Google stanzia 15 milioni di euro per “salvare” i lavoratori europei minacciati dalle IA

L'intelligenza artificiale sta rivoluzionando il mondo del lavoro, mettendo a rischio milioni di posti. Google così a Giugno 2024 ha creato un Fondo di 15 milioni di euro per finanziare percorsi di aggiornamento e riqualificazione per i lavoratori europei, ma sarà sufficiente per fronteggiare una situazione senza precedenti?

Il Fondo creato da Big G finanzierà percorsi di aggiornamento e riqualificazione per le persone che rischiano di perdere il lavoro a causa delle intelligenze artificiali

L’intelligenza artificiale sta rapidamente trasformando il mercato del lavoro, con impatti potenzialmente dirompenti sulla forza lavoro globale. Mentre il progresso tecnologico promette efficienza e nuove opportunità, il timore della disoccupazione causata dall’automazione è sempre più reale.

Perciò devo ammettere che quando ho letto che secondo il World Economic Forum sono a rischio 85 milioni di posti di lavoro entro il 2025, ho avuto un sussulto che ha fatto vacillare il mio cauto ottimismo.

Ma puoi biasimarmi?

Effettivamente si tratta di un dato allarmante.

Il dato seguente avrebbe dovuto rassicurarmi, ma devo essere sincero, non ha fatto altro che farmi sorgere una serie di riflessioni che ti scriverò nel corso dell’articolo.

Ora ti starai chiedendo, in questo sfondo così distopico, qual è la buona notizia?

È presto detto: sempre il Forum Economico Mondiale (forse per placare lo sconforto generale!) ha aggiunto che l’avvento delle IA, porterebbe allo stesso tempo la richiesta di 97 milioni di nuove figure professionali con competenze diverse.

Grafico sui posti di lavoro creati dalle IA nei vari campi, fonte BCE fino al 2023
Grafico sui posti di lavoro creati dalle IA, fonte BCE

Bene, se la matematica non è un’opinione, il saldo sarebbe positivo, no?

97 milioni di nuovi posti creati, contro 85 persi = 12 (giuro che non ho usato la calcolatrice. Esseri umani 1 -Macchine 0!)

Ma se non mi senti stappare lo spumante, è perché questo calcolo è del tutto ipotetico (e perché non bevo alcolici prima del tramonto…).

In pratica sembra la vecchia storia del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, ma in realtà, in questo caso, non siamo sicuri manco che il bicchiere sia reale!

Ecco che allora, in questo quadretto non proprio roseo, chi è arrivato a salvare la situazione in sella al suo cavallo bianco?

Ma Big G, ovviamente! Il quale ha deciso, a Giugno 2024, di stanziare un Fondo per riqualificare milioni di europei che rischiano di essere sostituiti nelle loro mansioni da intelligenze artificiali.

Lodevole tentativo o misura di facciata per migliorare la sua reputazione? Lo vedremo nei prossimi paragrafi.

Sempre che alla fine dell’articolo sia sempre io a scrivere e non venga rimpiazzato da un cyborg!

Milioni di posti di lavoro a rischio: come l’IA è pronta a rimpiazzarci (o a semplificarci la vita…)

La domanda è: davvero le IA mettono a rischio il nostro lavoro?

Parliamo di sistemi nati per renderci la vita più facile e lasciarci più tempo libero, ma siamo sicuri che il quadro sia così drammatico? Vediamo un po’ di numeri e informazioni a riguardo.

Secondo un rapporto della Banca Centrale Europea (BCE), il “The rise of artificial intelligence: benefits and risks for financial stability”, fino il 47% delle mansioni lavorative potrebbero essere automatizzate nei prossimi due decenni.

I settori più a rischio includono la produzione industriale e la logistica, dove l’automazione potrebbe rimpiazzare una larga fetta della forza lavoro attuale.

Il sito di Politico, autorevole quotidiano statunitense, riporta che nell’industria manifatturiera, il 58% dei posti di lavoro è a rischio di automazione, ma anche settori come quello legale e medico potrebbero vedere parte delle loro funzioni sostituite da algoritmi avanzati.

