Seo link building strategy: 10 consigli per fare link building nel mercato italiano

imagine di copertina di seo link building strategy

Seo link building, la strategia per posizionare le tue pagine in maniera sicura e permanente

In questo articolo: una delle strategie SEO sempreverdi sulle quali puntare anche quest’anno è sicuramente la link building. Ma tra falsi miti, leggende e la molta “fuffa internettara”… basta un attimo e si rischia di perdere il focus su ciò che è realmente importante: costruire un profilo backlink da scintille.

Ecco perché da buon consulente seo ti parlo di quello che i para-guru del web non dicono sulla link building. A seguire i miei 10 consigli per spendere bene il tuo budget in favore di una link strategy che spacca.

Se hai un’attività e stai cercando di svilupparla anche sul web (e io so che ci stai provando ma hai perso la bussola), avrai sentito parlare di decine e decine di strategie “tutto e subito” pronte a prometterti di trasformarti nel super eroe del momento.

Ti avranno detto che:

  • i social sono la chiave
  • l’email marketing ti fa aumentare le vendite
  • che il paid traffic ti risolve i problemi SEO

Ma se sei qui, in un modo o nell’altro… sei entrato in contatto con il concetto di link building e digital pr.

In sempre più numerosi articoli e speech di sedicenti esperti web – dio ti prego dimmi che un giorno la smetteranno – un gran numero di capitani d’azienda desiderosi di crescere online – proprio come te – entrano in contatto nei modi più disparati con la link building.

Questa in alcuni contesti viene spacciata per quella polvere magica in grado di portarti in un batter d’occhio a scavalcare i tuoi competitor in SERP (pagina dei risultati di ricerca) ed in pratica, si fanno passare 2 messaggi fuorvianti:

  1. la link building è facile: ti dicono che se la fai fatturi in automatico i “big money”
  2. volare ooooh-oh: metti i soldi…e per magia prenderai l’ascensore nei risultati di ricerca

Vuoi davvero che te lo dica?  Per volare con il fatturato… Domenico Modugno non ti sarà certamente d’aiuto. Perché la link building ti porti risultati sicuri e permanenti nel mercato italiano ci vogliono invece 4 parole: SEO Link Building Strategy.

No, quella parola non era in alcun modo un’offesa alla tua persona, ma andiamo avanti…

La SEO link building strategy è l’arte di pianificare una strategia di acquisizione backlink, preziosi collegamenti verso le pagine del tuo sito provenienti da altri siti. I backlink sono ormai da tutti riconosciuti come uno (non l’unico) dei fattori più importanti per ottenere rilevanza e migliorare il posizionamento.

Ma posizionamento e rilevanza… de che?

  1. delle tue pagine di vendita su Google
  2. del tuo brand
  3. della tua reputazione aziendale

Vuoi un primo vero consiglio? Mettiti una bella canzone di Modugno in sottofondo e continua a leggere.

Ti illustro in 10 minuti di lettura 10 consigli pratici per arrivare a volare (davvero) con il tuo blog aziendale grazie alla costruzione della giusta strategia di link building. Ti suggerirò inoltre cosa devi esigere da parte del tuo servizio di link building per avviare un processo di qualità ed evitare di sprecare anche solo un centesimo delle tue risorse economiche.

Ma diciamocelo, a te dei soldi che ti frega d’altronde? 😀

Seo Link Building Strategy: perché?

Qual è il vero perché che si nasconde dietro l’utilità di una SEO link building strategy?

Presto detto, basta guardare all’interno del catino di questo settore (e neanche troppo a fondo) per scovare un’informazione che ti aiuterà a spalancare gli occhi. Google infatti ha parlato chiaramente.

Per bocca di uno dei sui principali “impiegati”, ovvero Andrey Lipattsev, il suo Search Quality Senior Strategist, riguardo ai fattori che contano per posizionarsi disse:

I can tell you what they are. It is content. And it’s links pointing to your site.

Che tradotto suona così: “vuoi sapere quali sono i 2 principali fattori di posizionamento (fattori che incidono sulla posizione che il tuo sito occupa su Google)?”

  1. I contenuti
  2. I link che puntano ad essi e al tuo sito

Così parlò Zaratustra insomma. Ok, in questo caso ha la faccia del buon Andrey Lipattsev…. ma non dimentichiamoci che, come noto, i fattori di ranking in totale sono più di 200 (ammesso che non siano aumentati), quindi non è solo da link e contenuti che passa il successo del tuo sito.

Chiarito questo tuttavia è innegabile che contenuti e link siano fattori di ranking che pesano come la parmigiana che mangi/mangiavi da tua nonna. Quella carica di olio. Quella che gli esperti – fonti ufficiali -dicono digerirai dopo 2030 anni circa.

La notizia (che gli per gli insider è stata tutt’altro che una notizia) è rimbalzata nel settore della SEO come una pallina da ping pong. Ricordiamo che risale al 2016, come testimoniato dall’articolo pubblicato da SearchEngineLand in quel periodo (uno dei siti più autorevoli e aggiornati in tema SEO).

una link building strategy è prioritaria come ribadito da searchengineland statistica searchengineland

Tra l’altro la classifica completa sarebbe link, contenuti e RankBrain, argomento di cui ho parlato approfonditamente qui: Rank Brain: Conosci il cervello di Google e posiziona il tuo sito web.

