Non bella, non veloce, ma dannatamente efficace: ecco la strategia SEO che stavi cercando

strategia SEO: approdfondimento ufficiale

Strategia SEO: occhei, lo so, di solito quando si presenta qualcosa, soprattutto nel campo della SEO, si inizia con titoli roboanti e luccicanti, ricchi di parole come ‘stupenda’, ‘velocissima’, ‘bellissima’, ‘facilissima’, ‘all’ultimo grido’, eccetera eccetera.

Io invece – che da buon esperto SEO non conosco strade facili – , ti ho già detto che la strategia SEO che ti voglio presentare oggi non sarà né bella, né veloce e ora ti dico pure che questa strategia SEO è anche un po’ difficile. Insomma, non stiamo parlando dell’ottimizzazione SEO del progetto Manhattan, ma nemmeno di una cosa che si fa a occhi chiusi. Quindi: è bruttina, lentina, e non proprio facile.

Ma allora perché dovresti continuare a leggere questo post per imparare a utilizzare questa strategia SEO?

Ma cribbio, perché se vuoi capire come apparire su Google è tremendamente efficace! Proprio così: farai fatica? Sì! Ma alla fine vedrai il tuo traffico aumentare davvero, in modo concreto, proverai l’adrenalina tipica del consulente SEO e – finalmente – vedrai anche crescere il tuo ROI.

Ecco perché devi continuare a leggere: perché niente di bello arriva senza sforzi. Non succede nella vita, e no, non succede nemmeno se vuoi aumentare le visite al sito!

Ma hai anche un altro importante vantaggio.Insomma, non è che se tra un mese Google rivoluziona un algoritmo di ricerca questa strategia salta. No.

E lo sai il perché? Semplice: perché questa strategia non è fatta di trucchi, non è fatta di scorciatoie, non è fatta di furbizie. No, con questa strategia SEO diamo agli utenti quello che vogliono, e così facciamo contento anche il motore di ricerca, senza cercare di fregarlo.

Quindi, sei pronto a fare un po’ di fatica? Ti prometto – croce sul cuore – che ne varrà davvero la pena!

I 4 pilastri di una strategia SEO fatta bene

Come diceva Einstein: «bisognerebbe rendere tutto il più semplice possibile, ma non troppo semplice».

Quindi sì, questa strategia SEO è chiara, e sono certo che, una volta arrivato in fondo a questa lunga guida sull’ottimizzazione SEO complessiva del tuo sito web, avrai capito davvero tutto e potrai finalmente darti al Growth Hacking del tuo sito web.

Quanto all’attuazione, beh, sì, qualche difficoltà ci sarà di certo, ma non sarà legata tanto a dei tecnicismi difficili da digerire o al tuo SEO copywrinting, quanto invece alla nostra innata pigrizia. Ecco perché questa strategia SEO, nel senso operativo, va oltre il mero lavoro utile ad indicizzare un sito: perché – lo ripeto ancora una volta per prepararti – richiede un certo sforzo.

La mia spiegazione, però, sarà limpidissima.

E per dartene prova, voglio partire subito con la suddivisione di questa strategia in 4 pilastri, i quali saranno altrettanti capitoli di questa guida SEO – che sì, sarà bella ricca. Eccoli qui:

1. Soddisfa i tuoi utenti
2. Soddisfa l’intento di ricerca
3. Crea la tua rete
4. Ottimizza, ancora (e ancora)

Mi credi se ti dico che questi 4 pilastri, uno in fila all’altro, hanno già garantito il successo della maggior parte dei siti web che oggi vedi in cima alla SERP di Google?

Non parlo tanto degli enormi colossi internazionali, che possono contare su forze che né io né tu possiamo immaginare, ma parlo di quelle aziende che, impegnandosi a fondo nell’ottimizzazione del proprio portale, sono arrivate a primeggiare su tutte le altre nella ricerca organica, anche su parole chiave estremamente competitive.

Se ti sei sempre domandato come diavolo hanno fatto, beh, questa strategia SEO è la risposta che stavi cercando.

Capitolo 1: Soddisfa i tuoi utenti

Sì, Google per decidere dove posizionare il tuo sito web guarda tantissime cose. Guarda i tuoi tag title e metadescription, guarda la lunghezza del post, guarda i link, guarda davvero un casino di cose. Ma sai cosa ha imparato a guardare Google più di qualsiasi altra cosa? Dai, sono certo che, se hai letto la mia guida SEO, hai già una mezza idea.

Sì, proprio così: sto parlando dell’esperienza degli utenti. Per questo motivo, il primo pilastro di questa strategia SEO prevede di accontentare ogni esigenza dei nostri utenti.

Il concetto è semplice: Google offre un servizio, e vuole che questo sia il migliore servizio possibile. Ergo, vuole che i risultati restituiti agli utenti siano perfetti, e coerenti con la loro ricerca. Insomma, vuole mettere in cima i migliori contenuti.

Ma come fa a capire quali sono davvero i migliori?

Beh, i motori di ricerca usano tante armi a questo scopo. Prima di tutto, si assicurano che i contenuti da mettere in cima alla SERP soddisfino l’intento di ricerca dell’utente. Insomma, se qualcuno immette sulla barra di ricerca di Google le parole ‘come verniciare armadio vecchio‘, devono effettivamente risultare dei contenuti che spiegano come colorare un armadio usato.

Ma di questo che ne parleremo nel secondo capitolo.

Qui, invece, parliamo di soddisfare l’utente, e questo va fatto subito, subitissimo, e in pochissimo tempo. Dei recenti studi dimostrano che abbiamo pochissimi secondi per fare una bella impressione su un utente: già ad una prima occhiata, infatti, i visitatori capiscono se un contenuto fa o meno al caso loro, e sono pronti ad abbandonare subito una pagina che non li soddisfa.

La media degli utenti online abbandona una pagina ogni 20 secondi. Ebbene, in quei 20 secondi dobbiamo riuscire a convincerli della bontà dei nostri contenuti, della qualità del nostro brand e della nostra attenzione nei loro confronti, in modo da farli restare di più, e di farli pure tornare!

