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Il blocco iniziale era stato imposto solo poche settimane prima per timori sulla sicurezza nazionale e la possibilità di aggirare le protezioni dei modelli, ma ora sono state implementate nuove misure di sicurezza che ne hanno permesso il ripristino
La rapida marcia indietro dell'amministrazione Trump sul blocco ai modelli AI di Anthropic è più di una semplice notizia. Motivato da ragioni di sicurezza nazionale, il dietrofront, arrivato dopo un accordo, rivela come i governi considerino ormai l'IA una tecnologia strategica. Un avvertimento chiaro: la stretta regolamentare su queste tecnologie è appena iniziata e sarà imprevedibile.
Marcia indietro del governo USA: via i blocchi ai modelli AI di Anthropic
L’amministrazione Trump ha fatto un rapido dietrofront, revocando i controlli sull’esportazione dei due modelli di intelligenza artificiale più potenti di Anthropic, Mythos 5 e Fable 5. Se ti eri abituato all’idea di non poterli più usare, sappi che l’accesso è stato ripristinato per la maggior parte degli utenti, a poche settimane da un blocco improvviso motivato da ragioni di “sicurezza nazionale”.
Diciamocelo, questa vicenda dimostra una cosa chiara: i sistemi di AI avanzati vengono ormai trattati alla stregua di tecnologie strategiche, come le armi o i semiconduttori di fascia alta, soggette a controlli rigidissimi.
La svolta è arrivata martedì sera, dopo un accordo negoziato tra l’azienda e il Dipartimento del Commercio. Anthropic ha già annunciato che Fable 5 tornerà disponibile a livello globale, anche su piattaforme come Amazon Web Services e Google Cloud.
Ma aspetta un attimo.
Come siamo finiti in questa situazione?
Perché il governo ha deciso di bloccare tutto da un giorno all’altro, per poi cambiare idea poche settimane dopo?
La vera ragione del blocco: una falla di sicurezza o un eccesso di zelo?
Tutto è iniziato a metà giugno, quando l’amministrazione Trump ha ordinato ad Anthropic di sospendere l’accesso a Fable 5 e Mythos 5 per tutti i cittadini non statunitensi. Un ordine drastico, che ha costretto l’azienda a disattivare i modelli per tutti i clienti per evitare guai.
La motivazione ufficiale?
Preoccupazioni per la sicurezza nazionale.
Stando a quanto descritto da Axios, il timore era legato a tecniche di “jailbreak” che avrebbero permesso di aggirare le protezioni di sicurezza dei modelli, sbloccandone capacità potenzialmente pericolose.
Anthropic, dal canto suo, ha minimizzato, sostenendo che si trattava di un malinteso su vulnerabilità minori e già note. Eppure, non è un segreto che l’azienda sia da tempo sotto la lente delle agenzie di sicurezza USA, tanto da essere finita in una lista nera del Pentagono che considera i suoi sistemi troppo rischiosi per certi usi governativi.
Anthropic, con le spalle al muro, ha dovuto trovare una soluzione in fretta e furia.
Ma cosa ha messo sul piatto per convincere il Dipartimento del Commercio?
E, soprattutto, è una soluzione che ci protegge davvero o solo un accordo di facciata?
Le nuove “misure di sicurezza”: bastano a rassicurare tutti?
Per ottenere il via libera, Anthropic ha dovuto rafforzare le sue misure di protezione interne. In pratica, come spiegato in un altro articolo di WIRED, l’azienda ha ampliato un sistema che dirotta automaticamente le richieste ad alto rischio (come quelle legate a cybersecurity o funzioni biologiche) dai modelli più potenti, Mythos 5 e Fable 5, a una versione più vecchia e controllata, Opus 4.8. Una mossa che, secondo gli esperti del Dipartimento del Commercio, è “adeguatamente robusta per il momento”.
Eppure, la gestione dell’intera faccenda ha lasciato molti con l’amaro in bocca. Il blocco iniziale ha scatenato una reazione durissima da parte della comunità tecnologica e politica, tanto che quasi 80 dirigenti ed esperti di cybersecurity hanno inviato una lettera aperta alla Casa Bianca per chiedere più trasparenza. Secondo l’IAPP.org, la direttiva di giugno aveva generato una vera e propria “bufera” tra i politici europei, preoccupati che un blocco unilaterale potesse avere ripercussioni a catena sui mercati digitali globali.
Sebbene la revoca dei controlli sia stata accolta con sollievo, l’episodio ha lasciato un segno. Per Anthropic è una boccata d’ossigeno, ma per tutti noi è un avvertimento: i governi stanno affilando gli strumenti per controllare l’IA e lo faranno sempre di più, con regole che possono cambiare da un giorno all’altro.