E c’è un altro fatto: dal 2016 a oggi le cose non sono cambiate poi molto… Anzi!

Ma non intendo annoiarti oltre. Sull’importanza dei link sono stati scritti fiumi di parole digitali. Quindi, la domanda da farti ora sai che non è più: link si o link no? Ma… come diamine mi devo comportare in ottica di link building strategy?

Sappi che questo se lo chiedono in pochi e ancora meno sono quelli che trovano una risposta sensata. Io non mi vanto di possederla, non sono certo il detentore della verità assoluta. Quello che posso fare però è darti 10 consigli che vengono direttamente dalla mia esperienza di consulente SEO e link builder.

Voglio parlarti di quello che da sempre ha funzionato in tema di link building per i miei clienti. Voglio presentarti subito la mia SEO link building strategy… Riassunta in 10 semplici consigli applicabili anche da te.

Link Building data driven in 10 consigli pratici

Sapevi già che io stesso offro un servizio di link building? Probabilmente no. Quelle che sto per illustrarti adesso nel dettaglio sono proprio le azioni che faccio io quando devo impiantare una strategia di link building per i miei clienti.

Si tratta di una serie di valutazioni indispensabili se intendi muoverti con consapevolezza all’interno del mercato della link building in Italia. In alcuni casi vi si trovano ottime occasioni, ma in in molti altri c’è gente che cerca proprio di farti il cosiddetto “pacco” spacciando link con pessime metriche capaci persino di penalizzare il tuo sito.

Per questo, se non vuoi ritrovarti a scalare SERP con link che ti danno la stessa spinta di una 500, ma preferisci saltare quanto meno su una BMW, ti consiglio di leggerti questi 10 consigli.

Una cosa è certa: almeno non tornerai da me con la faccia da cane bastonato lamentandoti che al mercato un signore molto convincente ti ha venduto vongole per ostriche.

meme sulla link building strategy

1 – Cos’è la link building e perché devi fare attenzione alle “ancore”?

Prima di iniziare, vorrei chiarirti subito cos’è esattamente la link building e cos’è una SEO link building strategy. Niente tecnicismi sarò breve e trasparente.

Abbiamo visto che la link building è fondamentale in quanto rilevante fattore di posizionamento. Ma perché? Perché i link oltre ad avere la funzione pratica di collegare due pagine (nello stesso sito o in siti differenti) per Google rappresentano un segnale di rilevanza.

Un link è un suggerimento diretto a Google. Un elemento capace di attribuire notorietà al sito che li riceve. Gli suggerisce che la pagina linkata è rilevante per un determinato argomento. E quando questo tipo di segnale si moltiplica, ovvero se più siti linkano la stessa pagina, stanno letteralmente indicando a Google, potenzialmente, è una pagina di qualità per determinate parole chiave.

La link building è una delle strategie più importanti per dare rilevanza alle pagine del proprio sito. Ottenere link attrae su di te l’attenzione di Google: Il risultato di tutto ciò sarà un migliore posizionamento nei risultati di ricerca.

Quindi, diamo una una definizione di questa attività ripresa direttamente da Moz (tra i più autorevoli siti sulla SEO a livello internazionale)

La Link Building è il processo di acquisizione di collegamenti ipertestuali da altri siti web verso il proprio.

definizione di link building da parte di moz

Come si legge dall’inglese, ci sono molte tecniche per fare Link building, e ciascuna ha il suo livello di difficoltà. Moz specifica anche che il tipico esperto SEO ormai concorda sul fatto che la costruzione di link rappresenta una delle parti più difficili del loro lavoro.

Ecco che allora molti, passano la maggior parte della loro consulenza SEO a cercare di definire buone strategie di link building per i loro clienti. Il motivo è presto detto, se si è in grado di padroneggiare l’arte della costruzione dei collegamenti di alta qualità, si potrà veramente passare in vantaggio sia sugli altri SEO che sulla concorrenza.

Ma dove corri? Stavi già scappando a comprarti un bel pacchetto di link per superare i tuoi competitor? Aspetta un secondo che ora devo parlarti di Anchor Text…

Anch… ch.. Che?!

I vari tipi di Anchor Text: cosa sono e come usarli

Caro mio, le ancore pesano, ma tu questo lo sapevi già, giusto? (perché se così non fosse faresti bene a correre verso il mio corso SEO!)

Quello che forse non sai è perché si parla di “ancore” nella link building e perché sceglierle bene è fon-da-men-ta-le!

Ti anticipo che lo hanno imparato a loro spese tutti quei web master che nel 2012, quando arrivò l’aggiornamento cosiddetto Penguin da parte di Google, videro i loro progetti colare a picco (a volte nell’ordine di decine di siti!).

Un anchor text non è altro che il testo visibile e cliccabile di un link. Ecco come si presenta con tanto di codice HTML intorno:

seo link building strategy esempio di anchor text
MyCoolWebsite è l’Anchor Text di questo link

Il termine anchor text o, più semplicemente ancora si applica sia ai link interni al sito sia a quelli in entrata o in uscita da esso.

