Come trovare le pagine del blog che ti stanno facendo perdere traffico

come trovare le pagine che ti fanno perdere traffico

«Roberto, ma nel 2021 ha ancora senso avere un blog?»

Ti giuro, me lo chiedono sempre. E sai cosa rispondo io?

Certo che sì!

La domanda che dovresti porti, però, è se il tuo blog ha senso.

Ne ho visti tantissimi, sai. Aziende e professionisti che hanno aperto il blog perché hanno sentito che è la base del content marketing, perché ormai non possiamo vivere senza l’inbound marketing, perché l’ha fatto il mio competitor e allora dovrei farlo anche io.

Magari ci si sono messi anche d’impegno, non dico di no.

Magari hanno scritto pure un centinaio di articoli.

Risultato? Un bel pugno di mosche.

Ecco, un blog così non ha senso. Non ce l’ha oggi come non ce l’aveva nel 2001. Lo dico, lo ripeto e lo sottoscrivo: se non ti porta risultati non è marketing, è ginnastica.

Ti riconosci in questa situazione?

Ti sta venendo una voglia irrefrenabile di cancellare il dominio del tuo blog con tutti i contenuti dentro?

Fermati un attimo: non tutto è perduto.

Resta con me ancora un po’.

Parliamo ora di un altro caso: hai un blog, hai acquisito qualche posizionamento, non sei soddisfatto. Il blog non è che funziona, funzionicchia. Ti porta qualche risultato, un po’ di traffico, ma non fa i numeri, non sfavilla.

Magari anche tu hai scritto (o fatto scrivere) un sacco di articoli. E magari alcuni di questi ti portano pure dei buoni ritorni.

E tutti gli altri?

Beh, sappi questo: gli articoli che non attirano traffico sono la zavorra che impedisce al tuo blog di spiccare il volo come la gabbianella di Sepulveda. Lo so che tu ci hai lavorato, ti sei impegnato, forse hai anche pagato qualcuno per scriverti gli articoli… e ti piange il cuore (e il portafoglio) all’idea di buttare via tutto.

Ma se ti dicessi che non devi cestinare proprio tutto tutto? E che puoi usare quei contenuti – che ora nessuno si fila – per dare nuovo slancio al posizionamento del tuo blog?

Interessante, eh? Allora continua a leggere anche tu.

In questo articolo cercheremo di capire insieme alcuni punti fondamentali:

  • Quando e perché il blog non porta risultati;
  • Come individuare i contenuti che non funzionano;
  • Come smettere di perdere traffico e invece sfruttare il lavoro già fatto per spingere il tuo blog in SERP.

Perché il tuo blog non porta traffico

I blog che non funzionano sono tanti e vari quanto lo sono i pesci del mare. C’è qualcosa però che li accomuna tutti: una mancanza fondamentale, un gradino saltato, uno step fatto un po’ alla c****o di cane.

Facciamo così.

Provo ad elencarti alcune delle lacune più comuni che compromettono l’efficacia di un blog.

Tu dimmi poi se ti suonano familiari…

1. Manca l’analisi della domanda

Prima di aprire il blog, l’hai fatta una bella analisi di mercato preliminare?

Hai cercato di capire cosa cercano su Google i tuoi clienti e potenziali clienti? In altre parole, ti sei chiesto se a qualcuno frega qualcosa di quello che scrivi? E sappi che non ti parlo delle maledette parole chiave, parlo proprio del fatto che tu abbia capito o meno a chi stai parlando ed in che modo dovresti farlo a che pro…

No? Allora torna alla casella di partenza: il tuo progetto di blog va ripensato dall’inizio.

2. Manca il piano editoriale

Dopo aver fatto una bella analisi delle query e delle ricerche nel tuo settore di riferimento (vedi sopra), l’hai stilato un piano editoriale SEO friendly?

Sicuro sicuro di averlo fatto bene? Se non ne sei convinto, vatti a rileggere questo articolo:

https://www.roberto-serra.com/modello-piano-editoriale-seo-friendly/

3. Manca una visione strategica dei contenuti

Se ti dico pagine obiettivo e pagine di supporto ti suona un campanellino? E se ti parlo di KPI e obiettivi di posizionamento?

