I Robot lavorano meglio dei SEO?

seo robot e il problema dei consulenti SEO

Ieri parlavo con Francesca, una ragazza che mi ha contattato affinché l’aiutassi a far apparire il suo sito su Google.

Voleva lanciare il suo prodotto sfruttando il web ma non era disposta a occuparsi di alcune faccende che a suo dire “alcuni clienti fastidiosi” le avevano messo in evidenza.

Durante questo incontro non ho potuto non pensare ad un aspetto chiave dell’ottimizzazione SEO che spesso viene malauguratamente ignorato, forse perché non piace o (più probabile) perché è scomodo in egual misura al consulente SEO quanto al cliente.

Se scegli il cliente sbagliato stai scegliendo di fallire di proposito

Si lo so, questo sottotitolo è volutamente provocatorio.

Se sei un tecnico – Francesca non lo è – è molto probabile che per te la parola SEO sia sinonimo di una serie di operazioni tecniche. Il tuo cliente ti paga ed è giusto e sacrosanto mettere su ogni tipo d’ottimizzazione dovuta e necessaria.

Ottimizzi i tag principali, curi la struttura interna, la seo on page.

Avrei potuto limitarmi a questo.

Ma è davvero questo ciò vuole il cliente?

Per rispondere a questa domanda occorre fare un passo indietro.

Scivolare a tutta birra alla natura del problema. A quell’esatto momento nel quale ha pensato per la prima volta alla SEO come “soluzione”.

Parole chiave, seo copywriting, oscillazioni, indicizzazione sono per lui mondi sconosciuti. Ovviamente ciò che vuole è qualcosa di decisamente più concreto e tangibile.

Ciò che vuole è vendere.

Vendere i suoi prodotti, ricevere nuovi contatti e rispondere alle richieste. Insomma, vuole fare meglio il proprio lavoro.

Sei davvero sicura/o che la tua strategia SEO possa realmente aiutare il tuo cliente a fare meglio il proprio lavoro?

Cosa fa il mio cliente dopo che mi ha pagato non riguarda

Avrei potuto liberarmi del problema nel tempo necessario per pronunciare questa frase.

Non ti nego che ho sentito questa frase almeno un centinaio di volte e volendo metterla in caciara, partendo appunto da un presupposto tanto banale quanto sacrosanto…Questo è ciò che pensano la maggior parte dei “venditori” di qualunque prodotto o servizio una volta passato dal fornitore all’acquirente.

Ho detto la maggior parte, non tutti ovviamente, non io di sicuro. “Non io”… Che arrogante questo post…

Perché allora non riesco a pronunciarla questa frase?

Presto detto, perché preannuncia un suicidio.

Ogni volta che dici “a me non frega niente” ti stai infatti escludendo dal cambiamento che arriverà inesorabile di lì a breve. Parlo di quel cambiamento sociale, dunque commerciale, con il quale tutti noi avremmo a che fare.

Quel cambiamento nel quale qualcun’altro disposto a “fregarsene”, si prenderà i tuoi clienti lasciando a te con il cerino in mano.

In un mercato sempre più saturo trovare nuovi clienti è ogni giorno dannatamente più complesso. Amazon ad esempio oggi ha una fetta enorme del mercato. Ha guadagnato questa posizione a discapito di altri oggi in crisi o – peggio ancora – relegati a farsi concorrenza a vicenda.

L’ha fatto prendendosi cura del servizio clienti, “fregandosene” di tutti quegli aspetti che interessavano i clienti e dei quali i venditori non erano disposti a occuparsi.

Credi che questo nel tuo settore non possa accadere? Mi spiace deluderti.

La maggior parte delle ottimizzazioni SEO attuate dal 99% dei consulenti SEO sul mercato può -è sarà a breve- sostituita da Robot plug-in dotati di Intelligenza artificiale.

Succederà in tutti i settori, succederà anche nella SEO.

Ma allora dove sta la soluzione?

In ciò che, per ora, un robot non potrà mai fare. Accompagnare, riflettere, e donare empatia.

Creare esperienza, fornire FIDUCIA.

Sai cosa hanno in comune un robot e un consulente “a me cosa fa il mio cliente dopo che mi paga non me ne frega” ?  Entrambi se ne sbattono di cosa succede e per entrambi non è previsto alcun compenso di qui a breve.

Fai marketing ascoltando, non strillando.
Un abbraccio.


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