Per creare link potenti è necessario ottimizzare le ancore al fine di creare un profilo backlink che non solo faciliti il posizionamento, ma che sia anche credibile.

Per funzionare deve infatti apparire più naturale possibile.

Lo scopo è quello di rankare, ma anche – e sopratutto – di evitare qualsiasi tipo di penalizzazione da parte di Google:

  1. Penalizzazione algoritmica (vedi il caso di Penguin che in sostanza cambiò il mondo della SEO e della link building per sempre).
  2. Penalizzazione manuale  (si, Google ha anche gentaccia che va a controllare specifici casi di siti sospetti che ricevono link in modo anomalo per numero e tipologia).

Ecco a te i 7 + 1  tipi di ancore principali che ti consiglio di utilizzare in maniera più omogenea possibile:

  1. Ancora di tipo “Brand”: un’ancora branded  è quella che linka il nome della tua azienda o servizio specifico. Nel mio caso questo tipo di ancora sarebbe “roberto-serra.com“. Si tratta di una tipologia di ancora molto safe da utilizzare.
  2. Ancora generica: tutti i web master ne hanno usata una almeno una volta nella vita: si tratta delle classiche frasette semplici che usiamo per linkare come: clicca qui, vai qui, questo sito etc…
  3. Ancora URL: in questo caso l’ancora combacia con l’URL che in genere inseriamo nel testo per linkare, quindi per fare un esempio: https://www.roberto-serra.com
  4.  Ancora/Immagine: nel caso in cui si inserisce un link in un’immagine l’anchor valutata da Google sarà quella del famoso testo ALT dell’immagine stessa.
  5. Brand + Keyword: in alcuni casi si cerca di diversificare il profilo backlink inserendo come ancora il brand + una keyword di riferimento come: “Roberto Serra SEO link building strategy.”
  6. Variazioni di keywords: se la keyword da spingere è link building è possibile scegliere di associarla con alcune variazioni. Ad esempio: “come fare link building” o “tecniche per costruire link” etc…
  7. Target Keyword + parole generiche: all’interno di un testo quando capita di nominare la propria target keyword è possibile selezionarla insieme al testo limitrofo per creare una buona ancora. Esempio: “questo articolo sulla link building“, oppure “leggendo questo post sulla link building” etc…

L’ultima tipologia di ancora si prende il posto come mio secondo consiglio per una link building di qualità.

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Vuoi far crescere il tuo progetto? Sei ad un solo click di distanza. 

2 – Anchor Text a “chiave secca”: come usarle senza scottarsi

Infine abbiamo l’ancora a chiave secca e qui dobbiamo soffermarci un secondo di più. Qualunque esperto SEO che si rispetti sa infatti bene come questa tipologia ricalchi alla perfezione una chiave di ricerca ben precisa. Quella che può allo stesso tempo distruggere o far volare il tuo sito.

Ecco alcuni esempi classici di anchor a chiave secca:

  • Torta di mele
  • Scarpe Nike
  • Hotel Roma

Nell’immagine puoi vedere la chiave secca inserita all’interno di un testo di esempio:

ancora a chiave secca come link building strategy

In genere, quando si sceglie di usare questa tipologia di ancora lo si fa a seguito di una keyword research e per le chiavi ad alto potenziale di monetizzazione. Parlo delle chiavi per le quali sicuramente vorresti posizionarti anche tu per il tuo sito web.

Ma cos’hanno di tanto speciale le ancore a chiave secca? Sono quelle che danno il più forte segnale a Google in assoluto. Quando si viene linkati con un anchor text di questo tipo, al bot che legge la tua pagina corre un brivido lungo la schiena.

In pratica gli si sta suggerendo:

La pagina di destinazione di questo link è molto rilevante per la parola chiave contenuta nell’anchor text.

Il risultato? Se l’operazione è ben gestita, ripetuta più volte ed in maniera intelligente, la pagina obiettivo comincerà a scalare la SERP come se non ci fosse un domani.

Questo non significa arrivare automaticamente nei primi 3 risultati di Google. Ci sono molti altri fattori da considerare. Tuttavia, non è raro vedere la pagina target rankare dove prima non aveva mai osato.

Tutto questo grazie al semplice testo di un link.

Tu cosa te ne fai delle ancore secche?

Robbè ho capito, ma io faccio l’imprenditore e vendo borracce ad Honolulu, che me ne faccio de ste ancore ancore?” Premesso che se vuoi approfondire puoi sempre richiedermi una consulenza seo, ti faccio un esempio pratico.

Ipotizziamo che tu abbia un concessionario e che tu venda anche auto usate in quel di Torino. Facendo una ricerca con un qualsiasi SEO tool, scopri che effettivamente ogni mese ci sono tra le 90 e le 150 persone che su Google cercano una parola chiave che effettivamente esiste “automobili usate Torino”.

link building strategy keyword research

Questa è una chiave che esprime un preciso intento da parte dell’utente, un intento transazionale. Parliamo di una ricerca ad alto potenziale di “conversione”, in altre parole: è probabile che l’utente sia davvero interessato ad acquistare un’auto usata nella zona di Torino.

