SEO: Ciò che mi ha insegnato Vasco Rossi

Cosa diavolo c’entra Vasco Rossi con la SEO? Poco o niente, penserai tu. Eppure poco […]


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Cosa diavolo c’entra Vasco Rossi con la SEO?

Poco o niente, penserai tu.

Eppure poco tempo fa, quando ho visto che il rocker più famoso d’Italia ha compiuto 70 anni, mi sono ritrovato a pensare proprio alla SEO…

Premessa: io sono un grande amante del rock. Pensa che da ragazzo suonavo pure in un gruppo punk…

Nonostante questo, non sono un fan sfegatato di Vasco. Anzi, a volte l’ho trovato fin troppo rude. D’altra parte Vasco Rossi è quello che, in Colpa di Alfredo, cantava:

“È andata a casa con il n***o, la t***a!”

(Versione censurata per placare le ire politically correct di papà Google)

Eppure, nonostante questo… beh, nonostante questo ci sono canzoni di Vasco che potrei recitare a memoria. E come me la maggior parte degli italiani!

Nel bene e nel male, Vasco non è uno di cui si dimentica. Le sue canzoni possono farti partire un embolo o scatenarti la voglia di urlare a squarciagola – non ci sono mezze misure. 

Vasco Rossi è sicuramente uno che sa smuovere le persone, che sa toccare le emozioni. 

Ecco perché, se vuoi avere un sito o un blog che spacca, dovresti prendere a modello il rocker di Modena.

Ci sono almeno 4 lezioni che ho imparato dal buon Vasco per migliorare i miei contenuti – e, di conseguenza, il posizionamento organico.

Le vediamo insieme, ti va?

Mira al cuore di chi ti legge

Ma a te ti sento dentro come un pugno

(Rewind)

La più grande virtù di Vasco Rossi è sicuramente la sua incredibile capacità di coinvolgere con le canzoni. Che piaccia o non piaccia, la sua musica non lascia mai indifferenti, colpisce sempre nel segno.

Sul web questo ha un nome, si chiama engagement.

Allo stesso modo, i contenuti che crei non dovrebbero mai essere insipidi, e meno che mai inconsistenti. Il tuo primo obiettivo deve essere quello di coinvolgere il lettore, avvolgerlo nelle tue parole e creare per lui un’esperienza.

Cosa provano le persone mentre ti leggono? E, alla fine, dell’articolo o della pagina, cosa gli lasci?

Se sai rispondere a queste domande, se mentre scrivi lavori per suscitare emozioni, allora sei sicuramente sulla buona strada per avere un blog che funziona.

Ma se invece crei contenuti un tanto al chilo, solo per poterli cacciare fuori e fare i compitini… Beh, lascia che te lo dica: il mondo non ha bisogno dell’ennesimo sito noioso. E sicuramente non c’è posto per te nella prima pagina di Google.

Parla alle persone e agli stati d’animo

E ho guardato dentro un’emozione

E c’ho visto dentro tanto amore

Che ho capito perché non si comanda al cuore

(Senza parole)

A chi diamine sono rivolti i tuoi contenuti?

E no, non parlo di buyer personas – non proprio. 

Individuare il tuo pubblico di riferimento va bene, per carità. Ma tu quelle persone le conosci davvero? Sai cosa pensano, come si sentono?

Torniamo al nostro Vasco. Che tipo di persone ti aspetti di incontrare ai suoi concerti? Probabilmente dei tizi con la bandana e lo smanicato di pelle, o delle tipe in canottiera con le braccia super tatuate.

Eppure tra i fan di Vasco ci sono manager e disoccupati, donne di spettacolo e casalinghe. 

Cos’hanno in comune tutte queste persone? E come ha fatto un cantante eccessivo, sbandato e schietto come Vasco a diventare mainstream?

Vasco Rossi non parla a tutti. Ma è anche vero che parla a delle sensazioni che tutti abbiamo provato in qualche momento della vita.

Tutti ci siamo infuriati perché la persona che ci piaceva ci ha preferito qualcun altro, come in Colpa di Alfredo. Tutti abbiamo voluto almeno una volta “una vita che non è mai tardi, di quelle che non dormi mai”. 

Insomma, per creare contenuti strepitosi non puoi limitarti a parlare con delle persone precise. Devi riuscire a intercettare quelle persone mentre stanno vivendo un particolare momento, devi essere capace di entrare in sintonia con le emozioni che provano. 

Solo così puoi andare oltre il banale interesse e arrivare a coinvolgere e trasmettere qualcosa al tuo pubblico. Solo così, insomma, ti rendi indimenticabile.

Le parole hanno potere

Un particolare, solo per farti guardare

(Albachiara)

Perché le canzoni di Vasco Rossi sono così potenti? 

Te lo dico io: il segreto è nei testi. 

Vasco testimonia che, pure in un modo veloce come il nostro, le parole hanno un impatto incredibile. Sono le parole a creare emozioni e movimento, a spingere evoluzioni, a mettere insieme le persone e costruire comunità. 

Insomma, le parole sono ancora capaci di cambiare il mondo… ma solo se riescono a parlare all’anima.

Roberto, ma che è questo romanticismo? E soprattutto… che c’azzecca tutto questo con la SEO?

