Apri Search Console e guarda il CTR delle query informazionali: crollato a parità di posizione? Sei dentro il nuovo standard AI Overview. Ti spiego come leggere i numeri che Google ti dà gratis.
Apri Search Console, vai su Performance, isola le query informazionali a coda lunga e guarda il loro CTR. Oggi in GSC non esiste ancora un segmento ufficiale “AI Overview” — il filtraggio va fatto per intent, a mano, incrociando posizione media e CTR. Quando vedi il CTR crollato a parità di posizione, sei dentro il nuovo standard. E Search Console ti dà i numeri gratis, mentre tutti vendono dashboard a 200 euro al mese per dirti la stessa cosa.
Negli articoli di questa serie ti sto raccontando come misurare la tua visibilità nelle risposte AI. Oggi parliamo dello strumento più sottovalutato: quello che hai già installato, che usi da anni, e che da qualche mese ha iniziato a darti segnali precisi su cosa succede quando Google mette un AI Overview sopra ai tuoi risultati organici.
Cosa Search Console misura davvero quando compare un AI Overview
Quando Google mostra un AI Overview, la tua pagina può finire in tre stati: citata come fonte dentro il box AI, posizionata sotto il box nei risultati blu classici, oppure entrambe le cose insieme. Il dato che Search Console ti restituisce è la somma delle impression e dei click su quella query, indipendentemente da quale “strato” della SERP abbia generato l’interazione.
Questo è il punto cruciale — e va detto con onestà, perché qui entriamo in territorio di deduzione operativa, non di fatto documentato. Google non ha rilasciato un paper che spieghi formalmente come l’AI Overview venga conteggiato dentro Search Console. Quello che vediamo lavorando sui dati di clienti reali è un pattern: le query informazionali dove compare un AI Overview mostrano una caduta di CTR a parità di posizione media. Da questo segue che, pur senza una metrica esplicita “AI Overview impression”, il segnale c’è — basta saperlo leggere.
Perché questo dato è a monte di qualsiasi altro tool a pagamento
Negli articoli precedenti ti ho parlato di come pensano i motori AI e di E-E-A-T per l’AI. Tutto quel lavoro a monte — costruire autorità, strutturare contenuti, far riconoscere la tua entity — serve a una cosa sola: comparire nelle risposte generative. Search Console è il primo posto dove questa visibilità diventa numero.
I tool a pagamento che oggi vendono “monitoraggio AI Overview” stanno facendo, nel 90% dei casi, una cosa che potresti fare tu: scraping della SERP per query selezionate, confronto con dati GSC per stimare l’impatto. Va benissimo se hai budget e volumi alti. Ma se gestisci una gioielleria a Vicenza o una torrefazione a Napoli, il punto di partenza onesto è Search Console.
Il test che puoi fare in 15 minuti
Il flusso operativo è questo:
- Apri Search Console e vai su Performance > Search results
- Imposta range temporale “Ultimi 6 mesi” e confronta con “Periodo precedente”
- Ordina le query per impression decrescenti
- Filtra solo le query informazionali (chi/cosa/come/perché/quando, oppure “migliore”, “differenza”, “guida”)
- Osserva la colonna CTR: se per le top 50 query informative vedi una caduta media superiore al 30% a parità di posizione media, sei dentro lo scenario AI Overview
La soglia binaria che uso con i clienti è semplice. CTR sceso oltre il 30% su query informazionali con posizione media stabile = AI Overview attivo su quelle query. CTR stabile o cresciuto = il tuo contenuto sta probabilmente venendo citato come fonte dentro il box AI, ed è una buona notizia.
Quello che ho visto su cinque clienti negli ultimi sei mesi
Test indicativo, non studio. Ho seguito longitudinalmente cinque clienti — un e-commerce di vino artigianale con sede a Verona, uno studio notarile a Lecce, un produttore di utensileria meccanica a Bergamo, un boutique hotel a Siena e uno studio veterinario a Pescara — confrontando i dati Search Console di ottobre 2025 con quelli di marzo 2026. Campione piccolo, pattern però abbastanza chiaro da essere raccontato.
Le query informazionali tipo “differenza tra Amarone e Valpolicella”, “cosa serve per aprire una partita IVA”, “come scegliere utensili da tornio”, “cosa vedere a Siena in due giorni” hanno perso in media il 38% di CTR a parità di posizione media. Le query transazionali tipo “acquisto Amarone online” o “preventivo atto notarile” sono rimaste stabili. Su uno dei cinque clienti — l’e-commerce di vino, che aveva contenuti editoriali strutturati con FAQ e piramide rovesciata — il CTR organico è sceso, ma il traffico complessivo è rimasto invariato perché la pagina veniva citata come fonte nell’AI Overview e generava click qualificati.
Il limite onesto: cinque clienti non sono uno studio, e oggi Search Console non ha ancora un segmento dedicato “AI Overview” — la lettura del fenomeno resta indiretta, per inferenza sul CTR a parità di posizione. L’analisi vera richiede strumenti professionali e un periodo di osservazione di almeno nove mesi su un campione superiore.
Gli errori che vedo più spesso quando i clienti mi mostrano i loro report GSC
Quattro pattern ricorrenti, in ordine di gravità.
Il primo: guardare solo il totale impression e click. Se il totale è stabile, l’imprenditore tira un sospiro di sollievo. Sbagliato. La media nasconde il fatto che le query informazionali stanno collassando mentre le brandate compensano. Devi segmentare per tipo di query.
Il secondo: non confrontare CTR a parità di posizione media. Se la posizione cambia, la caduta di CTR può non dipendere dall’AI Overview. Vanno sempre filtrate le query dove la posizione media è rimasta nel range ±0.5.
Il terzo: ignorare la scheda “Search Appearance”. Google non ha ancora annunciato un segmento ufficiale dedicato agli AI Overview, ma è in quella scheda che storicamente compaiono i nuovi tipi di risultato (FAQ, How-To, Video). Controllarla mensilmente ti fa essere il primo del tuo settore a vedere il dato quando — e se — arriverà.
Il quarto: misurare solo Google. Search Console non ti dice nulla di ChatGPT, Perplexity, Claude o Gemini app. Per quelle servono test diretti sui motori AI — di cui ti ho parlato in altri articoli della serie.
Cosa fare concretamente da lunedì
- Apri Search Console e segna in calendario un check mensile fisso (15 minuti)
- Crea un foglio con tre colonne: query, CTR ottobre 2025, CTR mese corrente
- Inserisci le tue 30 query informazionali principali e monitora la deriva
- Quando una query perde oltre il 30% di CTR, vai a controllare l’AI Overview manualmente su Google: vedi se ti cita come fonte
- Se non ti cita, lavora sulla author entity recognition e sulla struttura del contenuto
Ti dico anche cosa non fare: non comprare subito una dashboard AI tracking a 200 euro al mese. Prima esaurisci quello che Google ti dà gratis. Quando avrai capito quali sono le tue 30 query critiche, allora valuterai se uno strumento professionale ti dà un ritorno sull’investimento.
Dove va questa serie
Search Console è il primo gradino del tuo sistema di misurazione della visibilità nelle risposte AI. Nei prossimi articoli della serie ti racconto come incrociare questi dati con i test diretti su ChatGPT e Perplexity, come costruire un dashboard semplice in Looker Studio, e come distinguere tra cannibalizzazione AI Overview e perdita di posizionamento organico classico — due cose che a occhio sembrano identiche ma richiedono interventi opposti.
Il filo è sempre lo stesso: misurare prima, intervenire dopo. Google ti sta già dicendo molto, gratis. Il punto è ascoltarlo.
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