Se tu ne vendi… Avrai già capito dove voglio andare a parare. Conquistare una buona posizione per quella chiave di ricerca su Google potrebbe far schizzare in alto le tue vendite!

Ora ti è più chiaro il concetto?

Quindi cosa fa?

Oltre a dover applicare sul tuo sito aziendale tutta una serie di altre buone pratiche SEO puoi iniziare a fare campagne di link building per incrementare il ranking delle tue pagine per chiavi obiettivo come “automobili usate Torino”.

Ottenendo link da siti esterni con ancora secca di questo tipo, le tue pagine potrebbero iniziare a posizionarsi meglio. A quel punto tu e il tuo brand otterreste molta più visibilità da parte di una audience altamente interessata all’acquisto del tuo prodotto/servizio.

Bella la vita vero?

Spetta… indovina? ci sono dei rischi proprio dietro l’angolo.

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I rischi delle ancore a chiave secca

Hai fatto un’analisi keyword attenta? Mi auguro davvero di si perché senza una keyword research non andrai tanto lontano. Se tutto torna ora ti è chiaro che nella tua SEO link building strategy i link a chiave secca non possono mancare ma c’è un ma… Non devi esagerare.

Nel corso dell’articolo ho più volte fatto il nome di Penguin. Si tratta di un aggiornamento che venne fatto all’algoritmo di Google proprio per scoprire chi abusasse della link building per rankare.

Tutti i siti che sono stati riconosciuti colpevoli di tali pratiche… Beh, ti dico solo che non ricevono più visite dal giorno in cui Penguin è entrato in azione.

Sono stati penalizzati. Caput.

Più di un esperto seo è stato letteralmente distrutto da questo cambio di algoritmo. Tanto da non voler più sentire parlare di due cose: di link… e della suocera settantenne che gli chiede di spiegargli cosa sono i link. Ma quello è un altro discorso.

La link building non è uno scherzo.

La si dovrebbe lasciar fare solo a chi è realmente preparato a farla. Raggiungere un profilo backlink equilibrato, infatti, non è cosa da poco e bisogna ragionarci molto bene a livello tecnico prima di poter pensare di arrivare a un risultato inattaccabile, per fare in modo che non ci sia pinguino che tenga ;).

Chiudo questa parte con un’infografica che ti mostra le percentuali “sane” di presenza di anchor text all’interno di un profilo backlink.

percentuali di anchor text per una link building strategy

3 – Quali articoli e su quali siti pubblicarli?

Cambiamo in un certo senso argomento. Dopo averne parlato a lungo sarai stufo di ancore e pinguini. Che ne dici di parlare di come scegliere bene i siti per la tua link building?

Premesso che ti servirà certamente un piano editoriale contenente gli articoli che vuoi far pubblicare in giro, in linea generale, i siti che devi scegliere per farti linkare devono essere a tema con il tuo. Insomma, l’ideale è che abbiano avere a che fare con le pagine di destinazione selezionate per il tuo sito.

Torniamo all’esempio di prima. Se vendi macchine non è proprio una buona idea farti linkare da un sito che parla di giardinaggio. Questo confonde il crawler (robot di scansione di Google) e rischia di far apparire come innaturale l’attività di link building, con conseguenti rischi, soprattutto se la pratica è reiterata.

Non è facile trovare siti che trattano il tuo stesso argomento disposti a linkarti. Molto spesso, infatti, potrebbe trattarsi di tuoi competitor e se anche solo ti avvicini… non faresti nemmeno in tempo a finire di dire “link” che li vedresti già ringhiare.

4 – Differenza tra Guest Posts e Pubbliredazionali

L’idea, quindi, è quella di trovare blog e siti che trattano i tuoi argomenti e pubblicare li dei contenuti – meglio se scritti secondo le buone pratiche di seo copywriting – che ti linkino. In base al sito e alla tipologia di contenuto, l’articolo che conterrà il link può essere di due tipi:

  • Guest Post: se viene pubblicato su un blog o su un sito a tematica inerente alla tua (previa comunicazione con il proprietario)
  • Pubbliredazionale: se parliamo di un articolo steso in modo simile a un articolo di giornale, ma che ha in realtà un contenuto pubblicitario e viene pubblicato su testate generaliste. Questo tipo di attività è quella che spesso meglio si sposa con le Digital PR.

Ecco un esempio di pubbliredazionale pubblicato sul sito della famosa testata giornalistica online TGCOM24.

articolo guest post link o pubbliredazionale differenza

In entrambi i casi diventa necessario sfoderare le proprie doti di comunicazione. Bisogna entrare in contatto con redattori e proprietari di blog per chiedere loro la cortesia di farsi linkare.

La “cortesia” cui faccio riferimento può significare anche l’eventualità di ottenere il link dietro pagamento. Anche se è innegabile che una percentuale di successo te la giochi nella qualità dei pezzi che hai pensato di lavorare nel tuo calendario editoriale… molto spesso il pagamento sa essere la strategia più semplice e diretta.

