[Illustrato] Come organizzare il sito Aziendale in ottica SEO e posizionare il 99% delle tue parole chiave

Hai il tuo bel monitor davanti, sei lì che fai su e giù guardando il […]


roberto serra seo immagine di profilo

Hai il tuo bel monitor davanti, sei lì che fai su e giù guardando il tuo sito.

Ci hai messo un sacco di tempo, ma ora la grafica ti soddisfa – anche se in cuor tuo sai che non ti soddisfa proprio del tutto.

Hai anche iniziato a produrre i tuoi contenuti e ora senti che qualcosa dovrebbe finalmente muoversi.

E però… niente. Traffico ZERO.

I tuoi contenuti non ne vogliono proprio sapere di apparire su Google in una posizione decente. La sensazione di star perdendo tempo è sempre più logorante.

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Tu lavori bene, rispetti le linee guida SEO di Google e non hai motivi per pensare ad una penalizzazione.

E tuttavia nada. Il traffico non arriva e tu sai bene che un sito web senza traffico serve quanto un negozio di sabbia nel deserto. 

Non sei un esperto SEO e magari uno bravo non te lo puoi permettere. Allora ti affanni a fare ricerche su ricerche, e poi esperimenti e tentativi monchi.

Il tempo passa, il traffico resta sempre a ZERO o quasi. I contatti, le richieste e i risultati? Distanti anni luce.

Come ti sentiresti se ti dicessi che puoi mettere in ordine tutto questo gran casino e iniziare a macinare visite, magari più di un migliaio, solo nei prossimi 3 mesi?

E se ti spiegassi che questo non solo è possibile, ma è addirittura alla tua portata?

E se infine aggiungessi che puoi ottenere questo risultato anche senza dover fare link building selvaggia?

Lascia che siano i tuoi occhi a giudicare. Guarda qui.

sito web posizionato utilizzando esclusivamente contenuti e link interni

Se fino a ieri tutto ti è sembrato confuso, oggi per tua fortuna ti trovi qui. Nel momento giusto, al posto giusto.  Affina lo sguardo, perché ora ti mostro ciò che potrebbe cambiare le sorti del tuo sito web.

Permettimi solo una doverosa premessa.

Una premessa importante

Quanto stai per apprendere funziona solo se rispetti queste 2 semplici regole:

  1. Il sito deve essere ottimizzato correttamente, preferibilmente senza (o con pochi) errori SEO
  2. Devi produrre (o far produrre) la necessaria quantità di contenuti, e questi devono essere ottimizzati e studiati in funzione di un piano editoriale creato ad hoc per il tuo progetto

Come dici? Sei tu a scrivere e curare i contenuti sul tuo sito? Qui ti do alcune dritte “belliche” sulla scrittura dei contenuti. Leggi l’approfondimento: Come scrivere un Blog.

Quello che ti sto per rivelare non è una formula magica – anche se per gli effetti che ha potrebbe esserlo! Al contrario, si tratta di un piano strutturale che spinge le tue parole chiave utilizzando i contenuti come vera e propria benzina per portare le tue pagine in vetta ai motori di ricerca.

Insomma, per funzionare il sito deve essere in ordine e i contenuti ci devono essere, ok?

Se vuoi fare il primo passo verso un posizionamento sui motori di ricerca chiaro, misurabile ed efficace, tieniti forte. Ora si balla!

Schema illustrato: posiziona la maggior parte delle tue parole chiave in 4 mesi, senza link building, anche se non sei un esperto SEO

Per prima cosa diamo uno sguardo allo schema strutturale complessivo.

struttura SEO per il posizionamento sui motori di ricerca del sito web aziendale

Analizzando l’immagine da sinistra verso destra, il primo elemento che vedi è il menù. Per renderti le cose più semplici ho definito questo ragionamento prendendo in considerazione la struttura tipica del 99% dei siti web aziendali.

menù tipo di un sito web aziendale

Le voci sono le seguenti: home, un menù a due livelli di “servizi”, blog, chi siamo e contattaci.

Come vedi tutto si muove su un unico livello, fatta eccezione per la voce “servizi” che contiene un sottomenù con le pagine di presentazione. Ovviamente, come avrai già capito, le pagine di servizio sono quelle che vogliamo posizionare su parole chiave con un intento di ricerca diretto o correlato.

