esperti SEO potrebbero iniziare a diversificare le loro strategie, concentrandosi meno su Google e più su altre piattaforme di ricerca e canali di marketing digitale. Questo potrebbe includere un maggiore investimento in SEO per motori di ricerca alternativi come Bing, o in strategie di marketing sui social media;

Aumento dell’utilizzo di strumenti di terze parti, tale scetticismo potrebbe spingere gli esperti a fare maggiore affidamento su strumenti e analisi di terze parti per ottenere dati indipendenti e comprendere meglio l’ecosistema di ricerca;

Perdita di credibilità: se le perplessità sul suo operato continuano a crescere, Google potrebbe vedere una diminuzione della sua autorevolezza e della fiducia non solo tra i professionisti SEO, ma anche tra gli utenti finali e i clienti pubblicitari.

La risposta balbettante di Google alla fine è arrivata…

Google ha cercato di rassicurare il pubblico con dichiarazioni ufficiali e aggiornamenti del blog, affermando che i documenti trapelati “mancano di contesto” e che molte delle informazioni contenute non riflettono accuratamente come i loro algoritmi funzionano attualmente.

Liz Reid, nel suo articolo “AI Overviews: About last week“, ha sottolineato come Big G stia continuamente lavorando per migliorare la trasparenza e la comprensione del funzionamento del motore di ricerca, citando i recenti aggiornamenti sull’uso dell’intelligenza artificiale per migliorare i risultati di ricerca.

Tuttavia, queste risposte sono state percepite da più parti come insufficienti.

Molti esperti SEO ritengono infatti che Google debba fare di più per ricostruire la fiducia, come fornire maggiore accesso ai dati, spiegare più dettagliatamente i cambiamenti algoritmici e ridurre la discrepanza tra dichiarazioni pubbliche e pratiche reali (sognare non costa niente, no?).

Alcuni inoltre suggeriscono che Google potrebbe trarre beneficio dall’istituzione di un consiglio di trasparenza indipendente, che supervisioni e comunichi chiaramente le politiche e le modifiche algoritmiche.

Cosa ho capito da questa storia (ma spero di sbagliarmi…)

Se il 10% di fiducia ti sembra poco, devi sapere che dieci anni fa Schwartz pose la stessa domanda.

E sai quale fu il responso?

Colpo di scena: sempre lo stesso, il 10 %!

Insomma, prima che gli USA intentassero un processo contro Big G, prima del Leak e di tutte le attuali grane, la fiducia era già ridotta ai minimi termini.

Allora mi pare chiaro che questo sentimento venga da lontano e non sia dovuto solo a problematiche contingenti.

Infatti, se pensiamo che le cose non siano cambiate dopo questi dieci anni, cosa possiamo concludere?

Che nonostante gli scandali recenti il colosso di Mountain View se la passa benissimo e sta resistendo alla grande!

Ma dev’essere più complesso di così…

Perché chi lavora con Google ne ha un’opinione così bassa? Fossi in Big G me lo chiederei!

Forse è fisiologico, una normale dinamica di potere, tra chi detta le regole e chi può far poco per cambiarle.

Ma se un calciatore pensa che le regole del gioco siano truccate, cosa va avanti a fare?

Per abitudine? O perché non ci sono alternative? Temo la seconda.

Takeaways

  • Solo il 10% degli esperti SEO si fida ancora di Google, segno di una percezione diffusa di mancanza di trasparenza riguardo agli algoritmi di ranking e alle pratiche aziendali.
  • La recente Google Leak ha ulteriormente compromesso la reputazione di Google, rivelando l’esistenza di attributi come “siteAuthority” e l’uso dei segnali di clic in sistemi di ranking, elementi che Google aveva negato pubblicamente.
  • Gli esperti SEO potrebbero iniziare a diversificare le loro strategie, concentrandosi meno su Google e più su altre piattaforme di ricerca e canali di marketing digitale, aumentando l’uso di strumenti di terze parti per ottenere dati indipendenti.
  • Nonostante le dichiarazioni ufficiali e gli aggiornamenti del blog aziendale per rassicurare il pubblico, molti esperti SEO ritengono che Google debba fare di più per ricostruire la fiducia, come fornire maggiore accesso ai dati e spiegare dettagliatamente i cambiamenti algoritmici.
  • La fiducia nel motore di ricerca non è migliorata nel corso degli anni. Già dieci anni fa, solo il 10% degli esperti SEO si fidava di Google, indicando che le problematiche di fiducia sono profonde e durature, nonostante gli scandali recenti.

FAQ

Qual è stato il risultato del sondaggio di Barry Schwartz sulla fiducia in Google?

Solo il 10% degli specialisti di Search Engine Optimization ha dichiarato di fidarsi di Google.

Quali sono i motivi del crescente scetticismo verso Google tra gli esperti SEO?

Gli esperti SEO sospettano che Google non sia trasparente riguardo ai suoi algoritmi di ranking, e i recenti documenti trapelati, come la Google Leak, hanno confermato l’uso di attributi e pratiche non dichiarate pubblicamente

Come ha risposto Google alle preoccupazioni sollevate dai documenti trapelati?

Google ha cercato di rassicurare il pubblico con dichiarazioni ufficiali e aggiornamenti del blog, affermando che i documenti trapelati mancano di contesto e non riflettono accuratamente il funzionamento attuale dei loro algoritmi. Tuttavia, molti esperti SEO ritengono che queste risposte siano insufficienti

Roberto Serra

Mi chiamo Roberto Serra e sono un digital marketer con una forte passione per la SEO: Mi occupo di posizionamento sui motori di ricerca, strategia digitale e creazione di contenuti.

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