Quindi, a meno che tu non scelga di affidarti a un servizio di link building (come il mio) già pronto e che faccia tuuuuuutto quello di cui ti ho parlato sinora ed oltre…

Ti conviene travestirti da cappuccetto rosso e andare a bussare a qualche porta. Ricordati di portare con te gli occhioni dolci e cercare di usare parole al miele per convincere il lupo cattivo di turno a darti quel collegamento ipertestuale… In altro parole devi fare link outreach

Ecco cos’è e come si fa!

5 – Link Outreach: trovare e contattare chi fa per te

Nella tua SEO link building strategy la “link outreach” è attività fondamentale. Ripeto, se non scegli di affidarti a chi ha tutto il pacchetto già pronto e devi solo pagare per sfruttarlo… È questa praticamente l’unica alternativa che hai.

È chiaro che dedicarti alla link outreach fai da te (attività di ricerca e contatto di altri siti per ottenere link) ti farebbe risparmiare denaro, ma non sempre e comunque al costo di molto tempo investito in tale attività.

Cos’è la SEO link outreach? Come farla?

L’outreach è uno dei modi in cui si realizza la link building qualora non si intenda acquistare link.

Un’azienda può fare outreach in diversi modi:

  • email outreach,
  • social outreach,
  • influencer outreach
  • press outreach

Ognuna di queste modalità comporta il contatto con le persone in modo da ottenere una menzione in contenuti da te creati sui loro siti web, così da guadagnare dei backlink verso il tuo.

Tra le varie tipologie di outreach, quella che interessa di più a te e che può riuscirti più semplice è quella del tipo Email/PR.

Comporta l’invio di e-mail alle persone con una richiesta di pubblicare contenuto sul loro sito.

Tuttavia, non è possibile inviare e-mail in modo casuale. Come abbiamo visto prima, va effettua una ricerca adeguata e bisogna trovare siti web che siano rilevanti per i tuoi scopi di link building.

Fatto ciò puoi passare a creare un’e-mail personalizzata per i proprietari/gestori del sito web e fare loro un’offerta di valore. Questo potrebbe consistere nel dare loro un feedback relativo al loro sito, o nell’indicare alcuni link non funzionanti o altro tipo di servizio.

Ma ormai non è più una bestemmia parlare anche di pagamenti. Sconsiglio di farlo da subito, nella prima email, perché parlare di soldi subito non aiuta a costruire un rapporto che abbia anche una parvenza di sincero interesse verso il sito dove pubblicare.

Esempio di Template per richiesta link

Il sempre ottimo Neal Patel ci offre un esempio eccellente di messaggio da mandare per una richiesta di link. Mi sono curato di farne una traduzione per te.

Come sempre gli elementi vincenti di una buona comunicazione in questi casi sono la schiettezza e la simpatia:

Oggetto: [inserisci il nome del proprietario], penso di essere innamorato di te

Spero l’oggetto dell’email non ti abbia spaventato troppo, ma penso di essere innamorato di te.

Non preoccuparti, non è niente di raccapricciante. Ciò che intendo è che sono innamorato del tuo sito [inserisci il nome del sito].
Sono sicuro che tu riceva un gran numero di messaggi di persone che ti dicono qualcosa di simile ogni giorno, quindi non ti annoierò oltre sui miei perché. In cambio ho pensato di darti un feedback su quello che penso potresti migliorare nel tuo progetto:

1. suggerimento 1
2. suggerimento 2

Se ti stai domandando come ringraziarmi per questo piccolo gesto, sentiti libero di mandare un link al mio sito web [inserisci URL] 😉

No aspetta, scherzavo, hai già fatto abbastanza per me dandomi l’opportunità di fruire del tuo sito che è così figo!

Saluti,
[tuo nome]

PS: comunque davvero, se dovessi linkare al mio sito [inserisci link], beh, mi faresti davvero felice.

Ti ho tradotto questa mail per aiutarti a comprendere la logica e la dinamica. Io personalmente ho decine di modelli che utilizzo e continuo a migliorare. Questo modello è molto “Americano” ma se saprai prenderne spunto potrebbe essere un buon inizio per buttare giù qualcosa di interessante.

Se poi vuoi una mano con la link building outreach, vuoi sfruttare i miei modelli e ricevere link come se non ci fosse un domani… Bhè, in quel caso contattami pure per una consulenza SEO.

6 – Analizzare per scegliere: i siti per la tua link building

La selezione delle risorse di link building richiede sempre molto tempo. Si tratta di uno dei compiti SEO più meticolosi e laboriosi. Si riferisce direttamente alla valutazione di siti web secondo molti criteri diversi.

Io ho sistematizzato tutto questo lavoro, e ho stilato un elenco delle metriche più importanti per la link building da considerare per ogni singolo sito. Sono certo che possa renderti il compito più facile :). Partiamo subito:

1. Valutazione del sito web e tasso di trust del dominio

Oggi non è più un segreto, il SEO specialist utilizza servizi come Alexa, Ahrefs, Semrush e Majestic per misurare il valore del sito web.

Questi tool analizzano molti dati che possono essere divisi in due gruppi: la valutazione e le metriche di fiducia:

  1. Il primo gruppo di parametri mostra la posizione del sito web nelle valutazioni indipendenti composte da ciascun servizio.
  2. Il secondo gruppo riflette il livello di fiducia dei motori di ricerca nei confronti del sito web.