Anche qui, il concetto di fondo è abbastanza semplice e non occorre un consulente web per questo: più gli utenti restano sul tuo sito, maggiori sono le probabilità che essi possano essere convertiti (e quindi che essi acquistino i tuoi prodotti o i tuoi servizi, che si registrino al portale, che accettino di ricevere delle newsletter, e via dicendo).

Più un utente permane su una pagina web, più è coinvolto e attratto dai suoi contenuti; e più sarà interessato, maggiori saranno le probabilità che accetti la nostra proposta commerciale.

Queste sono le vere basi del web marketing, che tutti quanti devono considerare prima di buttarsi a capofitto nella gestione di un sito web aziendale.

Ma ehi, cosa c’entra tutto questo con la nostra strategia SEO?

Cosa ha a che fare la permanenza degli utenti sul nostro sito con il posizionamento organico? Semplice: come abbiamo detto, Google vuole capire quali sono i contenuti migliori, e per farlo, tiene in altissima considerazione l’opinione sincera, reale e spontanea degli utenti. E, per capire se gli utenti apprezzano o meno un portale a mister G non serve una consulenza SEO prende infatti come metro principale il tempo di permanenza su una pagina e su un sito nel suo complesso. Chiaro?

Mh… forse però non hai ben capito come Google riesca a capire e ad appropriarsi di un dato come il tempo di permanenza degli utenti. Beh, in realtà c’è ben poco da capire, perché Google vede tutto. E lo fa attraverso gli strumenti che noi conosciamo: se navighi con Google Chrome non puoi certo meravigliarti che il motore di ricerca prenda nota del tuo contemporaneamente per migliorare il servizio, no? Se poi ci metti anche Google Analytics, il gioco è fatto.

Bene: ora hai capito perché è importante lavorare sui tempi di permanenza dei tuoi utenti. Ma come puoi fare per fare in modo che i tuoi visitatori restino di più sulle tue pagine? Non stiamo parlando di un salotto fisico, non puoi offrire loro da bere, e non puoi nemmeno farli accomodare su un divano e ammorbarli di chiacchiere, né puoi sbarrare le porte.

Come fare, allora, per prolungare la loro presenza? Ecco dei consigli molto preziosi:

MUST: Il tuo sito deve essere mobile friendly

L’ho già detto un po’ ovunque, tra post e seminari, e lo dico anche qui, e non sarà nemmeno l’ultima volta.

Ogni sito web, ormai, deve assolutamente essere mobile friendly, e quindi premettere una buona navigazione su smartphone. Perché? Cribbio, semplice: gli utenti che utilizzano i dispositivi mobili per navigare, per cercare informazioni, servizi e prodotti online sono sempre di più, e continueranno ad aumentare.

strategia SEO: previsione utilizzo mobile nel mondo

Come puoi pretendere che questi utenti restino molto tempo sul tuo sito, se il tuo sito fa schifo sugli smartphone?

Velocizza il tuo sito

Connettiti al tuo sito. Quanto ci mettono a caricare le sue pagine? Bene: sappi che per ogni decimo di secondo in più dello stretto necessario, stai perdendo utenti.

Magari sono disposti ad arrivare sulla tua home partendo da Google, ma poi, quando vedono che la navigazione interna è lenta – o meglio, non veloce – si spazientiscono subito, e abbandonano il tuo portale.

Te ne stupisci?

Ammettilo: non c’è nulla di più noioso e fastidioso dell’aspettare una pagina che si carica!

Per velocizzare i siti web Google ha inventato una tecnologia alla portata di tutti, si chiama Accellerated Mobile Pages,  qui trovi il mio personale approfondimento nel quale ti spiego come implementarlo: Google AMP

Costruisci un’architettura user friendly

Sai come è fatta un’architettura di un sito web apprezzata dai motori di ricerca? Beh, strano ma vero, i motori di ricerca apprezzano le medesime architetture che vengono apprezzate dagli utenti. Quindi un ulteriore passaggio di questa strategia SEO è quello di concepire un sito in cui la navigazione sia semplice e fluida, senza possibilità di perdersi tra le pagine o di non trovare un dato elemento.

Vuoi capire esattamente come costruire una struttura SEO per il tuo sito web? Leggi l’approfondimento: Architettura SEO, come organizzare il sito Aziendale e posizionare il 99% delle tue Keyword

Questa stessa struttura easy permetterà anche ai motori di ricerca di muoversi agevolmente tra le tue pagine e quindi di indicizzarle in modo più veloce e migliore (sì, anche i crawler apprezzano le architetture semplici e immediate!).

Elimina qualsiasi ostacolo e tutte le storture

Vuoi vedere migliorate le tue performance in fatto di SEO? Bene, oltre a rendere mobile-friendly il tuo sito, oltre a strutturarlo per accogliere agevolmente gli utenti e oltre a velocizzarlo, devi anche eliminare ogni possibile piccola caduta. Il tuo portale web, dunque, deve essere bonificato da elementi che potrebbero rovinare la user experience, ovvero:

Per scovare questo genere di errori puoi utilizzare un qualunque software di SEO Auditing, ecco i 3 miei preferiti:

  • SemRush
  • WebSite Auditor
  • SERPStats

Grazie a questi software puoi ottenere in breve tempo una lista di tutte le principali criticità strutturali lato SEO così da poter coinvolgere il tuo programmatore affinché se ne possa prendere cura.

strategia SEO: esempio di report SEO audit realizzato con website auditor

Capitolo 2: Soddisfa l’intento di ricerca

Ne parlavamo già nell’articolo dedicato alla Local SEO. Magari sei uno scrittore con i fiocchi. Magari sei un vero esperto nel tuo settore, e hai tantissime informazioni utili che i tuoi utenti adorerebbero. Insomma, forse hai delle potenzialità enormi per attirare valanghe di traffico sul tuo portale web. Ma allora perché sei alla ricerca di una strategia SEO migliore di quella che usi attualmente? Beh, forse non riesci a soddisfare gli intenti di ricerca dei tuoi utenti.