Siccome non ti piacciono le cose facili, tu vuoi posizionare la stessa pagina per più parole, giusto?

Niente paura, ora ti mostro come fare.

Supponiamo che la pagina di servizio sia una pagina dove offri “posizionamento sui motori di ricerca“.

Ecco, contenuto permettendo, questo schema strutturale ti permette di posizionare la tua pagina di servizio anche per la parole chiave correlate, come ad esempio “Consulente esperto SEO nel posizionare siti web”, “SEO Cagliari” o una keyword più generica come “posizionamento sui motori di ricerca Sardegna“.

Insomma hai una pagina da posizionare, conosci le parole chiave e i rispettivi volumi di traffico.

Ci sei. Non ti resta che guardare in faccia il tuo obiettivo e raggiungerlo.

Aspetta, come dici? Non conosci i volumi di traffico esatti per ogni parola chiave e non dai quali sono le parole sulle quali scommettere?

Voglio essere chiaro: da questa scelta dipende l’intero successo del tuo lavoro. Non una parte, ma proprio il 100%. Non puoi sperare di arrivare da qualche parte se non sai dove devi andare. Questo lo sai anche tu, no?

Ora dunque puoi fare due cose. Puoi proseguire (SOLO se hai una Keyword Research) o puoi capire di che diamine si tratta seguendo le indicazioni che trovi qui sotto.

Se vuoi fissare i giusti obiettivi ti è indispensabile avere una buona Keyword Research. Leggi l’approfondimento: Keyword Research strategica, cosa è e come si fa (step by step)

Come usare il blog per posizionare le pagine di servizio con le parole chiave migliori del tuo settore

Veniamo al blog, lo strumento chiave di questa strategia.

Come avrai notato, nel mio schema il blog – a differenza dei servizi – punta a una voce che ho chiamato “sezione”.

Il ruolo delle sezioni e delle categorie nel posizionamento seo tramite blog

La sezione altro non è che un contenitore di categorie, le quali sono a loro volta contenitori di articoli.

La strutturazione dei contenuti va ovviamente trattata al momento della redazione del piano editoriale, che rappresenta appunto lo strumento adibito al “disegno” dello schema di sezioni, categorie e articoli utili per la creazione dei contenuti.

Attenzione, non fare l’errore di pensare che questa parte sia facoltativa.

Se la keyword research si pone come obiettivo quello di trovare le giuste parole chiave, il piano editoriale (sulla base delle parole e degli argomenti) si pone come obiettivo la restituzione delle sezioni, delle categorie e degli articoli dei quali trattare.

Sia la keyword research che il piano editoriale sono due strumenti indispensabili.

Se vuoi gestire in maniera corretta la struttura portante del sito devi pensare alle tue sezioni come ad una cassettiera con diversi cassetti.

L’ordine qui è una priorità. Sezioni e categorie variano ovviamente da sito a sito, ma ti faccio comunque un esempio per aiutarti a chiarirti le idee.

  • SEZIONE: Posizionamento sui motori di ricerca
    • Categoria 1: Tools
    • Categoria 2: Casi studio SEO
    • Allegoria 3: Guide di tipo How To sull’ottimizzazione tecnica

Come vedi, in questo schema d’esempio la sezione contiene 3 categorie. Ognuna di queste potrebbe contenere 1 come 100 articoli.

Se ti stai chiedendo perché sulla terza voce ho scritto allegoria invece di categoria, la risposta è semplice: per vedere se sei attenta/o 😛

Gli articoli, i link interni e le parole chiave

Compresa la differenza tra sezione e categoria, veniamo ora al cuore pulsante di questa strategia SEO: gli articoli.

il ruolo degli articoli del blog sul posizionamento sui motori di ricerca

Per ogni categoria abbiamo un insieme di articoli. Potrebbero essere 10/100/1000 o tu solo sai quanti.

Nello schema ogni gruppo di articoli si riconduce ad UNA sola categoria. Questo non è casuale.