I nomi delle metriche possono essere diversi per ogni servizio, ma il loro significato è di solito simile.

Per conoscere l’autorità di un sito su SEOZoom, ad esempio ti basta, cercare il suo dominio all’interno della suite:

valutare il trust di un dominio per la link building strategy

In questo modo si scopre che il sito i Repubblica.it ha una Zoom Authority altissima, di 84. Ecco quindi che ricevere un link da questo sito potrebbe risultare in un forte incremento di rank per la pagina obiettivo.

2. Citation Flow e Trust Flow

Altre metriche importanti sono quelle di Majestic, altro tool molto utilizzato dall’esperto SEO. Da un’analisi fatta con questo tool si possono ricevere due dati fondamentali riguardanti un dominio:

  • Citation Flow: è una metrica di Majestic che si riferisce alla popolarità di un link in un sito senza considerare la qualità di questi link. L’esempio perfetto sono i siti porno. Hanno un Citation Flow molto elevato, ma come puoi immaginare non ti restituiranno un bel segnale. Difatti, un sito web con molti link che puntano ad esso sarà influente e otterrà un buon flusso di citazioni indipendentemente dall’argomento trattato.
  • Trust Flow:  è sempre una metrica di Majestic che analizza l’affidabilità di un sito misurandone la qualità. La qualità è il dato essenziale di questa metrica. Se un link che punta al tuo sito web è autorevole e qualitativo, allora anche il trust del tuo sito aumenterà.

Un buon Trust Flow è più difficile da ottenere rispetto a un buon Citation Flow, quindi quest’ultimo sarà sempre più alto come dato rispetto all’altro.

3. Spam Score

Lo Spam Score è stato sviluppato dalla società di software e dati SEO Moz, per misurare la qualità di un sito web. Esso indica quanto è “spammoso” un sito secondo un rating ideato da Moz, che si trova tra 0-17.

Se un sito ha un punteggio di spam di 17, allora è possibile ipotizzare che sia nella lista nera di Google, e che non sarà mai trovato nei risultati di ricerca.

Supponiamo che il tuo sito abbia un punteggio di 1,2,3 o 4. Sei salvo, non c’è nessun problema, tuttavia si dovrebbe comunque fare attenzione perché il dato indica comunque un certo livello di rischio e quello stesso sito potrebbe essere penalizzato in futuro.

Il principio generale è:

  • mai farsi linkare da siti spam
  • mai farsi linkare da sito che abbiano subito una penalizzazione
  • meglio evitare qualunque sito sia mal visto da Google.

4. Situazione del traffico

No, non devi consultare il GR 1 per capire se puoi acquistare un link da un sito, non sto dicendo questo ;). Sto parlando del “traffico” verso il sito che hai adocchiato per farti linkare. Parlo di numero di visitatori giornalieri e mensili.

Molti lo sottovalutano, ma i dati relativi al traffico su un sito sono una spia dello stato di salute e di sviluppo di un sito. Se il sito esiste da molto tempo e ha una tendenza decrescente in fatto di visitatori, è chiaro che qualquadra non cosa!

I siti possono perdere traffico per molti motivi, certo. Tuttavia, anche se la causa del calo non dovesse essere una penalizzazione da parte di Google è chiaro che come minimo quel progetto è stato abbandonato e non viene aggiornato abbastanza.

Il risultato? Otterresti un link il cui potenziale si sgonfia piano piano, come una ruota bucata.

Sempre meglio selezionare link provenienti da siti vigorosi e ben aggiornati, che quindi presentano un traffico in crescita.

grafico di traffico in crescita di sito per link building

Questo è un grafico preso sempre dalla suite di SEOZoom. Si possono consultare facilmente grafici simili per scoprire l’andamento del traffico di un sito. Anche se non si possiede un abbonamento al servizio basta inserire nome a dominio + estensione nella search bar e si potrà visualizzare il grafico.

5. Anzianità del dominio

L’esperienza e la saggezza contano, anche in fatto di domini e sembra proprio che Google nutra un certo “feticismo” per i (domini) vecchietti. Lascia che ti spieghi perché l’età di un dominio conta quando devi scegliere i tuoi succosi backlink.

Quando si pone la domanda “l’età del dominio è importante per la SEO?”, è importante capire come Google calcola il posizionamento di un sito web nel suo motore di ricerca.

Con i backlink che giocano un ruolo così importante nell’algoritmo di Google, dovremmo anche chiederci quale possa essere un processo “naturale” per un sito web per l’acquisizione di backlink.

Così, quando c’è un dominio vergine nuovo di zecca, generalmente si inizia senza backlink. Per ottenere backlink di qualità nella stra-grande maggioranza dei casi ci vuole tempo. Il proprietario del sito web (o agenzia di marketing digitale che lavora per il proprietario) deve creare contenuti perfettamente ottimizzati lato SEO copywriting, originali e di qualità. Questi saranno da diffondere “socialmente” per crescere alla giusta velocità.

Solo dopo si può iniziare a fare link building. Ottenere un profilo backlink di valore, dunque, richiede tempo e fatica. Non accade da un giorno all’altro; non naturalmente, in ogni caso.