Grafico di OECD Employment rate fonte Reuters Giugno 2024 sulla perdita di lavoro per l'automazione in Europa
Grafico Fonte Reuters sulla perdita di lavoro in Europa a causa dell’automazione

Ma non voglio darti solo notizie negative, pensa che per la BCE, l’IA generativa potrebbe far incrementare l’economia europea di 1,2 trilioni di euro, facendo risparmiare al lavoratore medio oltre 70 ore all’anno.

A quel punto il dilemma sarebbe cosa fare di tutto quel tempo libero. Ma sono sicuro che impiegherei quelle 70 ore libere a cercare parcheggio…

A una notizia potenzialmente buona però ecco che ne arriva un’altra non proprio felicissima: pensa che, per fare un esempio dell’impatto della tecnologia sulla creatività, in Cina, la ricerca di illustratori per videogiochi è diminuita del 70%.

Per non farci mancare niente poi, un altro studio preoccupante arriva dalla Francia, dove si prevede che l’intelligenza artificiale generativa potrebbe far scomparire circa 800.000 posti di lavoro entro la fine del decennio.

Le donne saranno tra le più colpite e i settori più vulnerabili includono lavori amministrativi (199.000 posti a rischio), servizi di contabilità (140.000), impiegati (100.000) e receptionist (80.000).

Puoi immaginare come in una situazione simile, sia vitale riqualificare e adattare la forza lavoro esistente, come è spiegato bene sul sito della Nexford University.

Grafico sul rischio perdita lavoro a causa di IA in Europa, fonte Zippia
Grafico sul rischio perdita del lavoro a causa delle IA in Europa, fonte Zippia Luglio 2023

Così Google, anche per rispondere alle accuse un po’ populiste, che le imputano di aver contribuito a creare questa situazione, ha proposto dei fondi per arginare questa crisi che rischia di mettere a rischio milioni di professioni.

L’ultimo è quello di Giugno 2024, ma non è stata la prima volta…

Google aveva già stanziato 10 milioni a Febbraio 2024: una serie di soluzioni di facciata, o interventi mirati?

L’iniziativa di Giugno 2024 non è un unicum, già a Febbraio 2024, Google aveva annunciato un fondo di 10 milioni di euro per supportare i lavoratori europei a rischio di essere sostituiti dall’IA.

Questo finanziamento faceva parte secondo Euronews di un impegno più ampio di 25 milioni di dollari per promuovere la formazione sull’IA e la riqualificazione in Europa.

Il programma includeva partnership con organizzazioni come il Centre for Public Impact, che collaborano per sviluppare corsi di formazione su misura per i lavoratori delle industrie più vulnerabili.

In particolare, l’azienda lanciò l’AI Opportunity Fund, un’iniziativa con un budget iniziale di 5 milioni di euro, destinata a sostenere organizzazioni no-profit che forniscono formazione in competenze digitali e IA ai lavoratori svantaggiati.

Praticamente un modo per non rimanere incastrati negli ingranaggi della fabbrica come Charlie Chaplin in Tempi Moderni!

A questo punto mi viene il dubbio:

Ma vuoi vedere che gli ex dipendenti di Big G che hanno definito le intelligenze artificiali “un pericolo per l’umanità” non avevano poi così torto?

Immagine tratta da Tempi Moderni, film di Charlie Chaplin

Secondo Forbes, l’investimento di Google è in linea con un trend crescente tra le grandi aziende tecnologiche, che stanno assumendo un ruolo attivo nel supportare la transizione della forza lavoro verso un’economia più automatizzata.

Microsoft, per esempio, ha recentemente annunciato un impegno di 50 milioni di dollari per la formazione sull’IA, dimostrando che il settore privato riconosce l’urgenza di affrontare l’impatto sociale delle nuove tecnologie.

Questo dimostra anche perché il capitalismo, dopo tanti anni, sia ancora vivo e vegeto, perché sa cogliere i cambiamenti e prova di tanto in tanto a proporre soluzioni, anche se solo di facciata.