Lavorando in questo modo crei infatti dei gruppi semantici distinti che diventeranno sempre più potenti mano a mano che ci aggiungi articoli. Come vedrai ora, questa sarà la chiave di volta per posizionare la tua pagina di servizio.

È anche importante sottolineare che gli articoli facenti parte dei singoli gruppi semantici (categorie), se propriamente linkati tra loro, acquisiranno trust e guadagneranno un buon posizionamento.

Tutto bello, ma nel nostro caso il punto è un altro. Noi vogliamo posizionare la pagina “servizio” ricordi?

Andiamo quindi al nocciolo della questione. Questo è forse il passaggio più importante di tutti.

Gli articoli devono avere sempre almeno 2 link: uno diretto ad un altro articolo della stessa categoria e un altro che punta alla pagina di servizio.

Se poi fosse possibile inserire anche un link esterno verso una risorsa autorevole e perfettamente a tema, beh, tanto meglio.

Il link interno che punta alla pagina “servizio”: ecco dove accade la magia

come usare i link interni per posiizonare le pagine di servizio di un sito aziendale

Come vedi, in quest’immagine il punto di contatto avviene ad un solo livello: PAG. SERVIZIO > Keyword < ARTICOLI.

Massima attenzione! Questo è Il momento nel quale tu dici a Google: “Ehi, voglio che fai salire questa pagina per questa parola chiave”.

Il collegamento tra articolo e pagina da posizionare è determinante. Se vuoi che Google spinga in alto le parole che hai scelto devi far sì che il link interno verso la pagina di servizio avvenga attraverso la parola che vuoi spingere.

Esempio: Una buona guida SEO spiega certamente come indicizzare il sito e farlo apparire su Google.

Come vedi in una sola frase ho messo 3 link a 3 pagine che voglio posizionare per quelle parole! (Tu non fare così, qui ho esagerato solo per passarti il concetto)

Ovviamente gli articoli possono contenere più link verso la pagina di servizio… e questo è esattamente il segreto per posizionare la pagina per più parole chiave! Se in un articolo metti il link sulla “parola 1” poi puoi mettere la “parola 2” come link in un altro articolo della stessa categoria.

Capito il concetto?

Non tutti i link hanno la stessa forza. Per rendere i tuoi link ancora più potenti, leggi l’approfondimento: Link building , 5 tecniche per rendere i tuoi link più potenti

Ovviamente alcune chiavi risponderanno prima e altre dopo, a seconda del livello di concorrenza sulle SERP. Ma dato che tu hai fatto una buona Keyword Research e hai dalla tua un ottimo piano editoriale, SICURAMENTE hai già tenuto conto di questo e stai lavorando su parole raggiungibili nel breve/medio termine, giusto? 😀

Seguendo questo schema otterrai diversi benefici. Oltre a posizionare le parole chiave alle quali ambisci (alla buon ora), metterai il crawler di Google in condizione di scansionare più agevolmente il tuo sito, eviterai i fraintendimenti e permetterai a Big G di regalarti tanti altri posizionamenti correlati.

Ebbene sì. Oltre alle tue chiavi in lavorazione, giorno dopo giorno e articolo dopo articolo Google posizionerà sia gli articoli che le pagine di servizio su varianti correlate e strettamente attinenti delle tue keyword, aprendoti finalmente le porte ad un traffico qualificato e in linea con ciò che offri.

Hai un sito aziendale che non sta ottenendo risultati? Bene, ora conosci lo schema per dotarlo di una spina dorsale titanica e garantirgli finalmente una spinta forte e costante.

Se unisci un buon livello di ottimizzazione SEO tecnica, dei buoni contenuti e questo schema, il tuo unico pensiero rimarrà quello di produrre dei buoni articoli. E mentre tu scrivi (o fai scrivere) vedrai posizionarsi il 99% delle tue parole chiave anche se non sei un esperto SEO.

Io lo trovo fantastico, e tu?

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Ecco cosa dice Google sulla qualità dei contenuti web Lo so, tutti ti dicono che per posizionarti sui motori di ricerca devi scrivere contenuti di qualità. Il ragionamento di base è molto semplice: se una pagina riceve tante menzioni (link) significa che il suo contenuto è buono e può essere utile per gli utenti, perciò vale la pena farlo salire di posizione nella SERP.

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