Per questo, più un dominio è anziano e maggiore autorevolezza avranno le sue pagine… E i suoi backlink che puntano al tuo sito!

Ti stai chiedendo come verificare l’anzianità di un dominio? Niente di più semplice.

Ti basta usare un tool come: Domain Age Tool, completamente gratis!

Ecco come fare nell’immagine qui sotto:

anzianità del dominio per la tua strategia link building

E ora che sai come divertirti a sbirciare l’anzianità altrui, andiamo oltre. Ti piacerebbe sapere quali tipologie di siti e articoli sono i migliori per fare link building… e massimizzare i risultati?

7 – Link alla Home Page? Yes Please!

Come volto del tuo brand, la homepage deve essere il più forte possibile. Come puoi immaginare, non sto parlando solo dell’aspetto estetico. I link alla homepage sono importanti perché inviano segnali riguardo tutta la tua “casa”. Ciò aiuta i motori di ricerca a capire di cosa tratta il sito.

I backlink della homepage, dunque, sono ancora molto importanti. In sostanza, aiutano il flusso del PageRank a fluire in tutto il tuo sito e non sono molto difficili da ottenere qualsiasi sia la tecnica di link building adottata.

Normalmente, i siti web ricevono collegamenti alla homepage in modo “naturale” quando il marchio o l’azienda hanno ricevuto copertura mediatica (attraverso articoli, interviste riportate, video o altro). Altrimenti si possono adottare altre tecniche per ottenerne, come la già affrontata link outreach o l’acquisto diretto.

Mentre i link profondi (verso specifiche pagine del sito) sono sicuramente cruciali, non bisogna dimenticare che non sono gli unici backlink che vale la pena di ottenere. I link che puntano alla tua homepage andranno a beneficio dell’intero sito, ed è generalmente proprio la pagina principale del sito quella che riceve il maggior numero di visite (dirette, di riferimento e organiche).

E ora ti va qualche piccolo consiglio per linkare la home nel modo giusto?

Link alla home: un paio di dritte

L’URL da selezionare per linkare la home è quello principale del tuo sito. Forse sembra ovvio, ma a me piace non dare nulla per scontato. Per chi è meno esperto basta un attimo per farsi linkare la pagina sbagliata e questo può risultare in un’immane spreco di tempo e risorse non solo economiche.

Quindi facciamo un semplice esempio:

Mettiamo che tu sia il proprietario di Repubblica.it (ti piacerebbe eh…?), se volessi farti linkare sulla home dovresti prendere l’URL come mostrato nell’immagine sottostante:

linkare alla home page è bene per la link building
Selezionare l’URL nella pagina principale del sito

Che ancora scegliere per linkare la tua homepage?

  1. Puoi scegliere un’ancora brand (che combacerà con il nome a dominio del tuo sito, scelta molto comune e condivisa)
  2. Ancora di tipo URL come ad esempio: https://www.repubblica.it/
  3. In alternativa si può scegliere la propria money key principale con URL verso la home page

8 – Diffondere il trust in tutto il sito: i link interni

Se hai comprato o ottenuto eccellenti link, il tuo obiettivo è sicuramente quello di sfruttarne al massimo il potenziale in tutto il sito. Ma come ci puoi riuscire?

L’internal linking in questo senso è davvero cruciale. Abbuffarsi di link non basta se poi non si riesce a governare a dovere il flusso di cosiddetta “link juice” (la forza di posizionamento trasmessa dai link), in tutto il sito.

Soprattutto i link alla home in questo senso hanno un ruolo fondamentale. Per questo è bene che i link che partono dalla home siano ottimizzati strategicamente per arrivare verso pagine/obiettivo.

internal linking è importante tanto quanto la link building

Come vedi nell’immagine qui sopra, ripresa dall’autorevole sito del blog di Yoast, sottolinea quanto non basti avere una SEO link building strategy, solo per i link esterni. Serve fare anche una internal link building.

Devi determinare quali siano i contenuti più importanti e meglio orientati al copywriting seo all’interno del sito. Bisogna linkare internamente ai contenuti migliori e più completi;  quelli che sono il cuore del tuo business.

È proprio quello il contenuto che vuoi che le persone trovino quando cercano un argomento o un prodotto in cui sei specializzato.

Vuoi davvero far sapere a Google che questo è il tuo contenuto più essenziale, quindi devi aggiungere molti link ad esso. Ci sono vari punti da cui è possibile inviare link ai tuoi contenuti fondamentali.

Dopo che hai scritto vari articoli su un certo argomento, dovresti collegarli tra loro. Questo mostrerà a Google – e agli utenti! – che questi articoli sono collegati a livello semantico.

Se vuoi capire meglio e approfondire in merito alla costruzione di una corretta struttura dei link interni ti suggerisco di leggere questo approfondimento: [Illustrato] Come organizzare il sito Aziendale in ottica SEO e posizionare il 99% delle tue parole chiave.

9 – Da evitare: PBN, domini spammati e link da siti scarsi

Se i tuoi neuroni non sono ancora andati a fuoco, lo zio Roberto ha ancora un paio di cosette da aggiungere perché tu possa evitare errori banali investendo nella link building.