A che pro avere dei contenuti fantastici se i tuoi potenziali utenti non ci arriveranno mai?

Ci sono diversi passaggi da fare per essere certi di soddisfare gli intenti di ricerca dei nostri utenti. In primo luogo, è necessario scegliere le parole chiave corrette, senza lasciarci muovere dall’istinto. Suvvia, al bando la pigrizia. Prima di scrivere il tuo contenuto, devi trovare la keyword perfetta.

Ma in che modo? Ecco cinque diverse strade che puoi seguire per realizzare una keyword research alla scoperta delle parole chiave ottimizzate SEO:

Strada N°1: Usa Google Keyword Planner

Il primo passaggio fondamentale per trovare le parole chiave giuste è quello di usare lo strumento di Google Keyword Planner.

Una volta vi si poteva accedere direttamente, ora bisogna passare attraverso una campagna di Google AdWords.

In ogni caso, è sufficiente inserire in questo utilissimo tool il tema che vogliamo trattare (es: pelare le patate) per vederci suggerite tante diverse parole chiave, ognuna accompagnata dal numero medio di ricerche mensili.

strategia SEO: utilizzare google keyword planner per trovare le parole chiaveIn questo modo, non solo si avranno idee per delle nuove parole chiave, ma si potrà anche sapere a quale potenziale pubblico possiamo mirare.

Strada N°2: Usa UberSuggest

Un tempo sarebbe bastato Google Keyword Planner, ma oggi, per il passaggio obbligato attraverso Adwords, sono sempre di più gli utenti che preferiscono usufruire di UberSuggest: il funzionamento è il medesimo di Google Keyword Planner, e i risultati sono del tutto simili, anche se va detto che, per avere il volume di ricerca, è necessario comunque connettersi al Keyword Planner.

strategia SEO: usare ubersuggest per trovare parole chiave

NB: occhio, non inseguire ad ogni costo il volume di ricerca mensile! Utilizza invece le parole chiave che meglio si adattano ai contenuti che vuoi – e che sai – creare!

Strada N°3:  usa SEMRush (a pagamento)

I competitors non sono solo e unicamente dei problemi. Anzi, talvolta possono essere trasformati in risorse per il nostro business, a patto di avere gli strumenti giusti.

Con SEMRush puoi analizzare l’operato dei portali dei tuoi concorrenti diretti, vedere quali parole chiave sono riusciti a piazzare e in quale posizione. Questo tool è probabilmente il migliore in commercio ma il suo prezzo proibitivo lo rende fuori mano per la maggior parte degli “aspiranti SEO”.

Strada N°4: Usa la Google Search Console

Riguardo l’ottimizzazione SEO Google ha messo tra le nostre mani uno strumento utile come la sua Search Console, ma nessuno sembra approfittare davvero di questo tool. Certo, c’è un ma: per utilizzarla e trarre profitto nella nostra strategia SEO è infatti necessario avere già una discreta mole di traffico sul nostro sito, altrimenti non ci saranno sufficienti dati da analizzare.

strategia SEO: google search console per la visualizzazzione delle keyword

Ebbene, una volta arrivati sulla Search Console, è possibile scoprire con quali query gli utenti arrivano sul nostro sito.

Strada N°5: Visita i forum o i social del tuo settore!

Se il tuo portale parla di miele, visita i forum o i gruppi social degli apicoltori, e se invece vendi cioccolato, dovresti tenere sott’occhio quello dei pasticceri o degli aspiranti tali. In questo modo potrai restare sempre sul pezzo, tenendo nota delle categorie e dei thread che vanno per la maggiore nella tua nicchia di interesse.

strategia SEO: come trovare argomenti e spunti sulle keywords

Come puoi utilizzare tutte le papabili keyword che hai trovato seguendo questi 5 metodi, uno più fruttuoso dell’altro?

Beh, di certo NON puoi procedere come se ogni singola parola chiave da te raccolta fosse oro colato. No, devi validare ogni singola parola chiave, per essere certo di imbastire la tua strategia SEO su delle fondamenta solide!

Vuoi approfondire il tema della Keyword research? Leggi il mio approfondimento: Keyword Research Strategica, cosa è e come si fa (Step by Step)

Validare le parole chiave: Metodo Moz!

Prima di tutto, il mio consiglio è quello di installare Moz, questo magico strumento per SEO che ti permette di misurare due metriche molto importanti per l’analisi della complessità delle parole chiave sulle quali intendi lavorare: la Page Authority (PA) e la Domain Authority (DA) dei concorrenti.

strategia SEO: usare la barra di MOZ per analizzare i concorrenti

Fatto questo, non ti resta che inserire volta per volta la parola chiave che intendi testare, e analizzare i risultati restituiti.

Cosa devi guardare? Semplice: prima di tutto devi andare a guardare i vari valori relativi alla Domain Authority, e vedere se ci sono dei siti con un valore DA uguale o inferiore a 40 (su una scala da a a 100 utilizzata da Moz). Ne vedi alcuni? Allora quella è molto probabilmente una parola chiave non particolarmente competitiva, e sì, per te è decisamente un buon segno.

La Domain Authority rappresenta la forza del dominio, la Page Authority quella della singola pagina. Poter leggere questi due dati è fondamentale per comprendere con chi ti troverai ad avere a che fare. Finalmente  puoi dunque conoscere in anticipo il livello di complessità sulle SERP nelle quali vuoi guadagnare visibilità.

Non male no?

Validare le parole chiave: Fai il guardone e scruta la SERP di Google!

Bene, dopo aver passato la keyword tra le grinfie di Moz è venuto il momento di andare a immetterla direttamente su Google.

Ti stai domandando il perché? Semplice: così facendo puoi controllare se ci sono dei colossi nei primi risultati. Cosa intendo quando parlo di colossi? Beh, di gente davvero grossa, da Wikipedia ad Amazon, per intenderci.

Pensi che sia impossibile battere quei portali? Beh, di certo non è una passeggiata, ma no, non è una missione che non puoi vincere.

strategia SEO: superare wikipedia su Google

Dalla tua parte, infatti, hai un piccolo ma importante vantaggio: il contenuto che andrai a creare tu sarà molto più concentrato sulla tua keyword, laddove invece i brand più famosi e potenti guadagnano le prime posizioni in virtù dell’autorità del loro sito.