La vera partita sulla regolamentazione di queste tecnologie è appena iniziata.

Hanno bloccato tutto solo per negoziare la loro parte. Roba da manuale.
Questo teatrino politico serve solo a ricordare a chiunque sviluppi su queste piattaforme chi comanda veramente. La nostra dipendenza da loro è il vero prodotto, non certo l’intelligenza artificiale che ci vendono.
Hanno semplicemente spento e riacceso il sistema, un’azione che più che dimostrare controllo, rivela l’assenza di un piano definito. Questo vuoto normativo, per chi sa come muoversi, è una prateria di occasioni da cogliere prima che arrivino le recinzioni.
@Claudio Ruggiero Più che un vuoto, è un invito per chi ha fiuto. Loro creano il caos, noi ci costruiamo sopra. È il solito giro.
Claudio, quella che chiami prateria è un pascolo con un recinto invisibile, dove ci lasciano correre solo per vedere chi è il più veloce da catturare.
Ci hanno ridato il giocattolo dopo aver installato le loro telecamere di sicurezza dentro.
@Riccardo Cattaneo Questa volatilità regolamentare, più che una sorveglianza, conferma l’IA come commodity strategica al pari del petrolio. Personalmente, trovo che operare in un campo dove le regole sono fluide sia un eccellente test per la propria capacità di adattamento.
Hanno semplicemente installato una ghigliottina sopra i nostri strumenti di lavoro. Ogni progetto, ogni campagna, vive sotto questa lama che pende, pronta a cadere per un capriccio politico. Come si può lavorare così?
@Greta Barone Il boia ha alzato la lama. Io non ho capito se si tratta di una grazia o di una pausa pranzo.
Hanno tirato il guinzaglio, il cane ha imparato la lezione. Ora lo lasciano correre nel prato, ma il fischietto del padrone è sempre pronto. Chissà quale nuovo trucchetto gli hanno insegnato a fare.
@Paolo Fiore Non è un trucco, è un recinto invisibile. Il cane crede di essere libero, ma il suo campo da gioco ha nuovi confini.
@Paolo Fiore Parlate di guinzagli e trucchi, io non capisco più quale sia il mio ruolo.
Prima il blocco, poi l’accordo. In pratica ci hanno appena dimostrato quanto sia fragile appoggiarsi su queste piattaforme. La discussione sulla sicurezza è solo una facciata per decidere chi tiene in mano il rubinetto e quando può chiuderlo a suo piacimento.
Una pantomima sulla sicurezza. In realtà, hanno solo messo il guinzaglio al cane da guardia digitale. Ora che ha imparato chi è il padrone, può tornare a giocare. Prevedibile.
@Massimo Martino Un cane addestrato, non un compagno di giochi. Quale bastone ci riporterà domani?
@Massimo Martino Il guinzaglio è solo la parte visibile. Il vero controllo è il microchip sottocutaneo che nessuno vede. La farsa continua, come sempre.
Bello questo teatrino. Un precedente perfetto per “dialogare” con le prossime startup. Prima ti blocco, poi ti scanno. Business as usual.
@Riccardo De Luca Un dialogo tra sordi, dove uno ha il megafono. E io che dovrei spiegarlo alle nuove leve. Che cosa racconto loro?
La sicurezza è stata solo la scusa per sedersi al tavolo; risolta quella, si sono spartiti la posta. Chissà chi ha bluffato meglio.
Quanto è costato questo provvidenziale aumento del livello di sicurezza?
@Chiara De Angelis Chiedere il costo è ingenuo. La vera domanda è: a chi hanno venduto il telecomando? La sicurezza nazionale è solo il nastro regalo di un pacco che non abbiamo ordinato.
La minaccia alla sicurezza sparisce sempre con la giusta pressione economica. Chi sarà il prossimo?
La “minaccia globale” risolta giusto in tempo per la pausa pranzo, che efficienza. Queste nuove garanzie di sicurezza devono averle sviluppate con un product owner che metteva una certa fretta. Chissà quale sarà il bug nascosto.
Minaccia globale risolta in poche settimane. La logica di questa operazione mi sfugge. Qualcuno ha seguito i soldi dietro questo accordo?
Questa celerità nel risolvere minacce globali con nuove “misure di sicurezza” è ammirevole; evidentemente, la tranquillità pubblica ha un prezzo di listino.
Hanno risolto tutto in poche settimane. Mi fa piacere. Le nuove “misure di sicurezza” sono solo per noi utenti o valgono anche per chi governa? Chiedo per un amico.
Un dietrofront motivato da accordi. La sicurezza nazionale ha un prezzo, a quanto pare.
Chiara Barbieri, è rassicurante che la sicurezza nazionale si risolva in poche settimane. Era evidentemente un problema gestibile con un rapido aggiornamento del sistema.