A dirtela tutta però non si può pensare che le società private si autoregolino sempre e comunque, gli interventi più concreti spetterebbero alle istituzioni, che spesso, sembrano latitare (a essere teneri).

Ma torniamo a noi! E vediamo insieme l’ultimo mirabolante intervento di Google…

L’ultimo annuncio di Google: altri 15 milioni per i lavoratori europei più vulnerabili

Il piano Marshall di Google prosegue quindi fino ai giorni nostri, a Giugno 2024, con l’annuncio di un nuovo fondo di 15 milioni di euro per sostenere ulteriormente i lavoratori europei a rischio.

Diego Ciulli di Google annuncia il Fondo Giugno 2024 per i lavoratori a rischio sostituzione IA su LinkedIn 17 Giugno 2024

Quando ho aperto LinkedIn e letto l’annuncio di Diego Ciulli, Public Policy Manager di Google Italia, ho pensato, non lo nego:

“Allora il problema della perdita dei posti di lavoro non è una teoria del complotto tipo terrapiattismo! Perfino Big G ne prende atto!”

No perché, ai critici più agguerriti fa comodo rappresentare il colosso di Mountain View come Maria Antonietta di Francia che disse ai sudditi affamati: “che mangino brioches!”

Beh, non è proprio così, non parliamo di una multinazionale sadica come Saw l’Enigmista, ma di una società che fa i suoi interessi e che, anche per calcolo economico, capisce che la sua reputazione non se la sta passando bene e urgono contromisure…

Bene, per questo motivo Ciulli di Google Italia nel suo post ha invitato sindacati e lavoratori a sottoscrivere il bando e approfittare di questa opportunità. Così, è stato calcolato che solo quest’anno gli investimenti di Google per il reskilling, ovvero la riqualificazione professionale dei lavoratori europei, abbiano raggiunto i 25 milioni di euro (una magnanimità da far impallidire il signor Burns dei Simpson…).

L’obiettivo è creare opportunità per coloro che potrebbero perdere il lavoro a causa dell’automazione, offrendo loro le competenze necessarie per adattarsi e prosperare in un’economia sempre più digitalizzata.

Ma queste misure saranno efficaci o saranno solo un placebo?

Il futuro del lavoro ai tempi delle IA: Istituzioni Cercasi

Gli interventi di Big G possono anche essere apprezzabili ma sicuramente da soli non bastano.

Mi pare evidente come la questione dell’impatto dell’IA sul lavoro richieda un approccio più coordinato e sistematico, in sinergia con istituzioni, aziende e università.

Questa trasformazione richiede politiche di supporto che vadano oltre la formazione e la riqualificazione, includendo anche misure come il sostegno al reddito e l’adozione di nuovi modelli economici.

Hai mai sentito parlare di green-washing? La pratica con cui aziende fortemente inquinanti, con operazioni di mera facciata, finanziano gruppi ambientalisti o incoraggiano iniziative ecologiche?

Ecco, molti temono che Google con questi Fondi semplicemente voglia far dimenticare le sue responsabilità sulla crisi occupazionale in arrivo, per ripulirsi un po’ la reputazione, che come ti avevo già detto, è un po’ malconcia dopo i fatti del processo per monopolio e il pagamento di 2,5 milioni di dollari.

Ma sai cosa ti dico? Che se queste operazioni si riveleranno efficaci e utili, non è neanche così importante conoscere i secondi fini.

Peccato che il mio dubbio sia che questi Fondi rischiano di essere, se isolati e non coordinati con iniziative istituzionali dei governi, del tutto effimeri.

Azioni lodevoli, ma senza effetti concreti.

Intendiamoci, ovviamente i finanziamenti delle multinazionali non sono mossi da spirito caritatevole ma da una necessità di non far collassare il sistema; anche perché senza lavoro il reddito diminuisce e a quel punto chi resta a comprare e consumare compulsivamente? Le intelligenze artificiali? Non credo proprio.

Ecco, forse lo shopping è l’ultima cosa che ci rende insostituibili!