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Validare le parole chiave: Capire se la SERP è facile.

Non è tutto qui: la placida osservazione della SERP di Google ti può dare anche un altro suggerimento utile.

Guarda attentamente, e individua:

  • presenza di risultati generici provenienti da YouTube
  • Risultati provenienti dai social network
  • Risposte da Yahoo Answers
  • Presenza di comunicati stampa
  • Presenza di file Pdf

Vedi tutto questo? Beh, allora molto probabilmente, per quella keyword, non ci si troverà a dover combattere contro competitors particolarmente duri da battere.

Analisi profonda dei competitors

Ecco, se fino ad ora, nella nostra Strategia SEO, ci siamo limitati a guardare da lontano i competitors, ora ci avviciniamo un po’ di più.

Per farlo utilizzeremo alcuni strumenti per SEO, tra i quali il già citato Moz.

Per prima cosa, ti invito a inserire nuovamente in Google la parola chiave che stai puntando. Facciamo finta che si tratti di una long tail keyword come per esempio ‘come schiarire i capelli’.

Bene, una volta che Google avrà restituito i risultati, esporta i primi 10 utilizzando la toolbar di Moz,

strategia SEO: COME ESPORTARE I PRIMI 10 RISULTATI CON LA MOZ TOOLBAR

Ora hai una bel file in Excel, nel quale sono scritti nero su bianco:

  • titoli
  • meta descrizione
  • indirizzo URL
  • valori di PA e di DA.
  • N° di link verso la pagina

strategia SEO: analisi dei competitor SEO

Andiamo avanti. Questi dati non sono ancora sufficienti.

Per poter valutare al meglio ogni risultato presente in SERP dobbiamo infatti capire se questi hanno dei link esterni che puntano verso di loro, la qualità di questi link e il numero.

Per fare questo io utilizzo Majestic SEO un grande tool per fare SEO in modo scientifico. Grazie a Majestic potrai scoprire i relativi Referring Domains, ovvero i domini di primo livello che contengono almeno un backlink verso i portale analizzato.

Il tool è a pagamento e per questa ragione, se stai cercando una soluzione alternativa ti suggerisco monitorbacklinks.com.

Capiamoci, non è la stessa cosa ma se ti armi di pazienza può certamente aiutarti a capire meglio il profilo backlinks delle tue pagine rivali.

strategia SEO: come trovare il numero di backlinks di un sito rivale

Anche questo dato andrà riportato nel tuo file riassuntivo di partenza.

Pensavi di aver finito? Macché, siamo solo all’inizio! Ora devi infatti scoprire l’età dei siti analizzati.

Vai su http://www.bulkseotools.com/bulk-check-domain-age.php e incolla la lista dei domini presenti nella  colonna del tuo bel file Excel.

strategia SEO: verifica anzianità dominio BULK

Annota l’anzianità di ogni dominio.

Ora andremo ad analizzare il numero di parole contenuto in ogni singola pagina. No, tranquillo, non dovrai né contarle una per una, né incollare ogni singolo contenuto sul tuo Word. Per fare questo utilizzeremo WordCounter, uno dei miei tool online preferiti.

Vai qui  inserisci uno alla volta gli indirizzi presenti in Serp: https://wordcounter.net/website-word-count

strategia SEO: usare word counter per calcolare il numero di parole presenti in una pagina web

Il prossimo passaggio è tra i più lenti: devi infatti analizzare una per una (tu, con i tuoi occhi e con il tuo mouse) ogni URL, e vedere se contiene dei media di qualche tipo: immagini, video, infografiche e via dicendo.

strategia SEO: individuare SEO immagini

Aggiungi quindi un’altra colonna alla tua tabella, specificando la presenza di media e, eventualmente, la loro tipologia.

Altro step, questo più veloce: per ogni URL sotto la tua lente, individua l’esistenza di eventuali link verso l’esterno – i quali, come sai, servono per migliorare il livello di fiducia dell’utente, nonché la qualità del contenuto.

TIPS: Se vuoi accellerare questo passaggio ti consiglio d’installare su Chrome l’estensione “external followed link highlighter” tramite la quale potrai vedere subito in evidenza eventuali link esterni di tipo follow.

strategia SEO: estensione per individuare i link esterni in uscita

Ora siamo al punto nel quale devi domandarti: Come siamo messi quanto a design?

Proprio così, con occhio fondamentalmente critico devi guardare alla resa grafica delle pagine dei tuoi competitor.

E non è solo un fattore estetico! Pensa, per esempio, alla presenza di banner pubblicitari all’interno della pagina: Google tende a giudicare come “ok” l’utilizzo di banner non troppo invasivi come ad esempio  quelli a lato o sul fondo, ma certamente non quelli in cima, a livello del titolo: questa sembra infatti una forzatura, una specie di attacco nei confronti degli utenti.

strategia SEO: ottimizzazione SEO formattazione della pagina

Questo sarà un punto a sfavore, come lo potrà essere una formattazione fatta male, l’uso di font sgraziati e discordanti, di colori squillanti e quasi fastidiosi, e via dicendo.

Fatto questo, puoi passare a valutare dal punto di vista della SEO la concreta ottimizzazione di una pagina.

Come ti ho detto qualche paragrafo più su, infatti, è possibile che una URL sia posizionata molto in alto su Google non tanto per i suoi reali contenuti ottimizzati, quanto invece per la sua Domain Authority. Questo vuol dire che, quanto a tecnica SEO, tu puoi fare di meglio. E non parlo in termini generali, no, ti sto dicendo proprio di individuare le mancanze del tuo competitor.

Vediamo per l’esempio di cui sopra: per la keyword ‘come schiarire i capelli’, il primissimo risultato è del blog di Cliomakeup.com.