Non hai idea di cosa sto dicendo? Molto, molto male. Leggiti questo articolo o passa direttamente al punto 5.

https://www.roberto-serra.com/kpi-cosa-sono-e-perche-e-impensabile-fare-seo-senza/

5. Manca una strategia sui link interni

Eh già, i link interni non vanno messi a casaccio, in base a quello che ti viene in mente. Devono rispondere a delle logiche molto precise, che hanno sempre a che vedere con la strategia di posizionamento dei contenuti.

6. Manca la competenza

Questa è la vera nota dolente, questa è la causa prima (e ultima) di tutti gli altri mali. E qui è dove mi incazzo.

Il marketing sul web non è facile. Lo so che tutti hanno provato a convincerti che è così, dal più sfigato dei social media manager al tizio tanto cordiale e tanto incravattato della web agency che ha la sede a 100 metri dalla tua azienda.

Sia chiaro, non ho nessun problema con i freelance e le web agency… però ho dei grossi problemi con chi racconta frottole, al di la della loro provenienza.

Credo che sia il momento di dire agli imprenditori la pura e semplice verità: internet non è la gallina dalle uova d’oro. Fare marketing online oggi vuol dire infilarsi in un mercato spesso iper-competitivo e dannatamente complicato, dove se non sai cosa stai facendo butti via solo soldi, tempo e speranze.

Per raggiungere i tuoi obiettivi di posizionamento oggi, quando tutti i tuoi competitor stanno provando a fare la stessa cosa, devi puntare sulla professionalità.

Non ce l’hai?

Acquisiscila o noleggiala, pagando un consulente SEO.

Non puoi pensare però che esista uno strumento che ti garantisce il successo automatico. Questa cosa non sta né in cielo né in terra.

Gli strumenti SEO sono, appunto, solamente strumenti.

Pretendere che il tuo blog funzioni solo perché hai fatto lo sforzo di aprirlo e popolarlo sarebbe come comprare la cucina con il bollino di Cracco e aspettarsi di diventare automaticamente grandi chef.

cracco meme

Non funziona così nella vita, e non funziona così neanche online.

Questo spero sia chiaro.

Adesso, però, vediamo il lato positivo, perché se è vero che non esistono trucchetti e tecniche supersegrete per far passare il tuo blog dalle stalle alle stelle, è anche vero che ci sono alcune operazioni con cui puoi almeno liberarti del peso morto che ti porti appresso (e questo, fidati, è già un buon punto di partenza).

Adesso andiamo quindi a vedere come individuare le pagine zavorra, come disfartene e come sfruttare il lavoro già fatto per guadagnare qualche posizione in SERP.

Come trovare le pagine che affossano il tuo blog

Quando mi trovo a fare un checkup SEO sui blog che portano poco traffico (che io chiamo affettuosamente blog moribondi) la situazione con cui ho a che fare è spesso simile a questa.

  1. Scenario roseo: 100 pagine di contenuto, 10 che portano traffico.
  2. Scenario nero: 100 pagine di contenuto, 2/3 posizionate decentemente.

Ecco, questo è un problema, e ti spiego subito perché.

Il nostro affezionato motore di ricerca Google mette a disposizione del tuo sito una certa quantità di crawl budget, potenza di scansione. Più grande e autorevole è il sito, maggiore sarà il budget a disposizione.

L’altro lato della medaglia è che, se il tuo sito è giovane e sfigatello, Google ti destinerà pochissimo crawl budget.

Torniamo ora al tuo blog, con 100 pagine indicizzate e solo 10 che portano traffico. I 90 articoli inutili che hai accumulato finora rischiano di disperdere il crawl budget, già scarso, che hai a disposizione… magari facendo passare sottogamba gli ottimi articoli SEO friendly che inizierai a scrivere da oggi in avanti.

Di fatto i tuoi contenuti mal posizionati ti stanno rubando la possibilità di far crescere quelli che invece già danno segnali positivi, o i prossimi contenuti che scriverai!

Capisci ora perché ho parlato di zavorra?

contenuti zavorra

Fortunatamente, trovare le pagine colpevoli è molto molto semplice. Ti basta saper usare un minimo la Search Console.