Te lo spiego subito. Fino a quando non entreremo nel metaverso (e forse anche allora!) il Word Wide Web resterà un luogo fondato sui testi scritti. Se il web fosse un edificio, le parole sarebbero i mattoni con cui è costruito.

È vero, siamo nell’epoca della fruizione veloce, dei contenuti multimediali e della soglia di attenzione ridotta ormai a pochi secondi. Eppure siamo anche nell’epoca in cui ci sono articoli di 8.000 parole che tengono incollate allo schermo le persone per 20/30 minuti.

Pensaci. Quante volte ti capita di arrivare a leggere un articolo e arrivare così in fondo dove sei ora?

Perché sta succedendo?

Perché le parole hanno ancora un potere immenso. Ma non tutte le parole: solo quelle in grado di creare una comunicazione efficace e di stabilire un dialogo vero con i lettori. Non a caso, quelle che fanno appello alle emozioni e a tutte quelle sfumature che ci definiscono come essere umani.

E, a proposito, sai chi non è in grado di scrivere facendo appello alla sfera emotiva? 

I robottini di scrittura automatica basati sull’AI. Sì, proprio quelli che dovrebbero rubare il lavoro ai copywriter.

Ma come si può sfruttare a pieno la forza delle parole?

Come scegliere quelle giuste, come costruire contenuti davvero efficaci?

Ancora una volta, ti invito a prendere esempio dal rocker modenese. 

Pensa ai testi delle canzoni di Vasco. Le frasi sono semplicissime e i vocaboli scelti sono di uso quotidiano, quasi banali. Eppure… eppure l’emozione arriva, la comunicazione è efficace.

Anche i tuoi contenuti dovrebbero essere simili: immediati, chiari e potenti. Semplici da capire – che non vuol dire scontati. E, soprattutto, penetranti. In grado di farsi ricordare.

Comportati come un professionista

Credi che basti avere un figlio

per essere un uomo e non un coniglio?

(Deviazioni)

Vasco Rossi ha all’attivo 45 anni di carriera, innumerevoli hit che hanno scalato le classifiche musicali e una montagna di concerti e tour – non da ultimo il “concertone” da record del Modena Park, a cui hanno partecipato oltre 225mila persone.

Non male per uno che è partito come rocker sopra le righe e con la fama di alcolizzato (e non solo)…

Cosa differenzia uno come Vasco e altri grandissimi “artisti maledetti” che però ci hanno lasciato troppo presto? Penso a gente come Amy Winehouse, Jim Morrison, Jimi Hendrix…

Vasco Rossi, come tutti quei cantanti sopravvissuti a una giovinezza sregolata, ha saputo mettere una distanza, capire che c’è un momento per sbronzarsi e uno per fare il professionista. Un po’ come Lou Reed che a sessant’anni cantava ancora Heroin anche se ormai era diventato vegetariano e salutista, o Mick Jagger che ancora sgambetta sul palco come un ventenne nonostante abbia settanta anni e un intervento al cuore sulle spalle.

Per trasformare una passione in una professione decennale ci vuole impegno, competenza, capacità di selezionare i collaboratori. Non esiste un grande rocker senza alle spalle una grande band, i giusti produttori, buoni addetti alla comunicazione, organizzatori capaci e tanto altro. 

E tu come ti comporti?

Parafrasando il rocker modenese, credi che basti avere un blog per essere un professionista?

Se vuoi ottenere risultati veri non puoi produrre contenuti per vezzo. Devi avere un approccio professionale e circondarti di collaboratori all’altezza delle tue ambizioni. Puoi anche essere il miglior cantante del mondo, ma dove puoi arrivare se il tuo chitarrista è una schiappa?

Per avere successo (ma successo vero) con un blog o con un sito web, hai bisogno almeno di:

  • un web designer che costruisca un’infrastruttura piacevole da navigare e facile da utilizzare 
  • un sistemista per ottenere prestazioni tecniche ottimali in termini di velocità e sicurezza del sito (sì, questo ha un peso anche per il posizionamento)
  • un consulente SEO per imbastire un progetto di posizionamento e coordinare le altre figure

Insomma, per ottenere risultati incredibili, ti servono collaboratori incredibili. Agisci di conseguenza 🙂

Lasciatelo dire…

Spero che questi consigli ti aiuteranno a dare un po’ di energia rock al tuo blog o al tuo progetto di posizionamento.

Prima di lasciarti, però, ti vorrei ricordare una cosa. Il rock, proprio come i blog, funziona solo se alla base c’è l’autenticità.

Certo, devi cercare di essere memorabile, devi mirare a far andare in visibilio i tuoi lettori e trasformarli in veri e propri fan. Ma non puoi fare niente di tutto questo se tu per primo non credi nel tuo progetto, se non fai qualcosa che risuona con la tua personalità. 

Quando crei – contenuti, musica o qualsiasi altra cosa – devi essere te stesso, perché a lungo termine la finzione è insostenibile. Ma, allo stesso tempo, devi trovare il modo di entrare in sintonia con il tuo pubblico, con quello che sente e di cui ha bisogno.

In quanto alla prima parte, beh, devi farlo da solo, procedendo per prove e tentativi. Ma se vuoi una mano a capire quali sono i bisogni del tuo pubblico e come soddisfarli (conquistando anche l’approvazione di Mr.Google) puoi contare sul tuo Roberto di fiducia 🙂

Mi trovi sempre qui.

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