Ai tempi della Rivoluzione Industriale l’operaio rimpiazzato dalle macchine poteva occuparsi della manutenzione o della costruzione delle nuove diavolerie tecnologiche, ma temo che le IA siano già ben addestrate e, per quanto riguarda la manutenzione, non credo abbiano così bisogno di noi…

Takeaways

L’intelligenza Artificiale sta Ridefinendo il Mercato del Lavoro L’intelligenza artificiale (IA) sta rapidamente trasformando il panorama lavorativo globale. Con previsioni che stimano che il 47% delle mansioni attuali potrebbe essere automatizzato nei prossimi vent’anni, settori come la produzione industriale e la logistica sono tra i più vulnerabili. Anche professioni altamente qualificate, come quelle legali e mediche, non sono immuni ai cambiamenti tecnologici.

Impatto Economico dell’IA: Benefici e Rischi Secondo il World Economic Forum, mentre l’IA potrebbe causare la perdita di 85 milioni di posti di lavoro a livello globale entro il 2025, essa potrebbe anche creare 97 milioni di nuove opportunità lavorative, spesso in ruoli che richiedono competenze diverse. Questo potrebbe rappresentare un saldo positivo di 12 milioni di nuovi posti, ma richiede una significativa riqualificazione della forza lavoro esistente.

L’Iniziativa di Google: 15 Milioni di Euro per il Reskilling Google ha annunciato a giugno 2024 un nuovo fondo di 15 milioni di euro per aiutare i lavoratori europei a rischio di perdere il loro lavoro a causa dell’automazione. Questo fondo si aggiunge agli investimenti precedenti dell’azienda e mira a finanziare percorsi di aggiornamento e riqualificazione, fornendo le competenze necessarie per prosperare in un’economia sempre più digitalizzata.

Precedenti Investimenti di Google nel Reskilling Già a febbraio 2024, Google aveva stanziato 10 milioni di euro come parte di un impegno più ampio di 25 milioni di dollari per la formazione sull’IA in Europa. Questi fondi sono stati destinati a collaborazioni con organizzazioni no-profit e a corsi di formazione su misura per i lavoratori delle industrie più vulnerabili. Un esempio è il programma in Germania, dove Google ha investito in formazione per i lavoratori del settore manifatturiero, fornendo sia competenze tecniche che trasversali come il problem-solving.

Gli interventi delle società private da soli non bastano, serve una legislazione internazionale. Mentre l’iniziativa di Google è un passo significativo, non può essere l’unica risposta alla sfida dell’automazione. È necessaria una collaborazione più ampia tra istituzioni pubbliche e private per sviluppare politiche di supporto che vadano oltre la formazione e la riqualificazione. Questo include misure come il sostegno al reddito e l’adozione di nuovi modelli economici per garantire che nessuno venga lasciato indietro in questo periodo di rapida trasformazione tecnologica.

FAQ

Perché Google ha stanziato 15 milioni di euro per i lavoratori europei minacciati dalle IA?

Google ha stanziato 15 milioni di euro per finanziare percorsi di aggiornamento e riqualificazione per i lavoratori europei che rischiano di perdere il lavoro a causa dell’automazione e dell’intelligenza artificiale. Questo fondo è destinato a offrire le competenze necessarie per adattarsi e prosperare in un’economia sempre più digitalizzata.

Quanti posti di lavoro sono a rischio a causa dell’intelligenza artificiale?

Secondo il World Economic Forum, entro il 2025, 85 milioni di posti di lavoro potrebbero essere persi a livello globale a causa dell’automazione. Allo stesso tempo, si prevede che l’intelligenza artificiale possa creare 97 milioni di nuovi posti di lavoro che richiedono competenze diverse.

Quali settori sono più a rischio di essere influenzati dall’automazione?

I settori più a rischio includono la produzione industriale, la logistica, i servizi amministrativi, la contabilità e ruoli come impiegati e receptionist. Secondo uno studio francese, solo in Francia l’intelligenza artificiale generativa potrebbe far scomparire circa 800.000 posti di lavoro entro la fine del decennio.

Roberto Serra

Mi chiamo Roberto Serra e sono un digital marketer con una forte passione per la SEO: Mi occupo di posizionamento sui motori di ricerca, strategia digitale e creazione di contenuti.

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