Le peggiori tecniche di link building

le peggiori tecniche di link building seo a rischio penalizzazione

Google si evolve, ma si può dire altrettanto del mercato della Link building?

La link building viene spesso vista come la cura a tutti mali.

Ricordi il bacino che ti dava tua mamma e che ti faceva passare qualunque male? Il soffio magico capace di disinfettare e annientare i batteri di qualunque cosa toccasse il suolo, tanto potente da rendere nuovamente commestibile il cibo che… Amuchina spostati proprio?

Ecco, non ci crederai, ma per tanti la link building è ancora oggi in tutto e per tutto assimilabile a quei due “potentissimi” rimedi casalinghi.

Partiamo allora con il dire chiaramente che non è così.

Se il tuo sito non genera traffico al 90% non è perché gli mancano link ma perché non è capace di soddisfare i criteri di qualità richiesti per determinate query in SERP.

Prima di pensare ai link dovresti infatti chiederti se hai fatto quanto necessario per comunicare correttamente con il motore di ricerca, se hai lavorato per aggiungere qualità la dove gli altri non lo fanno e se, infine possano essere presenti errori, magari di scansione, che possano pregiudicare il tuo posizionamento.

  • I tuoi contenuti sono completi ed originali?
  • Le immagini che usi sono copiate anche quelle?
  • Hai condotto una tecnical audit alla ricerca di eventuali errori?
  • Disponi di una keyword research definita per obiettivi?

Anche questa volta il mio invito è quello di evitare di fare il paziente che si reca dal dottore a dirgli che medicine gli deve prescrivere convinto della sua auto-diagnosi fatta su Google.

Al contrario, faresti bene invece a contattarmi, chiedermi di fare un check così da valutare se è il caso o meno di partire con un servizio di link building, che ovviamente, se lo desideri, potrei offrirti io stesso.

Il punto è che molte strategie di link building – e ti assicuro, ne vedo tante in giro – non sono per nulla benefiche, al contrario si ritorcono decisamente contro chi è convinto di beneficiarne.

Se vuoi migliorare il tuo posizionamento nel lungo periodo faresti dunque bene ad utilizzare una strategia SEO, magari orientata alle digital pr, priva di certe tattiche di link building che ancora vengono vendute da agenzie e consulenti che a dirla in due parole… Dio perdonali perché non sano quel che fanno.

In questo post intendo chiarire questi ed altri aspetti cruciali raccontandoti per filo e per segno ciò che sicuramente NON dovresti mai fare.

Link building: gli errori che non devi commettere.

Qui non serve un esperto seo per comprendere questo, non tutti i backlink sono creati allo stesso modo. I backlink di alta qualità sono estremamente preziosi, aumentano la tua reputazione, migliorano l’autorità del tuo dominio e, in ultima analisi, rendono più visibile il tuo sito su Google.

Di contro i backlink di bassa qualità possono effettivamente avere un effetto negativo lato SEO, abbassando l’autorità del dominio e mettendoti in condizioni di rischiare delle penalità manuali capaci di compromettere seriamente il traffico in entrata.

Conoscere la differenza tra backlink di alta e bassa qualità è fondamentale se vuoi che la tua campagna SEO abbia successo.

Prendere link non è esclusivamente una questione di quantità. Smettila di pensare all’acquisizione dei link come ad un cestino da riempire il più possibile, non funziona così.

Come ti dico nel post in cui ti racconto per filo e per segno perché dovresti scegliere me per gestire la tua link building, I link giusti sono quelli che prendi da siti reali, perfettamente in topic, con anchor text mista, magari su coda lunga e ad una velocità coerente nel tempo.

Invece sai che si fa in giro?

Davvero non capisco come sia possibile ma ciò che vedo venire offerto come “servizio di link building” riguarda spesso l’esatto contrario. Sto parlando di roba davvero pericolosa, certamente capace di fare più danni che altro.

Giusto per non stare vago, nello specifico mi riferisco a quanto ti vado a descrivere ora e che tu ci creda o no gran parte dei servizi di link building in giro commette ancora questi errori.

Link da domini sporchi di tipo dropped

Un dominio è, semplicemente, il nome di un sito web e si compone da una stringa di lettere, numeri e simboli.

Quando un dominio viene definito come “dropped” significa che è scaduto. in poche parole il proprietario non lo ha rinnovato. Una volta scaduto definitivamente, dunque al temine di tutti i cicli a nostra disposizione per legge al fine di poterlo riprendere, il registrar può aprire offerte per quel dominio che, inevitabilmente dopo 7 giorni va al miglior offerente.