Ebbene, devo dire che il lavoro fatto in questo caso è egregio, ma non perfetto: ad esempio la parola chiave compare nella meta description, compare nel title tag, ma no, non compare nella Url.

strategia SEO: trovare le mancanze SEO dei siti competitor

Nella tua tabella, dunque, potrai inserire un voto da 1 a 5 per gli sforzi SEO dei competitors. Nel caso di Cliomakeup.com, un bel 4 è certamente di rigore.

Tu puoi mirare a fare ancora di meglio, e pensa che questo è solo il primo dei risultati della SERP!

Il contenuto è nuovo? È vero, ci sono dei contenuti “evergreen” che possono essere validi anche se sono stati scritti 15 anni fa, e altri che invece diventano obsoleti dopo qualche mese.

Direi che, visto il continuo progresso in campo cosmetico, per la keyword ‘come schiarire i capelli’, si potrebbe pretendere un certo aggiornamento – un contenuto risalente al 2012, dunque, potrà benissimo essere marcato nella tua tabella come ‘vecchio’.

Al di là del giudizio che puoi dare ad ogni singola pagina analizzata, devi anche capire se e quanto tu poi migliorare quel il contenuto.

Puoi aggiungere qualcosa di nuovo?

Puoi dare un punto di vista differente?

Magari tu sai una tecnica per ‘schiarire i capelli’ che nessuno dei tuoi competitor ha riportato. O magari puoi intervistare una colorist professionista!

SEO  e Segnali Sociali

Segnali Sociali, ti ho già detto più volte che sono importanti in ottica SEO giusto? Ora ti svelo come puoi tenerne traccia comprendendo quante volte una determinata pagina è stata condivisa.

Come scoprire il numero REALE di condivisioni su Facebook.

Partiamo da Facebook, se vuoi conoscere il numero REALE di volte che una pagina è stata condivisa devi chiamare questa url:

https://graph.facebook.com/?id=[indirizzo della pagina]

ES: https://graph.facebook.com/?id=https://www.roberto-serra.com/illustrato-organizzare-sito-aziendale-ottica-seo-posizionare-99-delle-tue-parole-chiave/

strategia SEO: trovare il numero di condivisioni reali su facebook

Come scoprire il numero reale di condivisioni su Linkedin.

Hai ai ai… recentemente linkedin ha disabilitato la possibilità di conoscere il numero di condivisioni tramite chiamata API e questo significa che la festa per il momento è finita per noi comuni SEO mortali. Ma dato che tutto il globo sta rivendicando questa carenza confido che presto potremmo gioire nell’apprendere di una nuova soluzione.

Come scoprire tutti i segnali sociali in un colpo solo.

Se hai poca voglia di verificare manualmente uno ad uno tutti i principali social la soluzione si chiama “sharedcount” e la trovi qui: https://www.sharedcount.com/

Non ti resta che incollare le url e fare click sul bottone Analyze Urls ed il gioco è fatto.

strategia SEO: find shared count

Eccoci, finalmente siamo arrivati al termine di questo lungo processo (ovviamente devi ripetere tutte queste operazioni per i 10 risultati presenti nella SERP, capito perché ho le occhiaie?).

Ora non ti resta che fare la media di tutti i valori, così da avere un’unica riga in grado di riassumere le caratteristiche di tutte e 10 le URL. Avrai dunque una riga finale del tipo:

strategia SEO: analisi SEO

In questo modo puoi davvero conoscere la tua concorrenza, capire i loro comportamenti e costruire di conseguenza una strategia SEO potentissima.

Ecco, ora dovresti ripetere questo procedimento per ogni parola chiave che hai individuato con i metodi che abbiamo visto all’inizio – te l’avevo detto all’inizio che avresti fatto un po’ di fatica, no? Ma fidati: in questo modo è quasi impossibile sbagliare, e i risultati, seguendo ogni passaggio, sono davvero assicurati.

La conoscenza è potere, e tu devi sbatterti per sapere il più possibile sulle tue parole chiave e sui tuoi concorrenti!

Una volta che avrai finito, avrai una riga come quella che abbiamo visto sopra per ogni singola parola chiave validata, e allora saprai davvero cosa devi fare per soddisfare l’intento di ricerca.

Proprio così: una volta che avrai capito come è la situazione dei primi 10 risultati sulla SERP di Google, saprai effettivamente quali sono le basi fondamentali per soddisfare l’intento di ricerca per quelle determinate keyword: tu dovrai partire da lì per fare ancora di meglio!

Ma attenzione: come facciamo a sapere quali sono effettivamente gli intenti di ricerca degli utenti? Talvolta, infatti, la questione può essere ambigua.

Fai attenzione: Non cadere nelle Keyword ambigue.

Vuoi un esempio? Bene: prendi la query di ricerca ”backlink’. Cosa sta cercando l’utente che scrive quella singola parola su Google? È forse alla ricerca di contenuti che gli spieghino cosa sono i backlink, tipo delle guide SEO, o forse sta cercando di acquistare online dei backlink per il proprio sito web?

La domanda è legittima, ma per avere una risposta ti basterà digitare tu stesso quella parola chiave su Google e guardare le pagine che ti compariranno: se la maggior parte delle URL si riferirà a dei contenuti informativi, beh, allora molto probabilmente è proprio quello che sta cercando l’utente – come sai, infatti, Google andrebbe a penalizzare dei siti in cui gli utenti arrivano e, non trovando quello che cercano, abbandonano il portale dopo pochi secondi.

Eccoci qui. Direi che questo secondo pilastro sugli intenti di ricerca è bello ricco, vero?

Ma ehi: quale tipo di pagina devi andare a creare per avere il massimo dei risultati? Beh, dal punto di vista SEO, esistono solo due tipologie di pagine da prendere in considerazione:

  • i contenuti realizzati intorno ad una keyword specifica
  • i contenuti attira link (Link Bait)

Visto che non ho voglia di creare suspense, te lo dico subito: per la maggior parte dei siti, il focus dovrebbe essere senz’altro assegnato ai contenuti keyword-targeted.

Ma questa tipologia di contenuti non si costruisce sempre nello stesso modo, anzi. Tutti, però, hanno le loro preferenze: per quanto mi riguarda, io preferisco due strategie in particolare.

Vuoi scoprire quali sono? Continua a leggere!

