Quanti articoli scrivere nel blog (e quando smettere)

quanti articoli scrivere nel blog e quando smettere

Roberto, ma quanti articoli devo ancora scrivere per il blog?

Ne ho già fatti 200, mi sembra di aver detto tutto…

Sai, mi capita spesso di ricevere domande come queste.

In questi casi a interpellarmi sono persone che già lavorano con il content marketing, che magari da uno/due anni pubblicano regolarmente sul blog.

Dopo un po’ (giustamente) l’ispirazione langue e gli argomenti sembrano esauriti.

Cosa bisogna fare in questa situazione?

O, ancora meglio: ha senso fermarsi, arrivati a un certo punto?

In questo articolo cerco di rispondere proprio a questi interrogativi.

Ha senso continuare a scrivere per il blog?

Diciamo che all’inizio del tuo progetto hai fatto un bel piano editoriale corposo e che l’hai tenuto aggiornato in base all’analisi della domanda.

Però sono passati i mesi e poi gli anni. Tu Hai continuato a pubblicare regolarmente (almeno una volta a settimana) e ora ti ritrovi con un blog molto popolato e poche idee nuove per la testa.

idee per il calendario editoriale

Ha senso impegnarsi a creare nuovi articoli?

Ci sono almeno due risposte a questa domanda.

La prima è molto banale e non ha niente a che fare con la SEO.

Se hai creato un rapporto con i tuoi lettori e stai comunicando con loro, ha certamente senso continuare a pubblicare per mantenere viva quella relazione.

L’obiettivo dei tuoi contenuti non è solo attirare traffico. Se lavori bene, la meta finale dovrebbe essere “diffondere il verbo”, crearti un seguito di lettori fedeli e appassionati.

Quindi parliamo sì di posizionamento, ma non su Google! La parola chiave qui è brand positioning.

Se hai esaurito gli argomenti sviluppati sulle query che ti possono portare traffico è il momento di lavorare con le idee. Usa questa libertà assoluta per trattare i topic che ti interessano da un punto di vista unico, lavora sulla qualità massima del contenuto per dare valore.

In altre parole: fidelizza tramite la scrittura, vedrai che i risultati (di conversione) continueranno a migliorare.

Ma che fare dal punto di vista più tecnico? Qui è dove mi metto il cappellino del consulente SEO!

Partiamo da una premessa.

Ancora prima di domandarti se puoi smettere di scrivere, devi essere sicuro di aver lavorato in un certo modo. Devi aver steso un piano editoriale in ottica SEO e pubblicato articoli che rispondono alle query espresse dal tuo pubblico di riferimento.

Se hai fatto tutto questo e hai esaurito veramente le query d’interesse, allora puoi anche smettere di puntare al posizionamento su Google.

Davvero, Roberto?

Sì, ma frena l’entusiasmo.

Sei esentato dall’obbligo di “pensare SEO” solo se i contenuti che hai scritto finora sono ben posizionati, ed è un SE grande come l’Himalaya.

Come sono posizionati i tuoi articoli?

Se hai scritto 100, 200, 300 articoli sul blog, insomma un gran volume di contenuti, la domanda che ti aprirà le porte del paradiso è la seguente: Questi contenuti sono ben posizionati?

Nel 90% dei casi la risposta è NO.

Porta del paradiso chiusa…

E questo vale anche – o soprattutto – per i blogger più prolifici, quelli che io chiamo “i bombardieri”.

Un esempio paradigmatico è quello di Claudio Delaini, di cui ho raccontato la storia nel mio nuovissimo libro Scrittura Visibile: Caso studio Claudio Delaini (casini inclusi).

Claudio è un bombardiere di tutto rispetto, uno che produce contenuti a raffica su temi molto di nicchia (macchinari industriali e sicurezza).

Quando siamo entrati in contatto per la prima volta, nel blog di Claudio erano presenti una marea di articoli, un numero a tre cifre. Solo una manciata di questi contenuti erano però posizionati e portavano traffico.

Ti ritrovi in questa situazione?

Allora continua a leggere per scoprire come programmare il tuo prossimo anno di lavoro sul blog.

Revisionare i contenuti del blog

Se i numerosi articoli che hai scritto non sono ben posizionati, c’è solo una cosa da fare: tornarci su.