Ecco che allora, con l’obiettivo di resuscitare siti zombie e di portare a casa tutti i link che ancora sono puntati verso quel dominio, vengono fuori le magiche PBN da due soldi dalle quali poi il consulente X di turno andrà a vendere e piazzare i link al miglior offerente.

Tutto molto bello se non fosse che la maggior parte di chi fa queste attività le porta a termine senza prendersi cura di alcuni parametri vitali che se trascurati potrebbero determinare una penalizzazione per tutti i siti linkati. Te ne elenco qualcuno:

Scarsa autorità della pagina (PA) e di dominio (DA). Per ovviare si può fare questo check sfruttando il link Explorer su https://moz.com/link-explorer così da conoscere la qualità del domino e capire, non è un dettaglio, se in passato è stato bannato da Google.

Si trattasse anche del nome dominio più figo del mondo o il più caro, capisci che se è stato bannato non può essere trovato dai motori di ricerca, leggi: non è utile.

Non bastasse devi sapere che in tanti acquistano domini senza manco controllare se questi siano ancora presenti nella cache di Google quando per verificare la cosa basta semplicemente digitare cache:nomedominio.it su Google!

Altro check VITALE tra quelli ignorati dai più è la verifica del ban da parte di Google Adsense. Molti domini scaduti sono stati lasciati proprio perché bannati da Google Adsense. Capisci che la reputazione di un sito di questo tipo non può che sporcare l’autorità di chi si trovasse a ricevere link in ingresso.

Anche qui il controllo è semplice, esistono tonnellate di siti, non si tratta di un problema strumentale ma di metterci testa e pazienza. Insomma, fare le cose bene. Una verifica si può fare su Isbanned.com

Altra cosa che proprio non vorrei mai è che il mio sito prendesse link da un sito che in passato vendeva ciccioline cinesi di gomma. Ma ti pare?

Ecco, non lo è.

Capita infatti spessissimo che un dominio anziano possa essere stato hackerato o peggio ancora utilizzato per fare spam ospitando le peggio cose, cose che voi umani non potete neanche immaginare.

Conoscere questo ed altri aspetti è determinante se vuoi evitare di ritrovarti inspiegabilmente nel baratro. Per fare questo check occorre verificare su archive.org (il più grande archivio storico del web) lo storico del sito così da poterci accertare che nel passato non sia stato vittima di tali abusi. Ora ti chiedo, ma secondo te questo controllo viene fatto? Ecco, ci siamo capiti.

Capiamoci, non tutti i dropped sono pessimi, anzi. È però importante capire che fare PBN è una cosa seria e molto, molto costosa. Spesso invece vengono tirate su “per risparmiare”, motivo per il quale hai molte più probabilità di finire penalizzato che non il contrario. Che io sappia, ad oggi ed in Italia sono davvero in pochissimi a portare avanti questa attività con tutti i crismi. E dato che le PBN nascono per fregare Google, stai a andando a rubare a casa del ladro… capisci che occorre valutare se il gioco vale la candela vero?

Link da siti con scambio link

Il rischio si presenta quando si partecipa a scambi eccessivi di link. Ricorda che Google riconosce benissimo gli schemi di link, figuriamoci se non riconosce un link reciproco… Gli scambi link altro non fanno che aprirti la porta per finire inevitabilmente verso una diminuzione della tua reputazione nell’indice di Google. Se vai in giro a chiedere o accettare richieste di scambio link alla cieca, non conoscerai mai la qualità e la rilevanza del sito che si sta aggiungendo.

E la fregatura più grande lo sai dove sta?

Il collegamento a un sito che non ha alcuna importanza per Google abbasserà inevitabilmente la tua reputazione agli occhi del motore di ricerca. Collegamenti di questo tipo possono certamente contribuire esclusivamente a danneggiarti. Dunque non ci pensare nemmeno ok?

Link massivi da forum e/o commenti

Per chiarezza: non tutti i link in entrata provenienti dai forum sono cattivi.

Se un link proviene da un sito di buona qualità, da un utente attivo, e il link stesso non è manipolativo (es, sempre su chiave secca), probabilmente non ti arrecherà alcun danno.

Tuttavia, se hai migliaia di link provenienti da forum di discussione stranieri, spammosi e di bassa qualità… faresti bene a farti il segno della croce. Una penalizzazione potrebbe essere in arrivo. Ancora oggi in tantissimi offrono servizi di questo livello, danneggiando di fatto la reputazione del dominio.