Ho in parte già toccato questo argomento, ma se fino ad ora abbiamo detto quello che dovresti fare, ora vorrei parlarti di quello che dovresti evitare a tutti i costi nella tua SEO link building strategy.

Volendo puoi approfondire bene questo aspetto nel mio articolo “peggiori tecniche di link building“, ma intanto ecco 3 cose che dovresti evitare come la peste (o come la tua compagna quando la fai incazzare):

1. PBN (private blog networks)

Le PBN possono essere “cose” piuttosto brutte, un po’ come la tua faccia quando ti svegli la mattina. Conosciute come Private Blog Networks, sono tipicamente gestite da individui nefasti che le usano per passare la link juice tra diversi blog di loro proprietà.

Il fatto è che Google non prende troppo bene questo tipo di cose e – quando vede un PBN – la punisce.

E punirà anche i siti a cui il PBN si collega, ovvero potenzialmente il tuo se comprassi link da PBN nefaste!

Vedi, quando si è a caccia di backlink, bisogna anteporre la qualità alla quantità. I siti spammy come i pessimi PBN non ti avvantaggeranno minimamente. Ti danneggeranno e possono causare una diminuzione del tuo ranking.

E sicuramente non vi garantiranno una maggiore esposizione al vostro pubblico mirato.

Diamo un’occhiata su come riconoscere ed evitare le PBN.

  • Design di sito scadente: Nessun blogger che sta creando uno “schema piramidale” di blog per arricchirsi in fretta si prenderà il tempo e lo sforzo necessari per creare ogni volta dei bei siti web. Invece, prenderanno l’opzione più semplice e metteranno insieme un sito web semplice – anche se di scarsa qualità.
  • Cattivo profilo backlink: analizza il profilo dei link in entrata dei siti ai quali vuoi rivolgerti, se è di scarsa qualità non ti conviene assolutamente prendere link da lì. Potrebbe anche trattarsi di PBN.
  • Scarso/nessun traffico in entrata: se un sito non ha traffico in entrata è sospetto, e puzza di PBN!

immagine link spam meme

2. Siti Spammosi

Se il sito che stai analizzando presenta un profilo backlink di scarsa qualità con un gran numero di link da fonti opinabili, lascia stare! Se contiene link pericolosi potrebbe fare danni anche per il tuo sito.

In generale se ti accorgi che il sito contiene link del tipo:

  • Provenienti da commenti/forum
  • Creati automaticamente tramite software
  • Da siti con scambio link
  • Link da domini sporchi o dropped

Fuggi a gambe levate e non pensarci nemmeno a farti linkare. Per trovare questi link e fare le dovute valutazioni devi saper maneggiare appositi software, non esistono alternative differenti.

3. Link da siti scarsi

Per finire, seguendo un processo di link audit così come spiegato in precedenza dovresti essere in grado di farti un’idea anche della qualità generale del profilo backlink di un sito.

Non è che per essere valutato positivamente questo debba essere perfetto. Ogni sito riceve link anche casualmente e di bassa qualità, è del tutto normale. Ma se la parte negativa è prevalente, meglio farsi due domandine.

In generale meglio evitare i link da siti scarsi, di bassa qualità, con contenuti scadenti e non ottimizzati.

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10 – Lascia fare… a chi sa fare

Sai, ho creato questo articolo vagamente approfondito per un motivo: darti gli strumenti per non fare cavolate mentre ti occupi della tua link building (leggi = “il tuo progetto web al quale tieni tantissimo e del quale vuoi aumentare la audience, il prestigio e il fatturato”).

Insomma, ho cercato di rendere il tutto più completo possibile e semplice da seguire… ma….

Come avrai notato, la link building a livello tecnico è davvero un casino. Costruire una SEO link building strategy di livello e 100% ottimizzata richiede un lavoro con i cosiddetti perché si sposino tutti i seguenti fattori:

  • il tuo sito
  • i link in entrata
  • l’internal linking
  • le tue pagine obiettivo
  • i tuoi obiettivi di vendita e crescita fatturato
  • l’ottimizzazione SEO
  • La sostenibilità di un azione di digital pr
  • e da ultimo (ma non per importanza) il tuo budget disponibile

Concentrare tutto questo non è cosa da poco, ma sai c’è chi lo fa per mestiere… Ed eccomi qua, da oltre 15 anni mi occupo di progetti di questo tipo per clienti che hanno aziende in qualsiasi settore.

In conclusione.

Se pensi di non avere tempo, risorse o competenze adeguate per occuparti di una SEO link building strategy da paura… Beh, modestamente lasciami dire che io ce l’ho, faccio esattamente questo di mestiere.

Hai altre domande e curiosità sulla link building o sui servizi che posso offrirti per provare a far volare i tuoi progetti web? Batti un colpo, sarò felice di mettere sul tavolo tutte le opzioni. Sapere chi sono i tuoi clienti, e parlare dei modi in cui potremmo andare incontro ai loro desideri con i tuoi prodotti e servizi lavorando sulla visibilità…

Fai marketing ascoltando, non strillando.
Un abbraccio.


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