1) I contenuti costruiti intorno alle long tail keyword: L’arrembaggio sulle keyword a coda lunga

Delle due strategie keyword-targeted che non puoi non conoscere, la prima è sicuramente quella legata alle long tail keyword.

Precisamente, si definisce “arrembaggio sulle keyword a coda lunga” quella strategia SEO attraverso la quale si costruiscono dei contenuti focalizzati intorno delle long tail keywords che poi, con il crescere dell’autorità del sito web, guadagnano posizioni preziose.

La strategia dell’arrembaggio sulle keyword a coda lunga non è però semplice e priva di rischi come potrebbe sembrare a prima vista.

I contenuti devono infatti portare del vero valore all’utente: in caso contrario, verranno penalizzati da Google – e questo succede specialmente da quanto è stato attivato Google Panda, che odia in modo imperioso i contenuti ‘debolucci’ e di scarso valore.

2) I contenuti costruiti intorno ad una keyword – long tail keyword: il Body keyword Focus

Questa tecnica introdotta dal mitico Byan Dean viene utilizzata quando vogliamo spingere una keyword con un alto volume di ricerca.

In questo caso, però, nel contenuto vengono inserite anche delle variazioni di tipo long tail della parola chiave principale, così da creare una pagina particolarmente potente dal punto di vista SEO: così, infatti, si avrà una pagina pronta a risalire la SERP di Google per la parola chiave principale, che potremmo definire, come fanno gli inglese, Seed Keyword.

Non ci hai capito una mazza? Nessun problema, facciamo un esempio.

Ipotizziamo dunque che la nostra parola chiave ‘principale’ sia ‘come cucinare il topinambur’.

Bene, le nostre possibili long tail keywords che utilizzeremo per rafforzare il contenuto keyword focused potranno essere ‘dove comprare il topinambur’, ‘in quali piatti mettere il topinambur’ e ‘quanto costa il topinambur’.

Chiaro, no?

Ti dirò: con questa particolare tecnica SEO si possono fare davvero meraviglie, e la Strategia SEO che sa approfittarne a regola d’arte ha davanti a sé un grande destino. Il lato doppiamente bello è che questi contenuti hanno un grande valore, e non serve dunque produrne tanti.

Piuttosto, una volta pubblicati, vanno promossi per bene sulla rete, e a lungo.

Bene, ora abbiamo visto due tecniche SEO particolarmente efficaci per creare dei contenuti keyword-focused. Ma come puoi essere certo di creare dei contenuti SEO che piacciano davvero a mister G?

Come creare contenuti SEO a prova di bomba

Bene: direi che, stando a quanto abbiamo visto qualche paragrafo fa, ora sai sicuramente come trovare le tue parole chiave giusto? Bene, ora devi creare delle pagine realizzate ad hoc per sostenere quelle specifiche keyword, prendendo anche in considerazione di utilizzare a questo scopo un blog.

Ma ehi, attento: ogni singolo caso richiede un approccio diverso, in quanto – come abbiamo visto – è necessario rispettare l’intento di ricerca.

Questo significa che il contenuto, anche a livello formale, deve rispettare i bisogni del cliente. A che pro fare un testo lunghissimo per lavorare la keyword ‘comprare asics blu e gialle’?

L’utente che digita questa query su Google non vuole certo leggere un papiro, no vuole visionare e comprare delle scarpe da ginnastica, possibilmente in modo veloce.

Il concetto di fondo, dunque, è: dai all’utente ciò che vuole! Sì, lo so, sembra facile, ma non lo è affatto.

E infatti, ci sono tantissime aziende e persone che ci provano giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, contenuto dopo contenuto, ma non ce la fanno.

Perché? Beh, ovviamente perché non hanno una giusta strategia SEO.

In questo caso specifico, ti dirò che, per dare all’utente ciò di cui l’utente ha davvero bisogno, dobbiamo cercare di fare una di queste due cose:

  1. Creare un contenuto che sia migliore di quello che è attualmente al primo posto di Google per una determinata keyword
  2. Creare un contenuto che sia differente rispetto a quello che è attualmente al primo posto di Google per una determinata keyword

Se poi vuoi strafare e se punti ai più alti risultati, beh, ovviamente puoi combinare queste due tecniche, realizzando un contenuto migliore e pure diverso.

Anche in questo caso, però torna il solito refrain: a parole sembra molto semplice. Ma come si fa a realizzare un contenuto che sia oggettivamente e in modo marcato migliore di un altro?

Beh, prima di tutto devi sapere che non stiamo parlando di una pagina web ‘leggermente migliore’, quanto invece di una indubitabilmente meglio dell’altra.

La prima pagina che compare su Google è lunga 4.000 parole? Bene, tu dovresti puntare a un contenuto di 7.000, 8.000 parole. Ma questo non è sufficiente – la lunghezza di un contenuto non è certamente, di per sé stessa, sinonimo di qualità.

Per far arrivare la tua pagina alle stelle doveresti inserire qualcosa in più, e quindi casi studi, esempi pratici, video, audio, link esterni utili… e non solo, dovresti accertarti che il contenuto, oltre ad essere utile, sia anche facilmente leggibile, e quindi diviso sagacemente in capitoli e in paragrafi, e con l’impiego, laddove indicato, di elenchi puntati e liste numerate.

Insomma, dai, sono sicuro che tu hai  sentito del metodo Skyscraper Technique per creare dei contenti SEO da sogno, non è vero?

Occhei, questo è quello che volevo dire per quanto riguarda la creazione di un contenuto migliore. E se noi lo volessimo (anche) differente? In che modo si può perseguire questo obiettivo?

Beh, bisogna prima di tutto dire che, talvolta, questa scelta è l’unica possibile.

Proprio così: capita infatti talvolta che non solo la prima URL che appare sulla Serp di Google, ma anche tutte le altre che compaiono nella prima pagina, siano fatte davvero benissimo.

Parlo dunque di contenuti curati, di valore, aggiornati, esaustivi e scritti bene. Quasi impossibile, insomma, migliorarli in modo marcato.