Se fatichi a comprenderne il motivo, lascia che te lo spieghi in due parole: SOLDI FACILI.

Ovviamente per chi vende.

Come stai per leggere esistono infatti software capaci di sparare questo marciume a tonnellate così da rendere le proposte appetibili, estremamente convenienti e apparentemente di ottima qualità a chiunque cerchi tanti link a poco prezzo.

Link creati automaticamente tramite software

Qui voglio essere sintetico e schietto: tools come senuke, scrapebox, xrumer e compagnia bella altro non fanno che creare danni nel 99,9% dei casi. Questi software sparano link ovunque non ci siano protezioni dagli spambot e sono capaci di creare migliaia di link in pochissimo tempo. Trovano spazio non a caso nel mondo della negative SEO.

Da consulente seo il minimo che posso dirti è: stanne alla larga, ma proprio taaaaaanto.

Rilevanza (attenzione, non ho detto autorevolezza) del dominio che ti invia uno o più link

La sorgente che utilizzi per realizzare il tuo backlink è l’indicatore più evidente della sua qualità. Come regola generale, più bassa è la qualità del sito, più bassa sarà la qualità del link. Pubblicare un link su un sito poco attendibile, di basso livello o mal progettato avrà certamente un impatto negativo. Allo stesso modo, la pubblicazione di qualsiasi link su di un sito progettato specificamente per manipolare il ranking è non ti porterà altro che a guadagnare una penalità.

La qualità della sito che ti manda il link non è tutto; deve essere infatti considerata anche la sua rilevanza. Qualsiasi sito completamente estraneo al tuo settore potrebbe infatti qualificare il backlink come di bassa qualità a causa della sua scarsa di rilevanza sul sito che lo ospita.

Intento dell’utente

L’intenzione dell’utente è importantissima per il tuo link e questo fattore contribuisce alla determinare che possa essere o meno di qualità. La cosa più importante da tenere d’occhio è il fatto che l’utente ritenga opportuno cliccare effettivamente su quel collegamento e che dunque lo stesso abbia senso. Quando fai l’analisi keyword per determinare quali link inserire devi necessariamente ricordarti di questo se intendi massimizzare l’efficacia della tua attività.

Un link messo a casaccio, che non ha altro scopo se non quello di generare artificialmente traffico – e ti garantisco che non ci riesce nella maggior parte dei casi – sarà trattato come un link di bassa qualità.

Contesto e struttura del link

La struttura del tuo link è solitamente correlata alla sua intenzione; per esempio, se il tuo link è pubblicato senza alcuna introduzione o spiegazione da solo in un commento di un blog, avrà ottime possibilità di esser percepito come spammoso. Se invece il tuo link è strutturato nel contesto ed in contenuti di supporto, libero da indicatori di spam come “clicca qui” o simili, sarà tutta un altra storia e potrai fare a meno di preoccuparti.

A seguito dell’aggiornamento di Google, mi riferisco al Google BERT update, il contesto è diventato sempre più rilevante. Faresti dunque bene a tenerlo a mente.

Tipologia di anchor text

Se Google inizia a vedere che stai pubblicando lo stesso link ovunque, caso tipico è quello delle campagne di link building che puntano unicamente alla homepage, può essere percepito come un link dannoso. Se vuoi che i tuoi link siano rilevanti vai a fondo ed evita di affidarti a una o due pagine di destinazione comuni per tutti i link.

Velocità d’acquisizione

La velocità d’acquisizione con cui si postano i backlink può determinarne la qualità. Se pubblichi backlink sulla stessa fonte più volte al giorno in diversi casi, i tuoi link potrebbero essere trattati come spam. La stessa regola si applica a fonti multiple; se i backlink improvvisamente salgono alle stelle senza spiegazioni sul perché, potrebbero essere intesi come spammosi compromettendo la salute dell’intero sito web. Per scongiurare questo rischio occorre pianificare un attività capace di tenere conto della velocità storica del tuo sito e di quello dei tuoi concorrenti. Va studiato un vero e proprio piano editoriale capace di mettere in calendario tutte le uscite.

Come dico sempre, per prendersi il sicuro occorre sempre fare un indagine di mercato preliminare. Io solitamente la rimborso ad avvio attività, se vuoi saperne di più qui trovi tutto: https://www.roberto-serra.com/indagine-di-mercato-digitale/

Pagare per link nofollow

Se non hai idea della differenza tra ‘DoFollow’ e ‘NoFollow‘ devi sapere che i backlink con attributo NoFollow dicono ai motori di ricerca di non prendere in considerazione la destinazione, insomma, non passano trust. I link di tipo dofollow invece fanno esattamente l’opposto.

