Il potere degli Anchor Text: come ottimizzarli per influenzare Google

anchor text seo ottimizzazione

Definizione di anchor text

Per anchor text o testo d’ancoraggio s’intende l’elemento testuale che una volta cliccato consente all’utente di essere reindirizzato verso un’altra pagina. Per questa ragione l’anchor text (o testo d’ancoraggio) è da considerarsi un elemento fondante dell’usabilità sul web.

Anchor text: principali influenze sulla SEO

Diciamocelo: se ti occupi di web e non hai mai sentito questo termine, allora credimi c’è davvero qualcosa che non quadra.

Se invece l’argomento ti ha sfiorato, ma non l’hai approfondito ti conviene farlo subito. Il perché è semplice: una buona anchor strategy nella SEO ti da il potere di influenzare i motori di ricerca, dunque di apparire al meglio su Google.

Il loro corretto utilizzo è alla base di ogni qual si voglia tecnica di SEO copywriting ed il perché è semplice.

Tra gli altri, a livello algoritmico, gli anchor text influenzano infatti importanti metriche di posizionamento sui motori di ricerca e dal loro utilizzo Google riesce a:

  • Quantificare e qualificare il livello d’interazione degli utenti con i tuoi contenuti
  • Comprendere la struttura del tuo sito grazie alla somma dei link che reindirizzano verso una pagina
  • Quantificare e qualificare il tempo di permanenza speso dall’utente tra una pagina e un altra

In sintesi possiamo dunque dire che data la loro correlazione con le metriche d’influenza dei backlinks i giusti anchor text ti consentono di fatto di sussurrare all’orecchio di Google parole dolci e irresistibili, parole che potrebbero indurlo a farti spazio nelle SERP così da posizionare il tuo sito sempre meglio.

Attenzione però, questo idillio si può rompere facilmente. I link per l’appunto rappresentano un elemento “preistorico” su internet e per questa ragione Google riconosce molto facilmente eventuali goffi tentativi di manipolazione attuati attraverso l’utilizzo poco intelligente dei link.

Ricorda, quando si parla di link, e mai come in questo caso, tentare può certamente nuocere alla salute del tuo sito web. Utilizzare un ottimizzazione delle ancore per la link building è ok, ma solo quando questa è di qualità e fatta bene.

Anchor Text: ok di cosa si tratta?

Oggi affrontiamo uno degli argomenti più scottanti della SEO. Sui backlink e le cosiddette “ancore” si è sviluppato un mercato che solo in Italia sposta un mucchio di denaro. Parlo di centinaia di migliaia di euro, forse di più. Questo accade per il semplice fatto che acquistare buoni link con delle anchor text ottimizzate FUNZIONA ancora dannatamente bene.

Vediamo allora come ottimizzare al meglio un ancora.

Come ti dicevo nella definizione gli anchor text sono la parte visibile e cliccabile di un link. Queste appaiono nel codice HTML così come in questo esempio:

esempio di anchor text cosa sono e come si ottimizzano in ottica seo

Si tratta, dunque, di quella porzione di testo che fa da ancoraggio per il link. È buona prassi, sopratutto in termini di usabilità, che sul frontend, dunque lato utente,  il link appaia di colore blu.

Lo scopo di un buon ancoraggio è certamente quello di fornire agli utenti e ai motori di ricerca informazioni contestuali e rilevanti circa il contenuto verso il quale punta il link e a questo scopo è dunque sempre bene ottimizzare l’ancora allo scopo di renderla più efficace possibile.

anchor text esempio

I 7 tipi di Anchor Text che devi conoscere per migliorare il tuo ranking.

Ora parliamo di ancore più da vicino.

Dato che ognuno dei casi qui riportati offre a Google segnali e indicazioni differenti ti mostro ora le principali varianti che potresti utilizzare per linkare fuori e dentro al tuo sito web.

#1 Anchor text di tipo title.

Il title tag è quel tipo di ancora che riporta esattamente il titolo della pagina alla quale linka. Ad esempio se volessi linkare questa pagina ad un altra utilizzando un title tag potrei utilizzare: “Il potere degli Anchor Text: come ottimizzarli per influenzare Google”.

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#2 Achor text su chiave Secca

Linkare per chiave secca significa dire direttamente in faccia a Google che la pagina linkata è rilevante per quella data keyword o key-phrase.

Bisogna prestare molta attenzione a questi tipi di anchor text perché sono i più potenti per influenzare Google, ma anche quelli che possono portare più facilmente a penalizzazioni se usate intenzionalmente.

Il mio consiglio è certamente quello di utilizzare spesso la chiave secca – sopratutto nei link interni – senza però scordarti che un corretto utilizzo di sinonimi e parole pertinenti può certamente aiutare Google nella comprensione dei contenuti migliorando così le chance di vedere le tue pagine finalmente ben posizionate sui motori di ricerca.