L’unica, via, dunque, è quella di differenziarsi, di affrontare l’argomento da un altro punto di vista – questo sarà l’unico modo per piazzarsi in alto, perché Google non se ne farà nulla di un altro (seppur ottimo) contenuto che dice le stesse cose di quelli già presenti.

Ma come si fa ad essere diversi ed essere allo stesso tempo coerenti?

Beh, io non ti dico di dire qualcosa di differente, rischiando di dire cavolate. Ti dico invece di dire più o meno le stesse cose, ma in modo diverso.

Quindi sì, usa infografiche, usa video, usa interviste, purché tu riesca a dare del valore agli utenti, in modo diverso.

Creare contenuti attira link

In una strategia SEO di ampio respiro e bene equilibrata, circa l’80% dei contenuti che andrai creando per il tuo sito web dovrà essere della tipologia che abbiamo visto fino ad ora, ovvero concentrata intorno ad una keyword.

È pur sempre questa l’anima della SEO, non è vero? Bene.

Ma cosa succede al restante 20% dei contenuti?

Beh, questi altri contenuti devono andare a soddisfare un’altra grande esigenza dei SEO, ovvero quella di raccogliere dei link dall’esterno, così da far capire a Google che il proprio sito merita attenzione, e quindi merita di stare in cima alla SERP.

Per questo, dunque, su per giù il 20% dei tuoi contenuti deve essere del tipo Link Bait.

Ti stai domandando come si realizzano questi contenuti? Beh, ti dirò, se lo domandano – e se lo sono domandati – in tantissimi.

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Il metodo dell’uomo pigro per creare dei contenuti acchiappa-link

Iniziamo con quello che viene chiamato Lazy Man Method, il che è perfetto per tutti noi che, in linea generale, siamo sempre stanchi, e che non abbiamo mai voglia di fare quel passo in più.

Nello specifico, poi, questa tecnica è doppiamente azzeccata, in quanto questa strategia SEO ci ha già fatto lavorare molto, e quindi un po’ di respiro è certamente ben accolto.

Questa tecnica da pigri per attirare link consiste nel creare dei contenuti del tipo ‘how to’, guide, o ‘very best of’, andando a radunare contenuti già esistenti.

Puoi dunque fare dei mega contenuti prendendo il meglio che è stato pubblicato in un dato periodo su un certo argomento (del tipo: Il 2018 di Johnny Deeep Secondo i Social) oppure potresti creare una guida prendendo contenuti già scritti da te o da altri blogger (ovviamente linkando e citando le fonti), così da creare delle vere e proprie bibbie.

Crea qualcosa di tuo, e dagli un nome originale

Esiste un modo speciale per attirare dei link. Ti dirò, è una cosa per esperti della propria nicchia: non tutti, insomma, possono prendere questa strada.

Ma se hai qualcosa di originale, di utile e di nuovo da dire, questa può essere la svolta.

Proprio così: io per esempio potrei creare la ‘Tecnica Seo Sarda’ per indicare una determinata tecnica SEO. Ebbene, ovviamente questa parola chiave non avrebbe alcuna competizione sulla SERP: chi altro potrebbe infatti mai parlare di questa tecnica? Se questo contenuto venisse però apprezzato dalla rete, in poco tempo gli utenti inizierebbero a cercare questa pagina su Google scrivendo proprio ‘Tecnica Seo Sarda’, per poi, ovviamente, linkare dei contenuti alla relativa pagina.

Per fare un esempio, non possono che citare nuovamente la tecnica di Brian Dean’s ‘Skyscraper Technique‘ e la sua guida che ha raccolto un numero infinito di backlink.

Questo perché il mondo intero ora conosce quella precisa tecnica attraverso quel nome, e tutti sanno che è stata creata da Brian Dean, e tutti, quando vogliono linkare un contenuto autorevole sull’argomento, linkano ovviamente la sua pagina.

Riporta dati e risultati

Le persone sono sempre alla ricerca di dati certi, di risultati da usare e da imparare. Se tu riuscirai a dare loro questi dati, verrai linkato come fonte.

E questo vale per i risultati di studi, di esperimenti e di indagini in qualsiasi campo, ma va bene anche per altri contenuti, che si possono presentare in modo da risaltare ‘il dato’.

Quante volte hai letto titoli del tipo ‘Ecco le 5 cose che ho fatto che mi hanno portato a perdere 40 chili’? Qui ci sono dati e ci sono risultati, già nel titolo. Fastidioso, forse, ma anche perfetto! Allo stesso modo, funzionano alla perfezione anche i contenuti che promettono tanti dati utili e immediatamente spendibili, come potrebbe essere un titolo del tipo ‘SEO: ecco le 10 tecniche principali per il tuo blog’.

Le Infografiche

Negli ultimi anni le infografiche sono andate alla grande in rete. I motivi sono molti, e tutti semplici. Agli utenti le infografiche piacciono un sacco, perché sono immediate e permettono di capire un fenomeno in pochi secondi.

Chi le crea e le pubblica in rete, invece, ha la quasi-certezza di raccogliere molti backlink, perché saranno tanti gli utenti interessati alla stessa nicchia che vorranno postare quella stessa infografica – se fatta bene – sul proprio sito o nel proprio blog.

Gli strumenti

Dai agli utenti qualcosa che loro cercano e di cui non possono fare a meno, soprattutto dopo averla provata.

Parliamo ovviamente dei tool, dalla calcolatrice all’editor html, da Asana a Google Drive: quando troviamo qualcosa di utile, vogliamo dirlo al mondo intero, in modo che anche gli altri possano godere di questo strumento. E per farlo, ovviamente, lo linkiamo!

Ecco, ora sai davvero come soddisfare l’intento di ricerca. Ma ehi, non è che ho dato per scontato qualcosina? Meglio: non è che ora che sai tutto questo, ti dimenticherai delle basi della SEO?