Se vuoi approfondire puoi leggere qui: Nofollow, cosa significa (esattamente)

In sintesi Il tag rel=”Nofollow” è usato per dire ai motori di ricerca di non eseguire la scansione di specifici backlink. Google ignora i link Nofollow e non li utilizza direttamente per attribuire rank. Questo attributo nasce infatti per identificare contenuti di cui non ti fidi. I link Nofollow di norma non dovrebbero causare problemi, tuttavia, quando sono in grandi quantità e sono anche di qualità molto bassa, possono però diventarlo.

Sappi che Google valuta sia i link DoFollow che i link NoFollow, quindi è importante che tu li acquisisca entrambi. Il punto è che dovresti concentrarti di più sull’acquisizione di link di tipo ‘dofollow’ per godere di benefici in termini di ranking. Ovviamente acquisire ottimi link di tipo Dofollow non è affatto semplice ma se ti rivolgi al giusto professionista tutto diventa possibile.

Contatta Roberto
Vuoi far crescere il tuo progetto? Sei ad un solo click di distanza. 

Ok, è arrivato il momento.

So che te lo stai domandando.

Sono un’esperto SEO, conosco le tue domande.

Qual’è il numero di link al mese per una perfetta strategia di Link Building?

Non c’è, nada, nein.

Non esiste, e ribadisco non esiste, un numero magico di link al mese che possa andare bene per tutti. Potrebbe essere uno come mille, dipende dal tuo settore, della lingua e sopratutto dalla concorrenza.

Fare un indagine di mercato non può che essere il punto di partenza. Occorre conoscere esattamente la competizione presente in SERP e da qui non si scappa, o fai l’indagine di mercato tu o assumi qualcun altro per farla – l’importante è che questo qualcuno sia effettivamente in grado, strumentalmente e per esperienza in grado di comprendere il mercato in cui ti trovi.

Partire da un’analisi iniziale e poi avviare un attività passo passo – spesso partire lentamente è la scelta migliore – è ciò che mi sento di raccomandare spesso a tutti i miei clienti. È difficile gestire (le proprie) aspettative se non si sa a cosa si dovrebbe mirare in termini di obiettivi/risultati.

Obiettivi come “Primi su Google per tutte le ricerche a X€ al mese” rappresentano solo sogni destinati a trasformarsi da li a breve nel peggior incubo. Non certo la base per una pianificazione SEO utile alla costruzione di una campagna di link building.

Se insisto con l’indagine di mercato è perché è l’unico strumento che ti permetterà di Identificate le chiavi per le quali potresti avere maggiore opportunità e al netto di ciò di rispondere a queste e altre domande indispensabili per permetterci di prendere la giusta mira:

  • Quanti backlink ha il sito che si sta portando a casa il traffico che vorresti?
  • Qual’è la sua velocità d’acquisizione? Prende 100 link potenti al mese o ne ha preso 100 in un anno?
  • Su quali pagine riceve maggiormente link?
  • Quanti anni ha il suo dominio?
  • Quante pagine ha in questo momento indicizzate su GoogleRispondere a queste e tante altre domande ci permetterà di fare reverse engineering nel vero senso della parola così da poterci tarare al fine da avere maggiori possibilità di successo.

È inutile domandarsi “quanti link servono” o, peggio ancora chiedere “preventivi” se non sai esattamente dove devi andare e con quale mezzo hai più possibilità di arrivarci non trovi?

Per riassunto, ecco la lista delle principali pratiche scorrette nel campo della link building.

Tipo di pratica scorrettaValutazione di rischio
Ricezione di link creati tramite softwareAlto
Ricezione di link da domini di tipo dropped con profilo sporcoAlto
Eccessivo uso di anchor text manipolativiMedio
Link massivi da forum e commentiMedio
Link da siti di scambio linkBasso
Link da siti non a temaBasso
Eccessivo numero in ingresso di link nofollowBasso

Arrivati sino a qui giù mi auguro che ti sia chiaro che il punto non è “mettere link” ma costruire traffico utile alle conversioni che cerchi. Questo tipo di attività può rivelarsi determinante tanto quanto pericolosa. La parola che vorrei tu tenessi a mente è dunque “maneggiare con cura”.

Come dici? Vorresti parlarmi del tuo progetto?  Più facile a farsi che a dirsi, contattami cliccando su questo link… interno!

Fai marketing ascoltando, non strillando.
Un abbraccio.


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