Dovrai riprenderli in mano, approfondire o sfoltire in base ai casi. Insomma devi servire meglio gli argomenti.

Ma soprattutto devi capire perché non stanno funzionando.

Come sono le SERP oggi? Le domande degli utenti sono le stesse di quando hai scritto il contenuto? Ci sono query “laterali” a cui non hai risposto? L’articolo garantisce una buona esperienza di navigazione agli utenti?

Facile a dirsi, Roberto, ma io come faccio a sapere tutto questo?

Beh, ho una buona notizia per te. Anzi due.

  1. La prima è che non ti servono tool complicatissimi e costosi per rispondere a queste domande.
  2. La seconda è che molte tecniche di analisi e di scrittura le ho spiegate nel corso del tempo qui nel blog.

Se però vuoi avere un quadro completo, ti consiglio di dare un’occhiata al corso di Scrittura Visibile, dove traccio una panoramica completa con tutto quello che un creatore di contenuti dovrebbe sapere oggi per vincere la sfida con Google.

In ogni caso, sappi che questo lavoro di ripensamento e sistemazione è davvero indispensabile.

Oggi, semplicemente, non puoi più permetterti di creare contenuti che non funzionano. Le pagine zavorra rendono più complicato arrivare ai tuoi obiettivi di posizionamento, sono un peso morto che ti porti dietro.

Alcuni pesi morti, se migliorati, possono diventare risorse. Altri andranno eliminati impietosamente. In ogni caso, di lavoro da fare ne hai eccome!

Ricapitolando, quand’è che puoi smettere di scrivere nuovi contenuti?

In due casi:

  • Se hai esaurito il tuo piano editoriale (e non ha senso aggiungere altro)
  • Se non hai esaurito il piano editoriale ma i contenuti non stanno funzionando

Il tuo progetto deve funzionare nella sua interezza. In altre parole, il blog deve generare traffico, deve generare conversioni e denaro.

Cerca quindi di non focalizzarti solo sulla scrittura intesa tra te e te, ma sul progetto. Definisci delle performance e poi vai a verificare il raggiungimento, e poi ripeti, ciclicamente.

Insomma, lavora aggiungendo un tassello alla volta, un mattoncino dopo l’altro.

Attenzione, non sto dicendo di non scrivere un nuovo articolo finché il primo non si è posizionato!

Ma se dopo 12/16 mesi di lavoro il tuo sito arranca per posizionarsi su 10 articoli, forse è il caso di fermarti un attimo e rivedere quello che hai fatto.

È un po’ lo stesso concetto di quando cucini a casa.

Se man mano che vai avanti con la preparazione ti preoccupi anche di lavare e sistemare gli utensili che hai utilizzato, alla fine ti troverai con poche faccende da sbrigare.

Se invece lasci che le pentole si accumulino nel secchiaio e il piano di preparazione rimanga sporco, alla fine avrai una montagna di lavoro da fare per mettere tutto a posto.

Con il blog il concetto è un po’ lo stesso: più lasci indietro roba da sistemare, più il casino aumenta.

Certo, ognuno ha la propria personalissima percezione di casino. Un paio di tazze nel secchiaio non corrispondono certo ai piatti degli ultimi 28 giorni.

Il blog di molti professionisti, però, è l’equivalente digitale di quello che si vede in “Sepolti in casa” (ciao Claudio). Te lo posso assicurare perché a me capita spesso di dover intervenire su blog in cui regna il caos più totale!

Per cui ascolta zio Roberto, fermati e fai delle riflessioni. Fidati, mettere ordine dopo 50 articoli pubblicati è immensamente più facile che farlo dopo 400.

Revisionare non vuol dire che hai sbagliato tutto, vuol dire andare a migliorare quanto hai fatto. Fa parte del lavoro. Pensa che lo sto facendo anche io per questo blog!

Ottimizzazione non significa affannarsi sempre a cercare nuovi posizionamenti, ma anche controllare che quello che hai già fatto stia funzionando.

E senza la O di Ottimizzazione, non stai facendo SEO… stai solo lavorando con i SE!

Vuoi capire come rendere visibili i contenuti che hai già pubblicato?

Ecco 3 cose che puoi fare ora:

Fai marketing ascoltando, non strillando.
Un abbraccio.


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