(E qui te lo dico, se non conosci la Search Console non puoi sperare di fare SEO. Sarebbe come andare a fare un’immersione senza sapere come funzionano le pinne e il boccaglio).

Ora però bando alle ciance. Vediamo passo per passo come trovare i contenuti colpevoli…

1) Entra in Search Console

2) Seleziona Rendimento sul menu di sinistra

3) Seleziona dal filtro in alto il periodo di riferimento. Tieni il più ampio (16 mesi). Se in questo arco di tempo i tuoi articoli non hanno ancora generato traffico, non inizieranno certo a farlo oggi.

4) In basso, clicca sulla tab Pagine

5) Usa il filtro della tab per scovare gli articoli con meno di 10 clic. Questo dovrebbe già restringere il tuo campo d’indagine.

6) Ora completa l’analisi filtrando i contenuti con meno di 50 impression.

Sono gli stessi? Allora hai trovato i tuoi contenuti zavorra.

PS In questi elenchi potresti incontrare anche link interni dei tuoi articoli (riconoscibili per la presenza del cancelletto), file pdf o articoli che per ragioni strategiche hai scelto di non spingere in SERP. Ovviamente ignora questi risultati e concentrati su quello che ti interessa: gli articoli inutili.

7) Se ti trovi meglio, puoi esportare tutti i risultati su un foglio di lavoro Excel e filtrare direttamente da lì. Non cambia nulla.

identificare gli articoli zavorra

A questo punto dovresti ritrovarti con un bell’elenco di articoli zavorra, che comprende alcuni articoli vagamente promettenti e altri che sono proprio senza speranza.

Cosa farne? Lo vediamo nel prossimo paragrafo.

Come riciclare gli articoli che non ti portano traffico

Proprio come i rifiuti domestici, anche gli articoli zavorra si dividono in due categorie: quelli riciclabili, che possono in qualche modo essere riutilizzati, e quelli da smaltire subito, tipo rifiuti tossici.

Come fare a distinguerli?

È presto detto: devi capire se quei contenuti possono essere accorpati ad altri articoli “buoni”, di quelli che si sono salvati nella prima selezione.

Facciamo un esempio.

Il tuo blog parla di cura degli animali domestici. Uno degli articoli zavorra che hai scoperto tratta della pulizia dei i cuccioli di cane.

Questo articolo potrebbe rientrare più in generale nell’argomento pulizia cani? Certo che sì.

Quindi vai su Google, digita nella barra di ricerca il filtro site:tuosito.com e la query “pulizia cani” tra virgolette.

trovare articoli inutili per la seo su google

Tra i risultati ti appariranno gli articoli del tuo sito meglio posizionati per quella chiave di ricerca. Scegli uno di quelli con posizione migliore (primo o secondo risultato) e cerca di capire come integrare quell’articolo con i contenuti dedicati ai cuccioli.

A questo punto puoi andare a eliminare l’articolo originale per non avere contenuti duplicati, ma non prima di aver impostato un redirect 301 verso il contenuto che sei andato a modificare.

Ecco che, anche se avevi della link juice che portava all’articolo zavorra, questo viene reindirizzato verso il contenuto modificato.

E sai qual è la parte migliore di tutto questo?

L’articolo modificato non solo godrà della link juice che prima sprecavi verso un contenuto spazzatura, ma essendo più ricco e più completo potrà probabilmente posizionarsi meglio di quanto già non facesse.

Per cui se prima l’articolo sulla pulizia dei cani ti portava 50 visitatori, con le integrazioni potrebbe portartene in breve tempo 100, 150, 200…

Applica questa strategia a tutto il blog, e nel giro di un paio di settimane potresti già vedere un incremento significativo del traffico!

Parliamoci chiaro: la tecnica che ti ho appena illustrato è un tampone, non risolve tutti i problemi di un blog che non performa…. anche perché, come abbiamo visto all’inizio, di solito a un blog che non porta traffico manca una strategia SEO ben fatta, capace davvero di trasformare il tuo blog in una macchina genera-soldi.

Se ti senti pronto a fare il salto di qualità, cambiare mentalità e iniziare a utilizzare il blog come un vero e proprio strumento di vendita, facciamoci una chiacchierata. Mi trovi qua.

Fai marketing ascoltando, non strillando.
Un abbraccio.


Commenta questo post