#3 Ancora naturale

Le ancore naturali sono quelle che non contengono alcuna keyword. Sono ancore semplici e un po’ discorsive che spiegano al lettore dove sta per “atterrare” se segue il link. Quindi si tratta di ancore del tipo:

  • Qui
  • Il nostro sito
  • In questo blog
  • Scopri maggiori dettagli qui

Questo tipo di ancora aiuta certamente a guadagnare punteggio come “sito web pulito e non manipolato”. Insomma, se vuoi mandare un segnale rispetto il tuo essere un “bravo bambino” questo è esattamente ciò che può fare al caso tuo.

#4 Anchor text di tipo “naked URL”

L’ancora di tipo URL è semplicemente quella che contiene direttamente l’indirizzo web. Linkare in questo modo è piuttosto comune, per questo è ritenuta una pratica meno rischiosa nel settore della link building.

#5 Chiave secca + aggiunta

Alla chiave secca in alcuni casi si può abbinare anche una ulteriore frase o parola. Ad esempio se vorresti rankare per la parola chiave “lavatrici” un esempio di ancora secca con variante potrebbe essere “recensioni delle lavatrici più economiche“.

Sono ancore molto vantaggiose da utilizzare perché, sopratutto in ottica di SEO copywriting possono essere inserite facilmente e in maniera naturale all’interno di un testo. Meglio ricordarsi di variare spesso anche questo tipo di ancore e di non usare sempre le stesse parole per massimizzare i benefici SEO.

#6 Anchor text di tipo brand

In questo caso si sta utilizzando la parola o frase contenuta nel nome a dominio, oppure un certo brand o marchio di qualche settore. Se prendiamo il mio sito l’ancora di questo tipo potrebbe essere certamente Roberto Serra. Questo tipo di ancore ti aiutano a distinguerti dalla massa e a far crescere il trust del tuo sito in ottica di brand.

#7 Anchor text Dominio + estensione

Qui c’è poco da spiegare, molti utilizzano questo tipo di ancore. Nel caso del mio sito il risultato sarebbe “roberto-serra.com“.

2018: Le best practice SEO per la distribuzione delle anchor Text sul tuo sito.

Ci sono molte scuole di pensiero relative alle ancore e uno degli aspetti più dibattuti a livello mondiale riguarda le percentuali di distribuzione ideali dei diversi tipi di ancore.

Tutti i SEO però concordano su un aspetto: l’importanza delle ancore brand e delle cosiddette naked URL.

Proprio a riguardo, con l’obiettivo di comprendere come dovremmo organizzare le nostre ancore ci viene in contro una ricerca recente realizzata da linksmanagement.com che ha analizzato l’andamento delle SERP dopo i famoso Medical Update di Google del 1 Agosto 2018, i risultati sono i seguenti:

  • Ancora su url (naked link): 45%
  • Ancore Brand (branded): intorno al 30%
  • Ancore casuali e generiche (generic): 14%
  • Altro: 5%
  • Ancoraggio su keyword: 6%
distribuzione SEO anchor text
Ricerca linksmanagement.com

I link fanno sempre bene?

La maggior parte dei “newbie” nel campo della SEO, pensa che acquisire link sia sempre positivo, ma in realtà non è così. Google è perfettamente in grado di informarsi in merito alla qualità e alla provenienza dei link.

Se non riesci a bilanciare a dovere il profilo backlink puoi incappare facilmente in penalizzazioni. Meglio concentrarsi su come ottenere link di qualità da siti autoritari, questi sono i soli in grado di dare una forte spinta al tuo sito, ma attenzione perché (prendi questo con le pinze) un profilo credibile non ha nemmeno solo link di media e buona qualità, ma anche quelli scarsi.

4 Consigli per strutturare le ancore

Per finire voglio offrirti qualche consiglio “personale” relativo all’ottimizzazione delle tue ancore:

  • Testo descrittivo: le ancore che linkano ai tuoi contenuti devono descrivere ciò che troverà l’utente una volta giunto a destinazione, evita dunque di usare le ancore generiche come quelle del tipo “clicca qui”.
  • Testo conciso: Presta attenzione alla lunghezza, è bene che il link sia descrittivo ma è altrettanto importante che sia conciso dunque privo di ancore troppo lunghe.
  • Link visibile: i link si devono poter distinguere facilmente dal resto del testo, non si deve correre il rischio che vengano cliccati per sbaglio o peggio non visti. Assicurati che questi siano ben evidenti e qualora così non fosse rivedi i tuoi CSS.
  • Ottimizza le ancore anche per i link interni che devono sempre essere utili e navigabili per gli utenti e per Google.

Per capire come è strutturato il tuo profilo backlink e valutare se è bilanciato o sospetto per Google, la prassi da seguire è quella di fare link Audit, ovvero un’analisi approfondita dei link che puntano al tuo sito.

Se hai dubbi sulla qualità del tuo profilo backlink e non sai quali strategie mettere in campo per migliorarlo contattami, posso certamente aiutarti a mettere in campo le strategie giuste per “ancorare il tuo sito”… nelle prime posizioni della SERP!

Fai marketing ascoltando, non strillando.
Un abbraccio.

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