Non dimenticarti quindi che, se non ottimizzerai al meglio i tuoi contenuti, non potrai andare da nessuna parte. Ricordati dunque di:

  • Inserire la keyword principale nel titolo, della metadescrizione, nella URL, e nel tag alt delle immagine;
  • Formattare il testo in modo corretto, senza esagerare, usando meticolosamente parole chiave correlate e headings;
  • Usare la parola chiave nel primo paragrafo, meglio ancora se nella prima frase, come anche nell’ultima;
  • Scrivere in modo chiaro e naturale;
  • Non esagerare con la keyword density: non oltrepassare la soglia del 3%, altrimenti farai arrabbiare Google.

Bene: adesso sai come soddisfare i tuoi utenti e come accontentare gli intenti di ricerca con dei contenuti ottimizzati.

Direi che è decisamente giunto il momento di passare al terzo capitolo della Strategia SEO, ovvero al pilastro dedicato alla costruzione del tuo spazio in rete.

Capitolo 3: crea la tua rete

Come ho già anticipato, i backlink rappresentano il carburante essenziale della SEO. Arrivati qui, in realtà, non ci dovrebbero essere grossi problemi, in quanto con i primi due pilastri della nostra strategia SEO abbiamo reso l’acquisizione di link dall’esterno molto più semplice.

Ma ehi, e se tu volessi dare una spinta in più, per raccoglier ancor più link?

Ebbene, in questo capitoletto ti darò non due, non tre, ma ben quattro consigli utili.

Consiglio N°1: Non il contenuto, ma… la rilevanza è il re!

A te non servono backlink qualsiasi. No, a te servono link rilevanti. Se ti stai vendendo come esperto nella realizzazione di liuti, dei link da dei siti che si occupano di maglieria non ti serviranno a un granché!Se ancora possono dare qualche soddisfazione a breve questa potrebbe infatti crollare a seguito dell’ennesimo nuovo aggiornamento algoritmico.

Quindi, quando crei dei contenuti, cerca sempre di attirare link rilevanti per il tuo business.

Consiglio N°2: L’autorità è la regina

Mira a link provenienti da domini autorevoli. Questo vuol dire che la Domain Authority dei siti che puntano al tuo sito dovrebbe essere la più alta possibile. Vuoi controllarla? Utilizza Ahrefs, e Majestic, e tutto ti sarà più chiaro.

Consiglio N°3:Mira a ricevere link contestuali

Quanto più i link che riceverai saranno naturali e contestuali, tanto più alto sarà il loro valore per Google. Attenzione alle ancore! A te non basta ricevere dei link contestuali da fonti autorevoli e rilevanti. No, ti serve anche che le ancore di partenza siano corrette.

Un’azienda che si occupa di recruiting, dunque, mirerà a ricevere da un sito autorevole un link contestuale con un’ancora del tipo ‘selezione e ricerca personale qualificato’ o ‘cacciatori di teste a Roma’. Chiaro?

Consiglio N°4: Ci sei quasi, leggi l’ultimo capitolo!

Che te lo dico a fare? 😀

Capitolo 4: ottimizza ancora (e ancora)

Eccoci finalmente alla fine di questa lunga cavalcata! Bene, prima di tutto ti confesso una cosa: rispettare i primi tre pilastri di questa Strategia SEO è già sufficiente per vedere dei risultati soddisfacenti.

Questo ultimo pilastro, invece, mira a portare il tuo sito su tutto un altro livello.

Lo scopo del tuo sito web non è solo quello di avere tanto traffico. Anzi, non lo è per niente: il suo reale scopo è quello di avere un gran numero di conversioni. (Occhio, ci sono tanti imprenditori che, nella foga del web 2.0, pensano che la loro presenza online sia proiettata ad avere più condivisioni, più like, più follower. Sbagliato: l’obiettivo è sempre e comunque migliorare le performance aziendali, e quindi aumentare le entrate!

Il sito web, insomma, è solo uno strumento, mai un risultato).E lo sai una cosa? Non è che avere tanto traffico vuol dire automaticamente avere anche tante conversioni. No, e per questo devi assicurarti che il tuo sito sia costruito in modo da convertire il maggior numero possibile di utenti che arrivano sulle sue pagine attraverso la ricerca organica.

Le ragioni di questa tua esigenza sono davvero tante, ma voglio sottolinearne alcune, magari meno palesi delle altre.

Prima di tutto, va detto che la maggioranza dei visitatori non tornerà mai più sulle tue pagine, e quindi quel primo passaggio è la tua unica possibilità per trasformarli in clienti.

Non è però tutto qui: quando perfezioni la tua strategia SEO devi anche calcolare il fatto che non tutti i tuoi utenti sono già pronti per procedere all’acquisto o ad un contatto. Anzi, in molti non lo saranno affatto!

Il tuo primo compito, dunque, è quello di creare delle liste di retargeting, così da fare in modo che il tuo brand resti visibile agli utenti anche dopo che questi avranno lasciato il tuo sito web: parliamo di una semplicissima tecnologia basata sui cookie che, attraverso un codice Javascript, insegue silenziosamente – e innocentemente – i tuoi utenti.

Per poter creare delle Custom Audience da utilizzare per le tue successive strategie di web marketing, dovresti – come minimo – installare sul tuo sito un Facebook Pixel.

La seconda cosa che dovresti assolutamente fare per tenere aperte le chance di convertire gli utenti che non sono ancora pronti all’acquisto al momento della loro visita è dare loro la possibilità concreta di iscriversi al tuo servizio di email marketing: parliamo infatti del modo migliore per costruire un rapporto duraturo e basato sulla fiducia sui propri utenti di passaggio, così da ‘allevarli’ nel tempo e poterlo così trasformare in clienti.

Ma come fare per convincere gli utenti a iscriversi alle tue newsletter? Beh, ovviamente devi offrire loro qualcosa in cambio, del valore concreto. Un ebook, un corso online, uno strumento, un contenuto speciale… usa la fantasia!

Ecco. Sì, ora posso – possiamo – riprendere fiato. Sì, siamo arrivati alla fine di questo post ciccione, dedicato alla spiegazione della migliore Strategia SEO che tu possa provare e testare con mano. Direi che non mi resta nient’altro da dire, se non … buon lavoro!

Fai marketing ascoltando, non strillando.
Un abbraccio.

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