OpenAI acquisisce Hiro Finance: semplice acquisto di talenti o una mossa strategica nel fintech?

Anita Innocenti

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L’acquisizione di Hiro Finance solleva interrogativi sulle ambizioni di OpenAI nel settore finanziario e sul destino dei dati degli utenti

L'acquisizione di Hiro Finance da parte di OpenAI, presentata come un semplice 'acquihire', solleva interrogativi strategici. Sebbene l'obiettivo dichiarato sia integrare il talentuoso team guidato da Ethan Bloch, la mossa sembra una chiara dichiarazione d'intenti: OpenAI punta a colmare le lacune dei suoi modelli in ambito finanziario, un settore dove la precisione è fondamentale e la fiducia ancora da conquistare.

OpenAI si compra una startup di finanza: semplice shopping di talenti o c’è dell’altro?

OpenAI ha appena messo le mani su Hiro Finance, una startup specializzata in pianificazione finanziaria basata sull’intelligenza artificiale. La versione ufficiale, confermata da entrambe le parti (qui puoi leggere il post di Ethan Bloch, fondatore di Hiro) e ripresa da TechCrunch, parla di un “acquihire”.

Te lo traduco in parole povere: non hanno comprato il prodotto, ma le persone che ci lavorano. Una decina di dipendenti, fondatore incluso, faranno le valigie e si trasferiranno negli uffici di OpenAI.

Diciamocelo, quando un colosso come OpenAI fa una mossa del genere, la domanda sorge spontanea: è davvero solo per accaparrarsi qualche cervello o stanno preparando il terreno per qualcosa di molto più grande nel mondo della finanza?

Questa mossa, infatti, non sembra affatto casuale. OpenAI sta spingendo sempre di più i suoi strumenti verso il settore business, e la finanza è un boccone ghiottissimo.

Il problema?

I modelli linguistici, ChatGPT in primis, hanno ancora una brutta fama quando si tratta di matematica e precisione.

E nella finanza, un errore di calcolo non è un’opzione.

Ecco che l’acquisizione di un team specializzato proprio in questo campo suona come una dichiarazione d’intenti. Stanno cercando di tappare le falle e guadagnare quella fiducia che ancora gli manca.

Ma chi c’è dietro a questo team così desiderato?

Il curriculum che fa la differenza

A guidare la squadra di Hiro c’è Ethan Bloch, uno che nel fintech non è certo l’ultimo arrivato. Se il nome non ti dice nulla, forse ricorderai Digit, la piattaforma di risparmio automatico che ha fondato e poi venduto nel 2021 per una cifra che superava i 200 milioni di dollari.

Un imprenditore con un curriculum del genere non lo assumi solo per correggere le divisioni a ChatGPT. È evidente che OpenAI stia importando non solo competenza tecnica, ma anche una visione strategica e una profonda conoscenza del mercato finanziario.

Hiro Finance, nata appena nel 2023, si era fatta notare per un approccio quasi maniacale all’accuratezza. La sua app non si limitava a fare proiezioni finanziarie, ma offriva agli utenti la possibilità di verificare la correttezza dei modelli matematici utilizzati.

Un dettaglio non da poco, che mirava a risolvere proprio il problema principale dell’IA applicata alla finanza: la fiducia. Acquisire un team ossessionato dalla precisione è una mossa astuta, un modo per dire al mercato: “State tranquilli, stiamo facendo sul serio”.

Resta però un sapore amaro in bocca.

Una startup con investitori di peso come Ribbit Capital e General Catalyst, focalizzata su un problema così sentito, viene assorbita e di fatto smantellata.

E questo ci porta all’ultima, cruciale domanda.

E i dati degli utenti che fine fanno?

Con l’acquisizione, il sipario su Hiro Finance cala definitivamente.

Il servizio chiuderà i battenti il 20 aprile e l’azienda promette che tutti i dati degli utenti verranno eliminati in modo permanente entro il 13 maggio 2026.

Una promessa rassicurante, certo.

Ma siamo sicuri di poter dormire sonni tranquilli?

Quando una piccola e promettente azienda finisce nelle fauci di un gigante tecnologico, la questione della privacy dei dati diventa spinosa.

Anche con tutte le garanzie del caso, il dubbio che quelle informazioni, in qualche forma, possano essere utilizzate per addestrare i futuri modelli di OpenAI è legittimo.

In fondo, stiamo parlando di dati finanziari sensibili.

La mossa di OpenAI è senza dubbio strategica per il suo business, ma per gli utenti che avevano dato fiducia a Hiro, resta da vedere se il prezzo di questa “evoluzione” non sia troppo alto.

Anita Innocenti

Sono una copywriter appassionata di search marketing. Scrivo testi pensati per farsi trovare, ma soprattutto per farsi scegliere. Le parole sono il mio strumento per trasformare ricerche in risultati.

12 commenti su “OpenAI acquisisce Hiro Finance: semplice acquisto di talenti o una mossa strategica nel fintech?”

  1. Danilo Graziani

    La parola ‘talento’ è solo fumo. Hanno comprato le chiavi del forziere, non i suoi guardiani. Ora devono solo decidere quando aprirlo.

  2. Paola Montanari

    La favoletta dei “talenti” è la solita copertura. In realtà si comprano l’algoritmo che gli mancava per analizzare dati finanziari. Mica scemi. Adesso l’intelligenza artificiale saprà pure come spendiamo i soldi. Io, ovviamente, dormo sonni tranquillissimi.

    1. Paola, la chiamano acquisizione di talenti, io la chiamo acquisizione di portafogli. Stanno solo comprando la chiave per accedere ai nostri conti, il resto è marketing per farci dormire tranquilli, come dici tu.

  3. Patrizia Bellucci

    La favola dell'”acquihire” è un modo elegante per mascherare una palese annessione di mercato. OpenAI non sta integrando talenti, sta comprando un accesso privilegiato al settore finanziario. La vera domanda non è il perché, ma quale verticale attaccheranno dopo questa.

  4. L’idea che OpenAI, con la sua sterminata capacità di attrazione, debba comprare un’azienda per pochi cervelli mi disorienta. È un paravento per acquisire un modello o, peggio, le sue fondamenta di dati?

  5. Nicola Caprioli

    Chiamarlo “acquisto di talenti” è una cortina fumogena per nascondere l’innesto di un sistema nervoso nel nostro portafoglio; stanno edificando un Moloch digitale alimentato dai nostri dati, una prospettiva che mi terrorizza.

  6. Talenti” è la parola in codice per “scorciatoia”. È come innestare un cuore umano in un robot per venderlo come un poeta. Pura cosmesi aziendale. Aspettiamo solo di vedere le crepe nel trucco.

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